Sulla gestione urbanistica del Comune di Acireale

di Michele Barbagallo

Italia Dei Valori denuncia l’operato dell’Amministrazione e del Consiglio Comunale di Acireale in merito alla gestione del Settore Urbanistica, ovvero all’iter del Piano Regolatore Generale che, per ultimo, ha visto mancare il numero legale nella seduta del Consiglio Comunale convocata per ieri, 17 Marzo 2009. Non vorremmo che anche la scaramanzia sia presa a giustificazione per coprire una possibile strategia per la quale l’attuale maggioranza del Consiglio Comunale non avrebbe intenzione di completare l’iter della delibera di presa d’atto dello Strumento Urbanistico, preferendo utilizzare tale argomento, come già altre volte in passato, quale occasione di scambio clientelare in vista delle imminenti elezioni amministrative.
Non è possibile sopportare oltre l’attuale situazione nella quale, a fronte della diffusa incompetenza in materia, alcuni soggetti invece “ragliano”, probabilmente per ottenere una maggiore porzione di “fieno elettorale”. Pertanto, invitiamo il Consiglio Comunale ad un ravvedimento operoso che consenta, prima della chiusura delle attività consiliari, la definizione dell’atto deliberativo.
Abbiamo assistito in questi anni a tanti annunci ad effetto, circa la presunta volontà di trasparenza dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Garozzo ma nella sostanza vi è stata e continua ad esserci una volontà opposta, visto che, ad esempio, l’Ufficio del Piano non è stato ancora costituito, l’istituzione dello Sportello Unico dell’Edilizia è rimasta sulla carta ed i pareri della Commissione Edilizia nonché i pronunciamenti e/o le direttive del Dirigente il Settore non vengono affissi al pubblico e pubblicati sul sito internet del Comune. Che dire poi della Commissione Comunale Edilizia, la quale continua a riunirsi ed emettere i propri pareri nonostante lo stesso organismo consultivo è ad oggi privo di un membro dimessosi già da oltre un mese con motivazioni legate alle evidenti strumentalizzazioni e pressioni subite dalla Commissione medesima.
Per tutto quanto sopra, avuta notizia di attività in corso da parte delle Istituzioni Inquirenti, auspichiamo che venga fatta presto piena luce sui diversi aspetti poco chiari presenti nella gestione della pianificazione e dell’attuazione urbanistica nel territorio comunale.

Michele Barbagallo
(Responsabile cittadino IDV)

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di Michele Barbagallo

Denuncia della “politica del favore” in Acireale da parte di IDV.

COMUNICATO STAMPA

(20/11/2008)

A giudizio di Italia dei Valori, l’illegittimo operato dell’Assessore con delega alla solidarietà sociale, denunciato ieri dal Partito Democratico di Acireale e sostanzialmente ammesso anche dal Sindaco, raffigura un fatto assai grave ma che purtroppo conferma una prassi consolidata e pervasiva adottata dalla politica clientelare esistente nella nostra città. Ovviamente, chiediamo al Sindaco l’adozione di adeguati provvedimenti che, come nel caso dell’Assessore Torrisi, servano a sanzionare le tante degenerazioni presenti nella pubblica amministrazione cittadina.

Italia dei Valori, soltanto due settimane or sono, intervenendo sulla vicenda del Piano Regolatore Generale, aveva chiesto al Sindaco maggiori verifiche sul funzionamento degli uffici comunali e “sull’operato di taluni esponenti politici che li frequentano per interessi estranei ai ruoli istituzionali”. Purtroppo, constatiamo che ad oggi ben poco è stato fatto e che tanti concittadini continuano a rivolgersi a politici e politicanti per ottenere favori. Ciò in sfregio ad ogni criterio di trasparenza amministrativa e di pari opportunità.

Nel denunciare ancora una volta e con forza l’esistenza in Acireale della “politica del favore” ci appelliamo ai responsabili di tutte le forze politiche affinché dalle prossime elezioni amministrative si volti pagina rispetto al passato scegliendo candidature di alto profilo morale ed estranee alla logica del clientelismo.

Michele Barbagallo
(Responsabile IDV Acireale)

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Idv sul Piano Regolatore Generale di Acireale

di Michele Barbagallo

 

 

In merito alle vicende del Piano Regolatore Generale di Acireale, il Sindaco continua ad attuare la sua consueta strategia della disinformazione.

