E gli alberi torneranno a sorridere

Tra inciviltà ed esasperazione, grottesco epilogo dell’ennesima campagna elettorale.

Finalmente è finita, dopo tre mesi di battaglie, sia tra avversari sia intestine agli stessi partiti, la guerra si è conclusa.

Come sempre ci sono stati i vincitori e i vinti, e come in tutte le competizioni elettorali alla fine i vinti accamperanno le solite giustificazioni per meglio digerire la sconfitta e i vincitori celebreranno la vittoria sostenendo che “l’ottima azione di governo e il vero, grande progetto di cambiamento e rinnovamento sono stati premiati”.

Chi ci amministrerà saranno coloro che sosterranno che la pulizia delle strade e delle piazze delle nostre città è la prima cosa da garantire ai cittadini e che le tematiche ambientali devono essere al primo posto nell’agenda politica.

Chi esce però come sempre sconfitto dalla disputa elettorale è però proprio l’ambiente. Quel bene supremo che tutti i nostri rappresentanti al parlamento e nelle varie amministrazioni locali dicono essere, viene in realtà vilipeso.

Ancora una volta abbiamo visto le nostre città, i paesi pedemontani, i borghi marinari letteralmente sepolti da tonnellate di carta con l’effige dei futuri eletti o trombati. Ancora una volta centinaia e centinaia di alberi hanno sacrificato il proprio fusto (quasi sempre esteticamente più valido di “certe facce”) per pubblicizzare i volti, accompagnati da slogan spesso ridicoli (soprattutto se si pensa a chi li conia) di chi, nella maggioranza dei casi, il massimo che riuscirà a fare sarà riscaldare una poltrona più o meno comoda.

Non ci si fa forse caso, ma queste continue bagarre che sono diventate ormai un’ abitudine in Italia portano alla distruzione di interi boschi e una quantità abnorme di acqua ed energia

Basti pensare che per una tonnellata di carta da cellulosa vergine sono necessari 15 alberi, 440.000 litri di acqua, 7.600 kWh di energia elettrica.

Sarebbe quantomeno auspicabile che i partiti politici imponessero ad essi stessi ed ai propri candidati l’utilizzo di carta riciclata, che richiede 0 alberi, 1.800 litri di acqua, 2.700 kWh di energia elettrica (sempre un grande spreco comunque, ma almeno più limitato).

Un’idea potrebbe essere quella, per esempio, di mettere ad Acireale un display che conti nel periodo elettorale i chili di carta sprecata e i rispettivi alberi andati persi per sempre.

“Quello che poteva succedere” è però purtroppo e sfortunatamente successo, e indietro non si torna.

Sarebbe opportuno realizzare prima delle prossime elezioni un “manifesto etico” concorde tra tutte le forze politiche che faccia sì che esse si autodisciplinino e che pongano un limite massimo di fac-simili e di manifesti da stampare (meglio se con carta riciclata), auspicando che finalmente ci si attenga alle regole, in altre parole distribuire previo mano i fac-simili e attaccare i manifesti negli appositi spazi consentiti dalla legge.

Fortunatamente di qui al prossimo anno non sono previste ulteriori consultazioni elettorali, e fino ad allora “gli alberi torneranno a sorridere”.

Luigi Russo



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11 Commenti to “E gli alberi torneranno a sorridere”

  1. Sebastiano Scavo:

    Eh già, lo scempio è sotto gli occhi di tutti! Non è la prima denuncia di questo genere fatta ai nostri amministratori, nè è la prima volta che gruppi di cittadini manifestano platealmente contro questo malcostume (penso a Cittadinanza Attiva, e a una domenica di qualche mese fa in cui una delegazione, Michele alì in testa, partiva per mondare i pilastri di Piazza Europa dalle facce di D’Agostino e Pogliese, Cicala e vari altri). Il bello è che puntualmente ci si ricasca, e ancora si sporca e si sporca ma nessuno, nemmeno chi ha vinto, fa nulla per pulire.

  2. Paolo:

    L’emblema di questa situazione è il “muro della vergogna”, la prima immagine che si ha di Acireale non appena si sale dalla litoranea, fiancheggiando la Villa Belvedere.
    Non ci fa onore ospitare una simile anarchia pubblicitaria, ma ce ne fa ancora meno aver dato rappresentanza a chi promette di impegnarsi per la città e che, per raggiungere questo, la deturpa.
    Un po’ come votare un controsenso.

  3. antonio tomarchio:

    Accanto al vergognoso spreco di carta e all’imbrattamento delle città va sottolineato il reclutamento di squadracce mercenarie!!! Mi sembra alquanto scorretto mettere insieme Cicala, Pogliese e D’Agostino che certamente avranno torti in riferimento a quanto sopra ma di entità diversa!….. Quanti di voi che avete letto e leggerete il pezzo di Luigi Russo si sono indignati a tal punto da non votare la FACCIAZZA appesa sul muro che magari conoscete e per giunta stimate??

