Oltraggio alla citta’

In quattro anni di amministrazione GAROZZO, nella doppia qualità di SINDACO e ASSESSORE ALL’URBANISTICA:

• sono diventate edificabili nuove aree a seguito dell’accoglimento di osservazioni da parte dell’Assessorato regionale, senza che siano stati previsti i corrispondenti spazi di Interesse Comune: sono state quindi SOTTRATTE ALLA CITTA’ AREE DESTINATE A PARCHEGGIO, A VERDE PUBBLICO, ALL’ISTRUZIONE, ALLA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE RELIGIOSE, CULTURALI, SOCIALI, SANITARIE;
• l’Ufficio urbanistica, sotto la guida dell’Assessore-Sindaco Garozzo, ha rilasciato concessioni edilizie nelle aree sopra citate sfuggendo alla preventiva decisione del Consiglio Comunale che avrebbe dovuto assegnare i relativi indici di cubatura e, in alcune zone di notevole estensione, senza i piani di lottizzazione dovuti per legge;
• attraverso lo Sportello Unico sono state rilasciate concessioni edilizie, alcune delle quali successivamente sospese dal Tribunale Amministrativo; è stato inoltre consentito lo spostamento di costruzioni riguardanti iniziative imprenditoriali da una parte all’altra del territorio acese, anche in zone di pregio paesaggistico, favorendo un mercato di aree agricole poi utilizzate a scopi edificatori.

Per tali motivi, DENUNCIAMO

• i gravi danni che l’Amministrazione Garozzo sta procurando alla città;
• l’aumento di volumi edificati rispetto a quanto previsto dalla legge e dallo stesso P.R.G.;
• la mancata realizzazione di nuove aree verdi ed attrezzature pubbliche spettanti agli acesi;
• gli indiscriminati interventi in verde agricolo;
• lo sfregio di preziose zone paesaggistiche del nostro territorio;
• l’arbitraria spoliazione delle competenze del Consiglio Comunale.

CONSIDERIAMO IL SINDACO GAROZZO RESPONSABILE DI UNA GESTIONE CHE TUTELA GLI INTERESSI DI POCHI A DANNO DEL BENE DI TUTTI

CHIEDIAMO

a tutti gli acesi di ritrovare l’orgoglio per questa città, sostenendo con convinzione la nostra campagna per:

• farci restituire i nuovi parcheggi e le nuove aree destinare a verde pubblico, all’istruzione, alla costruzione di strutture religiose, culturali, sociali, sanitarie, di cui sono stati ad oggi privati i nostri figli;
• ottenere una riorganizzazione degli uffici competenti che assicuri più trasparenza ai cittadini;
• accertare le responsabilità politiche e amministrative riguardo ai gravi atti da noi denunciati.

Il Partito Democratico

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8 Commenti to “Oltraggio alla citta’”

  1. Paolo:

    Se non sbaglio, uno tra questi luoghi è la zona alta di Via Kennedy, dove stanno nascendo in fretta e furia nuovi palazzi affacciati sulla strada.

  2. miguel:

    Il passato si ripete, come se il dialogo non avesse motivo d’esistere, si dimostra che la edificazione della cittadina non ha una disposizione “democratica”: dobbiamo ricordare l’orrendo edificio della pescheria che ha coperto un terzo di uno spazio storico? Vogliamo ricordare che i quartieri di S.Martino, S.Giovanni, Mandorle, sono stati edificati prima di costruire le strade e questultime sono risultate come snodi snaturali? E pensare che gli stessi romani facevano prima le strade (cardo e decumano) per poi edificare, ma evidentemente altri erano gli interessi dei costruttori, come altri gli interessi del comune che permette certi scempi……….

  3. Sebastiano Scavo:

    Ecco, è ora di accendere l’agone politico, le comunali si avvicinano… si denuncia con fragore ogni sorta di azione luciferina del sindaco, gli obbrobri paesaggistici, i mancati spazi per chiese e chi più ne ha più ne metta… ma, intendiamoci, senza volgarità, con garbo, senza offendere, con pacatezza. Perchè al dialogo si deve dare la più importante considerazione, dal dialogo nasce la politica, e si ascoltano le ragioni degli altri. Si fa il bene comune…
    ma dove era il partito in questione, quando si sono votati questi provvedimenti? Cosa ha fatto?