 

 

Peccato che in tutti questi anni non sia stato altrettanto competente e fattivo nel ruolo di Assessore all’Urbanistica!

Fortunatamente, tanti cittadini, liberi professionisti e tecnici che operano nel nostro Comune conoscono bene la realtà dei fatti e sanno che la politica portata avanti dal Sindaco Garozzo è stata quella degli annunci ad effetto ai quali sono seguiti pochi fatti. Per fare soltanto un esempio dei più recenti annunci del Sindaco basta ricordare l’Ufficio del Sistema Informativo Territoriale e lo Sportello Unico dell’Edilizia presentati lo scorso mese di luglio: il primo è allo stato preparatorio ed il secondo è rimasto sulla carta.

Se è vero che il Consiglio Comunale ha gravissime responsabilità in merito ai ritardi per la presa d’atto del P.R.G. (sono trascorsi invano cinque anni!), cosa ha fatto davvero il Sindaco per imporsi sulle logiche clientelari che hanno impedito sino ad oggi tale adempimento?    Come mai ha consentito in tutti questi anni il rilascio delle Concessioni Edilizie e -adesso che i buoi sono scappati dalla stalla- ha condiviso la scelta correttamente imposta dal nuovo Dirigente del settore Urbanistica al Consiglio Comunale per l’adozione della presa d’atto?   E’ evidente che l’alleanza politica presentata in questi giorni in previsione delle prossime elezioni comunali -al di là di ogni ipocrisia- rappresenta la dimostrazione del prezzo pagato e che dovrà continuare a pagare la nostra città nei diversi settori ed in primis nel settore della pianificazione territoriale.

L’Italia dei Valori, nel denunciare le responsabilità per la mancata istituzione dell’Ufficio del Piano, Ufficio che avrebbe potuto preparare  una ipotesi di Variante sulla quale chiedere il confronto alla città prima della scadenza dei vincoli, invita il Sindaco ad un maggiore impegno amministrativo con la costante presenza negli uffici ovvero con maggiori verifiche sul funzionamento degli stessi e sull’operato di taluni esponenti politici che li frequentano per interessi estranei  ai ruoli istituzionali.

Dott. Geom. Michele Barbagallo

(Responsabile IDV Acireale)

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Interrogazione in merito ai lavori di pavimentazione in basolato lavico

Il Dott. Geom. Michele Barbagallo formula un’interrogazione al Sindaco e alla pubblica amministrazione in merito ai prossimi lavori di ripavimentazione di Piazza Duomo.

Acireale, 26/09/2008

Al Sindaco Avv. Antonino Garozzo

All’Assessore ai Lavori Pubblici Sig. Salvatore Licciardello

Al Difensore Civico Avv.  Orazio Arcidiacono

Alla Commissione Consiliare LL.PP.

All’Assessorato Regionale dei Lavori Pubblici

Dipartimento Lavori Pubblici, Politiche Urbane e Abitative
Via Leonardo da Vinci, 161
90145 PALERMO

Al Dirigente della Soprintendenza BB.CC.AA. di Catania

Arch. Gesualdo Campo
Via Luigi Sturzo 80
95131 CATANIA

Oggetto:

Interrogazione formulata ai sensi dell’art. 6, comma 5, dello Statuto Comunale

Di Acireale in merito alla prossima esecuzione dei “LAVORI DI RIPAVIMENTAZIONE DI PIAZZA DUOMO” ed alle irregolarità e difformità presenti nei “LAVORI DI  RECUPERO E RIPRISTINO DELLE PAVIMENTAZIONI IN BASOLATO LAVICO DELLE STRADE E DELLE PIAZZE DEL CENTRO STORICO DI ACIREALE” finanziati dal PIT n.30 ACI.

Il Sottoscritto Dott. Geom. Michele Barbagallo, residente in Acireale -Corso Italia n.70-  nella qualità di Referente Cittadino di ITALIA DEI VALORI , ai sensi dell’art. 6, comma 5, dello Statuto Comunale, formula al Signor Sindaco di Acireale la presente interrogazione con richiesta di risposta scritta, invitando nel contempo il Difensore Civico, l’Assessorato Regionale dei Lavori Pubblici e la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania ad attivarsi per quanto di propria competenza.

