Mozione per l’acquisto del Collegio Pennisi

di Antonio Tomarchio

Il consigliere provinciale del Partito dei Comunisti Italiani Antonio Tomarchio ha presentato nella giornata odierna un atto di indirizzo che si spera verrà votato dal consiglio provinciale nella prossima seduta con il quale si impegna la giunta Castiglione all’acquisto del Collegio Pennisi.

“1,5 milioni di euro di fitti passivi sborsati per strutture scolastiche nel territorio di Acireale sanciscono l’assenza dell’Ente in tema di interventi decisi e definitivi per le strutture scolastiche di secondo grado. La Provincia sino ad oggi ha trascurato di fatto il territorio acese e gli studenti che vi gravitano. A fronte di tale cifra i circa 600.000 euro per il Collegio Pennini rappresentano una diseconomia che deve essere superata attraverso l’acquisizione dello stabile.
Auspico – continua Tomarchio – che questo atto di indirizzo segni l’inizio di una stagione politica che possa rimettere Acireale al centro degli interventi della Provincia. Conduco una battaglia dall’opposizione con la forza delle idee e dell’orgoglio di una città per troppo tempo trascurata dal centro-destra ritenendo indispensabile una presa di posizione forte da parte degli altri consiglieri provinciali eletti nel collegio di Acireale”.

Mozione:

Premesso che nel territorio di Acireale i fitti passivi dell’ Ente per strutture scolastiche ammontano a circa 1,5 milioni di euro.

Considerato che di questi 1,5 milioni ben 600.000 euro sono pagati per i locali del collegio Pennisi dove è allocato il liceo psico-pedagogico

Considerato che tale cifra è cospicua e l’acquisto dei locali di cui sopra rappresenterebbe nel medio e lungo periodo un vantaggio per l’Ente sotto il profilo economico

Il consiglio provinciale impegna la giunta affinché

Si proceda all’acquisto dei locali del Collegio Pennisi di Acireale.

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Interrogazione sui disservizi della ASL

Il Consigliere Provinciale dott. Antonio Tomarchio del Gruppo “Comunista IDV”, ha presentato una interrogazione sui disservizi della ASL.
In considerazione del fatto che:
● Il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, deve essere garantito dallo stato attraverso il Servizio Sanitario Nazionale.
● l’ambulatorio di Diabetologia del Distretto di Gravina con sede in via Palmezzo s.n. (Tre mestieri Etneo) è rimasto scoperto dal 1° febbraio 2009 a causa del pensionamento del medico diabetologo.
● dal 23 febbraio 09 è stato assegnato all’ambulatorio un medico endocrinologo che presta servizio un solo giorno alla settimana, e le liste di attesa della prenotazioni arrivano di già ad agosto.

● Il servizio a queste condizioni non può soddisfare le esigenze di una utenza, che ha bisogno di farmaci salvavita e di cure mediche, per di più i malati di diabete son soprattutto anziani impossibilitati ad accedere ad altre strutture per motivi logistici.
● Questo di Gravina è uno dei tanti casi di mal funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale, ed è evidente una sfasatura tra detto servizio e le reali esigenze dei cittadini e dei malati
● Il Consigliere Antonio Tomarchio chiede al Presidente della Provincia di difende il diritto alla salute da parte del servizio sanitario pubblico e per quanto di sua competenza attenzionare il caso specifico di Gravina per poter andare incontro alle esigenze dei malati

Il Consigliere Antonio Tomarchio
del Gruppo “Comunista IDV”

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La destra vince in provincia, vince in citta’, ma Acireale e’ sempre ultima

di Antonio Tomarchio

Ad Acireale si parla sempre di opere pubbliche, ma poco è quello che viene realizzato, la destra che ad Acireale alle ultime provinciali ha fatto il pieno di voti, è spesso impegnata in grandi orazioni su tali opere, ma mentre la stessa è impegnata nell’effettuare in pompa magna i sopralluoghi dell’unica opera in via di realizzazione, il sovrappasso delle chiazzette, la città viene nuovamente calpestata all’interno delle istituzioni provinciali; infatti, nel piano triennale delle opere pubbliche, appena varato, Acireale è relegata agli ultimi posti delle graduatorie di intervento, l’attuale amministrazione provinciale rileva quindi una perfetta continuità col passato, in cui gli amministratori provinciali acese, sebbene parte integrante della maggioranza di governo, non riescono a raccogliere per Acireale nient’altro che briciole.

