Mozione per l’acquisto del Collegio Pennisi

di Antonio Tomarchio

Il consigliere provinciale del Partito dei Comunisti Italiani Antonio Tomarchio ha presentato nella giornata odierna un atto di indirizzo che si spera verrà votato dal consiglio provinciale nella prossima seduta con il quale si impegna la giunta Castiglione all’acquisto del Collegio Pennisi.

“1,5 milioni di euro di fitti passivi sborsati per strutture scolastiche nel territorio di Acireale sanciscono l’assenza dell’Ente in tema di interventi decisi e definitivi per le strutture scolastiche di secondo grado. La Provincia sino ad oggi ha trascurato di fatto il territorio acese e gli studenti che vi gravitano. A fronte di tale cifra i circa 600.000 euro per il Collegio Pennini rappresentano una diseconomia che deve essere superata attraverso l’acquisizione dello stabile.
Auspico – continua Tomarchio – che questo atto di indirizzo segni l’inizio di una stagione politica che possa rimettere Acireale al centro degli interventi della Provincia. Conduco una battaglia dall’opposizione con la forza delle idee e dell’orgoglio di una città per troppo tempo trascurata dal centro-destra ritenendo indispensabile una presa di posizione forte da parte degli altri consiglieri provinciali eletti nel collegio di Acireale”.

Mozione:

Premesso che nel territorio di Acireale i fitti passivi dell’ Ente per strutture scolastiche ammontano a circa 1,5 milioni di euro.

Considerato che di questi 1,5 milioni ben 600.000 euro sono pagati per i locali del collegio Pennisi dove è allocato il liceo psico-pedagogico

Considerato che tale cifra è cospicua e l’acquisto dei locali di cui sopra rappresenterebbe nel medio e lungo periodo un vantaggio per l’Ente sotto il profilo economico

Il consiglio provinciale impegna la giunta affinché

Si proceda all’acquisto dei locali del Collegio Pennisi di Acireale.

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La statura di un politico

A Palermo, si sa, hanno digerito male il fatto che a palazzo dei Normanni sieda un catanese, e per di più insopportabilmente pignolo: nonostante abbia preferito tenersi nel solco della continuità con la precedente maggioranza, la cui l’attività parlamentare rasentò lo zero, e che perseveri moltiplicando commissioni, sciorinando consulenze e assumendo i parenti e gli amici degli amici, nonostante continui ad agire, come l’amico Cuffaro, diversamente da quanto dice e promette, a Palermo non riesce proprio a farsi amare. E’ un incompreso. Sarà per la sua aria saccente, per il pragmatismo da ex presidente di una provincia “sperta”, che si vanta di aver lasciato in attivo al genero di un suo caro amico, paesano come lui. Sarà perchè ha guidato il suo partito, di ispirazione federalista e populista, verso un’unione di convenienza (ma anche d’intenti) con la Lega celodurista. Sarà perchè non gli piacciono i cannoli e la frutta martorana, che fanno male ai denti, ma preferisce i catanesissimi arancini o, ancora meglio, delle belle fette di melone servitegli come si deve da una collaboratrice assunta per lo scopo. Ha lasciato tutti a bocca aperta già dal suo insediamento per i cambiamenti che ha imposto agli arabi ritmi palermitani, e non solo. Si è messo in testa di cambiare ogni cosa attorno a lui, intervenendo di persona anche in umilissime questioni come l’arredamento dell’ufficio e dei luoghi di rappresentanza: peccato (si fa per dire!) che la maggior parte di questi si trovi all’interno di palazzi storici inestimabili, dove anche cambiare solo una lampadina dovrebbe essere autorizzato dalla Soprintendenza ai BB.CC. Ma questo non ha frenato neanche un po’ l’azione innovatrice e sbrigativa del neogovernatore: nel salone in cui si ricevono le Autorità fa(ceva) bella mostra di sè una pregiata scrivania secentesca; sedutosi dietro di essa, il Governatore ne constata con disappunto l’altezza troppo elevata e, per la salute della sua colonna vertebrale, decide non di sostituirla ma di farle mozzare i piedi in legno intarsiato. Sgomento e panico negli astanti. «Eccellenza, quello è uno scranno del seicento, è un pezzo d’arte, non crede sarebbe meglio…» «No, caro sottoposto, io sono medico e le posso assicurare che una cattiva postura, derivata dall’altezza di quella scrivania, potrebbe causare l’insorgere di una cifosi.» «Ma Onorevole, le Belle Arti, i Beni Culturali e artistici…» «Le ripeto, quella è dannosa per la colonna vertebrale. Si fidi del sottoscritto, che è qui per fare il bene dei siciliani. Ora, per favore, chiami gli uscieri.» Lo dicono spesso ai bambini, “bisogna ascoltare e fare come dice il dottore”: ma mi sa che i grandi non dovrebbero dargli sempre retta. E purtroppo, in questo caso, non può nulla neanche la famosa “mela giornaliera”.

