Archivio: 'Società'

L’Okkupazione dei precari

di Gregorio Romeo

Una nota della Regione Sicilia rischia di far saltare, entro fine anno, quasi 300 contratti precari al Comune di Acireale. Dal 21 Dicembre i dipendendenti pubblici in scadenza di contratto hanno iniziato l’occupazione dell’aula consiliare.

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Ospedale di Acireale: nelle mani di nessuno

L’ennesima denuncia dei tristemente noti disservizi all’interno dell’Ospedale di Acireale da parte di un nostro lettore.

Ospedale di AcirealeSabato sera, mi rompo un dito durante una partita. Finito il match, mi reco in ospedale per le radiografie e l’eventuale ingessatura. Ore 23.15.
Trovo praticamente tutto chiuso. O meglio, è tutto aperto, ma non operativo e non presidiato da anima viva.
Innumerevoli cartelli VIETANO l’accesso a corridoi, triage e tutti gli ambienti, all’infuori della sala d’aspetto, dove non è consentita neppure la sosta per l’attesa. Dopo un po’, però, i miei compagni decidono ugualmente di entrare “per farsi vedere”.

Corridoi deserti. Dove sono finiti tutti? Ci incamminiamo, impauriti di incorrere in rimproveri o sanzioni amministrative, alla ricerca di un dottore o di un qualsiasi paramedico, e finalmente ne incontriamo uno. Spieghiamo subito che ci siamo addentrati perchè l’accettazione non era presidiata da nessuno, e ci prendono quasi per fessi.

- E chi vuoi trovare a quest’ora? (con aria quasi sfottente)
- …
- ma qual’è il problema?
- credo di essermi rotto un dito in campo
- e vieni a quest’ora? Non c’è nessuno adesso
- guardi, sarei venuto volentieri prima, ma prima dovevo rompermelo, ed è successo poco fa
- capisco, ma radiologia ed ortopedia il sabato, soprattutto la notte, non sono nè di servizio, nè di guardia medica. Devi tornare LUNEDI
- ah…capisco
(a dire il vero no) e cosa dovrei fare?
- devi andare a Catania, lì sicuramente ti sapranno aiutare. Intanto ora ti annotiamo nel registro, ti facciamo una puntura, ti stecchiamo meglio il dito e ti diamo QUESTA RICEVUTA CON LA QUA
LE LUNEDI MATTINA NON FARAI LA FILA. Ma non venire prima delle 9.00, perchè non trovi nessuno.

Finita questa surreale conversazione, la dottoressa, suo malgrado [la noia e la stanchezza erano evidenti], mi “visita” e dopo una veloce valutazione conclude che “forse è rotto, così non si può dire. Ci vorrebbero i raggi”.

Chiedo del ghiaccio, ma la “macchinetta” è rotta, quindi mi portano dei cubetti in un guanto [meglio del niente che ormai mi aspettavo]. Fatto questo mi congedano, con la mia bella ricevuta.

E la puntura? E la steccatura?

La triste domanda che mi sono posto ininterrottamente da ieri sera è: normalmente perché si va in ospedale? Intendo dire, la maggior parte di casi in cui ci si reca all’ospedale credo che riguardi escoriazioni/ferite, fratture & simili. I casi diversi o più gravi sono sicuramente una percentuale nettamente minore. Credo inoltre che il sabato e la domenica, siano i giorni in cui ci sono più incidenti. Com’è possibile che al pronto soccorso il SABATO e la DOMENICA questi reparti siano chiusi? Che senso ha? Perché fanno perdere tempo alle persone che si rivolgono lì, e fanno pure la fila, per sentirsi dire che devono correre in un’altra struttura, in un’altra città e fare un’altra fila? Il mio caso, se pur doloroso, era sicuramente nulla di grave: ma se avessero investito un giovane col motorino?

La risposta me l’ha data chi ne ha persino avuto esperienza sulla sua pelle, e non è per nulla rassicurante.

