Tutti pazzi per Miriam

Si sono detti: non può esserci evento migliore per ridare lustro ad una città caduta nell’anonimato da vent’anni. In occasione dell’incoronazione di Miriam Leone a Salsomaggiore, sembra che in città si stiano preparando festeggiamenti fuori dal comune, e pazienza se saranno tagliati anche i fondi alle amate feste religiose, di sicuro la Madonna perdonerà la sua nuova devota, Miss Italia.

Per sua stessa intercessione si sono visti già i primi miracoli: l’assessore Torrisi fa pace col vigile insubordinato, il tecnico del Comune perdona il consigliere Di Mauro che lo aveva mandato a quel paese in diretta tv, la Dusty sospenderà gli scioperi dei monnezzari… Pare che il sindaco voglia offrire per riconoscenza a Miriam il posto dell’assessore Leonardi o, al limite quello della Brischetto; Torrisi, più modestamente, un posto nella sua rinomata segreteria. Non si contano poi le offerte di lavoro; voci dicono che Raffaele Pippo Nicotra la voglia come testimonial dei supermercati, mentre Pippo Cutuli, stanco delle polemiche con Verdone, voglia affiggere abusivamente dei manifesti con le foto della Miss a Porta a Porta, con lui al posto di Vespa, accanto a Berlusconi.

Saranno richiamati in città anche tutti gli acesi illustri, l’intelligencija al servizio del popolo elettore, Santo Primavera, Nicola D’Agostino, Antonio Tomarchio e anche Gianluca Cannavò. Quest’ultimo verrà scoraggiato dal portare da Catania le famose Minne di S. Agata, le paste con la glassa e la ciliegina rossa candita, perché la Miss potrebbe crederla una critica al suo décolleté (suggerimento della manager di Miriam). L’umore dei cittadini è alle stelle; più della grande affermazione della concittadina, ci si inorgoglisce per aver sconfitto in finale l’avversaria catanese, l’ancor più piatta Marianna Di Martino. Fra le iniziative allo studio di un’apposita commissione, oltre ad un carro di carnascialesca memoria (in effetti, la più alta espressione della città), l’erezione di una targa celebrativa presso la casa dove Miriam è cresciuta e la cittadinanza onoraria al dott. Gretter, il medico della clinica che l’ha aiutata a venire alla luce. Con dei finanziamenti europei saranno organizzati dei corsi affidati al padre di Miriam, già insegnante al Liceo Classico, dal titolo: “Come fare di vostra figlia una Miss”.

E’ al vaglio l’ipotesi dell’acquisizione dei locali del pub Excalibur, luogo dove inizia la scalata al successo della nostra concittadina, per potervi creare un piccolo museo: il primo cimelio, donato dal gestore, sarà la mitica mappina con la quale la futura Miss Italia mondava i tavoli, già con una grazia e un’eleganza da vincente. A condurre la serata sarà il suo pigmalione di Radio Etna Espresso, Giulio Vasta, affiancato da Alessio Aloisi (il quale ha giurato di non mandare più rose a casa di Miriam, costringendo tutti i membri della famiglia Leone ad usarle come spazzolone per il water, prima di farle sparire con lo sciacquone)… moltissima curiosità e impazienza anche da parte dei tifosi che attendono conferma di un’altra voce insistente, e cioè che la Miss abbia promesso in segreto al capo ultras Pippo Pastina e al neopresidente Schwarz uno spogliarello in caso di promozione in serie D dell’Acireale… nel caso, il Comune si farà carico di un nuovo mutuo per allestire al meglio lo spettacolo. Staremo a vedere.

real_gone

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Quest’anno la più bella è di Acireale.

E’ proprio vero che volere è potere. Ed è bastato crederci dato che nessuno, in fondo, ne dubitava.

 

Miriam Leone, 23 anni, laureanda in Lettere, non c’è niente che non sia già stato detto.

 

Quest’anno vince una miss nuova: grande personalità, intelligenza, cultura, simpatia. E’ così che tutti noi ad Acireale conosciamo Miriam.

 

 

Auguri!

