TIMPAVIVA: considerazioni finali e ringraziamenti

Il lavoro d’attuazione del progetto TIMPAVIVA – Chiazzette di Acireale, 19 e 20 Settembre 2009 – è stato piuttosto pesante e sicuramente perfettibile, tuttavia sentiamo di poterci ritenere soddisfatti dall’esito della manifestazione.

Nonostante qualche ritardo e qualche imprecisione nel programma delle attività, causati soprattutto dalle precarie condizioni meteorologiche, è stata ampia la risposta del pubblico di ogni fascia d’età:  famiglie, ragazzi, anziani. Abbiamo avuto il piacere di notare che tanti hanno conosciuto lo splendore delle Chiazzette di Acireale proprio in questa occasione; e molti altri le hanno riscoperte dopo svariati anni, cogliendo l’occasione per una passeggiata fino a S. Maria La Scala – altra località che a nostro parere offre grandissime potenzialità turistiche: era infatti inserita nella prima stesura del progetto TIMPAVIVA, poi rivisto per esigenze di budget.

La realizzazione di TIMPAVIVA sarebbe stata ancor più difficile – se non impossibile – senza i tanti aiuti su cui noi dell’Ass. Cult. BAROCK abbiamo potuto fare affidamento. Avremmo voluto ringraziare in chiusura di manifestazione, ma un acquazzone improvviso ha sancito la fine della serata senza lasciare spazio al nostro discorso.

Per questo  troviamo doveroso attribuire i più sentiti ringraziamenti al Consigliere Giuseppe Cicala, che per primo si è  dimostrato sensibile all’idea di questa manifestazione e ci ha fornito più di una volta consigli preziosi. La nostra riconoscenza va anche al Sindaco Avv. Nino Garozzo, all’Assessore alla Polizia e alla Protezione Civile Nino Sorace, all’Assessore alla Cultura Prof. Nives Leonardi, ai funzionari e ai rappresentanti del Comune di Acireale, a Sebastiano Catalano e all’Assessorato alla Cultura della Provincia Regionale di Catania, al Dott. Luigi Piccinini e all’Azienza Foreste Demaniali, alle Associazioni, agli sponsor, agli artisti e a tutti quanti abbiano creduto nella nostra iniziativa e sono stati con noi a renderla viva e interessante.

Associazione Culturale BAROCK
barock@hotmail.it
http://www.myspace.com/associazionebarock

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Mozione per l’acquisto del Collegio Pennisi

di Antonio Tomarchio

Il consigliere provinciale del Partito dei Comunisti Italiani Antonio Tomarchio ha presentato nella giornata odierna un atto di indirizzo che si spera verrà votato dal consiglio provinciale nella prossima seduta con il quale si impegna la giunta Castiglione all’acquisto del Collegio Pennisi.

“1,5 milioni di euro di fitti passivi sborsati per strutture scolastiche nel territorio di Acireale sanciscono l’assenza dell’Ente in tema di interventi decisi e definitivi per le strutture scolastiche di secondo grado. La Provincia sino ad oggi ha trascurato di fatto il territorio acese e gli studenti che vi gravitano. A fronte di tale cifra i circa 600.000 euro per il Collegio Pennini rappresentano una diseconomia che deve essere superata attraverso l’acquisizione dello stabile.
Auspico – continua Tomarchio – che questo atto di indirizzo segni l’inizio di una stagione politica che possa rimettere Acireale al centro degli interventi della Provincia. Conduco una battaglia dall’opposizione con la forza delle idee e dell’orgoglio di una città per troppo tempo trascurata dal centro-destra ritenendo indispensabile una presa di posizione forte da parte degli altri consiglieri provinciali eletti nel collegio di Acireale”.

Mozione:

Premesso che nel territorio di Acireale i fitti passivi dell’ Ente per strutture scolastiche ammontano a circa 1,5 milioni di euro.

Considerato che di questi 1,5 milioni ben 600.000 euro sono pagati per i locali del collegio Pennisi dove è allocato il liceo psico-pedagogico

Considerato che tale cifra è cospicua e l’acquisto dei locali di cui sopra rappresenterebbe nel medio e lungo periodo un vantaggio per l’Ente sotto il profilo economico

Il consiglio provinciale impegna la giunta affinché

Si proceda all’acquisto dei locali del Collegio Pennisi di Acireale.