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Nuova coalizione di governo per la Città di Acireale

di Antonio Riolo

 

 
“Il Popolo della Libertà, Udc, Dc di Pizza, le liste civiche del On. Raffaele Nicotra, dell’On. Pippo Basile e del Consigliere Provinciale Santo Primavera, questa la nuova formazione.”

 

 
Affollatissima conferenza stampa. Quando? Lunedì 3 novembre. Dove? In un noto hotel acese. Cosa?  La nuova “coalizione di governo” che si presenterà alle prossime elezioni amministrative del 2009 per il rinnovo dell’Amministrazione e del Consiglio Comunale della Città di Acireale. Tutti presenti, o meglio, quasi tutti i principali protagonisti e attori politici dei partiti e delle forze politiche del centro-destra locale. Si riparte da quella coalizione che nel 2004 trionfò in una storica vittoria elettorale. Le forze centriste che per decenni erano sempre state forza di maggioranza, corrono da sole ed escono sconfitte al ballottaggio. A spuntarla fu l’Avvocato Nino Garozzo accompagnato da una coalizione formata dalle liste AN, FI e 2 civiche. In realtà da allora tante cose sono cambiate. Sono seguiti anni di opposizione, in cui tanti si sono ricreduti. Forse perchè il lavoro svolto ne ha dato atto. Le grandi opere che da anni erano nel dimenticatoio,  i grandi eventi (mondiale di scherma),  le decisioni spesso impopolari che nel lungo tempo si sono apprezzate, ma sopratutto ciò che è stato al centro di questa maggioranza, o per lo meno di coloro che ci sono ancora dentro: la coerenza politica. Quando si riconosce un percorso, se ne può aprire uno nuovo. Questo il leitmotiv.

La coalizione guidata dal Sindaco del PdL ha così offerto la possibilità d’ingresso a tutte le forze politiche, sociali, produttive e professionali che, oltre a riconoscere l’eccellente lavoro svolto sotto il profilo amministrativo da questa giunta, ne hanno sposato il progetto programmatico che avrà il suo culmine in primavera del 2009, quando la coalizione verrà definitivamente chiusa e si presenterà alla città con in mano il programma elettorale. Accanto al Sindaco, era presente il Deputato Nazionale del PdL Basilio Catanoso che tra l’altro dichiarato: “Questa coalizione non ha lasciato fuori nessuno, come si è visto dai rapporti consolidati negli ultimi mesi all’interno del Consiglio Comunale e in città, in senso positivo rispetto alla coalizione attuale che sosteneva inizialmente il Sindaco, abbiamo deciso di allargare la maggioranza, consapevoli che questa sarà una coalizione della quale non si riconosce a priori il peso che posso avere i singoli partiti, ma un peso proporzionale che sceglieranno gli elettori”.

