Archivio di dicembre, 2009

L’Okkupazione dei precari

di Gregorio Romeo

Una nota della Regione Sicilia rischia di far saltare, entro fine anno, quasi 300 contratti precari al Comune di Acireale. Dal 21 Dicembre i dipendendenti pubblici in scadenza di contratto hanno iniziato l’occupazione dell’aula consiliare.

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Ospedale di Acireale: nelle mani di nessuno

L’ennesima denuncia dei tristemente noti disservizi all’interno dell’Ospedale di Acireale da parte di un nostro lettore.

Ospedale di AcirealeSabato sera, mi rompo un dito durante una partita. Finito il match, mi reco in ospedale per le radiografie e l’eventuale ingessatura. Ore 23.15.
Trovo praticamente tutto chiuso. O meglio, è tutto aperto, ma non operativo e non presidiato da anima viva.
Innumerevoli cartelli VIETANO l’accesso a corridoi, triage e tutti gli ambienti, all’infuori della sala d’aspetto, dove non è consentita neppure la sosta per l’attesa. Dopo un po’, però, i miei compagni decidono ugualmente di entrare “per farsi vedere”.

Corridoi deserti. Dove sono finiti tutti? Ci incamminiamo, impauriti di incorrere in rimproveri o sanzioni amministrative, alla ricerca di un dottore o di un qualsiasi paramedico, e finalmente ne incontriamo uno. Spieghiamo subito che ci siamo addentrati perchè l’accettazione non era presidiata da nessuno, e ci prendono quasi per fessi.

- E chi vuoi trovare a quest’ora? (con aria quasi sfottente)
- …
- ma qual’è il problema?
- credo di essermi rotto un dito in campo
- e vieni a quest’ora? Non c’è nessuno adesso
- guardi, sarei venuto volentieri prima, ma prima dovevo rompermelo, ed è successo poco fa
- capisco, ma radiologia ed ortopedia il sabato, soprattutto la notte, non sono nè di servizio, nè di guardia medica. Devi tornare LUNEDI
- ah…capisco
(a dire il vero no) e cosa dovrei fare?
- devi andare a Catania, lì sicuramente ti sapranno aiutare. Intanto ora ti annotiamo nel registro, ti facciamo una puntura, ti stecchiamo meglio il dito e ti diamo QUESTA RICEVUTA CON LA QUA
LE LUNEDI MATTINA NON FARAI LA FILA. Ma non venire prima delle 9.00, perchè non trovi nessuno.

Finita questa surreale conversazione, la dottoressa, suo malgrado [la noia e la stanchezza erano evidenti], mi “visita” e dopo una veloce valutazione conclude che “forse è rotto, così non si può dire. Ci vorrebbero i raggi”.

Chiedo del ghiaccio, ma la “macchinetta” è rotta, quindi mi portano dei cubetti in un guanto [meglio del niente che ormai mi aspettavo]. Fatto questo mi congedano, con la mia bella ricevuta.

E la puntura? E la steccatura?

La triste domanda che mi sono posto ininterrottamente da ieri sera è: normalmente perché si va in ospedale? Intendo dire, la maggior parte di casi in cui ci si reca all’ospedale credo che riguardi escoriazioni/ferite, fratture & simili. I casi diversi o più gravi sono sicuramente una percentuale nettamente minore. Credo inoltre che il sabato e la domenica, siano i giorni in cui ci sono più incidenti. Com’è possibile che al pronto soccorso il SABATO e la DOMENICA questi reparti siano chiusi? Che senso ha? Perché fanno perdere tempo alle persone che si rivolgono lì, e fanno pure la fila, per sentirsi dire che devono correre in un’altra struttura, in un’altra città e fare un’altra fila? Il mio caso, se pur doloroso, era sicuramente nulla di grave: ma se avessero investito un giovane col motorino?

La risposta me l’ha data chi ne ha persino avuto esperienza sulla sua pelle, e non è per nulla rassicurante.

San Gennaro, aiutaci tu.

lettera firmata

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