Ma lei lo sa chi sono io?
A Stazzo un vigile urbano invita l’assessore Torrisi a spostare la macchina in doppia fila: otto giorni di prognosi per l’agente.
L’assessore dei vigili urbani aggredisce un vigile urbano pur di lasciare la macchina in doppia fila?
Sembra incredibile, ma forse non ad Acireale: secondo il vigile, l’assessore alla Viabilità e alla Polizia Urbana Giuseppe Torrisi avrebbe urtato la sua auto e lo avrebbe aggredito fisicamente, tanto che nell’articolo si parla di prognosi di otto giorni.
Perché? Gli era stato intimato di spostare l’automobile, lasciata in doppia fila. Tempi duri per i vigili urbani, da ora in poi ad Acireale faranno bene a informarsi prima di fischiare qualche auto illustre.





agosto 29th, 2008 alle 09:01
“Io non so chi è lei?! Certo che lo so. Lei è un mio DIPENDENTE!
E siccome il suo comportamento da lavoratore, ha inequivocabilmente dimostrato una inadempienza e una trasgressione di gravità tale da compromettere irrimediabilmente il vincolo fiduciario che è alla base del rapporto di lavoro, ciò ne impedisce la prosecuzione anche temporanea, quindi le comunico che LEI E’ LICENZIATO!
E non so neanche di che partito sia, e non lo voglio sapere.
A chi l’ha messo lì, inoltre, una multa per incompetenza.
Firmato
Cittadino suo Datore di Lavoro”
agosto 30th, 2008 alle 16:57
Nel post si cita un artilolo: quale? E’ possibile conoscere la fonte della notizia? Nel merito della assurda questione, ho pensato a una scena simile, dal film “Il vigile” con Alberto Sordi. Solo che lì, il sindaco multato si limitava all’invettiva! Se tutto sarà confermato, se si è svolto tutto in questa maniera e ci sarà un seguito, credo che i cittadini dovranno pretendere almeno le dimissioni dell’assessore.
agosto 30th, 2008 alle 17:48
La fonte è l’articolo del Tg di Canale9, visibile su Youtube
http://www.youtube.com/watch?v=UkPAhglSdV0
settembre 1st, 2008 alle 10:56
Ecco come sono andate le cose secondo la versione dell’assessore Torrisi:
http://it.youtube.com/watch?v=AHDLY0MpeHY
settembre 1st, 2008 alle 11:34
Un vigile urbano, quale ufficiale di pubblica sicurezza, ha il diritto di chiedere i documenti e il cittadino ha l’obbligo di esibirli, diversamente è punibile con ammenda e arresto fino a tre mesi come da art. 650 del codice penale.
Al di là dei dettagli del caso, che non possiamo conoscere non essendo stati presenti, non capisco quale potere ha ritenuto di avere l’ass. Torrisi quando “non ha ritenuto opportuno esibirli”.
Cosa c’è di umiliante nell’esibire i documenti? Il fatto che la popolarità di un assessore venga messa in dubbio è così drastico per l’ego di chi ci rappresenta? Siamo a questo?
settembre 9th, 2008 alle 18:59
per cultura generale informo il sig. Paolo Danzi che l’art. 650 CP (inosservanza dei provvedimenti della Pubblica Autorità) non prevede ciò che lei ha scritto. In italia nopn c’è alcun obbligo di legge di portare seco i documenti di identità o l’obbligatorietà di esibire gli stessi agli agenti di pubblica sicurezza. L’unico obbligo di legge che i cittadini hanno nei confronti degli agenti di P.S. è quello, previa richiesta degli agenti/ufficiali di P.S., di declinare le proprie generalità al fine di farsi identificare. Posso credere che l’agente della polizia municipale non conoscesse il proprio assessore? Come mai l’agente in questione, che se non ricordo male è anche agente di polizia giudiziaria, nel caso in esame non ha provveduto ad arrestare l’assessore in questione per il reato di resistenza a P.U. e lesioni personali /tentato omicidio? qualcosa non mi torna riflettiamoci su…
settembre 9th, 2008 alle 19:53
Io nel codice penale leggo questo:
Art. 650 Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità
Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a lire quattrocentomila.
Art. 651 Rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale
Chiunque, richiesto da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni, rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su altre qualità personali, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a lire quattrocentomila.
Forse dovevo dire 651?
Mu scuso se ho sbagliato articolo, ma non credo che la sostanza cambi.
In ogni caso ribadisco: anche ammesso che il vigile stesse facendo il “finto tonto”, non riconoscendo l’assessore, cosa c’è di umiliante nel dover favorire i documenti?
settembre 13th, 2008 alle 17:03
Ho letto degli aggiornamenti, che riassumo.
Sembra che Torrisi abbia rimesso nelle mani del sindaco la sua delega alla viabilità e che il consiglio comunale, mettendo ai voti la questione, abbia rigettato per un voto le dimissioni. Risultato: tutto come prima.
Io credo che questa storia sarà insabbiata: di conseguenze giuridiche non ce ne saranno perchè i soggetti in questione, avendo mentito entrambi (è una mia sensazione), non sporgeranno denuncia; e i cittadini, silenziosamente, metteranno tutto nel dimenticatoio.
Per come la penso io, Torrisi non doveva dimettersi dalla delega, ma dal consiglio comunale: non si tratta questo di un episodio di incompetenza, di una critica verso il suo lavoro; ma si tratta di un problema legato all’immagine delle istituzioni, che secondo me non possono trovarsi in una situazione simile. Non so di chi è la colpa, chi ha mentito, chi ha fatto, chi ha omesso. Io credo che un simile comportamento debba portare alla rimozione del responsabile, del protagonista del fatto, così mostrando il giusto esempio.
settembre 19th, 2008 alle 19:06
[...] sua stessa intercessione si sono visti già i primi miracoli: l’assessore Torrisi fa pace col vigile insubordinato, il tecnico del Comune perdona il consigliere Di Mauro che lo aveva mandato a quel paese in diretta [...]