Questa nuova maggioranza parte ponendosi fin da subito due chiari obiettivi che dovranno essere raggiunti in questi ultimi mesi di mandato: il primo riguarda la risolutezza di alcune questioni amministrative come l’avvio della pianificazione territoriale, la riorganizzazione dei servizi locali (rifiuti, acqua, gas e metano), il risanamento finanze comunali, la riorganizzazione della macchina burocratica e le imminenti adesioni ai bandi dei fondi strutturali 2007-2013. Il secondo invece, pone l’attenzione sull’avvio di un percorso fattivo di dialogo con tutte le forze sociali e produttive  della città, così da poter elaborare e proporre le direttrici programmatiche per il prossimo quinquennio amministrativo. Non è una semplice conferenza stampa, ma l’inizio di un progetto programmatico di nuova amministrazione. Riconoscendo e condividendo il lavoro svolto dalla passata maggioranza, le nuove forze politiche hanno scelto di dare linfa ad una coalizione politica che ha preferito la continuità amministrativa del futuro piuttosto che le divisioni politiche del passato.

Il Popolo della Libertà, Udc, Dc di Pizza, le liste civiche del On. Raffaele Nicotra, dell’On. Pippo Basile e del Consigliere Provinciale Santo Primavera, questa la nuova formazione. Si dovrebbe senz’altro lavorare anche su tanti altri argomenti come la viabilità, il piano commerciale ma soprattutto il delicato problema dello spostamento del mercato all’interno dell’area Com, che ancora oggi blocca la viabilità cittadina in corso Italia. Il “cantiere programmatico” si apre con largo anticipo anche per questo, avrà tutto il tempo per essere recepito dalla città, ma sopratutto da quelle donne e quegli uomini di buona volontà che vorranno contribuire a questa causa.

Antonio Riolo
http://www.antonioriolo.wordpress.com

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Sulla coalizione di centro-destra alle amministrative

di Antonio Tomarchio

 

Riflessione del PdCI sulla coalizione generale del centro-destra alle prossime amministrative acesi.

 

Il centro-destra acese si ricompatta attorno alla ricandidatura del sindaco Garozzo alla poltrona di primo cittadino, dimostrando con i fatti ciò che già da diverso tempo i Comunisti Italiani aveva da tempo denunciato, ovvero l’inconsistenza dell’opposizione del MPA in consiglio comunale, soprattutto durante le operazioni di finanza creativa portate avanti dal sindaco e dalla sua giunta, che richiamato all’ordine dai “generali” catanesi di partito, in barba all’autonomia di cui tanto si riempiono la bocca, tornano all’ovile.
Il Partito dei Comunisti Italiani, in vista delle prossime amministrative cittadine, si mette a disposizione per la ricomposizione di una coalizione di centro-sinistra che possa con forza opporsi alle destre, ma avvertendo che non intende rinunciare ai propri simboli e alla propria storia, perchè convinto che dall’affermazione degli ideali comunisti passi il riscatto della città di Acireale.

Antonio Tomarchio
Segretario cittadino PdCI

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Una donna nuovo segretario del PRC di Acireale

Mercoledì 9 luglio, presso i locali di via Tono 38,  si è svolto il Congresso del Circolo “La Locomotiva” del Partito della Rifondazione Comunista. Il dibattito è stato partecipato: oltre agli interventi di illustrazione delle varie mozioni congressuali del Partito, si sono registrati quelli di molti tesserati del Circolo desiderosi di dare il loro contributo alla particolare fase che il Partito sta vivendo. Alla fine dell’appassionante ed interessante discussione si è proceduto alla votazione dei documenti congressuali, che ha registrato la vittoria della prima mozione – Rifondazione comunista in movimento -  quella a firma, tra gli altri, di Paolo Ferrero, Claudio Grassi, Ramon Mantovani, Giovanni Russo Spena.

Si è poi proceduto al rinnovo degli organismi direttivi del Circolo, che registrano un passaggio di consegne tra il Segretario uscente Pippo Trovato e il nuovo Segretario, la giovane compagna Alessandra Leotta.

Staffetta anche per quanto riguarda il Tesoriere del circolo: la giovane Céline Arcidiacono subentrerà all’uscente Giuseppe Patanè.

Forte e significativo il volere dell’assemblea che ha premiato due donne investendole degli incarichi più alti; forte e significativo il segnale che il Circolo La locomotiva vuole dare rispetto ad una società sempre più maschilista, sempre più chiusa, e rispetto a logiche di spartizione di potere e di lotte leaderistiche che non appartengono (e che non devono appartenere) invece al modus vivendi di una comunità politica comunista.