Considerato che:

- a breve, avranno inizio i lavori di riqualificazione di Piazza Duomo secondo il  progetto redatto da valenti professionisti acesi, con la supervisione dell’Arch. Paolo Portoghesi;

- tali lavori prevedono il rifacimento artistico della pavimentazione con mattonelle in pietra lavica e pietra bianca di Comiso, in un contesto urbano unico ed irripetibile in quanto a valenza storica ed architettonica (un contesto che è stato richiesto possa entrare a far parte dei beni dichiarati dall’UNESCO quali patrimonio dell’umanità);

- la notizia circa l’approssimarsi di tali lavori, se da un lato è da accogliere con estrema soddisfazione, dall’altro non può che creare gravi apprensioni circa la futura, corretta, esecuzione dei lavori medesimi. Tale preoccupazione nasce dalla consapevolezza che in piazza Duomo non dovrà essere assolutamente consentito alcun errore, né di natura progettuale, né tantomeno nell’esecuzione dei lavori.

Considerato quanto sopra ed alla luce dei più recenti “insulti” subiti dal patrimonio urbano della nostra Città, si ritiene doveroso evidenziare alla Pubblica Amministrazione – ed a quanti altri a vario titolo competenti- i possibili rischi conseguenti alla prossima esecuzione di tali lavori in Piazza Duomo. Rischi potenzialmente derivanti dalla carente sorveglianza della Direzione dei Lavori, del Responsabile Unico del Procedimento nonché dei Collaudatori in corso d’opera, come nel caso dei lavori di recupero e ripristino delle pavimentazioni in basolato lavico da poco effettuati nelle vie e nelle piazze del centro storico. Infatti,  nell’ambito di tali lavori (finanziati dal PIT n.30 ACI) il cui progetto ammontava ad €.5.735.212,55 sono state eseguite opere che -sotto il profilo tecnico- possono dichiararsi eseguite non a perfetta regola d’arte e difformi dal progetto.

Soltanto per citarle sommariamente, di seguito si elencano alcune delle irregolarità e delle difformità presenti in due delle suddette opere:

1) Villa Garibaldi – La pavimentazione in pietra bianca di Modica dei due viali principali è stata eseguita con l’utilizzo di  lastre bocciardate non certamente di 1a scelta, come previsto dal progetto, ma di scadente qualità, eccessivamente porose e piene di imperfezioni.  Tali lastre, malamente lavorate, sono state poste in opera con spazi tra le connessure irregolari e che superano i cinque millimetri previsti dal progetto (spazi che non sono stati sigillati con i previsti materiali plastici).

La parte più “oscena” di pavimentazione realizzata è quella posta a raggiera attorno al monumento ai caduti; essa evidenzia la scadente qualità e lavorazione della pietra bianca e l’imperizia della manodopera nel collocare i conci trapezoidali. Inoltre, appare evidente la responsabilità della D.L. e del R.U.P. che, oltre alla mancata sorveglianza durante l’esecuzione, hanno previsto in sede di variante tale soluzione; una soluzione di per sé erronea poiché sarebbe stata certamente più opportuna e decorosa la disposizione ad intreccio dei conci trapezoidali e la loro posa a coltello.

Va poi considerato che il progetto prevedeva la pavimentazione dei viali con basole in pietra di modica 1a scelta (40×40 cm.), spessore 16-20 cm , lavorate a puntillo fine, mentre con la perizia di variante e suppletiva redatta il 14/03/2008 ed approvata dal R.U.P. il 02/04/2008 si è scelto di utilizzare lastre di cm. 40×40 dello spessore di 8 cm. bocciardate. A fronte di tale variazione, il relativo prezzo unitario di € 136,00/mq. è stato ridotto soltanto di -0,11 €/mq.!