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Gestione rifiuti: asse PD-PDL sulle proposte di Castiglione

di Antonio Tomarchio

Poco limpido, bizzarro e da inciucio il voto favorevole che nella seduta del consiglio provinciale di Catania è stato espresso dal gruppo del Partito Democratico il 9 dicembre.
Riunitosi per discutere del DDL pensato da Castiglione, il consiglio provinciale ha ritenuto opportuno legittimare il tentativo, puramente mediatico che l’amministrazione mette in campo dal 25 ottobre, di sostenere una idea legata al sistema gestionale della raccolta dei rifiuti.
Il voto contrario del Partito dei Comunisti Italiani e del Partito della Rifondazione Comunista è stato espresso contro uno strumento macchinoso sancito dalla Statuto siciliano che di fatto rende i consigli provinciali protagonisti del nulla!
Peraltro i contenuti del testo presentato da Castiglione e redatto da un consulente, avv. Bonura, non affrontano minimamente il merito della questione rifiuti. Nessun accenno alla raccolta differenziata, a politiche di rifiuti zero e a quant’altro finalizzato davvero a “rivoluzionare” un settore la cui crisi rasenta ormai inquietanti analogie con quanto accaduto a Napoli pochi mesi fa. È sotto gli occhi di migliaia di cittadini della provincia di Catania che il servizio raccolta rifiuti rasenta di gravissime pecche e aggravano tale situazione vicende di portata rilevante, come quella che ha fatto rimbalzare sulle cronache il sistema perverso ed irresponsabile tenuto nella facoltà di Farmacia.

L’attenzione della classe dirigente delle destre a cui si aggiunge quella del Pd ha preferito rivolgersi verso il contenitore, il sistema gestionale del servizio in questione. Ato o super Ato? Una soluzione che tale non è, racchiusa in un testo che è stato peraltro integrato per gentile concessione dell’on. Castiglione da una serie di “raccomandazioni” inserite nella premessa della delibera che dovevano essere invece emendamenti al testo. Ne è conseguito un atto incoerente al suo interno che segna il basso profilo amministrativo oltre che politico dell’ente provincia.

Ciò che dovrebbe preoccupare maggiormente i cittadini è che, se si guarda al settore della raccolta dei rifiuti, non può sfuggire che in tale ambito si annidano interessi economici spesso poco limpidi a cui vanno aggiunti i fallimenti gestionali di consigli d’amministrazione quasi sempre legati alla logica spartitoria del sotto-governo che ha reso gli Ato, strutture di per sé lontane dal cittadino, fallimentari.
Si ricorda a tal proposito che poche settimane fa la stessa giunta Castiglione ha dovuto ritirare una delibera per i riconoscimento dei debiti fuori bilanci dell’Ato Aciambiente.
Eppure persino chi è chiamato a rappresentare l’opposizione al centro destra si pone a stampella della maggioranza. Già quattro mesi fa, in occasione della precedente presenza di Castiglione in aula si era parlato di “aperture“ alla minoranza. E il Pd ha avuto in quattro mesi Vice-presidenza del consiglio, presidenza di commissione, vice-presidenza di commissione, revisore dei conti e rappresentate all’U.R.P.S.
Il ritorno in aula del Presidente sembra essere contrassegnato dalla restituzione del credito politico-istituzionale elargito in precedenza.
Le responsabilità di amministratori quali Bassolino  (si ricorda che il PdCI sta in Campania dentro il consiglio regionale e fa opposizione al centro-sinistra) si aggiungono a rendere torbido il quadro di convergenze sovrapposte che segnano un asse PDL-PD reo di rendere piatto e bipartisan ogni aspetto inerente scelte politiche.

Tornano di profonda attualità le parole di Enrico Berlinguer sulla questione morale:
“La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d’essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche. [...] Quel che deve interessare veramente è la sorte del paese. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude”.

Antonio Tomarchio

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La crisi delle destre alla provincia

di Antonio Tomarchio

“il centro destra che in sede di consiglio provinciale ha dimostrato di essere tutt’altro che una solida maggioranza in grado di sostenere a pieno le proposte dell’amministrazione”.

È stata una settimana di passione per il centro destra che in sede di consiglio provinciale ha dimostrato di essere tutt’altro che una solida maggioranza in grado di sostenere a pieno le proposte dell’amministrazione.

Si comincia lunedì 10 Novembre in una seduta convocata non a Palazzo Minoriti ma nei locali di via Nuova Luce.

Tale scelta, compiuta dal presidente del consiglio, muoveva dalla presunta impossibilità di svolgere la seduta nei locali occupati dai lavoratori ex cesame di cui nessuno, a parte il sottoscritto ed il cons. D’agata, ne conosceva la disponibilità a sgombrare l’aula.

Nella seduta in questione si dibatteva per la terza volta in aula di una delibera inerente dei debiti fuori bilancio della società partecipata Aciambiente.

La proposta di delibera risente di una forzatura di fondo che la commissione bilancio ha subito. Pressioni costanti per portare la delibera in aula in barba alle richieste di allegare certificazioni e documenti fondamentali hanno determinato, udite udite, il ritiro da parte dell’ amministrazione di un atto che la maggioranza stessa ,dopo aver ben compreso anche gli appunti e le critiche mosse dal sottoscritto, non aveva la giusta convinzione politica per votare favorevolmente.