San Gennaro, aiutaci tu.

lettera firmata

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FGCI: segnalazione su manifestazioni giornata internazionale per il diritto allo studio

di Andrea Scifo, Luca Romeo e Antonio Tomarchio

COMUNICATO STAMPA – Acireale, 17 Novembre 2009

Oggi 17 novembre, giornata internazionale per il diritto allo studio, ha visto in tutta italia, la mobilitazione di studendi medi ed universitari, per difedendere i propri diritti.
Ad Acireale, questa giornata di mobilitazione studentesca, è stata rovinata da fatti incresciosi. La FGCI di Acireale, che ha aderito a livello nazionale alla manifestazione, indetta dal sindacato studentesco UDS (Unione degli Studenti) è stata allontanata dalle forze dell’ordine, richiamate da alcuni “capi-popolo” che mentre inneggiavano con dei cori al fascismo si appellavano alla apoliticità del corteo, chiedendo la rimozione di bandiere e striscioni della nostra Federazione Giovanile, non era peraltro presenti bandiere di partito.
Riteniamo tale fatto gravissimo, poichè lede il diritto di manifestare liberamente, diritto garantito dalla costituzione. Inoltre destra preoccupazione l’impassibilità delle stesse forze dell’ordine di fronte a slogan chiaramente fascisti. Riteniamo preoccupante il clima di censura e repressione che stanno vivendo i movimenti antifascisti e comunisti, a favore, come dimostra questo episodio di politiche la cui mentalità è di chiara ispirazione fascista.
La FGCI di Acireale chiamerà a raccolta tutte le forze democratiche per un presidio antifascista, che servirà a ribadire che la difesa dei valori democratici costituzionalmente riconosciuti dalla nostra repubblica vanno difesi da ogni forma di attacco.
Acireale, 17 novembre 2009

Firmato

Andrea Scifo
Coordinatore Cittadino FGCI Acireale
Luca Romeo
Segretario cittadino PdCI Acireale

Il consigliere provinciale, Antonio Tomarchio, esprime indignazione per l’atto di 4 aspiranti bulli che ha reso di parte una manifestazione internazionale sul diritto allo studio, impedendo la partecipazione alla FGCI, movimento che da sempre per il diritto allo studio e contro la privatizzazione del sistema scolastico, portando avanti battaglie contro i disagi che l’ente provincia arreca agli studenti, lasciando le strutture scolastiche nel più completo degrado.
Ci auguriamo infine che, alle polemiche sul crocifisso in classe si accompagni una mobilitazione nazionale, soprattutto di docenti e presidi, per ripristinare il valore e le radici antifasciste della nostra società.

Acireale, 17 novembre 2009

Firmato Antonio Tomarchio
Consigliere provinciale PdCI

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Nuove proteste al Liceo Classico Gulli e Pennisi

di Luca Romeo-Andrea Scifo-Antonio Tomarchio

Esprimiamo pieno sostegno alla protesta degli studenti del Gulli e Pennisi che rivendicano l’ apertura delle “nuove aule”.
A distanza di un mese e mezzo dall’ inizio delle lezioni emerge l’ approssimazione della programmazione degli interventi necessari e, assolutamente di natura ordinaria, che segnano l’ incapacità amministrativa delle destre e del presidente Castiglione.
Il prefabbricato in questione è ancora chiuso per mancanza di un’ agibilità completa dovuta a lungaggini e tempi burocratici prevedibilissimi che si sommano ai ritardi nell’ ambito dell’esecuzione dei lavori fatti in concomitanza con quelli realizzati, sempre dalla medesima ditta, in plessi scolastici di Bronte.
È lampante la marginalità che segna questo territorio nell’agenda politica di un centro destra che a partire dalle scuole superiori (competenza primaria dell’ Ente insieme alla mobilità) dimentica persino il plebiscito accordatogli dal territorio negli ultimi 15 anni.
L’assenza di politiche incisive e di una seria e puntuale programmazione si palesa nelle decennali vicende che da studente prima, da assessore comunale poi e oggi in veste di consigliere ho seguito per il Gulli e Pennisi.
Oggi servono a poco generiche rassicurazioni circa un’ imminente lieto fine della vicenda. Essersi adagiati sulla possibilità di allocare gli studenti nel plesso dell’ Istituto S.Michele (in attesa di disdetta del fitto in scadenza a fine anno) è sintomatico dell’assenza di programmazione politica.
A breve arriverà in Consiglio il Piano Triennale delle Opere Pubbliche che dovrà necessariamente includere tra le priorità la realizzazione della palestra del Gulli e Pennisi.
Una convenzione onerosa con un privato per svolgere educazione fisica e quindi pienamente il diritto allo studio non è piu tollerabile.
I vuoti e le assenze della politica per colpa di un ceto dirigente che annovera anche bugie dello stesso sindaco di Acireale che prometteva quest’ opera tra gli interventi nel piano di quartiere vanno adesso colmati, senza se e senza ma.

