E la consulta provinciale…?
Solo quattro riunioni, poi nessuna notizia. Denuncia dell’inefficienza e dell’abbandono della Consulta Provinciale degli Studenti

La consulta provinciale degli studenti è un organo istituito con legge dello Stato (d.p.r. n. 567 del 1996) con precise funzioni da svolgere quali: a) “assicurare il più ampio confronto fra gli studenti di tutte le scuole di istruzione secondaria superiore della provincia e formulare proposte di intervento che superino la dimensione del singolo istituto”, anche attraverso accordi e intese con il volontariato sociale, la scuola e gli enti locali;
b) “formulare proposte ed esprimere pareri agli uffici scolastici, agli enti locali competenti e agli organi collegiali in questioni attinenti le problematiche studentesche”
c) “collaborare con gli organi dell’amministrazione scolastica e con i centri di informazione e consulenza (…) alla realizzazione di progetti di attività informativa e di consulenza, finalizzati alla prevenzione e cura delle tossicodipendenze e alla lotta contro l’abuso dei farmaci e di altre sostanze”;
d) “istituire, in collaborazione con l’ufficio scolastico locale, uno sportello di informazione” e orientamento;
e) “ promuovere iniziative di carattere transnazionale”;
f) “designare i rappresentanti degli studenti nell’organo di garanzia regionale”.
Queste funzioni avrebbero dovuto essere svolte anche dalla consulta provinciale di Catania, la quale invece, ha eluso in toto i suoi compiti e le sue prerogative. Volendoci soffermare sulle vicende del corrente anno scolastico ci preme sottolineare, per non dire denunciare, il clima di confusione e di irresponsabile mancanza di senso istituzionale in cui si sono svolte le uniche quattro assemblee plenarie convocate.
Dopo l’elezione del presidente e del suo vice in data 14\11\07, nessuno dei punti ai diversi ordini del giorno è stato affrontato seriamente ne tanto meno sviluppato causa continue e isteriche contrapposizioni, scimmiottanti gli schieramenti politici, sterili e controproducenti. Molti dei rappresentanti degli studenti non hanno saputo apprezzare, volti alla miope difesa ad oltranza di pretese posizioni di parte, la fisiologia delle istituzioni democratiche perdendosi così un’importante occasione di partecipazione democratica alla vita della scuola.
In data 12\02\08 causa decadenza del presidente, trasferitosi ad altro istituto, non si è riusciti a procedere ad ulteriori elezioni, come previsto da una circolare ministeriale, per lo scontro verbale, sfociato in una rissa fisica che ha visto fronteggiarsi decine di ragazzi; rissa seguita dall’arrivo dei carabinieri giunti per placare la contesa. Dal 12\02\08 la plenaria della consulta provinciale non si è più riunita né sono pervenute informazioni di sorta dagli uffici competenti.
Terminato il quadro risulta chiaro che gli atteggiamenti sopra stigmatizzati hanno provocato l’inefficienza e l’inoperosità di un organo fondamentale per gli studenti, risorsa coalizzante di possibilità e conoscenze con grave “vulnus” per la democrazia partecipativa. È con profonda delusione che diciamo basta a questa vergogna; c’è solo da sperare che a cominciare dall’anno scolastico venturo, acquisita maggiore consapevolezza e maturità, si sappia far fruttare l’istituzione in discorso, figlia di pluridecennali rivendicazioni studentesche, secondo le regole di una democrazia studentesca.
Paolo Pennisi Guido Grasso



