Ecco perche’ non andare a votare alle primarie

di Vincenzo Barbagallo

Denuncia di “buchi di velata illegalità” nei regolamenti delle Primarie dei Giovani Democratici

Io ero candidato, ho ritirato la mia candidatura quando ho letto i regolamenti, appendici, usciti in seguito all’indizione delle primarie.
Cercherò spiegare perché sono una farsa.

Esempio: io sono di Aci Sant’Antonio e dovrei votare nel mio comune di residenza, ammesso che esista il seggio (e non ci sarà). A questo punto posso recarmi a votare presso uno dei comuni più vicino al mio dove esiste il seggio per le primarie dei Giovani Democratici, Acireale per esempio. Voto, sottoscrivo e do’ 1 euro. Dato che sono anche uno studente universitario posso votare anche nella mia facoltà, Lettere, con lo stesso sistema, senza che nessuno controlli il mio voto altrove.

Nessuno cercherà di combattere questo fenomeno perché più elevato sarà il numero di votanti, tanto più sarà legittimata questa pseudo classe dirigente giovanile con i peggiori vizi dei vecchi a eregersi a vessillo dei giovani.

Nonostante questi “buchi di velata illegalità” e palese presa per i fondelli di una generazione che cerca di credere in un cambiamento, vi sono altri fattori.

L’organizzazione giovanile prima e da sempre il partito hanno sempre avuto lo stesso vizio. Quello di vendere il patrimonio sociale e umano, quindi l’anima stessa di un partito politico o un’associazione che si batte per cause di vario genere.

L’università ne è un grande esempio. Io, come molti altri siamo stati mercè di accordi sottobanco in cambio di senatori accademici oggi e consiglieri all’Ersu ieri.

I “trombati tecnici” non mancano, cioè quelli interni all’organizzazione. Ma svariate decine di ragazzi e ragazze, quelli a cui oggi tutti chiedono di partecipare sono stati schiaffeggiati dall’ignoranza Politica con la P maiuscola, ribadisco il concetto di P, in cambio di una sempre e continua frettolosa ricerca al consenso, sempre in calo anche per questo motivo.

Oggi gli Irresponsabili, almeno in Sicilia, sono tutti lì candidati con i comuni spartiti come fossero merendine per la ricreazione e pur di sbafare in nome di una democrazia abbandonata da tempo fanno carte false per essere nuovamente legittimati.

Invito tutte le persone di buon senso a non andare a votare, per lo meno con questi meccanismi che ledono, insultano e vilipendiano il buon nome di una democrazia troppo spesso citiata nei comizi e da diversi anni chiusa nell’armadio del dimenticatoio.

Cordialmente, Vincenzo Barbagallo

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17-18 Ottobre primarie dei Giovani Democratici, sGiovani Democraticii parte !

Dopo lungo tempo si è giunti finalmente alla reale formazione del movimento dei giovani del partito democratico. Difatti giorno 17-18 Ottobre mediante elezioni primarie in cui saranno invitati a partecipare ed esprimere il proprio parere tutti i giovani dai 14 ai 29 anni, sarà eletto il segretario Nazionale, su cui verte l’arduo compito di guidare una giovanile nuova, piena di nuove idee e carica di tanto entusiasmo e di voglia di fare, di fare bene!

Contemporaneamente all’elezione della carica a Segretario Nazionale, si svolgeranno le elezioni delle componenti dell’assemblea Nazionale e di quelle regionali, assemblee che dovranno elaborare, proporre, regolamentare tutte le operazioni fondative e di lancio.

Sarà possibile votare dalle ore 10 alle 18 il 17 Ottobre e dalle ore 14 alle ore 24 giorno 18 Ottobre presso i seggi dislocati su tutto il territorio nazionale (nella nostra città al più presto saranno individuati i luoghi dove saranno posizionati i seggi)

Ah! Per altro in Italia si rinnova fra le candidature a Segretario Nazionale la presenza del nostro concittadino acese Fausto Raciti .

“Oggi noi seminiamo quel chicco. Sul solco tracciato dai padri che hanno scritto la Costituzione e fondato la Repubblica. Oggi noi sfidiamo i ragazzi e le ragazze che vivono il presente ad essere all’altezza del passato per costruire un grande futuro. Facendo incontrare cuore e mente, idee e progetti, passione e realtà. Chiediamo alla nuove generazioni che abitano il presente di mettersi in gioco, di essere generazione di governo, di scrivere un pezzo importante di storia della nostra comunità, di rifiutare il nulla, il poco e il menopeggio. Di scegliere il coraggio, la partecipazione, il confronto. Di essere, insieme a noi, coloro che cambiano l’Italia. Di essere insieme a noi, Generazione Democratica.” Manifesto fondativi dei giovani democratici

Pensare l’ Europa, modernizzare l’Italia, vivere il mondo

Paolo Pennisi

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E la consulta provinciale…?