Acireale, 8 novembre 2009

Antonio Tomarchio
Consigliere provinciale PdCI
Luca Romeo
Segretario cittadino PdCI Acireale

Andrea Scifo

Coordinatore Cittadino FGCI Acireale

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Stelle e strisce tricolori

di Gregorio Romeo

Quanta Italia c’e’ a New York? Cronache dal centro del mondo.

Sulla copertina del New York Times brilla il primo piano di Mark Sanford, afflitto. E’ il governatore della Carolina del Sud ed ha appena ammesso, durante un’apposita conferenza stampa, di aver violato il talamo nuziale con una misteriosa donna argentina. L’incontro mediatico è stato definito ‘valle di lacrime e scuse’, e gli editorialisti americani concordano nel ritenere il repubblicano Sanford definitivamente fuori dalla corsa alla Casa Bianca per il 2012. Semmai, si discute se sia il caso che completi il mandato come governatore dello staterello a nord della Georgia. Parlando di Italia e Stati Uniti di questi tempi, il paragone non può che sorgere spontaneo, fra un Paese in cui un tradimento coniugale basta per stracciare una carriera politica, e un altro in cui ipotesi ben più gravi non scalfiscono il potere costituito. Probabilmente, perché da una parte si discute la credibilità di un uomo politico – tralasciando i dettagli pruriginosi – mentre dall’altra si consuma una stucchevole cronaca di gossip d’alto bordo. Eppure, prima che l’uragano Sanford catalizzasse l’informazione made in Usa, l’Italia ha aperto più volte gli inserti del New York Times: con la notizia delle Nozze di Cana del Veronese, proiettate a Venezia in una performance multimediale di Peter Greenaway, oppure per via degli ultimi fuochi dal pianeta moda, con foto di Milano in primo piano.

La patina che, oltre Atlantico, avvolge lo stivale è evidente. L’idea di un Paese inteso come “occasione mancata” permea tutte le conversazioni, con chiunque di qualsiasi nazionalità e tendenza politica. Ma a New York, in tempi di globalizzazione, l’Italia da macchietta e folklore è lontana. Nessuno crede più alla bugia dell’ “italianità” di “Little Italy”, quartiere “nazionale” a sud di Manhattan, ridotto ad una Street più o meno breve, colma di tricolori e Laura Pausini in loop nei turisticissimi ristoranti di pizza e pasta. A Nord si distendono le vie del quartiere “Nolita” (North Little Italy: come “Tribeca” è il Triangle Below Canal Street, secondo il logico sistema americano di qualificazione dei neighborhood), e nel cuore di Nolita c’è il Lulu’s Bar, lounge soffuso e a la page, tracimante di trentenni newyorkesi. Lo ha tirato su circa un anno fa Stefania, che dice:  “Che domanda è ‘Se mi sento italiana?’ Io sono Italiana! Anche se vivo qui da tanto tempo. “E little Italy?” Una bugia. Si tratta in maggioranza di Italo-Americani. Nel mio locale, frequentato per lo più dalla gente del posto, di autenticamente italiano c’è il calore, la creatività, la voglia di approfondire.” Stefania è arrivata a New York nel 1998 e, secondo un’impressione comune fra gli europei a contatto con la grande mela, la città le era sembrata insignificante:  “All’inizio mi sono detta: ‘ma cos’è questo luna park senza neppure un briciolo di storia?” Poi il suo modo di vivere ti entra nelle vene.” Dopo i primi soldi guadagnati, l’idea di sbarcare nel business della ristorazione è stata immediata: a New York, la città che mastica senza sosta, si registra la più alta densità di pub, ristoranti e delivery al mondo.