Tragica diventa la situazione se si va a guardare nel dettaglio del piano triennale, andando a vedere ciò che accade ad esempio nel settore scuole, dove è di questi giorni la notizia delle condizioni in cui versa il liceo Regina Elena, allagatosi durante gli ultimi temporali, e che richiede interventi urgentissimi, e che viene invece relegato agli ultimi posti tra gli interventi sulle scuole.

La destra vince in provincia, vince in città, ma Acireale è sempre ultima, oggi come nel passato.
Il consigliere provinciale dei Comunisti Italiani, Antonio Tomarchio, darà battaglia affinchè Acireale abbia accesso a quagli interventi che negli anni sono diventati, oltre che necessari, indispensabili e incalzerà quegli amministratori che nel nostro territorio fanno incetta di voti per poi piegarsi a logiche di potere che nulla hanno portato alla città.

dott. Antonio Tomarchio
Consigliere provinciale
Segr. cittadino PdCI Acireale

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Dubbi sulle elezioni primarie

di Antonio Tomarchio

Si prospetta la possibilità di svolgere delle elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco di centro-sinistra: opportunità o farsa?

In merito al dibattito politico cittadino sull’opportunità di svolgere delle elezioni primarie per la scelta del candidato da contrapporre al sindaco Garozzo, consideriamo le stesse come momento di partecipazione, e come stimolo per Acireale, una città svogliata e narcotizzata e spesso omertosa, ma riteniamo che lo svolgersi di tali primarie, senza un programma condiviso, si potrebbe rivelare una farsa, ovvero rischiano di diventare una semplice passerella di personaggi in cerca di visibilità.
Rileviamo inoltre come le recenti primarie svoltesi per la costituzione dei giovani del PD sono state macchiate da pesanti dubbi sulla effettiva trasparenza e sulla conduzione delle operazioni di voto e scrutinio, ad Acireale come nel resto d’Italia; per tale motivo speriamo che quelle future, per la scelta del candidato sindaco, siano portate avanti con maggiore limpidezza.
Il Partito dei Comunisti Italiani denuncia inoltre la deriva populista di chi cerca di unire una coalizione sul regolamento delle primarie e non su un’idea di città, su un progetto comune e condiviso dalla popolazione.
Progetto che da comunisti proporremo pubblicamente con un programma ben definito nelle scelte da compiere e nei tempi per realizzarle, un programma che ridà voce ai comunisti nel rapporto leale con ogni cittadino stanco di una destra dedita al sottogoverno, a pratiche di finanza creativa e ad apparizioni televisive fuori luogo, mentre la città è al collasso.
Il programma comunista avrà la funzione di bussola che orienterà l’eventuale partecipazione del partito ad una coalizione elettorale.
La città di Acireale necessita di un reale cambiamento, che chiuda con le gestioni populistiche e clientelari del passato, che rivoluzioni il modo di pensare e di realizzare il futuro della comunità acese.
Il Partito dei Comunisti Italiani sarà sempre in prima linea affinchè ciò si realizzi.

Antonio Tomarchio
Segretario Cittadino PdCI

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La crisi delle destre alla provincia

di Antonio Tomarchio

“il centro destra che in sede di consiglio provinciale ha dimostrato di essere tutt’altro che una solida maggioranza in grado di sostenere a pieno le proposte dell’amministrazione”.

È stata una settimana di passione per il centro destra che in sede di consiglio provinciale ha dimostrato di essere tutt’altro che una solida maggioranza in grado di sostenere a pieno le proposte dell’amministrazione.

Si comincia lunedì 10 Novembre in una seduta convocata non a Palazzo Minoriti ma nei locali di via Nuova Luce.

Tale scelta, compiuta dal presidente del consiglio, muoveva dalla presunta impossibilità di svolgere la seduta nei locali occupati dai lavoratori ex cesame di cui nessuno, a parte il sottoscritto ed il cons. D’agata, ne conosceva la disponibilità a sgombrare l’aula.

Nella seduta in questione si dibatteva per la terza volta in aula di una delibera inerente dei debiti fuori bilancio della società partecipata Aciambiente.

La proposta di delibera risente di una forzatura di fondo che la commissione bilancio ha subito. Pressioni costanti per portare la delibera in aula in barba alle richieste di allegare certificazioni e documenti fondamentali hanno determinato, udite udite, il ritiro da parte dell’ amministrazione di un atto che la maggioranza stessa ,dopo aver ben compreso anche gli appunti e le critiche mosse dal sottoscritto, non aveva la giusta convinzione politica per votare favorevolmente.

Persino il collegio dei revisori dei conti ne ritirava il parere favorevole precedentemente espresso.

Poi l’elezione dei revisori dei conti che hanno visto protagonisti i sorrisi, gli applausi fuori luogo del centro destra nei confronti del gruppo comunisti-idv i cui consiglieri avrebbero dovuto “spaccare” il fronte di opposizione.