  4. Sebastiano Scavo:

    Io sono fra quelli che non ne ha votato proprio nessuno… in merito ai nomi che ho citato nel mio precedente commento, sottolineo di averli indicati per un fine esclusivamente esemplificativo (essendo tra i candidati più giovani e conosciuti), e non certo per attribuirvi maggiore o minore responsabilità, né tantomeno per mettere tali responsabilità a confronto. Penso che la diversa responsabilità di ciascuno, in termini di spreco cartaceo, è stata ben evidente e non certo bisognosa di sottolineature. Giusto anche porre l’accento sulle “squadre di mercenari”… perchè non se ne parla più ampiamente?

  5. Luigi Russo:

    Ciao a tutti,
    sono contento che si sia aperto un dibattito sul tema dello spreco di carta, sulla tutela ambientale e sul decoro della nostra città.
    Io credo che sia venuto il momento, ora, ad urne chiuse e a mente fredda di presentare qualche proposta.
    Ad esempio io proporrei a tutti i segretari di tutte le forze politiche di Acireale di firmare un documento dove ci si impegna ad attenersi alle regole in tema di affissione dei manifesti e dove allo stesso tempo si condanna (pena l’espulsione dal partito) chi non si attiene alle regole.
    In questo modo si potrebbe tentare di affievolire il fenomeno appunto delle squadracce assoldate da chi non si sporca le mani in prima persona.
    Cosa ne pensate?

  6. Paolo:

    Mi sembra un’ottima idea!
    Già adesso non oso immaginare cosa accadrà per le prossime comunali ed una simile iniziativa potrebbe, se non responsabilizzare, mettere in guardia i candidati.
    Sono certo anche che una proposta del genere creerebbe molto imbarazzo nei “grandi” partiti e sarei curioso di vedere le reazioni :)

    La parte più importante è sensibilizzare la gente, dato che l’opinione pubblica sembra totalmente assuefatta a questo come a molti altri problemi, mentre potrebbe voler desiderare ancora una città pulita, in tutti i sensi.

    Spero che i segretari, nel leggere questi messaggi, ne prendano atto.

  7. Phoenix:

    La proposta è bellissima, peccato che sia inapplicabile in quanto molti dei partiti che più imbrattano la città sono assimilabili a feudi o protettorati più che a partiti veri e propri.
    Tutti conosciamo i referenti politici del Pdl (FI e AN che dir si voglia), dell’MPA e delle varie liste da essa provenienti, ma chi conosce i segretari? Esistono?
    Inoltre quando sono gli stessi referenti politici a utilizzare tali pratiche, quali garanzie possono dare?
    O peggio, cosa pensare del fatto che, il candidato che più ha riempito di carta muri, cabine elettriche e perfino muri di palazzi storici, con i propri manifesti di tutte le dimensioni e foggie, ha la carica di assessore, carica istituzionale, che dovrebbe quindi rappresentare la cittadinanza e rispettare maggiormente il suo comune e i suoi abitanti? E cosa pensare dell’elettorato che premia maggiormente chi più sporca?

  8. Sebastiano Scavo:

    Se non vi sono segretari, si proponga ai singoli esponenti, in quanto rappresentanti. Si vada da tutte le forze politiche, e si pubblichi chi è d’accordo e chi no, o chi rifiuta la proposta.

  9. Luigi Russo:

    Sono molto d’accordo con Seby, la proposta va inoltrata in ogni caso a tutte le forze politiche che si aaumeranno evidentemente la responsabilità di aver o non aver accettato.
    E’ ovvio che chi non accetta si “autosputtana” nei confronti dell’opinione pubblica.

  10. Sebastiano Scavo:

    Per non parlare dell’inutilità dei manifesti “di ringraziamento”, quelli che vanno da frasi come “grazie per la vostra fiducia, continuiamo ad impegnarci” a “xxxx grazie… a voi” etc. etc. Il manifesto elettorale, ovviamente, seppur dannoso per le foreste, ha pur sempre un ruolo e un senso… ma i manifesti di ringraziamento? Sono l’esemplificazione del fatto che è tutto ormai riconducibile ad operazioni pubblicitarie.
    ma, se ci ripenso, un senso ce li hanno anche questi manifesti: non è il minimo ringraziare questa moltitudine di fessi, per una poltrona che è (molto) meglio di una pensione, o di un posto di lavoro?

  11. Phoenix:

    Più che altro si levano l’impiccio subito col manifesto, come dire “grazie per il voto, ora per 5 anni faccio i cazzi miei, poi torno a chiedervi il voto”.

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