Gestione rifiuti: asse PD-PDL sulle proposte di Castiglione
di Antonio Tomarchio
Poco limpido, bizzarro e da inciucio il voto favorevole che nella seduta del consiglio provinciale di Catania è stato espresso dal gruppo del Partito Democratico il 9 dicembre.
Riunitosi per discutere del DDL pensato da Castiglione, il consiglio provinciale ha ritenuto opportuno legittimare il tentativo, puramente mediatico che l’amministrazione mette in campo dal 25 ottobre, di sostenere una idea legata al sistema gestionale della raccolta dei rifiuti.
Il voto contrario del Partito dei Comunisti Italiani e del Partito della Rifondazione Comunista è stato espresso contro uno strumento macchinoso sancito dalla Statuto siciliano che di fatto rende i consigli provinciali protagonisti del nulla!
Peraltro i contenuti del testo presentato da Castiglione e redatto da un consulente, avv. Bonura, non affrontano minimamente il merito della questione rifiuti. Nessun accenno alla raccolta differenziata, a politiche di rifiuti zero e a quant’altro finalizzato davvero a “rivoluzionare” un settore la cui crisi rasenta ormai inquietanti analogie con quanto accaduto a Napoli pochi mesi fa. È sotto gli occhi di migliaia di cittadini della provincia di Catania che il servizio raccolta rifiuti rasenta di gravissime pecche e aggravano tale situazione vicende di portata rilevante, come quella che ha fatto rimbalzare sulle cronache il sistema perverso ed irresponsabile tenuto nella facoltà di Farmacia.
L’attenzione della classe dirigente delle destre a cui si aggiunge quella del Pd ha preferito rivolgersi verso il contenitore, il sistema gestionale del servizio in questione. Ato o super Ato? Una soluzione che tale non è, racchiusa in un testo che è stato peraltro integrato per gentile concessione dell’on. Castiglione da una serie di “raccomandazioni” inserite nella premessa della delibera che dovevano essere invece emendamenti al testo. Ne è conseguito un atto incoerente al suo interno che segna il basso profilo amministrativo oltre che politico dell’ente provincia.
Ciò che dovrebbe preoccupare maggiormente i cittadini è che, se si guarda al settore della raccolta dei rifiuti, non può sfuggire che in tale ambito si annidano interessi economici spesso poco limpidi a cui vanno aggiunti i fallimenti gestionali di consigli d’amministrazione quasi sempre legati alla logica spartitoria del sotto-governo che ha reso gli Ato, strutture di per sé lontane dal cittadino, fallimentari.
Si ricorda a tal proposito che poche settimane fa la stessa giunta Castiglione ha dovuto ritirare una delibera per i riconoscimento dei debiti fuori bilanci dell’Ato Aciambiente.
Eppure persino chi è chiamato a rappresentare l’opposizione al centro destra si pone a stampella della maggioranza. Già quattro mesi fa, in occasione della precedente presenza di Castiglione in aula si era parlato di “aperture“ alla minoranza. E il Pd ha avuto in quattro mesi Vice-presidenza del consiglio, presidenza di commissione, vice-presidenza di commissione, revisore dei conti e rappresentate all’U.R.P.S.
Il ritorno in aula del Presidente sembra essere contrassegnato dalla restituzione del credito politico-istituzionale elargito in precedenza.
Le responsabilità di amministratori quali Bassolino (si ricorda che il PdCI sta in Campania dentro il consiglio regionale e fa opposizione al centro-sinistra) si aggiungono a rendere torbido il quadro di convergenze sovrapposte che segnano un asse PDL-PD reo di rendere piatto e bipartisan ogni aspetto inerente scelte politiche.
Tornano di profonda attualità le parole di Enrico Berlinguer sulla questione morale:
“La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d’essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. [...] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude”.
Antonio Tomarchio