Persino il collegio dei revisori dei conti ne ritirava il parere favorevole precedentemente espresso.

Poi l’elezione dei revisori dei conti che hanno visto protagonisti i sorrisi, gli applausi fuori luogo del centro destra nei confronti del gruppo comunisti-idv i cui consiglieri avrebbero dovuto “spaccare” il fronte di opposizione.

Smentiti dalla votazione, su proposta di un presidente del consiglio poco autorevole agli occhi di del sottoscritto e di tanti colleghi che a verbale più volte ne hanno denunciato i tentativi di ledere le prerogative e il ruolo del consigliere provinciale, si fissava a giovedì 13 il termine per la presentazione degli emendamenti inerenti gli assestamenti di bilancio.

Una data assurda se si considera che martedì 11 era fissata un’altra seduta del consiglio. Si è inteso di fatto ledere profondamente l’essenza democratica di un aula che così facendo non permette a nessuno di espletare il proprio ruolo.

Si arriva a lunedì 17 e proprio sul termine di cui sopra si chiede all’aula un’apertura dei termini.

La votazione finisce 20 a 19 e la proposta non passa.

Ma ci si chiede se la maggioranza c’e’.

Siamo lontani dall’ 80% sancito dalle urne solo 4 mesi fa.

C’e’ da registrare l’incongruenza del presidente del consiglio che vota SI alla riapertura dei termini. Ma non era lui che aveva proposto la data di giovedì?

La tragedia di un centro destra in panne diventa pure farsa e paradosso.

Ma non finisce qui. Innervositi da quanto accaduto i consiglieri di centro destra , a ranghi sparsi, respingono gli emendamenti presentati nei termini che si caratterizzavano per interventi su strade e scuole ovvero sulla uniche competenze utili dell’ Ente.

Poi il voto della delibera finale che viene approvata ma arriva l’ennesimo colpo di scena.

L’ opposizione con contenuti dialetticamente contrapposti ha svolto il suo ruolo e ha istituzionalmente sempre dato prova di senso di responsabilità non abbandonando l’aula. Stavolta anche a causa di precedenti abbandoni polemici (il consigliere Marletta ha abbandonato l’aula in polemica con il solito poco garante presidente del consiglio che ne censurava l’intervento prenotato nell’ ora ispettiva) uscendo dall’ aula abbiamo messo a nudo le crepe del colosso dai piedi d’argilla: la destra non è riuscita a mantenere il numero legale: 22 presenti su un 36 consiglieri eletti (il famoso 80%) sono l’epilogo di una settimana di passione.

Sta al centro sinistra rilanciare una nuova classe politica e azioni amministrative per continuare a dimostrare che sul territorio della provincia di Catania il fallimento delle politiche della destra (non si dimentichi il disastro compiuto da Scapagnini e soci al comune di Catania) hanno generato un consenso drogato da promesse e da una gestione del potere e del sottogoverno fine a se stessa che tiene in posizione di subalternità una popolazione per nulla emancipata dai bisogni primari.

L’emergenza è della democrazia nel suo complesso, i tentativi di gestire la cosa pubblica in modo autoritario e con la complicità degli eletti (si pensi che il presidente della provincia Castiglione non è mai stato se non nella primissima seduta in consiglio provinciale) sono frutto di una distanza che segna il rapporto tra le destre e la realtà sociale del territorio.

Il consigliere provinciale del

PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI

Antonio Tomarchio

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Denuncia: strade provinciali in rovina

Il Consigliere Provinciale Dott. Antonio Tomarchio denuncia lo stato in cui versano le strade provinciali nel territorio di Acireale.

 

Lo stato in cui versano le strade provinciali che interessano il territorio acese contrassegna il livello di abbandono perpetuato in anni e anni di amministrazione del centro destra. Una compagine che ha prima rastrellato i voti e poi voltato le spalle ai cittadini di Acireale e dell’acese.

È proprio dalle condizioni delle strade provinciali che risulta evidente come il governo delle destre, da sempre alla guida della Provincia Regionale di Catania, non abbia realizzato nulla per il benessere e la sicurezza della collettività nel nostro territorio.

Strade in condizioni pietose che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini che le percorrono con qualunque mezzo, sia esso un autoveicolo, peggio ancora una moto o semplicemente a piedi, scuole fatiscenti e inadeguate persino per la normale attività didattica, sono il regalo che la destra tutta, da Forza Italia ad Alleanza Nazionale, passando per il Movimento per l’Autonomia e soci assortiti continuano a elargire.

Sulle scuole in particolare c’e’ da sottolineare come, proprio ad Acireale, la Provincia paga i fitti più alti in assoluto per le aule, e che tali somme finiscono, quasi sempre, in tasca ai soliti noti.

