Canto di Natale
Facciamoci una domanda: la sventura del Natale sarà ancora una volta quella di assistere, nel nome del più ipocrita buonismo, ai goffi tentativi di ravvedimento morale delle persone?
Provo a rispondere partendo dall’Università: dove, perchè non si perda l’abitudine in vista della prossima sessione, si allenano e prosperano le ordinarie ingiustizie agli esami; poco più vicino a me, nella Facoltà di Giurisprudenza, si continuano a ricattare gli studenti per estorcerne la presenza al seminario del professore di turno, mostrando il quotidiano scontro tra arroganza dei docenti e stupidità dei discenti.
Ma veniamo ai comuni. Ad Acireale, non si sa se per vergogna o per uno strano gesto di orgoglio, il Canuto Prence si decide finalmente a mandare via l’ Assessore dalle “mani lunghe” e col conflitto d’interessi mentre, in città, ci si interroga se fra i pastori del presepe in fase di allestimento in Piazza Duomo vi sarà ancora la popolana a seno nudo che tanto indignò l’anno scorso alcune signore. Chissà se c’è un motivo sommerso se gli allestimenti più belli sono quelli degli anni a ridosso delle elezioni… Intanto, per restare ad Acireale, noto che da qualche tempo il locale nosocomio ha disposto l’orario per le visite ai degenti in concomitanza con l’orario in cui sono loro serviti i pasti, e che quasi tutti i letti sono stati affiancati da una poltrona: i poveri pazienti che ne hanno bisogno potranno così essere vigilati nelle ore notturne e imboccati dai loro stessi parenti, sfruttando al meglio l’esagerato “familismo” della gente del sud (lo so, non c’entra col Natale, ma non mi andava di tacervi questo pensiero). Non è una cosa carina?
Nella vicina Aci Sant’Antonio un altro illuminato Prence, meno canuto di quello acese, fa il bello e cattivo tempo creando una sorta di sindaco per la frazione di Lavinaio alla faccia dei consiglieri eletti dalle frazioni (i quali, sentendosi esautorati delle loro prerogative, non l’hanno presa bene) sortendo il pregevole risultato di unire maggioranza e opposizione un po’ come accade quando si deliberano gli aumenti di stipendio.
Ammirevole anche la pertinacia del Sindaco che non mostra una piega davanti alla ventilata minaccia di denunce al TAR, ma anzi rilancia annunciando nomine anche per le altre frazioni. Per S. M. La Stella in lizza anche il parroco il quale, senza il provante impegno del Presepe degli Antichi Mestieri, ha molto tempo a disposizione.
Dopo le riflessioni sull’Università, che di proposito non ho voluto mischiare con quelle veramente tragiche della chiusura dei locali del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, concludo tornando a Catania per un breve cenno sul capoluogo di provincia, anzi brevissimo visto che a diversi mesi ormai dall’insediamento la giunta Stancanelli non ha fatto praticamente nulla se non andare a chiedere la questua a Roma e litigare con i consiglieri di opposizione. Se si va avanti così i cittadini potrebbero chiedere un commissariamento affinché venga mandato qualcuno per amministrare seriamente il comune (il problema è che lo manderebbe Lombardo).
Sono giunto davvero alla fine. Allora, buone feste a tutti i lettori da chi non va in vacanza, nemmeno a Natale, dalla sua cara e consueta empietà. Ma giudicate voi dalle vicende che ho accennato se c’è chi la esercita più di me, e pure a tempo pieno.




