Gestione urbanistica del Comune

Il Partito Democratico considera il Sindaco Garozzo, anche nella Sua qualità di assessore al ramo, come il principale responsabile del degrado urbanistico della Città verificatosi in questi anni, che ha determinato conseguenze disastrose sul nostro territorio.

 

La gestione dell’attività urbanistica della nostra Città è stata tutta orientata a favorire l’uso del territorio a scopi prevalentemente edificatori, a discapito dell’interesse collettivo; nessuna attenzione è stata riservata alla necessità di incrementare gli spazi pubblici: le aree a verde ed a parcheggi, i servizi collettivi; ne risulta una città sempre meno vivibile, con un centro storico ancora significativo, ma accerchiato da quartieri dormitorio, zone degradate, frazioni violentate ed abbandonate, soprattutto i nostri borghi marini.

 

L’Amministrazione non è riuscita a impostare una gestione del territorio mirante a garantire uno sviluppo equilibrato. Un mosaico di singoli casi e nessuna idea di un modello di sviluppo da perseguire, di vocazione del territorio da assecondare, di interventi infrastrutturali a supporto. Nessuno degli strumenti attuativi del PRG risulta essere stato attivato dall’Amministrazione, né ve ne è la previsione (a parte qualche programma attivato su iniziativa di organizzazioni di categoria): non i piani previsti nella fascia costiera, né i piani di recupero, né quelli relativi alle zone commerciali né altri piani attuativi sono stati promossi dall’Amministrazione in questi anni di vigenza del P.R.G..
Lo stesso piano strategico “del paesaggio” rimane sulla carta ed i suoi contenuti risultano astratti se non in aperta contraddizione con la gestione e il quotidiano operato della Amministrazione.
Ci si approssima peraltro alla data di scadenza dei vincoli urbanistici  senza nessuna prospettiva condivisa sul da farsi;
Ma non vogliamo lanciare accuse generiche. Le valutazioni sopra riportate sono frutto di un’attività amministrativa che denunciamo sia perché da noi non condivisa sia perché spesso viziata da istruttorie carenti e di discutibile legittimità.

•    Attuazione del PRG nelle zone “B” e “C”
L’Amministrazione ha operato in violazione delle norme che disciplinano l’approvazione dello strumento urbanistico; avrebbe infatti dovuto pronunciarsi, disponendo le opportune verifiche, su tutte le zone divenute “B” a seguito di osservazioni, soprattutto dove erano prima previste aree di uso pubblico (scuole, verde, piazze ecc.).
Nessuna verifica è stata invece operata dall’Amministrazione e,  circostanza assai più grave,  è che la classificazione delle varie zone “B” nelle sottozone (B1, B1A, B4) cui afferiscono parametri edilizi diversi  (indici di cubatura, altezze degli edifici, rapporto di copertura ecc.) non è supportata dai necessari accertamenti dell’Ufficio nè trova riscontro in alcun provvedimento del Consiglio Comunale “unico organo competente ad imprimere una specifica vocazione edificatoria ai suoli” (TAR Catania 21/06/2007 vedi all.1).
Tale decisione del TAR, confermata con ordinanza del C.G.A. (all.2), evidenzia un “vizio” nell’operato dell’Ufficio urbanistica con la spoliazione dei poteri del Consiglio Comunale da parte dell’Ufficio stesso e dell’Amministrazione. Si allega un elenco delle Concessioni edilizie rilasciate nelle zone B oggetto di osservazioni accolte alla data del 24/05/2007 (all.3).

Occorre peraltro rilevare che, se pure le aree oggetto delle osservazioni verificano i parametri richiesti dalla norma (D.M. 1444/68), ciò non comporta automaticamente la loro edificabilità ai fini residenziali in quanto la stessa norma impone il reperimento delle aree per attrezzature pubbliche (verde, parcheggi, scuole, ecc.) negli stessi ambiti territoriali.

Ne risulta uno squilibrio negli standards urbanistici dovuto sia ai nuovi abitanti insediati, sia alla sottrazione di aree di uso pubblico divenute edificabili a seguito l’accoglimento delle osservazioni.