Smentiti dalla votazione, su proposta di un presidente del consiglio poco autorevole agli occhi di del sottoscritto e di tanti colleghi che a verbale più volte ne hanno denunciato i tentativi di ledere le prerogative e il ruolo del consigliere provinciale, si fissava a giovedì 13 il termine per la presentazione degli emendamenti inerenti gli assestamenti di bilancio.

Una data assurda se si considera che martedì 11 era fissata un’altra seduta del consiglio. Si è inteso di fatto ledere profondamente l’essenza democratica di un aula che così facendo non permette a nessuno di espletare il proprio ruolo.

Si arriva a lunedì 17 e proprio sul termine di cui sopra si chiede all’aula un’apertura dei termini.

La votazione finisce 20 a 19 e la proposta non passa.

Ma ci si chiede se la maggioranza c’e’.

Siamo lontani dall’ 80% sancito dalle urne solo 4 mesi fa.

C’e’ da registrare l’incongruenza del presidente del consiglio che vota SI alla riapertura dei termini. Ma non era lui che aveva proposto la data di giovedì?

La tragedia di un centro destra in panne diventa pure farsa e paradosso.

Ma non finisce qui. Innervositi da quanto accaduto i consiglieri di centro destra , a ranghi sparsi, respingono gli emendamenti presentati nei termini che si caratterizzavano per interventi su strade e scuole ovvero sulla uniche competenze utili dell’ Ente.

Poi il voto della delibera finale che viene approvata ma arriva l’ennesimo colpo di scena.

L’ opposizione con contenuti dialetticamente contrapposti ha svolto il suo ruolo e ha istituzionalmente sempre dato prova di senso di responsabilità non abbandonando l’aula. Stavolta anche a causa di precedenti abbandoni polemici (il consigliere Marletta ha abbandonato l’aula in polemica con il solito poco garante presidente del consiglio che ne censurava l’intervento prenotato nell’ ora ispettiva) uscendo dall’ aula abbiamo messo a nudo le crepe del colosso dai piedi d’argilla: la destra non è riuscita a mantenere il numero legale: 22 presenti su un 36 consiglieri eletti (il famoso 80%) sono l’epilogo di una settimana di passione.

Sta al centro sinistra rilanciare una nuova classe politica e azioni amministrative per continuare a dimostrare che sul territorio della provincia di Catania il fallimento delle politiche della destra (non si dimentichi il disastro compiuto da Scapagnini e soci al comune di Catania) hanno generato un consenso drogato da promesse e da una gestione del potere e del sottogoverno fine a se stessa che tiene in posizione di subalternità una popolazione per nulla emancipata dai bisogni primari.

L’emergenza è della democrazia nel suo complesso, i tentativi di gestire la cosa pubblica in modo autoritario e con la complicità degli eletti (si pensi che il presidente della provincia Castiglione non è mai stato se non nella primissima seduta in consiglio provinciale) sono frutto di una distanza che segna il rapporto tra le destre e la realtà sociale del territorio.

Il consigliere provinciale del

PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI

Antonio Tomarchio

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Interrogazione sulla provinciale via Barbagallo

di Antonio Tomarchio

Il Consigliere Provinciale Antonio Tomarchio presenta un’interrogazione sulla viabilità e sulla sicurezza della strade provinciali dell’acese e in particolare di via Barbagallo.

Provincia regionale di catania

Il Consigliere Provinciale

Antonio Tomarchio

Al Sig. Presidente della Provincia Regionale di Catania

On. Giuseppe Castiglione

Oggetto: Interrogazione sulla strada provinciale di Acireale via Barbagallo.

Premesso che

  • La via Vincenzo Barbagallo di Acireale è una arteria che ricade per un tratto nel territorio della frazione di Piano d’Api ed è una strada che ricade sotto la gestione della Provincia Regionale di Catania.
  • Lungo questa importante arteria densamente abitata mancano le segnaletiche orizzontali; la carreggiata non è abbastanza ampia e soprattutto a ridosso dell’abitato di Piano d’Api sono presenti numerose curve a gomito che rendono difficile la visuale agli automobilisti.
  • La strada viene ad essere utilizzata come via di accesso ad Acireale dalle località pedemontane, necessita quindi di interventi di scerbatura.
  • Non solo su questa arteria, ma un po’ tutte le strade di competenza provinciali presenti nell’area acese sono in condizioni di forte precarietà

Considerato che

  • Per quanto esposto in premessa, per la strada in oggetto si reputano estremamente necessari interventi di manutenzione continua per rendere il traffico più fluido, e soprattutto per garantire l’incolumità delle persone e dei veicoli
  • La Provincia Regionale di Catania è responsabile della sicurezza sulle strade provinciali
  • Per la sicurezza dei cittadini e nell’interesse dell’Ente è opportuno intervenire in merito.

