I viaggi della speranza
Sembra che l’elisir di lunga vita inventato da Scapagnini per Berlusconi lo assuma regolarmente anche il suo inventore, visto che nonostante l’età non mostra segni di cedimento: anzi per tutta risposta il Dottore affonda di fioretto incolpando il governo di centrosinistra del dissesto finanziario, e para invocando bislacche commissioni d’inchiesta per scoprire i responsabili che tutti già conoscono. Ma si sa, anche Gian Antonio Stella lo ha detto, Umberto lo hanno soprannominato “Sciampagnini” per la sua effervescenza, anche nella sua vita extraconiugale; e poi, il Dottore ora è senatore: gentile omaggio di Berlusconi che conferma che in Italia, più si arriva in basso, più si è premiati. Ma basta con queste spiacevolezze, torniamo in città. Il successore, il povero Stancanelli, non può fare altro che partire come i nostri avi con la valigia di cartone per elemosinare a Roma un po’ di miliardi: prima del capoluogo etneo Taranto andò silenziosamente in bancarotta, perciò i catanesi ringrazino la Santuzza per avere tanti amici che contano…
Intanto, mentre il sindaco catanese sfodera il suo sorriso scaltro e una incantevole eloquenza per convincere quel taccagno leghista di Tremonti, ai piedi dell’Etna non si sta con le mani in mano: si distribuiscono due milioni per premiare chi con tanto zelo ha collaborato al disastro; si annunciano diete e tagli che neanche Vanna Marchi; si autorizzano i cittadini che si avventurano di notte nel buio della città ad usare delle lanterne ad olio con l’avvertimento di non farle cadere sui rifiuti scatenando incendi. Di diverso parere l’opposizione che non chiude alla possibilità di utilizzare gli incendi come luminarie, se adeguatamente sorvegliati. Via libera alla vendita degli immobili; gli uffici comunali, in attesa di nuova sistemazione, si sono spostati negli avvallamenti delle montagne di monnezza. A causa della mancanza di benzina e di munizioni i netturbini ribelli saranno affrontati da vigili urbani a piedi armati di fionde e sturalavandini; il famigerato Carmelo Reale, colui che ha liquidato i due miliardi di premi di produzione, è sorvegliato da agenti armati di cerbottane e protetti da collant dismessi. Non sentendosi al sicuro, si vocifera che si sia nascosto dentro una trincea formata dai rifiuti della pescheria cercando di sventare con le forti zaffate gli attentati di cittadini sobillati dal suo pubblico accusatore, il consigliere comunista Licandro.
Si mobilitano i comuni vicini: il nostro Gianluca Cannavò, assieme a Santo Primavera (Tomarchio si rifiuta), promuove una raccolta di generi alimentari da consegnare, al posto dello stipendio, ai dipendenti del comune; Raffaele Pippo Nicotra dà mandato ai direttori dei supermercati di dirottare su Catania, invece che alle case famiglia, i prodotti di prossima scadenza. Intanto si aprono malvolentieri le porte delle chiese per le veglie di preghiera che tanto bene avevano portato a Cuffaro: Monsignor Gristina ha espresso un certo disappunto per aver scoperto che l’ex sindaco ha distratto 24.000 Euro dai fondi dell’otto per mille per pagare i ballerini brasiliani per l’ex première dame, la compagna carioca di Scapagnini (eh si sa che in Forza Italia si apprezzano più le gonnelle delle tonache). La procura della Repubblica ha annunciato montagne di inchieste e iscrizioni sul registro degli indagati: fra le tante, anche un’inchiesta contro i cittadini catanesi rei, secondo la procura, di aver favorito gli indagati votandoli in massa.
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