Rifondazione non partecipera’ alle Primarie
Il Circolo La Locomotiva di Acireale del Partito della Rifondazione Comunista ritiene di non aderire alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco, in quanto non condivide l’utilizzo di tale strumento che – viste anche le condizioni e le modalità attraverso cui ha preso forma – appare pervaso da logiche personalistiche anziché essere mezzo di vera partecipazione e di influenza su programmi di governo cittadino.
Rifondazione Comunista avrebbe preferito, invece, puntare a “primarie sul programma”, per definire le priorità cittadine in un percorso democratico e partecipato. Anche per andare in tale direzione, nelle settimane scorse, il Circolo La Locomotiva si è impegnato in attività che hanno visto la partecipazione concreta ed entusiasta di tanti acesi che possono riconoscersi in un progetto alternativo, di sinistra, per “un’Altra Acireale possibile”. Ci si riferisce in particolare: alle passeggiate lungo il vecchio tracciato ferroviario, alla festa di raccolta firme per la valorizzazione di alcuni luoghi naturalistici, alla pubblicazione e diffusione del giornalino La Locomotiva: prove generali di comunicazione.
Rifondazione Comunista continuerà ad impegnarsi in queste ed altre attività per spostare le logiche della politica dal piano individualista e privo di contenuti a quello collettivo delle istanze, vertenze e lotte che provengano dal basso e che siano promotrici di un radicale cambiamento per la nostra Acireale.
Dunque, Rifondazione Comunista propone a tutte le donne e a tutti gli uomini, alle forze sociali e politiche che si riconoscono nei principi di partecipazione, legalità, giustizia, uguaglianza, solidarietà, nella difesa dell’ambiente, nelle battaglie per il lavoro (garantito e sicuro) per tutti e tutte, un percorso concreto che possa portare alla costruzione di un progetto alternativo e antagonista.
Alessandra Leotta





gennaio 20th, 2009 alle 09:37
Mh…
Le primarie funzionano in modo molto semplice, ci sono dei candidati che rappresentano idee, modus operandi e progetti ben precisi, ed è appunto tramite l’affermazione personale del candidato (che, all’infuori dei c.d. “Outsider”, è sempre il leader di una corrente del partito) e della sua storia che vengono stabilite le priorità di governo, anche tramite la nomina dei collaboratori, alla quale ad Acireale, ma direi in tutta Italia, si da troppa poca importanza, come abbiamo visto ad esempio con la storia di Torrisi.
Esse non sono tramite di individualismo, ma garantiscono tramite l’individuo un modo di agire delineato e conosciuto dalla collettività (ritengo la valenza delle primarie in ambito locale estremamente alta), che nei partiti spesso diventa compromesso tra correnti, corruzione e malaffare oppure contrasti, ingovernabilità e scissione. Quindi è uno strumento a garanzia della trasparenza degli intenti di governo (Certo, noi Italiani siamo stati capaci di contaminare la qualunque col malaffare, ma questa è una cosa che stiamo imparando a non fare…)
Ora se è sicuramente vero che un bel programma sintetico sarebbe stato benissimo come corredo ai fogli di raccolta delle firme per potersi candidare, é sicuramente vero, alla luce dei ragionamenti di prima, che già sappiamo quali saranno i programmi dei tre candidati: basta andare a vedere le storie personali di questi, la loro presenza sul territorio, parlarci.
E penso sia proprio da questo che nasce il problema di Rifondazione Comunista: c’è un elemento abbastanza noto ed allo stesso tempo “fresco” (e cioè che non è sempre lo stesso da 15 anni) che potrebbe con la sola faccia dare un messaggio alla cittadinanza?
Secondo me i militanti PRC (e PdCI) dovrebbero guardare con meno diffidenza a tale strumento, in quanto la storia recente della Sinistra Italiana è fatta di scissioni continue generate sempre e comunque da lotte interne tra le correnti e le primarie sarebbero un buon metodo per sedare questi attriti. Un pò come una volta, quando la settimana prima di un congresso nazionale del PCI si facevano le 5 di mattina (ed il giorno dopo si andava al lavoro) per tastare il terreno, ascoltare i pareri, decidere da che parte stare e combattere per quel principio, piuttosto che per quell’altro.
Mi si potrà obiettare che quella realtà faceva capo ad un unico partito, ma io prontamente ribatto che quasi nessuno dei partiti convenuti (IdV, gruppo del quale io stesso faccio parte, compresa) ha, storicamente parlando, abbastanza voti ad Acireale da definirsi “partito”. Penso che un partito senza elettori sia un controsenso, al quale l’unico modo di porre rimedio è l’unione e non la scissione continua.
Finché non si avranno la responsabilità ed il coraggio di unirsi, e magari anche sbagliare, l’avranno vinta sempre e comunque quelli che il “coraggio” lo trovano nel “Business della Politica”, a discapito di una città che è più moribonda dei propri cittadini, o almeno della maggioranza di essi.
Con affetto, sperando presto di vedere realmente questa unità a Sinistra.
Ivan Napoleone Fichera.