2) Corso Umberto – La ripavimentazione dei marciapiedi era prevista in progetto con l’utilizzo di  basole di pietra lavica di 1a scelta da cm. 20×30 dello spessore di cm. 5 lavorate a puntillo fine. Invece, a seguito della perizia di variante e suppletiva precedentemente menzionata (redatta quando oltre la metà dei marciapiedi erano già stati pavimentati), sono state collocate delle lastre segate di pietra lavica di 1a scelta da cm. 20×30 dello spessore di cm. 5 lavorate a puntillo medio. A fronte di tale variazione, il relativo prezzo unitario di € 116,00/mq. è stato aumentato di ben 8,16 €/mq. !     Ma ciò che si contesta non è soltanto un problema di natura economica, ovvero i maggiori costi a fronte dei maggiori disagi causati alla collettività. Né, tantomeno, si tratta di una questione di carattere meramente estetica, seppur sia indubbio che il porfido preesistente creava un gradevole gioco cromatico risaltando sui cordoli ed il basolato lavico della sede viaria. Si contesta la scelta di utilizzare per i marciapiedi di corso Umberto le lastre lavorate a puntillo medio. Perché, ad esempio, per i marciapiedi di piazza L.Vigo sono state utilizzate (correttamente) quelle lavorate a puntillo fine e, addirittura, nei marciapiedi di Via Caronda sono state collocate lastre bocciardate? In queste scelte c’è una stridente incoerenza con la tradizionale pavimentazione dei marciapiedi del centro storico. Difatti, l’aspetto più eclatante è che la lavorazione a puntillo medio ha  creato un piano di  calpestio dei marciapiedi di Corso Umberto assolutamente disagevole per il transito dei pedoni ma ancor prima estraneo alla tradizionale pavimentazione in pietra lavica presente nel centro storico di Acireale ed in tutti gli altri centri storici del circondario.

Tuttavia, ancor prima ancora che alle signore, le quali (e non soltanto loro) preferiscono camminare in fila indiana lungo i cordoli di corso Umberto…, occorre considerare il profondo disagio creato a quanti hanno difficoltà nella deambulazione.

In tale senso, la normativa in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, ed in particolare il D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503 , prevede espressamente che gli elementi costituenti la pavimentazione dei marciapiedi “devono presentare giunture inferiori a 5 mm, stilate con materiali durevoli, essere piani con eventuali risalti di spessore non superiore a mm 2.” . Ma né la Direzione dei Lavori e né il Responsabile Unico del Procedimento hanno posto attenzione a tale prescrizione discendente dal buon senso, prima ancora che dalla legge! Con il risultato finale di una pavimentazione fuori norma che andrebbe al più presto sostituita.

Considerato tutto quanto sopra e al fine di evitare che possa ripetersi per la ripavimentazione di Piazza Duomo quanto accaduto per la Villa Garibaldi e il Corso Umberto, si chiede di conoscere quali provvedimenti intenda assumere l’Amministrazione Comunale affinché:

1) venga garantita l’esecuzione dei lavori di Piazza Duomo a perfetta regola d’arte;

2) vengano accertate e sanzionate le eventuali responsabilità di quanti hanno avuto il compito di dirigere e sorvegliare l’esecuzione dei lavori di riqualificazione del centro storico;

3) vengano quantificati i danni ed apprestati i lavori necessari per ripristinare a perfetta regola d’arte le opere eseguite in difformità e/o arbitrariamente variate ed in particolare la pavimentazione di Villa Garibaldi e dei marciapiedi di Corso Umberto.

In attesa di riscontro scritto alla presente interrogazione, si inviano deferenti saluti.

Dott. Geom. Michele Barbagallo  (Responsabile IDV Acireale)

IDV – ACIREALE

Corso Italia, 70   -  Tel/Fax 0957650109 – Cell.  3478775368

e-mail: dipietro.acireale@katamail.com

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Gestione urbanistica del Comune

Il Partito Democratico considera il Sindaco Garozzo, anche nella Sua qualità di assessore al ramo, come il principale responsabile del degrado urbanistico della Città verificatosi in questi anni, che ha determinato conseguenze disastrose sul nostro territorio.

 

La gestione dell’attività urbanistica della nostra Città è stata tutta orientata a favorire l’uso del territorio a scopi prevalentemente edificatori, a discapito dell’interesse collettivo; nessuna attenzione è stata riservata alla necessità di incrementare gli spazi pubblici: le aree a verde ed a parcheggi, i servizi collettivi; ne risulta una città sempre meno vivibile, con un centro storico ancora significativo, ma accerchiato da quartieri dormitorio, zone degradate, frazioni violentate ed abbandonate, soprattutto i nostri borghi marini.

