Archivio: 'Notizie'

Bomba nella sede dei Comunisti Italiani di Acireale

Nella giornata del 25 Aprile la sede del Partito dei Comunisti Italiani di Acireale è stata fatta oggetto di un attacco intimidatorio. Nella cassetta della posta (….peraltro in acciaio) è stata recapitata una bomba che ha divelto la porta esterna in alluminio, i pannelli in formica nonchè un pannello superiore. L’ ordigno non è sembrato affatto di entità trascurabile alla luce delle conseguenze che hanno visto scompaginata la struttura in acciaio della cassetta postale e il frastuono emesso è stato sentito da abitanti del posto che, ad ora di pranzo, ne interpretavano il botto come “normalmente” connesso ad una giornata di festività.

Tutt’altro invece.

La presenza di un secondo portone (in legno massiccio) che non ha subito alcun danno ha scongiurato il peggio. Lo stesso dicasi per i locali del Partito dei Comunisti Italiani.

I compagni e le compagne del PdCI, giunti in sezione sabato 26 aprile per l’assemblea degli iscritti settimanalmente convocata, non hanno potuto far altro che prendere atto dell’ accaduto e denunciarlo alle forze di polizia.

La segreteria provinciale ha già fatto sapere che tramite il segretario provinciale del Partito, avv. Salvo Cannata, interesserà dell’ accaduto il prefetto di Catania. Il Partito ha già subito in questi mesi diversi attacchi che minano la presenza a Catania e provincia del PdCI.

I deliri di onnipotenza di chi sta certamente politicamente lontano dai comunisti si manifesta in un momento particolare come quello rappresentato dalla giornata del 25 Aprile e in una fase politica che vorrebbe annullare la presenza di chi, da sempre, lotta e continuerà a lottare per affermare un’ idea diversa di società.

Antonio Tomarchio



Articoli correlati:
Iniziativa dei Comunisti Italiani "Basta Casta!"
Primo Maggio: coraggio e memoria
L’acese David Coco premiato al Festival di Bastia

Turi Sottile: pessimo tempismo


Immagine: Turi Sottile, Energia Mitopoietica 

Al secondo dei piani della galleria del Credito Siciliano, che ha ospitato in queste settimane una significativa retrospettiva sull’opera del nostro concittadino Turi Sottile, campeggia fra le altre del Maestro una “citazione” che recita pressappoco così: «Nella mia vita ho sempre avuto un pessimo tempismo. Arrivo sempre due anni prima». Ad un visitatore superficiale questa può forse sembrare un’affermazione un po’ audace, forse presuntuosa, e forse in parte lo è. C’è dentro la presunzione e la sicurezza di un artista che ha lottato e che lotta per affermare la sua visione del mondo attraverso la sua opera. Di un artista potente e irriverente che cita tra i suoi ispiratori artisti come Cecco Angiolieri, Teofilo Folengo e, per restare ai nostri tempi, Vito Riviello. Ma c’è anche l’orgoglio del proprio lavoro, tanto è vero che la frase che ho riportato non è una provocazione, o almeno non lo è del tutto, ma è un riferimento alla querelle che Turi Sottile ebbe diversi anni addietro con Mimmo Rotella, come mi ha raccontato lo stesso Maestro Sottile nella piacevole (ma breve) conversazione che ho avuto il piacere di tenere con lui (cito a memoria): «Rotella sosteneva di essere stato lui a portare per primo in Italia la tecnica del frottage nel 1971. Proprio in quei giorni mi incontra ad una mia mostra e, notando in alcuni miei quadri proprio quella tecnica esclama: - Turi, ma come hai fatto?-. La risposta è semplice; sono stato io a portare il frottage in Italia, non lui, ben due anni prima, dopo averlo vista in mostra a Parigi».
Questo aneddoto mi permette di parlare di uno dei lavori della mostra che utilizza proprio questa tecnica, lavoro che non posso certo valutare – né ne ho la pretesa - dal punto di vista artistico (ahimé, sono solo un semplice osservatore senza alcuna competenza), ma che ho il piacere di “raccontare” perchè, fra i tanti che hanno attirato la mia attenzione, è fra quelli che più mi ha dato da pensare. L’opera si chiama “In galleria”, del 1971, e raffigura le sagome di due persone che osservano un quadro in una galleria. Ci si potrebbe già soffermare a lungo solo sull’idea di mettere su una tela la stessa scena che di fatto si materializza davanti alla tela stessa, con il noi visitatori protagonisti, in un divertente incastro di rimandi. Ma la cosa che più mi ha colpito è il modo diverso modo in cui il Maestro Sottile rappresenta i due soggetti del quadro, astratti, due semplici sagome i visitatori, mentre ben più realistica è la pittura del quadro che essi osservano, quadro che raffigura - quadro nel quadro! - un nudo di donna, di spalle. Se ci si sofferma, le visioni sono due: quella dei visitatori che osservano il quadro, vedendovi un soggetto molto realistico, e quella di noi osservatori dell’opera, che vediamo i due visitatori della galleria dipinti come due semplici, enigmatiche figure astratte.
Osservando l’ultima produzione di Turi Sottile, fatta di lavori in cui i soli protagonisti sono i colori, i loro dinamismi, e le ombre che essi proiettano sul doppio fondo di diverse, particolari opere dipinte su un supporto trasparente, non si possono avere dubbi su quale delle due sia in ultima analisi la visione del Maestro, come egli stesso ha confermato a mia precisa domanda (cito sempre a memoria): «Sì, senza dubbio la mia visione è più vicina a quella di coloro che vedono delle immagini astratte, più che a quella di coloro che vedono in caratteri realistici». «E forse c’è anche una critica nei confronti di questi ultimi?» «E perché no? Tutta la mia vita, tutta la mia opera in fondo è stata una critica continua». Si può certo andar fieri di questo.

