Scusateci per la riflessione
Di parole ne sentiamo ogni giorno tante.
Bisogna fare delle distinzioni tra quelle consentite, eccentriche, originali, superflue.
Alcune rimangono, altre involano.
Capita poi di confrontarsi. Così queste diventano interminabili.
Ad esempio cosa pensare della domanda: “I giovani d’oggi non hanno più valori”!
Punti di vista? Può darsi.
Sorge spontanea un’altra domanda:
“Chi sono i giovani d’oggi”?
Non vogliamo però generalizzare.
Facciamo piuttosto riferimento alla realtà che viviamo.
Gli ideali, le speranze, i valori, le idee sono quelli che sentiamo.
La città quella d’Acireale.
Piccola rispetto ad altre, città ricca di luoghi che noi amiamo.
La cultura di una generazione è quella che si costruisce soprattutto vivendo
il proprio tempo.
Tra le nostre case, tra le vie cittadine, i giovani si trovano in un momento di profonda delusione.
Delusione da che cosa?
Della vita, dei valori, dei sogni?
Siano per questo senza ideali?
Certo non possiamo sempre lamentarci che mancano i maestri.
Un giorno leggendo una nota testata giornalistica mi ritrovai dinnanzi un articolo di prima pagina, di cui apprezzai i contenuti.
Notai particolarmente una frase che all’incirca recitava così “Giovani svegliatevi, ritornate ad essere guerrieri”! (Alberoni, Corriera della Sera)
Mi piacque e al dir vero fu proprio un mio carissimo amico a farmela notare.
Insieme seguimmo una riunione della Sinistra Giovanile e decidemmo di parlarne con gli altri.
Questa delusione c’era.
Era evidente. Qualcuno affermò che si sentiva deluso da una città che come la nostra non offre a sufficienza servizi, spazi, momenti per i giovani.
Insieme allora ci occupammo di far emergere queste idee.
La mancanza c’era.
Si fecero più sollecitazioni per sensibilizzarla ma niente.
Penso che ci sia ancora qualcosa da aggiungere.
Manca talvolta la voglia di vivere.
Il nostro futuro è più precario, richiede più energia.
Più forze.
Più speranze.
Che cosa dovremmo fare? Arrenderci? Mai.
Seneca in “ De tranquillitate animi” rivolgendosi al suo allievo Sereno dice : “Bisogna che tu abbia fiducia in te stesso, che tu sia convinto di essere sulla retta via, e non ti lasci depistare dai passi falsi di tutti quelli che vanno errando senza una precisa meta, né tanto meno dai pochi che procedono sicuramente fuori strada”
Non è la strada quella che si vuole indicare.
Mi scuso anzi se non si sono trattati altri temi.
Penso che sia scontato affermare che il futuro è il nostro, lo sappiamo.
La qualità della vita è quella per la quale dobbiamo batterci.
Apriamo le porte, abbattiamo cancelli e barriere.
Questa è l’idea politica che da noi sta crescendo.
Margherita Grasso
da “L’Inchiostro”



febbraio 1st, 2008 alle 12:14
Io non credo che sia così scontato affermare che il futuro sia “nostro”. Vorrei che fosse scontato.