 

L’Amministrazione non è riuscita a impostare una gestione del territorio mirante a garantire uno sviluppo equilibrato. Un mosaico di singoli casi e nessuna idea di un modello di sviluppo da perseguire, di vocazione del territorio da assecondare, di interventi infrastrutturali a supporto. Nessuno degli strumenti attuativi del PRG risulta essere stato attivato dall’Amministrazione, né ve ne è la previsione (a parte qualche programma attivato su iniziativa di organizzazioni di categoria): non i piani previsti nella fascia costiera, né i piani di recupero, né quelli relativi alle zone commerciali né altri piani attuativi sono stati promossi dall’Amministrazione in questi anni di vigenza del P.R.G..
Lo stesso piano strategico “del paesaggio” rimane sulla carta ed i suoi contenuti risultano astratti se non in aperta contraddizione con la gestione e il quotidiano operato della Amministrazione.
Ci si approssima peraltro alla data di scadenza dei vincoli urbanistici  senza nessuna prospettiva condivisa sul da farsi;
Ma non vogliamo lanciare accuse generiche. Le valutazioni sopra riportate sono frutto di un’attività amministrativa che denunciamo sia perché da noi non condivisa sia perché spesso viziata da istruttorie carenti e di discutibile legittimità.

•    Attuazione del PRG nelle zone “B” e “C”
L’Amministrazione ha operato in violazione delle norme che disciplinano l’approvazione dello strumento urbanistico; avrebbe infatti dovuto pronunciarsi, disponendo le opportune verifiche, su tutte le zone divenute “B” a seguito di osservazioni, soprattutto dove erano prima previste aree di uso pubblico (scuole, verde, piazze ecc.).
Nessuna verifica è stata invece operata dall’Amministrazione e,  circostanza assai più grave,  è che la classificazione delle varie zone “B” nelle sottozone (B1, B1A, B4) cui afferiscono parametri edilizi diversi  (indici di cubatura, altezze degli edifici, rapporto di copertura ecc.) non è supportata dai necessari accertamenti dell’Ufficio nè trova riscontro in alcun provvedimento del Consiglio Comunale “unico organo competente ad imprimere una specifica vocazione edificatoria ai suoli” (TAR Catania 21/06/2007 vedi all.1).
Tale decisione del TAR, confermata con ordinanza del C.G.A. (all.2), evidenzia un “vizio” nell’operato dell’Ufficio urbanistica con la spoliazione dei poteri del Consiglio Comunale da parte dell’Ufficio stesso e dell’Amministrazione. Si allega un elenco delle Concessioni edilizie rilasciate nelle zone B oggetto di osservazioni accolte alla data del 24/05/2007 (all.3).

Occorre peraltro rilevare che, se pure le aree oggetto delle osservazioni verificano i parametri richiesti dalla norma (D.M. 1444/68), ciò non comporta automaticamente la loro edificabilità ai fini residenziali in quanto la stessa norma impone il reperimento delle aree per attrezzature pubbliche (verde, parcheggi, scuole, ecc.) negli stessi ambiti territoriali.

Ne risulta uno squilibrio negli standards urbanistici dovuto sia ai nuovi abitanti insediati, sia alla sottrazione di aree di uso pubblico divenute edificabili a seguito l’accoglimento delle osservazioni.

E’ da evidenziare peraltro che il rilascio delle singole concessioni edilizie in zona “B” secondo la L.R. 71/78 può avvenire solo in presenza delle opere di urbanizzazione primaria e quando risultino previste dal PRG quelle di urbanizzazione secondaria; nelle rimanenti aree l’edificazione resta subordinata alla preventiva approvazione di piani di lottizzazione.
Dato che le zone B in questione sono state aggiunte a quelle previste dal PRG con l’accoglimento delle osservazioni, le corrispondenti aree per urbanizzazioni secondarie non risultano previste dal PRG, ma anzi sono state ridotte in quanto aree per servizi sono divenute edificabili; pertanto in questa fattispecie si doveva procedere alla redazione dei piani di lottizzazione. Invece l’Amministrazione ha rilasciato singole concessioni edilizie anche per interventi su aree di notevole estensione divenute edificabili (zone B) a seguito l’accoglimento di osservazioni e in aree prive perfino delle urbanizzazioni primarie (vedi C.E. n. 53 del 13/07/2006 che prevede la realizzazione della strada di accesso al complesso edilizio a scomputo delle opere di urbanizzazione primaria all.3).
Tali insediamenti non prevedono dunque nessuna area di  verde o parcheggio pubblico da cedere al comune a favore delle aree edificabili (vedi ad esempio, oltre alla già citata C.E. la concessione edilizia n.10 del 09/03/2006 rilasciata in Via Kennedy all.5 e  la C.E. di cui alla pratica urbix 83/06 rilasciata in Via Cervo). Tale ultima pratica fu oggetto di puntuali contestazioni da parte di componenti la Commissione Comunale edilizia che non hanno avuto ad oggi alcun seguito (si allega verbale della C.C.E.  all.6).

