Mario D’Anna candidato sindaco nella Lista Comunista

Il progetto della Lista Comunista e Anticapitalista sancita a livello nazionale  per le elezioni europee sarà presenta anche ad Acireale.
L’unica proposta per le politiche sociali e per il riscatto dalla crisi che ci colpisce tutti.
Per le elezioni amministrative di Acireale ora c’è un’opportunità.
Rialzare la testa e dare un’amministrazione vicina agli acesi è possibile: sostenendo il candidato Sindaco Prof. Mario D’Anna.

I segretari cittadini del PRC e del PdCI
Alessandra Leotta
Antonio Tomarchio

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4 Commenti to “Mario D’Anna candidato sindaco nella Lista Comunista”

  1. Ruovaski:

    Mario D’Anna sindaco è una bella provocazione. Spero che Mario riesca a rianimare una campagna elettorale che si preannunica morta e soporifera e dall’esito scontato (Nino Garozzo prenderà tra il 70% e il 75%) . In particolare spero possa scalfire almeno un pò l’ego infinito del nostro amato Sindaco NINO CADOZZO e l’improvvisa conversione al centro sinistra di TANO CUNDARI. L’ironia è l’unica arma che ci rimane in una città in cui l’alternativa non è più possibile dal punto di vista numerico.
    Conoscendo Mario credo che possa farlo e che non si faccia intomorire dall’ira del Sindaco che riprende come un maestino tutti coloro che si permettono di criticare il suo operato e che non ammette errori di alcuni tipo NINO CADDOZZO non può sbagliare. Patetico nei suoi comunicati stampa risentiti, anzi direi patologico.

    Altro discorso è che cosa Mario D’Anna abbia a che fare con questa operazione di rigurgito identitario presuntamente comunista e anticapitalista . Secondo me poco Mario , ma mi rendo conto che sono stati gli unici a proporti quest’avventura.. Mah
    Quella di richiamarsi all’identità comunista e anticapilista è un riflesso, una reazione difensiva inutile e motivata solo dal portare quache voto in + e qualche piccola visibilità alla lista PRC-PDCI per le Europeee perfettamente in linea con gli ordini degli organismi di partito. Operazione inutile che non servirà ad Acireale e ad avere una reale rappresentanza di opposizone in consiglio comunale (il 5% è irrangiungibile e lo sappiamo tutti). Ad acireale una significativa tradizione comunista a cui richiamarsi tra l’altro non c’è per cui questa operazione mi sembra più una scorciatoia, una mancanza di coraggio a servizio delle strutture di partito.
    Cosa si doveva fare? Un operazione di allargamento anzichè di chiusura nella propria piccola (anzi piccolissima in questo caso) identità basata su contenuti e elementi che sicuramente Mario proverà a portare in campagna elettorale : la partecipazione dei cittadini, il controllo popolare delll’amministrazione, la rivoluzione ambientale , la qualità della vita, la lotta contro la privatizzazione, le clientele di Catanoso e compagnia ecc.
    Questa operazione non si è fatta e si è preferita la scorciatoia dell’identità. Ma tu Mario cosa c’entri con tutto questo?
    Boh.
    Auguri!

  2. Davide Pappalardo:

    Ma di quale scorciatoia identitaria vai parlando?
    Siamo l’unica alternativa credibile contro i trasformismi e gli opportunismi che albergano in questa città.
    Il voto alla nostra lista è un voto libero e pulito.
    Facciamo proposte concrete (che non inserisco certo in questo post per ragioni di spazio, ma che avete visto nei mesi scorsi).
    E poi alla luce della crisi in atto (economica, ambientale ed energetica) chi meglio di noi può rappresentare un’alternativa e avanzare proposte e soluzioni?
    Vi avevano promesso un mondo ricco, fondato sul consumo estremo di tutto (risorse e uomini), vi avevano promesso felicità, vi avevano promesso tutto. E invece cosa hanno prodotto? Fame, perdita di posti di lavoro, guerre, angoscia, nuove povertà, inquinamento.
    Da cosa è stata determinata la crisi? Un incidente di percorso?. No, l’hanno prodotta i bassi salari e la precarietà. Ci sono quindi delle precise responsabilità.
    La lista comunista e anticapitalista è quindi attuale più che mai. Altro che nostalgici identitari.

    La prossima volta firmati.