E’ da evidenziare peraltro che il rilascio delle singole concessioni edilizie in zona “B” secondo la L.R. 71/78 può avvenire solo in presenza delle opere di urbanizzazione primaria e quando risultino previste dal PRG quelle di urbanizzazione secondaria; nelle rimanenti aree l’edificazione resta subordinata alla preventiva approvazione di piani di lottizzazione.
Dato che le zone B in questione sono state aggiunte a quelle previste dal PRG con l’accoglimento delle osservazioni, le corrispondenti aree per urbanizzazioni secondarie non risultano previste dal PRG, ma anzi sono state ridotte in quanto aree per servizi sono divenute edificabili; pertanto in questa fattispecie si doveva procedere alla redazione dei piani di lottizzazione. Invece l’Amministrazione ha rilasciato singole concessioni edilizie anche per interventi su aree di notevole estensione divenute edificabili (zone B) a seguito l’accoglimento di osservazioni e in aree prive perfino delle urbanizzazioni primarie (vedi C.E. n. 53 del 13/07/2006 che prevede la realizzazione della strada di accesso al complesso edilizio a scomputo delle opere di urbanizzazione primaria all.3).
Tali insediamenti non prevedono dunque nessuna area di  verde o parcheggio pubblico da cedere al comune a favore delle aree edificabili (vedi ad esempio, oltre alla già citata C.E. la concessione edilizia n.10 del 09/03/2006 rilasciata in Via Kennedy all.5 e  la C.E. di cui alla pratica urbix 83/06 rilasciata in Via Cervo). Tale ultima pratica fu oggetto di puntuali contestazioni da parte di componenti la Commissione Comunale edilizia che non hanno avuto ad oggi alcun seguito (si allega verbale della C.C.E.  all.6).

Da una analisi non esaustiva tendente a verificare le volumetrie scaturenti dalla edificazione nelle zone B oggetto di osservazioni accolte, si trae che, nel solo centro urbano le nuove zone B presentano una superficie di circa 46.000mq di cui  16.332mq relativi  ad aree prima destinate a standards (relazione del progettista prot. 14345 del 20/03/2006). Pertanto applicando gli indici relativi i nuovi volumi previste sono di 184.000mc corrispondenti a n.1840 abitanti; Si registra così un deficit di aree destinate a servizi pari a circa 50.000 mq (16332mq + 18mq/ab*1.840 ab= 49.452 mq corrispondente a circa 1mq per ogni abitante di Acireale).

Non v’è dubbio che tale tipo di gestione ha tenuto conto esclusivamente dell’interesse privato a discapito dell’interesse collettivo, ha consentito la realizzazione delle massime volumetrie possibili, ha creato ulteriori squilibri nel rapporto fra abitanti e servizi presenti sul territorio, presenta dubbi profili di legittimità di cui sia gli uffici, per gli aspetti gestionali, che l’Amministrazione per gli aspetti politici legati alla mancata tutela degli interessi collettivi portano la responsabilità.

Anche nella  gestione della attuazione del PRG relativamente alle zone “C” di espansione emerge con evidenza il disinteresse dell’Amministrazione per il rispetto del corretto rapporto fra abitanti da insediare e aree per servizi collettivi;
Il Consiglio Comunale, dopo alterne vicende, ha nuovamente all’esame un progetto di lottizzazione proposto da privati e in precedenza favorevolmente istruito dall’Ufficio (Colle dei Pioppi). Tale piano di lottizzazione manifestamente privilegia l’interesse privato calpestando il diritto dei cittadini ad una Città vivibile e dotata delle aree a servizi pubblici previste dalla legge e dal PRG (viene ridotto il verde pubblico da cedere al comune a favore di aree edificabili).
Confidiamo che, sulla base delle motivazioni espresse in Consiglio comunale dal Gruppo Consiliare del P.D., gli uffici provvedano ad un nuovo, sereno ed obiettivo esame del piano di lottizzazione, che riporti la proposta progettuale nei limiti consentiti dalla legge e dal PRG.

•    Sportello Unico per le attività produttive

Dall’esame delle carenze istruttorie emerse si riscontra l’arbitrario esercizio del potere gestionale operato attraverso il SUAP nell’esame di progetti di grande impatto.
Il risultato è il rilascio di concessioni edilizie che difettano con ogni evidenza dei presupposti voluti dalla legge e dallo strumento urbanistico.
Per di più sono stati presi in esame progetti carenti anche dal punto di vista formale e sono state omesse verifiche dei presupposti indispensabili al rilascio dell’atto concessorio.
Ed infatti in alcuni casi più eclatanti il TAR ha sospeso le concessioni edilizie caparbiamente difese dall’Amministrazione in sede giudiziaria costringendo infine il Comune ad avviare un procedimento di annullamento del provvedimento prot. 6709 del 31.01.2008 ( vedi C.E. n. 33 del 24/03/2005 all.7).