  4. Luigi Russo:

    Io aggiungerei, ma dove era il partito in questione quando il consiglio comunale ha approvato l’aumento degli emolumenti per consiglieri e sprattutto per gli assessori e sindaco che poi ci tartassano e fanno molto poco per meritarsi anche un quarto di quello che prendono.
    A proposito mi sa che nel 1998 (10 nni fa) un assessore prendeva poco più di un milione e 200 mila al mese, ora, circa 2700 euro;
    Cribbio……… un aumento di circa il 400 per cento, e ai lavoratori si e no del 12.
    Ma per favore!!!!!! roba da matti.
    Io proporrei di tagliare del 60 per cento i lauti stipendi di amministrazione e consiglieri comunali, e così vediamo se si presentano 1000 persone alle prossime comunali.
    Ovviamente non avverrà mai!!!!!!!!!!

  5. Gaetano Leotta:

    Una proposta simile l’avevano formulata i Comunisti Italiani, eccola.

  6. Luigi Russo:

    Si la conosco benissimo la proposta, ma secondo bisogna tagliare gli emolumenti del 60 per cento e in più mettere il tetto ai gettoni di presenza. Poi ovviamente chi ha GRANDE passione politica potrà fare gli straordinari, ma GRATIS come purtoppo fanno tanti lavoratori
    nelle nostre aziende private (e loro non hanno ovviamente la passione di stare ore e ore in più a fare un lavoro duro per un padrone). Ritornare alla vera passione per la politica significa proprio questo, non pensare neanche per sogno a un ritorno economico ma ad impegnarsi per davvero per il bene comune.
    Solo così si evita che si vedano presentati alle elezioni gente che magari fino al giorno prima non legeva nemmeno un quotidiano o non sa nemmeno per che cosa si festeggia il 25 aprile e poi si atteggia a Weltronino o D’Alemino o Berluschino o Finino e pretende il voto per aggiudicarsi un “POSTO DI LAVORO” e una piccola fettina di micropotere.
    ARIA ARIA ARIA NUOVA CI VUOLE. QUESTA E’ TROPPO RAREFATTA.
    BISOGNA APRIRE LE FINESTRE E FARE ENTRARE ARIA PURA

  7. Paolo:

    Assolutamente d’accordo.
    I costi della politica avvicinano le persone sbagliate. Non sono i costi in sè a gravare sulla società, dato che sono nulla rispetto alle spese pubbliche, ma il target di aspiranti “politici” che attirano.

  8. Riccardo Fichera:

    Il problema non è tanto i soldi che prendono queste persone (perchè, credetemi, se davvero li meritassero sarei il primo a darglieli…) ma tanto di più il fatto che LA POLITICA DIVENTA UN MESTIERE e questo aumento non fa altro che favorire questo disastroso fenomeno. Molti degli attuali consiglieri comunali lasciano la loro professione per dedicarsi alla politica. Ecco, il ragionamento dell’acese medio (nessun offesa, sono anch’io acese al 100%) porta a riporre una certa fiducia e ammirazione in colui che sacrifica il proprio lavoro per dedicare tempo e sforzi alla politica. E’ questa la morte della politica: quando la passione diventa lavoro. Ma secondo voi, certe persone, la maggior parte della quale di gran lunga sopra i 40 (e in alcuni casi con appena la licenza di scuola media inferiore…), quando si troveranno alla fine del proprio mandato e avranno già da tempo lasciato il proprio lavoro, diventeranno, come i comuni mortali, dei precari??? NO! ovviamente vivranno a spese dei cittadini facendo magari l’assessore o l’impiegato da qualche parte fino a quando arriveranno all’età pensionabile.

    N.B. Mi sento in obbligo di fare un’eccezione per il sindaco, il quale, proprio per l’ingente mole di tempo che la sua carica richiede, non potrebbe (e non dovrebbe…) svolgere nessun’altra professione per dedicarsi interamente al suo compito.

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