Il cavaliere municipale

E’ stato avvistato spesso a bordo del suo nobile destriero, un’auto bianca con lunghe strisce e una sirena blu, oppure a piedi, brandendo un affilato libretto ripieno di verdi fogli: questa volta però si è spinto molto più in là, agendo per un fine incomprensibile, accettando di vivere nella contraddizione e nella fama più ambigua, sfidando il potere della città che ha giurato di salvaguardare, come solo un cavaliere oscuro può osare. La sua missione si rivela in tutta la sua dolorosa tragicità (otto dì dovrà penare il valoroso per sanare le ferite) presso una contea marinara della nostra città, complice e vittima il Duca di San Giovanni alle Sciarelle, il Delegato della Città, l’Edile Curule, il Custode della Viabilità comunale, il Signore nelle mani del quale il nostro giurò difendere le strade dai pericoli: malcapitati viandanti favellano in paese che il cavaliere municipale cadde colpito al ginocchio dal preclaro Edile, sì, proprio dal Duca di S. Giovanni alle Sciarelle che, costretto dal cavaliere a mostrare la sua effigie davanti ai suoi pari, cieco d’ira per il disonore e lo scorno, scatenò l’acciaro del suo bolide contro l’impudente imponendo in tal guisa l’ordine voluto da Dio e dal suo Rappresentante sull’Orbe – il canuto Prence Uomo di Diritto, che per nobiltà d’animo e di casato scelse l’inclito Duca a sedere i più alti scranni del Palazzo Municipale. Il popolo ignorante, blandito dalla sonnolenta loquela del Prence giurista, disavvezzo a comprendere sì arcani fini e ambigui, si interroga sul suo cavaliere e sul fato che ha ghermito: il Governo cittadino, dal quale aveva ricevuto investitura, che gli aveva dato le armi e delegato l’amministrazione del potere, lo ha chiamato reprobo e mendace, lo ha accusato di “ostilità” e ingratitudine: vorrà ora il pietoso Iddio ridare la pace e la sicurezza, la fiducia e l’orgoglio ai suoi diletti figli, il popolo che con tanto coinvolgimento guarda lo svolgersi di questi destini, incerto fra il plauso genuflesso ai suoi signori e la sfida prometeica del suo paladino?

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Un commento to “Il cavaliere municipale”

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