Da una analisi non esaustiva tendente a verificare le volumetrie scaturenti dalla edificazione nelle zone B oggetto di osservazioni accolte, si trae che, nel solo centro urbano le nuove zone B presentano una superficie di circa 46.000mq di cui  16.332mq relativi  ad aree prima destinate a standards (relazione del progettista prot. 14345 del 20/03/2006). Pertanto applicando gli indici relativi i nuovi volumi previste sono di 184.000mc corrispondenti a n.1840 abitanti; Si registra così un deficit di aree destinate a servizi pari a circa 50.000 mq (16332mq + 18mq/ab*1.840 ab= 49.452 mq corrispondente a circa 1mq per ogni abitante di Acireale).

Non v’è dubbio che tale tipo di gestione ha tenuto conto esclusivamente dell’interesse privato a discapito dell’interesse collettivo, ha consentito la realizzazione delle massime volumetrie possibili, ha creato ulteriori squilibri nel rapporto fra abitanti e servizi presenti sul territorio, presenta dubbi profili di legittimità di cui sia gli uffici, per gli aspetti gestionali, che l’Amministrazione per gli aspetti politici legati alla mancata tutela degli interessi collettivi portano la responsabilità.

Anche nella  gestione della attuazione del PRG relativamente alle zone “C” di espansione emerge con evidenza il disinteresse dell’Amministrazione per il rispetto del corretto rapporto fra abitanti da insediare e aree per servizi collettivi;
Il Consiglio Comunale, dopo alterne vicende, ha nuovamente all’esame un progetto di lottizzazione proposto da privati e in precedenza favorevolmente istruito dall’Ufficio (Colle dei Pioppi). Tale piano di lottizzazione manifestamente privilegia l’interesse privato calpestando il diritto dei cittadini ad una Città vivibile e dotata delle aree a servizi pubblici previste dalla legge e dal PRG (viene ridotto il verde pubblico da cedere al comune a favore di aree edificabili).
Confidiamo che, sulla base delle motivazioni espresse in Consiglio comunale dal Gruppo Consiliare del P.D., gli uffici provvedano ad un nuovo, sereno ed obiettivo esame del piano di lottizzazione, che riporti la proposta progettuale nei limiti consentiti dalla legge e dal PRG.

•    Sportello Unico per le attività produttive

Dall’esame delle carenze istruttorie emerse si riscontra l’arbitrario esercizio del potere gestionale operato attraverso il SUAP nell’esame di progetti di grande impatto.
Il risultato è il rilascio di concessioni edilizie che difettano con ogni evidenza dei presupposti voluti dalla legge e dallo strumento urbanistico.
Per di più sono stati presi in esame progetti carenti anche dal punto di vista formale e sono state omesse verifiche dei presupposti indispensabili al rilascio dell’atto concessorio.
Ed infatti in alcuni casi più eclatanti il TAR ha sospeso le concessioni edilizie caparbiamente difese dall’Amministrazione in sede giudiziaria costringendo infine il Comune ad avviare un procedimento di annullamento del provvedimento prot. 6709 del 31.01.2008 ( vedi C.E. n. 33 del 24/03/2005 all.7).