•    Patto delle Aci
Il Patto delle Aci nasceva come strumento di programmazione negoziata fondato sulla condivisione delle scelte ed il metodo della concertazione di linee di sviluppo su vocazioni del territorio preventivamente individuate nell’ambito di un’area omogenea sovracomunale. Su tali linee di principio gli imprenditori sono stati invitati a presentare progetti di iniziative economiche coerenti e tali iniziative, previa una verifica di coerenza con le linee di sviluppo e di capacità economica, sono state approvate.
A patto approvato, sulle iniziative finanziate  è sorto un “mercato” costituito dalla cessione della titolarità delle aziende beneficiarie dei finanziamenti, connesso ad un commercio di aree con destinazione agricola, determinato dalla possibilità di delocalizzazione degli interventi. Tali incontrollati sviluppi mettono a rischio l’assetto del piano sovra comunale degli interventi  infatti:
-    Manca una valutazione complessiva sul mantenimento delle condizioni territoriali originarie che hanno determinato l’approvazione del  Patto, decisione spettante all’Assemblea di Patto; Il territorio infatti non è neutro rispetto alle iniziative previste,  che a causa del loro impatto ambientale ed urbanistico provocano conseguenze infrastrutturali non secondarie  che comunque richiedono una preventiva attenta valutazione;
-    Risulta evidente che delocalizzazzioni non coerentemente valutate ed approvate sono frutto di comportamenti miranti solo a operazioni di speculazione fondiaria in aperta e stridente contraddizione con i principi stessi del Patto territoriale e rischiano addirittura di comprometterne gli esiti. Il semplice spostamento  della localizzazione di una iniziativa da un’area non vincolata ad una vincolata paesaggisticamente, costituisce esempio delle dette contraddizioni e di come la stessa idea posta a base del modello di sviluppo possa essere inficiata da una gestione dissennata, superficiale ed arbitraria ( vedi ad esempio la C.E. n.121 del 21/12/2007 per un Hotel a S.M. Delle Grazie che dovrebbe sorgere ad est della SS. 114);
-    E’ mancata in questi anni una responsabile e coerente politica di gestione del territorio da parte dell’Amministrazione, che non ha espresso indirizzi vincolanti per le attività gestionali trincerandosi dietro  una gestione burocratica delle procedure. Viceversa un’ampia e responsabile visione delle potenzialità del territorio e della sostenibilità degli interventi avrebbe dovuto condurre alla definizione di precise direttive miranti anche alla individuazione di tipologie di intervento compatibili.  A titolo di esempio un intervento turistico ricettivo non necessariamente deve essere realizzato con la tipologie a villetta che, oltre all’eccessivo consumo di territorio, desta perplessità e dubbi anche sulla effettiva destinazione d’uso degli immobili realizzati (Vedi insediamento in corso di costruzione a Balatelle) ovvero un edificio a cinque elevazioni fuori terra nella zona di Capo Mulini a sud della SS 114 risulta del tutto fuori luogo);

-    Si rileva infine che si è affermata negli ultimi anni una gestione, verticistica e superficiale , che ha visto un continuo svuotamento delle attribuzioni degli organismi decisionali (Assemblea del patto) che ha portato a smarrire la visione d’insieme riducendosi alla rincorsa di particolarismi; non vorremmo che anche l’uso delle eventuali economie da destinare ad infrastrutture dovessero essere gestite in tale chiave.
•    Edilizia residenziale pubblica
Nessuna attenzione è stata posta alle problematiche relative alla edilizia residenziale pubblica, in considerazione del fatto che le aree all’uopo previste nel PRG risultano di fatto già saturate a pochi anni dalla sua approvazione. Occorrono precisi atti di indirizzo e una regolamentazione sulla assegnazione delle aree per evitare pressioni speculative su aree agricole ed interventi al di fuori di qualsiasi programmazione.
•    Interventi edilizi in verde agricolo
Le norme del PRG consentono l’edificazione in verde agricolo  per la realizzazione di residenze (0,03 mc/mq) e magazzini agricoli (0,04 mq/mq); sempre più spesso si assiste all’utilizzo improprio di fabbricati pseudo rurali per edilizia residenziale di pregio (ville). Ciò sta portando di fatto ad una improvvida lottizzazione delle aree agricole con scopi edilizi tipici delle zone di espansione scavalcando perfino il pagamento degli oneri concessori previsti per l’edilizia residenziale. Provvedono gli uffici alla verifica della effettiva destinazione d’uso dei volumi autorizzati come fabbricati rurali? ( Vedi edifici realizzati a S. M. Delle Grazie ad est della SS. 114).
•    LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO
L’Amministrazione deve preliminarmente provvedere a quantificare l’incremento di abitanti insediati a seguito l’accoglimento delle osservazioni, ed a quantificare il fabbisogno di nuove aree da destinare a verde, parcheggi, scuole, attrezzature religiose, culturali e sanitarie per il raggiungimento dei minimi di legge.
Deve essere restituito ai cittadini ciò di cui ad oggi sono stati privati.
Nel momento in cui il Sindaco-Assessore non è stato in grado di garantire la tutela degli interessi collettivi dei cittadini acesi, un corretto e sostenibile sviluppo del nostro territorio, è attraverso la vigile partecipazione delle rappresentanze della Città che passa una fase di controllo ed un’inversione di tendenza nella gestione urbanistica.
Proponiamo in tal senso che vengano utilizzati gli strumenti di partecipazione previsti dallo Statuto come l’Istruttoria pubblica (art.15) per la formazione degli atti amministrativi e normativi riguardanti la gestione urbanistica , la istituzione di un forum permanente sulle citate problematiche al fine di consentire la più ampia possibilità di esprimersi sulle scelte che riguardano la Città.
Occorre voltare pagina, occorrono scelte condivise.
Il Sindaco smetta l’atteggiamento improntato alla ostinata difesa di procedure discutibili e scelte disastrose, accolga i nostri rilievi come seri e fondati e la nostra proposta di un fase di apertura nei confronti della Città e delle sue articolazioni sociali, economiche e politiche.