    Ciao.
    Davide Pappalardo

  3. Mario D'Anna:

    Ciao a tutti compagne e compagni, ciao a tutti acesi coraggiosi e liberi dai condizionamenti e dal ricatto. In ognuno di voi vedo la trasparenza, l’onestà, la voglia di darsi e dare un futuro per Acireale. E saluto anche tutti quelli che non partecipano in prima persona ma che nelle loro case, con le loro famiglie, soli con i loro pensieri sognano una città diversa, libera dai condizionamenti dei potenti. Tutti quegli acesi che sanno ancora sognare un futuro migliore per loro stessi e per i loro figli. Saluto quelli che ci credono, quelli che dentro nutrono rabbia e senso di sconforto e di rivalsa.

    Acireale, come tante città del sud, è una città che malgrado le sue potenzialità (dovute al territorio, alla vivacità di fasce significative della sua gente) continua a sprofondare, continua a cadere in un precipizio pieno di incultura e di invivibilità. Una deriva che ha una sua precisa genesi e genealogia: i grandi maestri della gestione del potere per la costruzione ed il mantenimento delle loro carriere politiche. Acireale che ha espresso per lunghissimi anni un senatore fascista diventato poi anche sindaco. Un federale del fascio che (ri)diventa sindaco della città! Acireale con la sua potente democrazia cristiana degli anni ’70 e ’80, quella stessa razza che ancora oggi ha le mani sulla città e su tutti i centri di potere. Nomi e cariche che si ripetono negli anni, che hanno scritto e scrivono la storia della nostra terra con il sangue dei deboli, estorcendo voti con il ricatto del favore, mandando nel territorio centinaia di galoppini abili a setacciare ogni casa, muovere tutti i consensi, mettere con le spalle al muro chi si oppone alla loro logica perversa. Quegli uomini sono: Catanoso, Firrarello, con la loro marionetta Garozzo, ma anche Nicola D’Agostino, Giuseppe Basile ed il suo ex delfino, oggi candidato del PD, Cundari. Di fatto Acireale vive una continuità amministrativa che non si è mai interrotta. Se Acireale sprofonda in un devastante precipizio di incultura, di inciviltà, di invivibilità ovviamente i responsabili non possono che essere quegli uomini di ieri e di oggi che hanno messo le mani sulla città e l’hanno, appunto, condotta in un luogo penoso che si chiama “il paese senza futuro”.
    Acireale dei bilanci corrotti, dei debiti fuori bilancio, Acireale che premia i dirigenti peggiori, che premia i politicanti trombati infilandoli nei posti del potere laterale. Acireale delle municipalizzate, Acireale delle Terme fiore all’occhiello di un possibile turismo termale, azienda spolpata e volgarmente fallita, rimasta a marcire come un lazzaretto fetido e cadente. Questo ed altro ancora è l’eredità che raccogliamo dai tanti cialtroni che si sono susseguiti al potere, al comando delle città.

    Intanto i migliori giovani acesi vanno via. Studiano in altre città italiane, affidano i loro bisogni e le loro aspirazioni in altri luoghi. In una parola fuggono via! Dalle nostre parti il silenzio avvolge la città come una nebbia puzzolente. Pizzo, usura, controllo degli appalti, controllo del lavoro nero, controllo delle regole fondamentali della convivenza civile. Tutto è nel silenzio, quella pax di cui parlò, un tempo, anche Giovanni Falcone. Il silenzio, l’immobilità ha nutrito e nutre il potere di ieri e quello di oggi che ne è figlio.

    Oggi più di ieri ci sono uomini e donne che sono coscienti di tutto ciò. Compagne e compagni che hanno scelto con coraggio di fare opposizione, ancor più culturale oltre che politica, a questo modo infame di cannibalizzare i luoghi, di sacrificare la nostra terra alle logiche personalistiche e perverse della gestione del potere. Noi siamo quelli che vedono la figura di Peppino Impastato come riferimento e non certo l’onorevole Nicolosi. I nostri avversari continuano ad usare una modalità di amministrazione dei luoghi che comporta anche l’essere silenziosi con tutto un sistema di illegalità diffusa chiudendo gli occhi nei confronti del lavoro nero, chiudendo gli occhi davanti al sopruso, non avendo mai speso una parola, mai concepito un’azione contro la piaga del pizzo e dell’usura. Questa grande famiglia continua a governare la città. Ogni tanto un nipotino ricalcita e viene premiato con un posto alla Regione. Ogni tanto un altro cerca di fare il figliol prodigo ma solo per poi rientrare nella grande famiglia; prende qualche scappellotto ma poi viene sempre accolto.