Al bancone del Lulu’s un altro esempio di Italia all’estero beve il suo cocktail rosa. E’ Carolina – Carol per Ena, l’amica californiana alle sue spalle che finisce, sorridendo, lo shot di tequila – nata e cresciuta in Abruzzo, ora a New York per lavorare nel settore del design d’interni. La nuova generazione di italiani negli States è, contemporaneamente, più italiana e più integrata di quella precedente. Le donne sembrano capaci di adattarsi meglio degli uomini ai cambiamenti di stile di vita e mentalità. “Faccio un lavoro che mi piace e soprattutto vivo in una città unica – spiega Carolina – Semplicemente, posso fare tutto quello che voglio, quando voglio.” Il suo ufficio è in alto, dentro qualche grattacielo a due passi da Union Square, una delle zone più “europee” e rilassate di Manhattan, dove le torri aggressive lasciano il posto a palazzi originali e meno evidenti, e le vie si rimpiccioliscono, facendo quasi dimenticare la grata che taglia New York in rigorosissime strade orizzontali e verticali.

A Nolita, nel Village, a Chelsea, l’Italia si trova anche nelle code. Per arrivare, ad esempio, nella penthouse di un albergo con piscina in cima – alfine di gustare un tradizionale “aperitivo tricolore” celebrato da un gruppo facebook – la fila in attesa parla in italiano di marketing, e la festa replica gli happy hour brillanti e superficiali della “Milano bene”. Ma anche per ascoltare Jovanotti – impegnato in un lungo tour estivo fra Manhattan e Brooklyn con la sua band internazionale – la coda cianciante di jazz trabocca da un intimo locale d’essai e, con un po’ di fortuna, è possibile assistere al concerto accanto a Fabio Volo, newyorkese d’adozione, che beve serenamente una birra. Nella parte mediana di Manhattan scintillano i grattacieli e le insegne di uno dei simboli della città, Times Square. Il nome della “piazza” (il cui concetto, in realtà, varia molto fra vecchia Europa e Nuovo Mondo) deriva dal giornale che l’ha resa celebre, il New York Times. La nuova sede del più autorevole quotidiano statunitense svetta ora sull’ottava strada, a due passi dalla piazza, e la firma del suo progetto trasparente e sostenibile è di Renzo Piano, interamente italiana.

“Ma bisogna essere realisti – avverte Antonio Carlucci, corrispondente da New York per L’Espresso – politicamente il nostro Paese non conta nulla, e anche per quel che riguarda moda, stile e arte, i media americani concedono molto meno spazio all’Italia rispetto al passato. Chi oggi, da Italiano, riesce ad emergere a New York nel mondo del business o della creatività lo fa con le proprie forze, senza alcun sostegno politico o della comunità d’origine, il cui senso è molto diluito. Del resto, se la prima immigrazione era determinata dalla fame, ora le cose sono molto cambiate…”. Ora, essere italiani a New York equivale più a meno ad essere italiani dovunque nel mondo.

Tuttavia, le cifre di una storia di immigrazione non si cancellano, e i trascorsi di un popolo che ha lasciato il segno nel dna multiculturale degli stati uniti sono ancora evidenti. Washington Square – luogo di ristoro nel centro di Manhattan – è dedicata al leggendario primo presidente degli Stati Uniti. Eppure, davanti la grande fontana centrale, campeggia una fiera statua di “Giuseppe Garibaldi eroe italiano”, mentre nella vasca illuminata di notte, gli zampillii vengono interrotti dalle turiste che, immergendosi in acqua, richiamano vagamente una scena felliniana. Insomma, senza sforzarsi troppo, ci si può sentire a casa anche a New York. E’ questo il segreto della città delle città.