Partito Democratico Acireale, 26 luglio 2008

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Un commento to “Gestione urbanistica del Comune”

  1. Paolo Danzì:

    Allego la risposta del sindaco alla conferenza stampa del PD.
    Fonte http://www.viviacireale.it

    Il sindaco Nino Garozzo risponde alla conferenza stampa tenuta Venerdì dal Pd in materia di urbanistica. “Non basta invitare la deputazione di partito e presentarsi con documenti che dicono, peraltro, cose già dette e sulle quali c’è stata già ampia risposta. A meno che non si vogliano creare tensioni in città e pressioni esterne, inventandosi una emergenza sull’urbanistica che non c’è. Vi è solo un adempimento al Prg che la Regione Siciliana ha approvato e che questa Amministrazione e questo Consiglio comunale si sono ritrovati e che l’ufficio, non il sindaco, ha attuato. Se si volevano cambiare le regole del Prg lo si sarebbe potuto fare attraverso un pronunciamento del Consiglio, in quanto il cambio delle regole non è tra i poteri del sindaco.
    I consiglieri del Pd sino a ieri e alla unanimità con tutti gli altri gruppi consiliari, in materia urbanistica hanno rinunciato alle iniziative da loro proposte e che avevano avuto nel sindaco un sostenitore convinto. In particolare sulle Zone B e sulle lottizzazioni in Zone B spieghi il Pd come mai la proposta partita da Forza Italia di verifica proprio di quelle aree non è stata appoggiata dal Pd o, ancora, perché il Pd abbia rinunciato alla propria iniziativa sulle lottizzazioni in Zona B, ammesso che queste fossero consentite. Mi pare di capire, intanto, che non ci si accusa di illegittimità di atti, a parte qualche contenzioso anche di sconfessione alle proposte del PD e comunque numericamente fisiologico. E allora, cosa avrebbe dovuto fare il sindaco? Forse fermare il Prg e così bloccare lo sviluppo economico della Città? Non ne ha il potere e comunque avrebbe innescato una lunga serie di richieste risarcitorie da parte dei privati. Pertanto, nel prendere atto che su alcune denuncie precedenti, adesso non si insiste più, vedi la delocalizzazione, vedi lo sportello unico (di cui si chiede la revisione normativa: posso anche concordare, ma è un fatto legislativo) diciamo: la conferenza stampa odierna ha il significato di tentare di rafforzare una denuncia inconsistente, mandando messaggi in cui si pretende che il sindaco non replichi alle accuse minacciando ulteriori azioni. Il sindaco non ha nulla da temere e griderà forte le azioni proprie e quelle altrui avendo il conforto degli atti compiuti e degli indirizzi dati al Consiglio comunale, che il PD volutamente ignora, per rivendicare con forza la propria azione nella legittimità e nella legalità, a favore degli interessi della città. Ritengo gravissimo che si sia voluto portare fuori Acireale questa polemica, pensando di innescare attraverso un ben conosciuto modello di terrorismo politico, tensioni nella città e tentando di ledere l’immagine stessa di Acireale all’esterno. Sono sempre pronto al confronto costruttivo ma lo sarò altrettanto con atti e documenti e con faldoni ben più corposi di quelli oggi mostrati dal Pd. Ma spiace dirlo: oggi il Pd ha scelto il giorno sbagliato, oggi è la festa della Santa Patrona, l’argomento sbagliato, l’urbanistica e, se permettete, anche il sindaco sbagliato, possedendo questo sindaco ampia documentazione che dimostra come ogni passo compiuto sul Prg, dopo la sua approvazione, è stato non solo reso trasparente e portato alle giuste sedi, ma anche approvato da tutti i capigruppo consiliari e quindi anche dal gruppo del Pd. La vera emergenza è, quindi, la crisi di coscienza del Pd che per non rompere il tavolo con le opposizioni ha rinunciato alla azione politica, anche quando questa era sostenuta da qualche partito di centrodestra e dallo stesso sindaco”.

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