Ciò considerato il sottoscritto interroga la S.V. per conoscere:

quali sono i tempi di intervento in merito a quanto esposto.

Catania,

Il Consigliere

Dott. Antonio Tomarchio

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Ancora sulla Fiera dello Ionio

di Antonio Tomarchio

 
Il Consigliere Provinciale Antonio Tomarchio reitera l’interrogazione sulla Fiera dello Ionio in relazione alla indoddisfacente risposta ricevuta ad un’altra interrogazione sullo stesso argomento

Provincia regionale di catania

Il Consigliere Provinciale

Antonio Tomarchio

Al Sig. Presidente della Provincia Regionale di Catania
On. Giuseppe Castiglione

E  p.c.  Al Sig. Assessore ai Rapporti con il Consiglio
dott. Sebastiano Catalano

Oggetto: Interrogazione presentata dal consigliere Prov. le del gruppo “Comunista IDV”

dott. Antonio Tomarchio   sulla Fiera dello Ionio

Premesso che

  • In data 5/09/’08 prot. n° CV007 , è stata presentata l’interrogazione in oggetto, con la quale in breve il sottoscritto interroga il Presidente per sapere se  nella decisione di patrocinare la citata  manifestazione, come di altre di pari entità, venivano preventivamente attenzionate le problematiche relative alla sicurezza degli operatori e dei visitatori ( vie di fuga, evacuazione, rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro), della viabilità e del decoro estetico.

Considerato che

  • La risposta a quanto esposto in premessa, è stata in realtà una non risposta e in merito a questo si resta in attesa di ulteriori chiarimenti.
  • Sostanzialmente l’Assessore dott. Nello Catalano con delega ai rapporti con il consiglio trasmette copia della nota di riscontro alla interrogazione, prot.359 del 6/10/08, inviata  dal dott. Sebastiano Messina dirigente IV Servizio 3° Dip.to che fa presente che l’Amministrazione interviene nell’ambito della realizzazione della manifestazione “Fiera dello Ionio” solo sul piano economico con la concessione di un sostegno finanziario e precisa che l’Ente Provincia nel partecipare alla realizzazione dell’evento, non interviene in nessuna delle fasi gestionali e organizzative restando tali decisioni a carico del comune di riferimento per cui non sembra possibile subordinare il patrocinio ad eventuali controlli su problematiche rientranti nelle competenze dell’autorità comunale.
  • L’Assessore al Ramo dott. Massimo Pesce avrebbe dovuto quantomeno controfirmare la nota del dirigente.

    Si chiede

  • Il senso del bando per la concessione di contributi per iniziative e manifestazioni culturali per l’anno 2009, con scadenza 20 novembre 2008 e che specifica le modalità e i termini di presentazione delle domande, criteri di valutazione e di ammissibilità, soggetti beneficiari, finalità dell’iniziativa e quant’altro.
  • Perché manca tra i requisiti richiesti ogni riferimento alle norme sulla sicurezza sul lavoro e su quello ambientale.

Si reitera

  • Pertanto l’ Interrogazione in oggetto per conoscere se nella decisione di patrocinare tali manifestazioni vengono preventivamente attenzionate le problematiche relative alla sicurezza degli operatori e dei visitatori ( vie di fuga, evacuazione, evacuazione, rispetto delle normative, protezione civile, ecc.), alla viabilità, all’impatto ambientale, al deterioramento del patrimonio artistico-culturale ed alla sicurezza dei lavoratori;
  • Se non sarebbe opportuno subordinare il patrocinio di tali manifestazioni alle considerazioni esposte.

Catania,

Il Consigliere

Dott. Antonio Tomarchio

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Nuovo palazzetto dello sport

di Antonio Tomarchio

 
Foto di Michele Alì

“La finanza creativa partorisce topolini e li spaccia per conquiste storiche”

 

 
Se si guarda al bicchiere mezzo pieno e si tenta di capire cosa rappresenterà il Palazzetto dello Sport si può affermare che finalmente atleti e sportivi del firmamento degli sport, a torto definiti, “minori” hanno il loro campo di gioco e , si spera, di allenamento.

Il vagare tra palestre spesso governate da dirigenti scolastici poco sensibili alla causa sportiva e la scure di un regolamento provinciale che disciplinerà l’ uso delle palestre sono le battaglie che da domani richiedono l’ intervento attivo dei rappresentanti delle società sportive giustamente consorziate tra loro.