    Questa è la continuità amministrativa che dal dopoguerra ad oggi ci ha sommerso di merda. E davanti a tutto ciò come reagisce il centrosinistra? Mette a rappresentarlo, in questa dura, importante, campagna elettorale, un ex assessore democristiano e uomo di Giuseppe Basile, un ex mpa di Raffaele Lombardo. Una mano di fondotinta, un bel trappolone per Francesco Fichera preparato ad arte ed il gioco è fatto. Come se questo bastasse. Certamente se tanti coraggiosi compagni non avessero avuto le forze per organizzarsi anche in una città così difficile il gioco dei dirigenti del PD sarebbe stato perfetto. Ma così non è stato. Noi ci siamo, siamo qui per dire che tutto ciò non ci riguarda, non è la nostra logica, non è Cundari che immaginiamo come leader per il riscatto della città e non crediamo neanche che lui lo voglia veramente il riscatto della città. Un cugino perduto di quella continuità amministrativa è stato fulminato per la via di Damasco ed è stato agganciato da quelli che credono alla formula che riducendo la forbice culturale con la destra, si possa provare a vincere. L’abdicazione culturale del centrosinistra dimostrata mandando in campo un candidato che non appartiene ad un’area culturale e politica progressista ma che ha affidato la sua carriera politica rimanendo sempre al gancio di quegli uomini vincenti della vecchia democrazia cristiana (quella d.c. arraffona dell’Acireale di qualche decennio fa) e, non contento, ha anche aderito al movimento di Raffaele Lombardo (l’MPA) è davvero penoso ed oltre ogni possibile sopportazione.

    Noi crediamo tutto al contrario. Noi siamo convinti che solo chiarendo le differenze, solo distinguendosi, solo portando una voce alternativa ed antagonista a questa miseria di politica che fino ad oggi ci hanno imposto, si possa vincere una campagna elettorale che ai nastri di partenza ci vede minoritari ma che già muove entusiasmi ed è un vero farmaco contro tutti i mal di pancia.

    Ma cosa significa questa mia candidatura? Si potrebbe rispondere con delle affermazioni demagogiche e retoriche: l’amore per la città etc. etc. ma di fatto è più giusto affermare che la mia candidatura è un’esigenza della città. Un’esigenza che si pone l’obbiettivo di aprire spazi democratici e di partecipazione che vuole rompere un muro incredibilmente solido ed omogeneo che la classe politica di potere ha eretto.

    Il senso della mia candidatura è in questa analisi. In questo bisogno di rompere un silenzio che dura da più di mezzo secolo. Una continuità terribile che ha messo insieme un esercito di democristiani, baronetti, soggetti dubbi insieme ad una banda di fiancheggiatori impressionante. Il diritto diventato favore e merce di scambio, l’annullamento del sentire sociale del sentirsi parte di una comunità… tutto ciò è la sterilizzazione del territorio, la distruzione della comunità.

    Ecco la mia candidatura è un urlo di rabbia e, insieme, una proposta concreta per amministrare la città secondo i criteri della partecipazione e della democrazia diretta. La mia candidatura nasce per dimostrare che cambiare è possibile se, per un momento, riusciamo a pensare collettivo rinnegando i potenti e le loro promesse.

    Punti programmatici: lavoro, acqua pubblica e gratuita, bilancio partecipato, assessorato per la sensibilizzazione antimafia, sviluppo legato all’impresa ecoevoluta nel rispetto ambientale… altri punti saranno scritti e chiariti appena stamperemo il folder del programma amministrativo.

  4. kalimero:

    L’analisi che il candidato Mario D’Anna ha fatto della citta’ e’ condivisibile, anche se non dice nulla di nuovo. Avrei gradito che, oltre alla retorica, ci proponesse il suo programma amministrativo.I punti programmatici che ha elencato, sono certo che li trovero’ in tutti i programmi dei candidati sindaco(centrodestra-centrosinistra).Ci dica come intende sviluppare il suo programma, oppure dobbiamo pensare che e’ uno dei tanti bravi oratori di turno.

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