Questa la nuova composizione del Direttivo:

Alessandra Leotta (aleida82@hotmail.it), Pippo Trovato, Céline Arcidiacono, Saro Basile, Giuseppe Patanè, Pietro Tramontana

Comitato di Garanzia: Salvo Scuderi (Presidente), Carmela Coco, Francesco Bologna.

Il Circolo “La Locomotiva” di Acireale si appresta ad affrontare una nuova stagione di lotte con rinnovato impegno per la tutela degli oppressi, a partire dall’opposizione all’amministrazione Garozzo e dalla costruzione dell’opposizione sociale al governo Berlusconi.

Di seguito alcune brevi note biografiche sul neo Segretario Alessandra Leotta: Ventisei anni. Laurea in Scienze Politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche di Catania; master in Istituzioni parlamentari europee e storia costituzionale presso la Facoltà di Scienze Politiche de La Sapienza in Roma.

Alessandra Leotta è militante del Prc dal 2003. Ha fatto parte del Comitato Politico della Federazione di Catania. Impegnata prima nelle lotte studentesche e universitarie (col Collettivo Araba Fenice), nell’ultimo anno ha collaborato col Gruppo parlamentare al Senato di Rifondazione Comunista, in qualità di collaboratore del capogruppo Giovanni Russo Spena.

Animalista convinta, da diversi anni svolge attività di volontariato presso l’Associazione Animalista l’Arca di Giarre.

http://lalocomotivaacireale.blogspot.com/

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E gli alberi torneranno a sorridere

Tra inciviltà ed esasperazione, grottesco epilogo dell’ennesima campagna elettorale.

Finalmente è finita, dopo tre mesi di battaglie, sia tra avversari sia intestine agli stessi partiti, la guerra si è conclusa.

Come sempre ci sono stati i vincitori e i vinti, e come in tutte le competizioni elettorali alla fine i vinti accamperanno le solite giustificazioni per meglio digerire la sconfitta e i vincitori celebreranno la vittoria sostenendo che “l’ottima azione di governo e il vero, grande progetto di cambiamento e rinnovamento sono stati premiati”.

Chi ci amministrerà saranno coloro che sosterranno che la pulizia delle strade e delle piazze delle nostre città è la prima cosa da garantire ai cittadini e che le tematiche ambientali devono essere al primo posto nell’agenda politica.

Chi esce però come sempre sconfitto dalla disputa elettorale è però proprio l’ambiente. Quel bene supremo che tutti i nostri rappresentanti al parlamento e nelle varie amministrazioni locali dicono essere, viene in realtà vilipeso.

Ancora una volta abbiamo visto le nostre città, i paesi pedemontani, i borghi marinari letteralmente sepolti da tonnellate di carta con l’effige dei futuri eletti o trombati. Ancora una volta centinaia e centinaia di alberi hanno sacrificato il proprio fusto (quasi sempre esteticamente più valido di “certe facce”) per pubblicizzare i volti, accompagnati da slogan spesso ridicoli (soprattutto se si pensa a chi li conia) di chi, nella maggioranza dei casi, il massimo che riuscirà a fare sarà riscaldare una poltrona più o meno comoda.

Non ci si fa forse caso, ma queste continue bagarre che sono diventate ormai un’ abitudine in Italia portano alla distruzione di interi boschi e una quantità abnorme di acqua ed energia

Basti pensare che per una tonnellata di carta da cellulosa vergine sono necessari 15 alberi, 440.000 litri di acqua, 7.600 kWh di energia elettrica.

Sarebbe quantomeno auspicabile che i partiti politici imponessero ad essi stessi ed ai propri candidati l’utilizzo di carta riciclata, che richiede 0 alberi, 1.800 litri di acqua, 2.700 kWh di energia elettrica (sempre un grande spreco comunque, ma almeno più limitato).

Un’idea potrebbe essere quella, per esempio, di mettere ad Acireale un display che conti nel periodo elettorale i chili di carta sprecata e i rispettivi alberi andati persi per sempre.