Riguardo alle “Strade Provinciali” si registrano, come al solito, tanti proclami e pochi fatti!

Chi parla di impegni assunti in un’ottica di discontinuità con il passato (leggasi La Sicilia del 16/10/08) da per scontato cose che invece esistono soltanto nelle intenzioni (sempre ammesso che parli in buona fede).

Tale consapevolezza deriva anche dalla risposta dell’Amministrazione ad una mia interrogazione relativa alla SP 2, che collega Acireale e Riposto passando per S. Tecla, Stazzo, Scillichenti, Pozzillo, e che risulta, a mio giudizio, estremamente superficiale e noncurante.

Il Consigliere

Dott. Antonio Tomarchio

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O.d.g. sicurezza sul lavoro e interrogazione SP2 (Santa Tecla)

COMUNICATO STAMPA

Provincia Regionale di CataniaProvincia Regionale di Catania

Gruppo Consiliare “Comunista – IdV”

 

Si riportano, in allegato, i testi integrali dell’Ordine del Giorno sulla sicurezza sul lavoro e dell’interrogazione sulla SP2 (Santa Tecla), presentati dal Consigliere Provinciale Antonio Tomarchio del Gruppo “Comunista – IDV”.

Interrogazione sulla Via Provinciale per Riposto [PDF]

Ordine del Giorno sulla sicurezza sul lavoro [PDF]

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E la consulta provinciale…?

Solo quattro riunioni, poi nessuna notizia. Denuncia dell’inefficienza e dell’abbandono della Consulta Provinciale degli Studenti

La consulta provinciale degli studenti è un organo istituito con legge dello Stato (d.p.r. n. 567 del 1996) con precise funzioni da svolgere quali: a) “assicurare il più ampio confronto fra gli studenti di tutte le scuole di istruzione secondaria superiore della provincia e formulare proposte di intervento che superino la dimensione del singolo istituto”, anche attraverso accordi e intese con il volontariato sociale, la scuola e gli enti locali;

b) “formulare proposte ed esprimere pareri agli uffici scolastici, agli enti locali competenti e agli organi collegiali in questioni attinenti le problematiche studentesche”

c) “collaborare con gli organi dell’amministrazione scolastica e con i centri di informazione e consulenza (…) alla realizzazione di progetti di attività informativa e di consulenza, finalizzati alla prevenzione e cura delle tossicodipendenze e alla lotta contro l’abuso dei farmaci e di altre sostanze”;

d) “istituire, in collaborazione con l’ufficio scolastico locale, uno sportello di informazione” e orientamento;

e) “ promuovere iniziative di carattere transnazionale”;

f) “designare i rappresentanti degli studenti nell’organo di garanzia regionale”.

Queste funzioni avrebbero dovuto essere svolte anche dalla consulta provinciale di Catania, la quale invece, ha eluso in toto i suoi compiti e le sue prerogative. Volendoci soffermare sulle vicende del corrente anno scolastico ci preme sottolineare, per non dire denunciare, il clima di confusione e di irresponsabile mancanza di senso istituzionale in cui si sono svolte le uniche quattro assemblee plenarie convocate.

Dopo l’elezione del presidente e del suo vice in data 14\11\07, nessuno dei punti ai diversi ordini del giorno è stato affrontato seriamente ne tanto meno sviluppato causa continue e isteriche contrapposizioni, scimmiottanti gli schieramenti politici, sterili e controproducenti. Molti dei rappresentanti degli studenti non hanno saputo apprezzare, volti alla miope difesa ad oltranza di pretese posizioni di parte, la fisiologia delle istituzioni democratiche perdendosi così un’importante occasione di partecipazione democratica alla vita della scuola.

In data 12\02\08 causa decadenza del presidente, trasferitosi ad altro istituto, non si è riusciti a procedere ad ulteriori elezioni, come previsto da una circolare ministeriale, per lo scontro verbale, sfociato in una rissa fisica che ha visto fronteggiarsi decine di ragazzi; rissa seguita dall’arrivo dei carabinieri giunti per placare la contesa. Dal 12\02\08 la plenaria della consulta provinciale non si è più riunita né sono pervenute informazioni di sorta dagli uffici competenti.

Terminato il quadro risulta chiaro che gli atteggiamenti sopra stigmatizzati hanno provocato l’inefficienza e l’inoperosità di un organo fondamentale per gli studenti, risorsa coalizzante di possibilità e conoscenze con grave “vulnus” per la democrazia partecipativa. È con profonda delusione che diciamo basta a questa vergogna; c’è solo da sperare che a cominciare dall’anno scolastico venturo, acquisita maggiore consapevolezza e maturità, si sappia far fruttare l’istituzione in discorso, figlia di pluridecennali rivendicazioni studentesche, secondo le regole di una democrazia studentesca.

Paolo Pennisi Guido Grasso

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