•    Patto delle Aci
Il Patto delle Aci nasceva come strumento di programmazione negoziata fondato sulla condivisione delle scelte ed il metodo della concertazione di linee di sviluppo su vocazioni del territorio preventivamente individuate nell’ambito di un’area omogenea sovracomunale. Su tali linee di principio gli imprenditori sono stati invitati a presentare progetti di iniziative economiche coerenti e tali iniziative, previa una verifica di coerenza con le linee di sviluppo e di capacità economica, sono state approvate.
A patto approvato, sulle iniziative finanziate  è sorto un “mercato” costituito dalla cessione della titolarità delle aziende beneficiarie dei finanziamenti, connesso ad un commercio di aree con destinazione agricola, determinato dalla possibilità di delocalizzazione degli interventi. Tali incontrollati sviluppi mettono a rischio l’assetto del piano sovra comunale degli interventi  infatti:
-    Manca una valutazione complessiva sul mantenimento delle condizioni territoriali originarie che hanno determinato l’approvazione del  Patto, decisione spettante all’Assemblea di Patto; Il territorio infatti non è neutro rispetto alle iniziative previste,  che a causa del loro impatto ambientale ed urbanistico provocano conseguenze infrastrutturali non secondarie  che comunque richiedono una preventiva attenta valutazione;
-    Risulta evidente che delocalizzazzioni non coerentemente valutate ed approvate sono frutto di comportamenti miranti solo a operazioni di speculazione fondiaria in aperta e stridente contraddizione con i principi stessi del Patto territoriale e rischiano addirittura di comprometterne gli esiti. Il semplice spostamento  della localizzazione di una iniziativa da un’area non vincolata ad una vincolata paesaggisticamente, costituisce esempio delle dette contraddizioni e di come la stessa idea posta a base del modello di sviluppo possa essere inficiata da una gestione dissennata, superficiale ed arbitraria ( vedi ad esempio la C.E. n.121 del 21/12/2007 per un Hotel a S.M. Delle Grazie che dovrebbe sorgere ad est della SS. 114);
-    E’ mancata in questi anni una responsabile e coerente politica di gestione del territorio da parte dell’Amministrazione, che non ha espresso indirizzi vincolanti per le attività gestionali trincerandosi dietro  una gestione burocratica delle procedure. Viceversa un’ampia e responsabile visione delle potenzialità del territorio e della sostenibilità degli interventi avrebbe dovuto condurre alla definizione di precise direttive miranti anche alla individuazione di tipologie di intervento compatibili.  A titolo di esempio un intervento turistico ricettivo non necessariamente deve essere realizzato con la tipologie a villetta che, oltre all’eccessivo consumo di territorio, desta perplessità e dubbi anche sulla effettiva destinazione d’uso degli immobili realizzati (Vedi insediamento in corso di costruzione a Balatelle) ovvero un edificio a cinque elevazioni fuori terra nella zona di Capo Mulini a sud della SS 114 risulta del tutto fuori luogo);

-    Si rileva infine che si è affermata negli ultimi anni una gestione, verticistica e superficiale , che ha visto un continuo svuotamento delle attribuzioni degli organismi decisionali (Assemblea del patto) che ha portato a smarrire la visione d’insieme riducendosi alla rincorsa di particolarismi; non vorremmo che anche l’uso delle eventuali economie da destinare ad infrastrutture dovessero essere gestite in tale chiave.
•    Edilizia residenziale pubblica
Nessuna attenzione è stata posta alle problematiche relative alla edilizia residenziale pubblica, in considerazione del fatto che le aree all’uopo previste nel PRG risultano di fatto già saturate a pochi anni dalla sua approvazione. Occorrono precisi atti di indirizzo e una regolamentazione sulla assegnazione delle aree per evitare pressioni speculative su aree agricole ed interventi al di fuori di qualsiasi programmazione.
•    Interventi edilizi in verde agricolo
Le norme del PRG consentono l’edificazione in verde agricolo  per la realizzazione di residenze (0,03 mc/mq) e magazzini agricoli (0,04 mq/mq); sempre più spesso si assiste all’utilizzo improprio di fabbricati pseudo rurali per edilizia residenziale di pregio (ville). Ciò sta portando di fatto ad una improvvida lottizzazione delle aree agricole con scopi edilizi tipici delle zone di espansione scavalcando perfino il pagamento degli oneri concessori previsti per l’edilizia residenziale. Provvedono gli uffici alla verifica della effettiva destinazione d’uso dei volumi autorizzati come fabbricati rurali? ( Vedi edifici realizzati a S. M. Delle Grazie ad est della SS. 114).
•    LE PROPOSTE DEL PARTITO DEMOCRATICO
L’Amministrazione deve preliminarmente provvedere a quantificare l’incremento di abitanti insediati a seguito l’accoglimento delle osservazioni, ed a quantificare il fabbisogno di nuove aree da destinare a verde, parcheggi, scuole, attrezzature religiose, culturali e sanitarie per il raggiungimento dei minimi di legge.
Deve essere restituito ai cittadini ciò di cui ad oggi sono stati privati.
Nel momento in cui il Sindaco-Assessore non è stato in grado di garantire la tutela degli interessi collettivi dei cittadini acesi, un corretto e sostenibile sviluppo del nostro territorio, è attraverso la vigile partecipazione delle rappresentanze della Città che passa una fase di controllo ed un’inversione di tendenza nella gestione urbanistica.
Proponiamo in tal senso che vengano utilizzati gli strumenti di partecipazione previsti dallo Statuto come l’Istruttoria pubblica (art.15) per la formazione degli atti amministrativi e normativi riguardanti la gestione urbanistica , la istituzione di un forum permanente sulle citate problematiche al fine di consentire la più ampia possibilità di esprimersi sulle scelte che riguardano la Città.
Occorre voltare pagina, occorrono scelte condivise.
Il Sindaco smetta l’atteggiamento improntato alla ostinata difesa di procedure discutibili e scelte disastrose, accolga i nostri rilievi come seri e fondati e la nostra proposta di un fase di apertura nei confronti della Città e delle sue articolazioni sociali, economiche e politiche.