Gregorio Romeo

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Addio Fiera dello Jonio?

di Venerando Ardita

Quello che un anno fa sembrava essere un arrivederci quest’anno sembra essersi trasformato in un probabile addio: la famosa Fiera espositiva dello Jonio, che annualmente tra i mesi di luglio e settembre ha celebrato la spirale evolutiva dell’Artigianato e del Commercio Acese per oltre un quarantennio, non ci sarà più.
La sensazione è che si sia gettata definitivamente la spugna abdicando in favore di altri centri limitrofi, sicuramente più rappresentati in questo particolare momento.
Il sommesso abbandono di quest’anno si configura come un’uscita in punta di piedi, un volere arrendersi, anche se l’Amministrazione con in testa il Sindaco, non sembra voler chiudere definitivamente la porta, annunciando: “Per la Fiera dello Jonio ci possono essere sviluppi interessanti”.
Spero vivamente che questi “sviluppi interessanti” non siano quelli di voler spostare la stessa Fiera a metà dicembre perché altrimenti mi verrebbe alquanto facile suggerire al Sig. Sindaco di intitolarla furbescamente “Mercatino di Natale” come consigliato, in una nota trasmissione televisiva, anche dall’On. Ghedini.

Acireale, 08 agosto 2009
Venerando Ardita

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Soluzione all’italiana?

di  Sebastiano Scavo

Desidero porre all’attenzione dei lettori il recente caso della “sparizione” del comunicato, a firma dei rappresentanti d’istituto del Gulli e Pennisi, che stigmatizzava l’ennesima strumentalizzazione elettorale, da parte di esponenti di partiti giovanili, della battaglia per la sostituzione dei locali tra il Liceo stesso e la scuola elementare Ferretti.

Chiedo innanzitutto spiegazione alla Redazione di Agitazioni che, in quanto responsabile del portale, può conoscere le ragioni di questa scelta.

Nel contempo, ne approfitto per fare qualche riflessione. Mi chiedo come mai i rappresentanti, che dal tono del comunicato sembravano abbastanza battaglieri, non abbiano protestato per questa sparizione. Mi chiedo a chi possa giovare questo silenzio. Se il contenuto della “denuncia” fosse stato incorretto o privo di fondamento, se fossero state chiamate in causa persone senza alcuna ragione, queste ultime avrebbero avuto opportunità e, a mio parere, tutto il vantaggio di replicare ufficialmente e pubblicamente al comunicato smentendolo o raccontando un’altra versione dei fatti. Gli autori del comunicato avrebbero potuto incassare in silenzio oppure controreplicare, in un botta e risposta essenziale per chiarire le idee ai lettori, essenziale per permettergli di farsi un’opinione. È un principio democratico ed essenziale in un’ottica di rispetto e scambio di opinioni. E questo a maggior ragione dopo che l’articolo incriminato è stato on line per un certo (breve) tempo, tanto che anche il sottoscritto lo aveva commentato. E invece niente di tutto questo, solo silenzio, silenzio che risulta ai nostri orecchi smaliziati perlomeno sospetto, se non pianificato. Chi ha letto e commentato quel comunicato è stato scippato del diritto alla trasparenza, del diritto a conoscere il merito di quella questione. È questo il rispetto di cui parlo e a cui tengo in modo particolare, da cittadino, elettore e da affezionato lettore di Agitazioni.

Sebastiano Scavo

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Aree di protezione civile e sicurezza ad Acireale

di Mario D’Anna

21 Aprile 2009 – Ieri in consiglio comunale abbiamo assistito ad un lungo ed odioso spot elettorale per l’amministrazione Garozzo. Tutti a brancolare nel buio e nell’ignoranza totale in fatto di protezione civile e sicurezza. Questa nostra nota vuole chiarire, ai tanti incapaci che siedono in consiglio comunale e che sostengono l’amministrazione di destra di Garozzo, come si allestiscono le aree di protezione civile con particolare riferimento per le zone a rischio sismico.
1) Aree di ammassamento: predisposte nelle vicinanze dei caselli autostradali o comunque facilmente raggiungibili anche con mezzi di grandi dimensioni
2) Aree di attesa: Sono aree di prima accoglienza, individuate in piazze o comunque luoghi aperti e sicuri.
3) Aree di ricovero: Le aree di ricovero della popolazione sono zone del territorio comunale, individuate dal Servizio “Protezione civile”, considerate particolarmente idonee all’allestimento di tendopoli.