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Anche senza avere con sé le chiavi della città (se ne faccia una ragione se il sindaco le ha date all’attuale “gloria locale”, Miriam Leone), il Re Burlone aleggia già sulle nostre teste per distrarci dalle morigeratezze della Quaresima.Tuttavia, più che alle privazioni quaresimali, le energie degli acesi sono tutte rivolte a come sopravvivere a tanta festa: arte, questa, da mettere sempre al passo con i tempi. Anche se non del tutto nuove, vorrei rispolverare qui alcune proposte volte a ridimensionare i disagi della grande kermesse.

Innanzitutto, restringere l’area dell’evento: ad esempio, andrebbe benissimo l’area di protezione civile in Corso Italia (il grande spiazzo dove hanno montato il Luna Park, per intenderci): via le giostre, e risolviamo così il problema del diritto al riposo dei residenti della zona, oltre a tutti i problemi di traffico. Secondo le ferree regole dettate dall’assessore Torrisi per usufruire di questo spazio, non sarà consentito l’ingresso a persone di peso superiore agli 80 kg per cm quadrato e, soprattutto, potrà partecipare solo chi avrà dato l’assenso all’utilizzo della propria immagine da parte dell’autorità giudiziaria. Per non generare sospetti, le pesature saranno pubbliche e i responsi della bilancia pubblicati ne Il Gazzettino del Sud. Inoltre, tutti dovranno promettere solennemente che, in caso di calamità, si impegneranno a sloggiare entro sei ore. Solo all’interno di questa area si potrà festeggiare secondo le consuetudini il Carnevale; per questo sarà dotata di mura, tornelli e alte inferriate che permetteranno alla folla all’esterno di osservare senza pericolo lo spettacolo carnascialesco. A questo punto, i fortunati che riusciranno ad entrare nello spazio della festa potranno darsi liberamente a tutte le loro amate abitudini: ubriacarsi come spugne, sproloquiare e cantare stonando apposta, fischiare nelle orecchie dei vicini, prendere a martellate tutti i partecipanti a portata di braccio (saranno ammesse prolunghe per i martelli e, eccezionalmente, anche alcune clave di plastica all’interno delle quali sarà possibile nascondere bastoni), caricare e lanciare nelle bocche degli allocchi tonnellate di speciali coriandoli al Guttalax, fare dei generosi bagni di schiuma arricchita dagli effluvi delle nuovissime e potentissime “fiale puzzolenti”, azionare a tempo migliaia di “cuscini scoreggianti” sulla faccia o sotto le natiche dell’anziano di turno, anche lui intento a brandire il bastone in maniera festosa. E, ovviamente, libero spazio alle mani nude, ai campanilismi tipici (”Catania/Acireale merda”), alle tanto caratteristiche risse scatenate dagli stilnovistici apprezzamenti alle ragazze. Il cibo sarà preparato da alcuni paninari convenzionati e lanciato da sopra le inferriate, i “water ecologici” saranno introdotti in numero molto limitato per non essere d’intralcio alla marea festante. E’ allo studio della commissione la previsione di un ticket che darà diritto ad ogni singolo partecipante di usare una sola volta i servizi e di raccattare un pezzo di panino da terra, se non si è stati capaci di prenderlo al volo. Saranno mandati all’interno dell’area anche poliziotti e vigili urbani che però potranno omettere di riprendere i presenti per il loro comportamento, potendo così fare finta di niente senza dissimulare. Seguendo poi una delle strategie usate dalla Endemol nei suoi reality, sarà dato libero ingresso anche ad alcuni individui normali sperando che questi, udita la musica e i testi della Tatangelo (”essere una donna non vuol dire solo riempire una minigonna”, etc. etc.), si scatenino violentemente contro la maggioranza che plaude la cantante inneggiando volgarmente ogni volta che questa si gira mostrando le chiappe. Il programma resterà pressoché lo stesso, con due sole variazioni: la prima è uno splendido concorso aperto a tutti i partecipanti volto a selezionare il prossimo successore del senatore Nino Strano a Palazzo Madama (idea delle destre per non perdere tempo con le primarie); la seconda riguarda l’altro grande ospite musicale: anziché aprire, Roy Paci chiuderà “Il più bel Carnevale di Sicilia” intonando continuamente il suo successo “Toda joia toda beleza”, a commento dello splendido spettacolo offerto dai fortunati partecipanti al Carnevale di Acireale.

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