Partito Democratico Acireale, 26 luglio 2008

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In quattro anni di amministrazione GAROZZO, nella doppia qualità di SINDACO e ASSESSORE ALL’URBANISTICA:

• sono diventate edificabili nuove aree a seguito dell’accoglimento di osservazioni da parte dell’Assessorato regionale, senza che siano stati previsti i corrispondenti spazi di Interesse Comune: sono state quindi SOTTRATTE ALLA CITTA’ AREE DESTINATE A PARCHEGGIO, A VERDE PUBBLICO, ALL’ISTRUZIONE, ALLA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE RELIGIOSE, CULTURALI, SOCIALI, SANITARIE;
• l’Ufficio urbanistica, sotto la guida dell’Assessore-Sindaco Garozzo, ha rilasciato concessioni edilizie nelle aree sopra citate sfuggendo alla preventiva decisione del Consiglio Comunale che avrebbe dovuto assegnare i relativi indici di cubatura e, in alcune zone di notevole estensione, senza i piani di lottizzazione dovuti per legge;
• attraverso lo Sportello Unico sono state rilasciate concessioni edilizie, alcune delle quali successivamente sospese dal Tribunale Amministrativo; è stato inoltre consentito lo spostamento di costruzioni riguardanti iniziative imprenditoriali da una parte all’altra del territorio acese, anche in zone di pregio paesaggistico, favorendo un mercato di aree agricole poi utilizzate a scopi edificatori.

Per tali motivi, DENUNCIAMO

• i gravi danni che l’Amministrazione Garozzo sta procurando alla città;
• l’aumento di volumi edificati rispetto a quanto previsto dalla legge e dallo stesso P.R.G.;
• la mancata realizzazione di nuove aree verdi ed attrezzature pubbliche spettanti agli acesi;
• gli indiscriminati interventi in verde agricolo;
• lo sfregio di preziose zone paesaggistiche del nostro territorio;
• l’arbitraria spoliazione delle competenze del Consiglio Comunale.

CONSIDERIAMO IL SINDACO GAROZZO RESPONSABILE DI UNA GESTIONE CHE TUTELA GLI INTERESSI DI POCHI A DANNO DEL BENE DI TUTTI

CHIEDIAMO

a tutti gli acesi di ritrovare l’orgoglio per questa città, sostenendo con convinzione la nostra campagna per:

• farci restituire i nuovi parcheggi e le nuove aree destinare a verde pubblico, all’istruzione, alla costruzione di strutture religiose, culturali, sociali, sanitarie, di cui sono stati ad oggi privati i nostri figli;
• ottenere una riorganizzazione degli uffici competenti che assicuri più trasparenza ai cittadini;
• accertare le responsabilità politiche e amministrative riguardo ai gravi atti da noi denunciati.

Il Partito Democratico

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