Basterebbe studiare per conoscere esattamente cosa fare per la tutela della sicurezza degli acesi. Ma questa amministrazione pensa solo a farsi pubblicità a costo zero continuando ad ingannare i cittadini. Navigano nell’ignoranza più totale mettendo, così, a rischio la sicurezza di tutti noi acesi.

Ovviamente sul reale stato attuale di sicurezza delle scuole primarie acesi neanche una parola.

Mario D’Anna
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Piano Regolatore – ultimo atto

di Michele Barbagallo

21 Aprile 2009 – Ieri, nella penultima seduta prima della scadenza del proprio mandato e in un clima da ultimo giorno di scuola, il Consiglio Comunale di Acireale ha approvato la Delibera di Presa d’Atto del Piano Regolatore Generale.

Sono trascorsi oltre cinque anni dal primo decreto regionale di approvazione ed in questo lunghissimo tempo abbiamo assistito a inutili sedute fiume del Civico Consesso nel quale si è disquisito di tutto senza poi giungere a niente. Invece, nelle ultime settimane, si è assistito ad una esponenziale accelerazione dei lavori consiliari per la quale le ultime tavole del P.R.G. ed il Regolamento Edilizio e le Norme di Attuazione in particolare (viste le innumerevoli incongruenze contenute) sono stati esaminati ed approvati senza i necessari approfondimenti.

A questo punto, è lecito chiedersi il perché sia stato impiegato tutto questo tempo quando poi si è visto che sarebbero bastate poche sedute per concludere l’iter di presa d’atto. E’ forse stato un modo per fare passerella in Consiglio Comunale oppure per racimolare più gettoni di presenza con le tante sedute protratte oltre la mezzanotte?

In quanto al bilancio in tema urbanistico dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Garozzo, il Circolo cittadino di ITALIA DEI VALORI lo ritiene assolutamente negativo poiché tra l’altro e malgrado gli impegni elettorali e gli annunci ad effetto, l’Ufficio del Piano non è stato costituito, l’istituzione dello Sportello Unico dell’Edilizia è rimasta sulla carta, i pronunciamenti e/o le direttive del Dirigente il Settore Urbanistica non sono stati resi pubblici ma lasciati alla conoscenza di pochi, il tutto in spregio ai più elementari principi di trasparenza e buona amministrazione.

Michele Barbagallo
(Responsabile cittadino IDV )

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Mozione per l’acquisto del Collegio Pennisi

di Antonio Tomarchio

Il consigliere provinciale del Partito dei Comunisti Italiani Antonio Tomarchio ha presentato nella giornata odierna un atto di indirizzo che si spera verrà votato dal consiglio provinciale nella prossima seduta con il quale si impegna la giunta Castiglione all’acquisto del Collegio Pennisi.

“1,5 milioni di euro di fitti passivi sborsati per strutture scolastiche nel territorio di Acireale sanciscono l’assenza dell’Ente in tema di interventi decisi e definitivi per le strutture scolastiche di secondo grado. La Provincia sino ad oggi ha trascurato di fatto il territorio acese e gli studenti che vi gravitano. A fronte di tale cifra i circa 600.000 euro per il Collegio Pennini rappresentano una diseconomia che deve essere superata attraverso l’acquisizione dello stabile.
Auspico – continua Tomarchio – che questo atto di indirizzo segni l’inizio di una stagione politica che possa rimettere Acireale al centro degli interventi della Provincia. Conduco una battaglia dall’opposizione con la forza delle idee e dell’orgoglio di una città per troppo tempo trascurata dal centro-destra ritenendo indispensabile una presa di posizione forte da parte degli altri consiglieri provinciali eletti nel collegio di Acireale”.

Mozione:

Premesso che nel territorio di Acireale i fitti passivi dell’ Ente per strutture scolastiche ammontano a circa 1,5 milioni di euro.

Considerato che di questi 1,5 milioni ben 600.000 euro sono pagati per i locali del collegio Pennisi dove è allocato il liceo psico-pedagogico

Considerato che tale cifra è cospicua e l’acquisto dei locali di cui sopra rappresenterebbe nel medio e lungo periodo un vantaggio per l’Ente sotto il profilo economico

Il consiglio provinciale impegna la giunta affinché

Si proceda all’acquisto dei locali del Collegio Pennisi di Acireale.

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