“Quello che poteva succedere” è però purtroppo e sfortunatamente successo, e indietro non si torna.

Sarebbe opportuno realizzare prima delle prossime elezioni un “manifesto etico” concorde tra tutte le forze politiche che faccia sì che esse si autodisciplinino e che pongano un limite massimo di fac-simili e di manifesti da stampare (meglio se con carta riciclata), auspicando che finalmente ci si attenga alle regole, in altre parole distribuire previo mano i fac-simili e attaccare i manifesti negli appositi spazi consentiti dalla legge.

Fortunatamente di qui al prossimo anno non sono previste ulteriori consultazioni elettorali, e fino ad allora “gli alberi torneranno a sorridere”.

Luigi Russo

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VERDONE INDIGNATO: "Abuso d’immagine"

L’Attore ha dichiarato di essere totalmente ignaro di apparire in un manifesto pubblicitario che, secondo la denuncia di CittAttiva, trasmetteva un messaggio di propaganda elettorale illecito

Da www.cittattiva.com

“La maggioranza sta recitando un rosario di ambizioni meschine, di millenarie paure, di inesauribili astuzie; coltivando tranquilla l’orribile varietà delle proprie superbie, la maggioranza sta…”

Fabrizio De André, Smisurata preghiera

—————-

Era un sospetto, ma non ci siamo messi a urlarlo ai 4 venti. Abbiamo atteso, cercando. Abbiamo spulciato le leggi, e lo abbiamo scritto. Poi abbiamo avviato le ricerche. Telefonate, e-mail… Alla fine lo abbiamo trovato: CARLO VERDONE CI HA RISPOSTO.

Il sospetto era fondato: Verdone era ignaro di tutto. Ignorava l’esistenza dell’”Akuana viaggi”, era all’oscuro della situazione politica santantonese, ignorava l’affissione che lo vede al fianco di Pippo Cutuli. E si è detto “basito”, sottolineando che lui con Pippo Cutuli non c’entra nulla. Ma proprio nulla. E che mai avrebbe approvato una cosa simile.

Per non lasciare spazio a equivoci, vi riportiamo parte delle sue parole, che lui ci ha autorizzato a inserire nel blog:

———————–

Vi ringrazio molto delle precisazioni che mi avete fornito. La correttezza vorrebbe che si chiedesse al diretto interessato se è d’accordo nell’apparire in un manifesto così di rilievo. Anche perché io ho fatto una cortesia e da una cortesia non può nascere uno sfruttamento d’immagine a mia insaputa.

Faccio un esempio. Tre settimane prima delle elezioni, il Comitato per Rutelli Sindaco (per il quale ho votato e del quale sono amico) mi propose un manifesto in affissione su tutta Roma con me a mezzo busto al centro. Solo io. E la scritta “Bianco, Rosso & Rutelli”.

Trovai assurda, fuori luogo e dannosa per entrambi quella proposta. Se un candidato sindaco ha bisogno di un attore per guadagnare voti, vuol dire che c’è qualcosa che non va. E non diedi alcun permesso. Però me lo chiesero prima! Quindi non si tratta di destra o sinistra (anche se tutti i maggiori quotidiani italiani avevano raccolto la mia preferenza per Veltroni), si tratta di chiedere, per educazione, l’autorizzazione.

E’ evidente che se non l’ho data ad un amico per il quale votavo, non l’avrei data neanche per un agenzia turistica con il titolare accanto. Un conto è tenersi la foto in ufficio e farla vedere agli amici, un conto è trovarsi “in campagna elettorale” con manifesti lungo le strade. Fra l’altro con idee politiche un bel po’ lontane…

Chiedo quindi che alla mia cortesia nel farmi una foto privata, segua la cortesia e la sensibilità di togliere, con prontezza, quello che invece è diventato un manifesto pubblico con abuso della mia immagine.

