Giorgiana Masi: una di noi!
Spunti di riflessione su Giorgiana, studentessa italiana uccisa a diciannove anni durante una manifestazione di piazza.
Chi è Giorgiana Masi?
Giorgiana è una ragazza che pensava che manifestare il proprio dissenso sia un diritto inalienabile, pensava che il mondo potesse migliorare, tramite il comunismo, e voleva fare di tutto perchè ciò che credeva divenisse realtà.
Anzi proprio tutto no, a quanto ne sappiamo era una pacifista.
Giorgiana è morta per un ideale, non ha ucciso nessuno, non ha minacciato nessuno e non aveva manco vent’anni, ma il clima di terrore instaurato dal Regime Democristiano se l’è portata via, uccisa da chissà chi in una dimostrazione di piazza, pacifica, organizzata dai radicali, il 12 Maggio 1977.
È normale che non lo sappiate, fino a stamane manco io lo sapevo appieno, ricordavo solo di aver letto qualcosa su Wikipedia (davvero poco all’epoca) un anno fa, spinto da una canzone rap che avevo sentito su MTV.
Poi, andando a Roma per la manifestazione del PD, è giunto ai miei occhi un’articolo su un’intervista di Francesco Cossiga, purtroppo, Senatore a vita del nostro magnifico stato: questa intervista a QN (che esiste anche in versione Audio) mi ha fatto tornare in mente Giorgiana, proprio mentre Cossiga era Ministro degli Interni ed attuava la strategia della tensione che non ci ha salvato dai terroristi, come pensa lui, ma che ci ha buttati dritti dritti tra le loro braccia.
Io mi sento come lei, ma non vorrei fare la sua stessa fine, per questo vi propongo una petizione per fare chiedere da Napolitano ulteriori notizie dall’immerito Presidente, sperando che parli e che magari venga pure estromesso dalla carica di senatore a vita, in quanto mandante indiretto di un omicidio.
Spero che le mie parole possano rendere un pò di giustizia a Giorgiana o quantomeno fare parlare di un martirio civile di cui non parla più nessuno.
Io mi sento Giorgiana Masi, e voi?
Ivan Napoleone Fichera





ottobre 29th, 2008 alle 00:44
Caro Ivan,
l’angoscia di quegli anni mi ha accompagnato per tutta la mia vita. E’ una condizione di amara consapevolezza che mi è servita anche a leggere tutte le successive evoluzioni della politica del paese. Devo dirti che nel corso di questi anni le speranze sono state tante, ma ancora di più e più amare le delusioni.
Diversamente da te, devo ammettere che non mi hanno indignato le parole di Cossiga che, devi sapere, allora si scriveva con la K e la svastica al posto della doppia s. Non per insensibilità ma perchè io sapevo già. Lo sapevo come l’ “Io so” di Pasolini.
Non mi ha confortato, nè sollevato, la confessione postuma di quel losco personaggio, anzi mi ha infastidito enormemente per l’arroganza e la cattiveria che ancora quell’uomo ostenta di voler riversare sulla società civile. Bada che non è stato un errore l’ammissione di Cossiga, ma una ostentata e premeditata intimidazione. Quest’individuo del quale non voglio nascondere il disprezzo, è solo la punta di una più vasta e occulta rete di potere, molto ben infiltrata a tutti i livelli istituzionali, fin’anche nei partiti politici.
Ti confesso che mi irritano molto i commenti all’intervista di quanti si stanno esercitano su giornali e tv a declamare la loro indignazione pur avendo vissuto quegli anni, evidentemente in un stato di protratto letargo della coscienza.
Noi non ci conosciamo personalmente, credo, ma immagino che tu sia più giovane di me.
Sono contento della riflessione che proponi su Giorgina Masi perchè serva almeno a risvegliare la coscienza di quanti vissero quegli anni.