Solo quattro riunioni, poi nessuna notizia. Denuncia dell’inefficienza e dell’abbandono della Consulta Provinciale degli Studenti

La consulta provinciale degli studenti è un organo istituito con legge dello Stato (d.p.r. n. 567 del 1996) con precise funzioni da svolgere quali: a) “assicurare il più ampio confronto fra gli studenti di tutte le scuole di istruzione secondaria superiore della provincia e formulare proposte di intervento che superino la dimensione del singolo istituto”, anche attraverso accordi e intese con il volontariato sociale, la scuola e gli enti locali;

b) “formulare proposte ed esprimere pareri agli uffici scolastici, agli enti locali competenti e agli organi collegiali in questioni attinenti le problematiche studentesche”

c) “collaborare con gli organi dell’amministrazione scolastica e con i centri di informazione e consulenza (…) alla realizzazione di progetti di attività informativa e di consulenza, finalizzati alla prevenzione e cura delle tossicodipendenze e alla lotta contro l’abuso dei farmaci e di altre sostanze”;

d) “istituire, in collaborazione con l’ufficio scolastico locale, uno sportello di informazione” e orientamento;

e) “ promuovere iniziative di carattere transnazionale”;

f) “designare i rappresentanti degli studenti nell’organo di garanzia regionale”.

Queste funzioni avrebbero dovuto essere svolte anche dalla consulta provinciale di Catania, la quale invece, ha eluso in toto i suoi compiti e le sue prerogative. Volendoci soffermare sulle vicende del corrente anno scolastico ci preme sottolineare, per non dire denunciare, il clima di confusione e di irresponsabile mancanza di senso istituzionale in cui si sono svolte le uniche quattro assemblee plenarie convocate.

Dopo l’elezione del presidente e del suo vice in data 14\11\07, nessuno dei punti ai diversi ordini del giorno è stato affrontato seriamente ne tanto meno sviluppato causa continue e isteriche contrapposizioni, scimmiottanti gli schieramenti politici, sterili e controproducenti. Molti dei rappresentanti degli studenti non hanno saputo apprezzare, volti alla miope difesa ad oltranza di pretese posizioni di parte, la fisiologia delle istituzioni democratiche perdendosi così un’importante occasione di partecipazione democratica alla vita della scuola.

In data 12\02\08 causa decadenza del presidente, trasferitosi ad altro istituto, non si è riusciti a procedere ad ulteriori elezioni, come previsto da una circolare ministeriale, per lo scontro verbale, sfociato in una rissa fisica che ha visto fronteggiarsi decine di ragazzi; rissa seguita dall’arrivo dei carabinieri giunti per placare la contesa. Dal 12\02\08 la plenaria della consulta provinciale non si è più riunita né sono pervenute informazioni di sorta dagli uffici competenti.

Terminato il quadro risulta chiaro che gli atteggiamenti sopra stigmatizzati hanno provocato l’inefficienza e l’inoperosità di un organo fondamentale per gli studenti, risorsa coalizzante di possibilità e conoscenze con grave “vulnus” per la democrazia partecipativa. È con profonda delusione che diciamo basta a questa vergogna; c’è solo da sperare che a cominciare dall’anno scolastico venturo, acquisita maggiore consapevolezza e maturità, si sappia far fruttare l’istituzione in discorso, figlia di pluridecennali rivendicazioni studentesche, secondo le regole di una democrazia studentesca.

Paolo Pennisi Guido Grasso

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Bomba nella sede dei Comunisti Italiani di Acireale

Nella giornata del 25 Aprile la sede del Partito dei Comunisti Italiani di Acireale è stata fatta oggetto di un attacco intimidatorio. Nella cassetta della posta (….peraltro in acciaio) è stata recapitata una bomba che ha divelto la porta esterna in alluminio, i pannelli in formica nonchè un pannello superiore. L’ ordigno non è sembrato affatto di entità trascurabile alla luce delle conseguenze che hanno visto scompaginata la struttura in acciaio della cassetta postale e il frastuono emesso è stato sentito da abitanti del posto che, ad ora di pranzo, ne interpretavano il botto come “normalmente” connesso ad una giornata di festività.

Tutt’altro invece.

La presenza di un secondo portone (in legno massiccio) che non ha subito alcun danno ha scongiurato il peggio. Lo stesso dicasi per i locali del Partito dei Comunisti Italiani.

I compagni e le compagne del PdCI, giunti in sezione sabato 26 aprile per l’assemblea degli iscritti settimanalmente convocata, non hanno potuto far altro che prendere atto dell’ accaduto e denunciarlo alle forze di polizia.

La segreteria provinciale ha già fatto sapere che tramite il segretario provinciale del Partito, avv. Salvo Cannata, interesserà dell’ accaduto il prefetto di Catania. Il Partito ha già subito in questi mesi diversi attacchi che minano la presenza a Catania e provincia del PdCI.

I deliri di onnipotenza di chi sta certamente politicamente lontano dai comunisti si manifesta in un momento particolare come quello rappresentato dalla giornata del 25 Aprile e in una fase politica che vorrebbe annullare la presenza di chi, da sempre, lotta e continuerà a lottare per affermare un’ idea diversa di società.