Sebastiano Scavo

Immagine tratta dal sito www.turisottile.it



Articoli correlati:
No related posts

Il Partito Democratico e la democrazia

“Sei invitato a partecipare alla ASSEMBLEA DEI FONDATORI DEL PARTITO DEMOCRATICO per eleggere un coordinamento di 40 persone (20 donne e 20 uomini), scelte ed elette dai cittadini che saranno presenti a tale Assemblea.”

Sono alcune righe della lettera ricevuta dai partecipanti alle primarie del PD, me compreso, invitati a quest’ennesimo atto di democrazia. Ad Acireale il Partito Democratico nasce con numerose novità, sia tra le idee che tra le persone. In primis la proposta dell’ineleggibilità dopo due mandati elettorali.

E’ un punto molto coraggioso, che se rispettato eviterebbe realmente di creare i centri di potere che proprio in Sicilia ci contraddistinguono.

Ciò che attira più la mia attenzione, però, è la “legittimazione dal basso” di cui si sente tanto parlare di questi tempi. Rendere partecipi i cittadini nella definizione dei vertici di un partito sarebbe realmente giusto ed innovativo… se però fosse vero.

All’assemblea, infatti, dopo vari interventi più o meno utili ed interessanti, attendevo il momento della scelta e della votazione, già di per sé dubbiosa non essendomene chiare le modalità, che non è mai avvenuta. Sono stati chiamati i 40 nomi e sono stati applauditi ed eletti per acclamazione. Non mi è sembrato affatto un inizio serio, anzi mi sono sentito abbastanza preso in giro dato che non ho scelto, né votato nessuno. Dato che non è un obbligo del Partito utilizzare questi mezzi di elezione del suo organismo, perché proporli se poi non vengono rispettati?

Il PD si propone realmente come portavoce dei cittadini, come una ventata d’aria fresca? Non mi sognerei mai dunque di trovare al suo interno vecchi criteri di rappresentatività, che non coinvolgano i cittadini. Se il buongiorno si vede dal mattino..

Paolo Danzì



Articoli correlati:
Dimissioni Nando Ardita da Segretario Udeur
Bomba nella sede dei Comunisti Italiani di Acireale
Primo Maggio: coraggio e memoria

L’acese David Coco premiato al Festival di Bastia

Sulle orme della notevole (ma sfortunata) attrice di casa nostra Daniela Rocca, con vicina l’esperienza del bravo Antonio Catania (Nastro d’Argento come “miglior attore non protagonista” nel 1999, e interprete di moltissimi film italiani di successo), e seguito a ruota da Marica Coco… si trova in buona compagnia il protagonista dell’apprezzato film L’uomo di vetro, David Coco, che riceve finalmente un meritato riconoscimento per la sua bella prova: oltre ad egli stesso (migliore interpretazione maschile), “miglior film” alla pellicola di Stefano Incerti da lui interpretata. L’occasione è stata il XX festival du cinema italien di Bastia, rassegna alla quale hanno partecipato diversi film italiani della scorsa stagione, tra cui “Centochiodi” del maestro Ermanno Olmi, “La masseria delle allodole” dei fratelli Taviani e “Saturno contro” di Ozpetek.

David Coco, 37 anni, di Acireale, si è diplomato alla Scuola d’Arte Moderna dello Stabile di Catania; inizia presto con il teatro, e dopo un po’ di gavetta finalmente debutta al cinema nel 1994. Alternando i vari impegni teatrali e televisivi (recita in alcune fiction come La Squadra) con il cinema, trova finalmente il successo dopo il 2000 con le interpretazioni nei film Placido Rizzotto (regia di Pasquale Scimeca, primo successo), L’amore di Marja (di Anne Ciccone), Un mondo d’amore (Aurelio Grimaldi), Segreti di stato, (Paolo Benvenuti), Tre giorni di anarchia, (Vito Zagarrio), e poi L’uomo di vetro, che lo vede finalmente apprezzato protagonista. Recentemente ha partecipato a molti film tv come Giovanni Falcone, l’uomo che sfidò Cosa Nostra, Eravamo solo mille, o L’ultimo dei Corleonesi; proprio in questi giorni inoltre è in onda sulla Rai con Un caso di coscienza 3.

Sebastiano Scavo



Articoli correlati:
No related posts

Dimissioni Nando Ardita da Segretario Udeur

Nando Ardita, consigliere comunale, ha presentato le sue dimissioni da segretario del Partito dei Popolari dell’Udeur di Acireale. Alla base della scelta ci sono gli avvenimenti, i comportamenti e le scelte che il partito ha adottato a livello nazionale.

Queste dimissioni mettono in difficoltà, di fatto, la sopravvivenza dei Popolari dell’Udeur ad Acireale, i cui membri dovranno presto chiarire la propria posizione.

Paolo Danzì



Articoli correlati:
Bomba nella sede dei Comunisti Italiani di Acireale