Va ricordato anche che la Masi non fu la sola vittima e, cosa più importante, che quegli uomini e quella logica di potere governa ancora le nostre istituzioni.
Questo ultimo aspetto, cioè l’incapacità di isolare ed emarginare quella cultura di governo, è la causa di questa angoscia che ancora mi accompagna.
Salvo Sapuppo
ottobre 29th, 2008 alle 10:02
Salvo, conosco quegli anni, non per esperienza diretta fortunatamente, e ciò che ho scritto, ed il conseguente spam in ogni dove, l’ho scritto perché per me la storia di Giorgiana Masi è più emblematica di altre storie di quegli anni: era una ragazza, 19 anni, che non aveva fatto nulla, il cui unico peccato era di esistere ecriticare un mondo ed un’Italia che faceva (e fa) schifo. Questo è patriottismo, non nichilismo nazionale, come molti hanno detto.
L’affermazione di Cossiga mi pare fondamentalmente un bene, in quanto ha svelato che le “illazioni” gridate da quei governi in realtà erano ostracismo della verità, e ci ha permesso di iniziare a formare anticorpi. Il problema è che non è nato un caso Cossiga, ed allora ritengo opportuno cercare di scatenarlo. Ho raccontato di Cossiga e di Giorgiana Masi a tutti quelli che conosco, spero che almeno uno ogni dieci di quelli che hanno saputo facciano la stessa cosa. Prima o poi si muoverà qualcosa.
Per quanto riguarda l’indignazione facile ricordo solo che negli anni ‘70 Bondi, Cicchitto, Pecorella, Ferrara e tanti altri che ora sono nel PDL erano tra quei “sessantottini Facinorosi” che tanto vengono, giustamente, criticati. Personalmente spero che questo sia un movimento paragonabile a quello solo dal punto di vista civile e di ideali, e non si riveli un fallimento come il ‘68.
Vorrei che sia una lotta di civiltà e di libertà e non di potere. Per fare questo ci vuole confronto, informazione, e partecipazione (concetti che poi intendono il significato di libertà stessa, a mio parere). Per quanto posso ci metto del mio.
ottobre 29th, 2008 alle 10:41
Se le parole attribuite a Cossiga sono testuali e non manipolate, penso che non basti esprimere indignazione ma si debba sottoscrivere una petizione al Capo dello Stato (non del Governo!), in quanto parole lesive della Carta Costiuzionale, tanto più gravi perché espresse da un Senatore a vita, già Capo dello Stato!
ottobre 30th, 2008 alle 16:46
Apprezzo la serenità e l’obiettività degli interventi di Salvo Sapuppo e di Ivan N.Fichera, spero che anche quelli successivi, si mantengono nello stesso stile…
Con l’età vien meno il freno inibitorio, si dicono le cose come si pensano e, soprattutto, si dice la verità, quella verità che per tutta la vita si è tenuta nascosta molte volte viene riferita con un “candore” liberatorio, obbedendo ad un istintintivo desiderio di catarsi. Tutto questo si trova scritto sui trattati di psicologia, di psichiatria e, soprattutto, fa parte dell’esperienza quotidiana di chi per lavoro, è a contatto con questa fascia di età e ne ascolta i relativi “sfoghi”.
Pertanto ritengo “genuino” quanto ha riferito l’emerito ottuagenario in una raccapricciante intervista, che ha il valore morale di una “confessione”. La magistratura ci dirà se quanto costui ha detto all’intervistatore abbia anche un valore giuridico, e se può procedere nei confronti del il reo-confesso, per quel che ha fatto e per quel che ha detto dove, agli occhi di un laico del diritto, si intravedono delitti quali l’istigazione a delinquere e l’apologia del reato.
Dopo questa confessione quanti, in buona fede, non hanno creduto alla “strategia della tensione”, asse portante della politica USA nel mondo, dovranno rileggere la storia italiana del dopo guerra, da Portella della Ginestra, ai nostri giorni.