Antonio Tomarchio

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Presentazione Consulta Giovanile

La Consulta Giovanile nasce nella primavera del 1996 grazie all’iniziativa e alla voglia di fare di un gruppo di ragazzi della cittá che ne proposero l’istituzione, successivamente l’amministrazione e il Consiglio Comunale dell’epoca sposarono l’iniziativa e ne deliberarono lo Statuto.

La Consulta si pone come interlocutore privilegiato nei confronti delle realtá giovanili del territorio, promuovendo iniziative di interesse comune.
Si rivolge ai giovani tra i 14 e i 26 anni con l’obiettivo, da un lato di farsi portavoce dei bisogni di queste fasce d’etá, dall’altro di raccogliere nuove adesioni fra i coetanei, per impegnarsi nel rendere Acireale una cittá a misura di giovani.

Gli incontri, a cadenza mensile, sono l’occasione per discutere ed elaborare proposte e progetti, da attuare in collaborazione con il settore politiche giovanili.

Gli interessati potranno scrivere al seguente indirizzo:
consultagiovanileacireale@hotmail.it
O visitare il sito www.consultagiovanileaci.spaces.live.com

La Consulta Giovanile del Comune di Acireale è composta dalle associazioni culturali e sportive, dai rappresentanti dei movimenti giovanili dei partiti, da qualsiasi organizzazione giovanile purchè iscritta nell’albo delle organizzazioni giovanili, di diritto fanno parte pure i rappresentanti degli studenti delle scuole superiori, e i rappresentanti degli studenti universitari a tutti i livelli.

Se siete interessati a partecipare alla vita della cittá, se siete interessati a mettervi in gioco e aderire alla Consulta Giovanile, oppure se semplicemente volete ulteriori informazioni, potete rivolgervi agli operatori dell’Assessorato Politiche Giovanili sito in Piazza Europa, 16 – Tel. 895715, che vi daranno tutte le informazioni per iscrivere la vostra associazione all’albo delle organizzazioni giovanili e quindi poter far parte insieme ad altri ragazzi alla Consulta.

Vincenzo Pappalardo

Presidente della Consulta

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Scusateci per la riflessione

Di parole ne sentiamo ogni giorno tante.
Bisogna fare delle distinzioni tra quelle consentite, eccentriche, originali, superflue.
Alcune rimangono, altre involano.
Capita poi di confrontarsi. Così queste diventano interminabili.
Ad esempio cosa pensare della domanda: “I giovani d’oggi non hanno più valori”!
Punti di vista? Può darsi.
Sorge spontanea un’altra domanda:
“Chi sono i giovani d’oggi”?
Non vogliamo però generalizzare.
Facciamo piuttosto riferimento alla realtà che viviamo.
Gli ideali, le speranze, i valori, le idee sono quelli che sentiamo.
La città quella d’Acireale.
Piccola rispetto ad altre, città ricca di luoghi che noi amiamo.
La cultura di una generazione è quella che si costruisce soprattutto vivendo
il proprio tempo.
Tra le nostre case, tra le vie cittadine, i giovani si trovano in un momento di profonda delusione.
Delusione da che cosa?
Della vita, dei valori, dei sogni?
Siano per questo senza ideali?
Certo non possiamo sempre lamentarci che mancano i maestri.
Un giorno leggendo una nota testata giornalistica mi ritrovai dinnanzi un articolo di prima pagina, di cui apprezzai i contenuti.
Notai particolarmente una frase che all’incirca recitava così “Giovani svegliatevi, ritornate ad essere guerrieri”! (Alberoni, Corriera della Sera)
Mi piacque e al dir vero fu proprio un mio carissimo amico a farmela notare.
Insieme seguimmo una riunione della Sinistra Giovanile e decidemmo di parlarne con gli altri.
Questa delusione c’era.
Era evidente. Qualcuno affermò che si sentiva deluso da una città che come la nostra non offre a sufficienza servizi, spazi, momenti per i giovani.
Insieme allora ci occupammo di far emergere queste idee.
La mancanza c’era.
Si fecero più sollecitazioni per sensibilizzarla ma niente.
Penso che ci sia ancora qualcosa da aggiungere.
Manca talvolta la voglia di vivere.
Il nostro futuro è più precario, richiede più energia.
Più forze.
Più speranze.
Che cosa dovremmo fare? Arrenderci? Mai.
Seneca in “ De tranquillitate animi” rivolgendosi al suo allievo Sereno dice : “Bisogna che tu abbia fiducia in te stesso, che tu sia convinto di essere sulla retta via, e non ti lasci depistare dai passi falsi di tutti quelli che vanno errando senza una precisa meta, né tanto meno dai pochi che procedono sicuramente fuori strada”
Non è la strada quella che si vuole indicare.
Mi scuso anzi se non si sono trattati altri temi.
Penso che sia scontato affermare che il futuro è il nostro, lo sappiamo.
La qualità della vita è quella per la quale dobbiamo batterci.
Apriamo le porte, abbattiamo cancelli e barriere.
Questa è l’idea politica che da noi sta crescendo.

Margherita Grasso

da “L’Inchiostro”

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