Cordiali saluti”

Carlo Verdone

——————————–

Non c’è niente da aggiungere, se non il fatto di ricordare alla gente che se quest’uomo è capace di mentire in maniera così spudorata, permettendosi di prendere in giro i santantonesi prima ancora di una eventuale elezione alla carica di sindaco, figuriamoci di cosa sarebbe capace di fare una volta avuto in mano il potere a cui ambisce così tanto esasperatamente…

CITTATTIVA C’E’, consapevolmente.

Redazione di www.cittattiva.com

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Iniziativa dei Comunisti Italiani "Basta Casta!"

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Bomba nella sede dei Comunisti Italiani di Acireale

Nella giornata del 25 Aprile la sede del Partito dei Comunisti Italiani di Acireale è stata fatta oggetto di un attacco intimidatorio. Nella cassetta della posta (….peraltro in acciaio) è stata recapitata una bomba che ha divelto la porta esterna in alluminio, i pannelli in formica nonchè un pannello superiore. L’ ordigno non è sembrato affatto di entità trascurabile alla luce delle conseguenze che hanno visto scompaginata la struttura in acciaio della cassetta postale e il frastuono emesso è stato sentito da abitanti del posto che, ad ora di pranzo, ne interpretavano il botto come “normalmente” connesso ad una giornata di festività.

Tutt’altro invece.

La presenza di un secondo portone (in legno massiccio) che non ha subito alcun danno ha scongiurato il peggio. Lo stesso dicasi per i locali del Partito dei Comunisti Italiani.

I compagni e le compagne del PdCI, giunti in sezione sabato 26 aprile per l’assemblea degli iscritti settimanalmente convocata, non hanno potuto far altro che prendere atto dell’ accaduto e denunciarlo alle forze di polizia.

La segreteria provinciale ha già fatto sapere che tramite il segretario provinciale del Partito, avv. Salvo Cannata, interesserà dell’ accaduto il prefetto di Catania. Il Partito ha già subito in questi mesi diversi attacchi che minano la presenza a Catania e provincia del PdCI.

I deliri di onnipotenza di chi sta certamente politicamente lontano dai comunisti si manifesta in un momento particolare come quello rappresentato dalla giornata del 25 Aprile e in una fase politica che vorrebbe annullare la presenza di chi, da sempre, lotta e continuerà a lottare per affermare un’ idea diversa di società.

Antonio Tomarchio

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Il Partito Democratico e la democrazia

“Sei invitato a partecipare alla ASSEMBLEA DEI FONDATORI DEL PARTITO DEMOCRATICO per eleggere un coordinamento di 40 persone (20 donne e 20 uomini), scelte ed elette dai cittadini che saranno presenti a tale Assemblea.”

Sono alcune righe della lettera ricevuta dai partecipanti alle primarie del PD, me compreso, invitati a quest’ennesimo atto di democrazia. Ad Acireale il Partito Democratico nasce con numerose novità, sia tra le idee che tra le persone. In primis la proposta dell’ineleggibilità dopo due mandati elettorali.

E’ un punto molto coraggioso, che se rispettato eviterebbe realmente di creare i centri di potere che proprio in Sicilia ci contraddistinguono.

Ciò che attira più la mia attenzione, però, è la “legittimazione dal basso” di cui si sente tanto parlare di questi tempi. Rendere partecipi i cittadini nella definizione dei vertici di un partito sarebbe realmente giusto ed innovativo… se però fosse vero.

All’assemblea, infatti, dopo vari interventi più o meno utili ed interessanti, attendevo il momento della scelta e della votazione, già di per sé dubbiosa non essendomene chiare le modalità, che non è mai avvenuta. Sono stati chiamati i 40 nomi e sono stati applauditi ed eletti per acclamazione. Non mi è sembrato affatto un inizio serio, anzi mi sono sentito abbastanza preso in giro dato che non ho scelto, né votato nessuno. Dato che non è un obbligo del Partito utilizzare questi mezzi di elezione del suo organismo, perché proporli se poi non vengono rispettati?

Il PD si propone realmente come portavoce dei cittadini, come una ventata d’aria fresca? Non mi sognerei mai dunque di trovare al suo interno vecchi criteri di rappresentatività, che non coinvolgano i cittadini. Se il buongiorno si vede dal mattino..

Paolo Danzì

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