Sedicenne catanese tolto alla madre perche militante in Rifondazione: sostegno dal circolo di Acireale

Il Circolo La Locomotiva di Acireale del Partito della Rifondazione Comunista esprime solidarietà e sostegno al giovane compagno di partito.

Il Circolo “La Locomotiva” di Acireale del Partito della Rifondazione Comunista apprende l’allarmante notizia della decisione di un giudice catanese di togliere ad una madre l’affidamento del figlio in favore del padre a causa della iscrizione del giovane al Partito della Rifondazione Comunista.
Il sedicenne catanese è infatti militante del circolo Tienanmen di Rifondazione Comunista, o per dirla con le parole (sconcertanti) del Tribunale di Catania, possiede “la tessera d’iscrizione a un gruppo di estremisti”. E ancora: i Circoli del Partito sarebbero “luoghi di ritrovo giovanili dove è diffuso l’uso di sostanze alcoliche e psicotrope”.
Tutto ciò è inaccettabile perché indice di un clima di sospetto, diffidenza e pregiudizio inquietanti, in special modo se rivolti nei confronti di un Partito come il nostro che da sempre ha fatto della militanza giovanile il perno del proprio agire politico.
Il Circolo “La Locomotiva” esprime solidarietà e sostegno al giovane compagno M.P. e alla madre, e condanna, dunque, il clima di “caccia alle streghe” che ha raggiunto, oramai, livelli insopportabili e latenti all’anticostituzionalità; ma soprattutto invita tutti i giovani e tutti gli acesi che vogliono una città diversa e più giusta a iscriversi senza remore al Partito.

Il Segretario

Alessandra Leotta

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6 Commenti to “Sedicenne catanese tolto alla madre perche militante in Rifondazione: sostegno dal circolo di Acireale”

  1. Sebastiano Scavo:

    Vorrei sapere se la citazione delle motivazioni della sentenza è stata inserita dopo aver preso diretta visione della sentenza o per puro sentito dire… se è il primo caso, vi prego di farmi sapere come posso procurarmela anch’io.

  2. Luigi Russo:

    Io ho letto la notizia sulla Sicilia e sono rimasto sconcertato, essendo stato iscritto cinque anni al Partito della Rifondazione Comunista ho sentito il peso di quel provvedimento anche su me stesso.
    E’ incredibile pensare che in un paese cosiddetto “democratico” possano accadere fatti del genere.
    Mi associo alla richiesta di Seby di sapere con esattezza le parole con cui è stata emessa la sentenza così da avere chiare fino in fondo le motivazioni del provvedimento ed eventualmente adoperarsi per azioni di protesta concreta non solo da parte di Rifondazione e dai partiti comunisti ma da parte di tutti i cittadini che si sentono democratici. Mi rivolgo anche e soprattutto ai cittadini che votano o si riconducono a partiti che ereditano i valori della Democrazia Cristiana, vorrei sapere cosa penserebbero se un loro figlio venisse strappato alla famiglia perchè iscritto All’AZIONE CATTOLICA o alla FUCI o a COMUNIONE E LIBERAZIONE?.
    Invito pertanto la compagna Alessandra leotta a pubblicare le motivazioni della sentenza.

  3. Paolo Danzì:

    Mi sembra una scelta dettata dal pregiudizio e dal luogo comune, a maggior ragione considerando che il ragazzo era in possesso di documenti medici che lo escludevano da ogni utilizzo di sostanze psicotrope.

    Una pura discriminazione ideologica e scandalosi i pretesti e le insinuazioni.

  4. Alessandra Leotta:

    Il virgolettato riporta affermazioni contenute nella relazione che i servizi sociali hanno presentato al Tribunale dei minori di Catania e che tale organismo ha fatto proprie nella ordinanza emessa.
    La notizia è stata, per prima, resa nota da autorevole quotidiano La Repubblica e, di seguito, riportata da tutti gli altri.
    Reperibili, inoltre, on line si trovano interviste all’avvocato Giarrusso, legale della madre.
    Ringrazio, a nome di Rifondazione Comunista, quanti si associano alla solidarietà per il giovane compagno del Circolo Tienanmen. Certa che la questione si risolverà al meglio, mi rendo disponibile a reperire ulteriori e sempre nuove informazioni da poter poi girare a quanti si ritengano interessati e, più in generale, per il dovere di fare informazione, nonché controinformazione, di cui il Circolo La Locomotiva di Acireale sente di farsi carico.

    Grazie!
    Alessandra Leotta

  5. ezio:

    lungi da me difendere qualsiasi tipo di ideologia… ma niente da meravigliarsi… se pensate che la costituzione italiana vieterebbe
    l’uso di riferimenti alla “cultura fascista” e invece nella pratica esistono gruppi politici nazionali e gruppi giovanili che si ispirano apertamente a quei simboli tutto diventa più chiaro: IL MONDO STA GIRANDO AL CONTRARIO. Ditelo a Silvio che finalmente è stato trovato un magistrato “non comunista”!

  6. Sebastiano Scavo:

    Ringrazio innanzitutto Alessandra Leotta per la risposta. Ma concedetemi un’ulteriore replica. Non voglio essere pedante, ma mi piace, vista la gravità della cosa, essere assolutamente certo delle accuse. Qualcuno ha letto quell’ordinanza in maniera diretta? Le motivazioni citano chiaramente la relazione dei servizi sociali? La relazione dei servizi sociali si esprime esattamente in questi termini? sapete, non vorrei parlare di qualcosa di cui ha parlato qualcuno che ha sua volta lo ha saputo da qualcuno. Voglio leggerlo io. E questo, naturalmente, senza voler mettere in dubbio la serietà de La Repubblica, nè di chi mi ha preceduto dando eco a quell’articolo.

    Per quanto riguarda l’intervento di chi mi ha preceduto, beh, credo che le norme cui ci si riferisce siano retaggio del clima antifascista della resistenza, e le condivido. Capisco quanto fosse importante ribadire nella Carta costituzionale questi principi. Ma, a 60 anni da allora, dopo tanti cambiamenti nella storia, forse sono un po’ anacronistiche. Tanto è vero che è rara la loro applicazione, a favore di una tutela maggiore del pensiero e delle idee. Per come la vedo io, finchè dei gruppi non sorpassano l’insuperabile muro dell’ordine pubblico e del buon costume, la loro attività per me è lecita. Anche per una questione di uguaglianza con le altre ideologie, che hanno anche loro i loro scheletri nell’armadio ma erano dalla parte dei vincitori, in un certo momento storico. Nel caso dei gruppi neofascisti, li considero solo degli ambigui nostalgici coi quali non vorrei avere troppa confidenza. Che, se commettono reati, risponderanno con le eventuali aggravanti.

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