La voce del mondo dello sport unificata è la vera festeggiata di domenica 9 novembre 2008! Il resto è stato solo fumo negli occhi.

Se si guarda il Palasport ci si intristisce per una struttura “verandata” che contiene grossolani aggiustamenti in corso d’opera che hanno pure sancito la non omologazione ai fini delle gare di parte consistente dell’esiguo numero di posti. Inoltre i cittadini  contribuiranno per le prossime generazioni sportive e non a coprire le rate del mutuo acceso da Garozzo e dalla coalizione delle destre. Un mutuo che si aggiunge a quello per lo stadio Tupparello che la città ha avuto strappato in quest’ inizio di stagione calcistica.

Insomma la finanza creativa partorisce topolini e li spaccia per conquiste storiche. C’e’ chi vede allora il bicchiera mezzo vuoto e ritiene offesa una città che merita di più e quel di un “palazzotto” adibito a palestra dove invece dovrebbero trovare spazio anche gli studenti delle scuole senza aule magne in modo da poter svolgere le assemblee d’istituto.
Ecco allora che appaiono fuori luogo i discorsi in pompa magna, le decine di apparizioni in TV che da luglio annunciano una gestazione durata 25 anni di cui si omettono a piè pari varianti in corso d’opera di una struttura che non rilancia lo sport e non assolve le pesanti assenze del ceto dirigente della destra sulle politiche dello sport “maggiore” (Acireale calcio) “minore” e delle infrastrutture sportive (Tupparello, Palaconsoli, Palazzetto di Corso Italia).

Antonio Tomarchio

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Interrogazione del PDCI sulle tariffe ATO Acque

Il Consigliere Provinciale Antonio Tomarchio (PDCI), ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dal Consigliere Salvatore Marletta, in riguardo alle tariffe dell’ATO Acque.

Si riporta di seguito il testo dell’interrogazione.

I sottoscritti Consiglieri Provinciali:

  • Considerato che la Corte Costituzionale ha dichiarato anticostituzionale la norma che permette tutt’oggi alle società gestori del servizio acquedotto di incamerare l’imposta sulla fognatura cittadina e sugli impianti di depurazione delle acque;
  • Tenuto conto che sin’oggi anche i cittadini che non hanno usufruito del servizio hanno pagato questo balzello

Chiedono di sapere:

  • Quante e quali società hanno versato l’imposta in questione alle casse dell’ATO Provinciale;
  • Come intende l’ATO Provinciale restituire le somme ed in che tempo ai cittadini.

I Consiglieri

Antonio Tomarchio
Salvatore Marletta

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Denuncia: strade provinciali in rovina

Il Consigliere Provinciale Dott. Antonio Tomarchio denuncia lo stato in cui versano le strade provinciali nel territorio di Acireale.

 

Lo stato in cui versano le strade provinciali che interessano il territorio acese contrassegna il livello di abbandono perpetuato in anni e anni di amministrazione del centro destra. Una compagine che ha prima rastrellato i voti e poi voltato le spalle ai cittadini di Acireale e dell’acese.

È proprio dalle condizioni delle strade provinciali che risulta evidente come il governo delle destre, da sempre alla guida della Provincia Regionale di Catania, non abbia realizzato nulla per il benessere e la sicurezza della collettività nel nostro territorio.

Strade in condizioni pietose che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini che le percorrono con qualunque mezzo, sia esso un autoveicolo, peggio ancora una moto o semplicemente a piedi, scuole fatiscenti e inadeguate persino per la normale attività didattica, sono il regalo che la destra tutta, da Forza Italia ad Alleanza Nazionale, passando per il Movimento per l’Autonomia e soci assortiti continuano a elargire.

Sulle scuole in particolare c’e’ da sottolineare come, proprio ad Acireale, la Provincia paga i fitti più alti in assoluto per le aule, e che tali somme finiscono, quasi sempre, in tasca ai soliti noti.

Riguardo alle “Strade Provinciali” si registrano, come al solito, tanti proclami e pochi fatti!

Chi parla di impegni assunti in un’ottica di discontinuità con il passato (leggasi La Sicilia del 16/10/08) da per scontato cose che invece esistono soltanto nelle intenzioni (sempre ammesso che parli in buona fede).

Tale consapevolezza deriva anche dalla risposta dell’Amministrazione ad una mia interrogazione relativa alla SP 2, che collega Acireale e Riposto passando per S. Tecla, Stazzo, Scillichenti, Pozzillo, e che risulta, a mio giudizio, estremamente superficiale e noncurante.

Il Consigliere

Dott. Antonio Tomarchio

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