Interrogazione sulla provinciale via Barbagallo

di Antonio Tomarchio

Il Consigliere Provinciale Antonio Tomarchio presenta un’interrogazione sulla viabilità e sulla sicurezza della strade provinciali dell’acese e in particolare di via Barbagallo.

Provincia regionale di catania

Il Consigliere Provinciale

Antonio Tomarchio

Al Sig. Presidente della Provincia Regionale di Catania

On. Giuseppe Castiglione

Oggetto: Interrogazione sulla strada provinciale di Acireale via Barbagallo.

Premesso che

  • La via Vincenzo Barbagallo di Acireale è una arteria che ricade per un tratto nel territorio della frazione di Piano d’Api ed è una strada che ricade sotto la gestione della Provincia Regionale di Catania.
  • Lungo questa importante arteria densamente abitata mancano le segnaletiche orizzontali; la carreggiata non è abbastanza ampia e soprattutto a ridosso dell’abitato di Piano d’Api sono presenti numerose curve a gomito che rendono difficile la visuale agli automobilisti.
  • La strada viene ad essere utilizzata come via di accesso ad Acireale dalle località pedemontane, necessita quindi di interventi di scerbatura.
  • Non solo su questa arteria, ma un po’ tutte le strade di competenza provinciali presenti nell’area acese sono in condizioni di forte precarietà

Considerato che

  • Per quanto esposto in premessa, per la strada in oggetto si reputano estremamente necessari interventi di manutenzione continua per rendere il traffico più fluido, e soprattutto per garantire l’incolumità delle persone e dei veicoli
  • La Provincia Regionale di Catania è responsabile della sicurezza sulle strade provinciali
  • Per la sicurezza dei cittadini e nell’interesse dell’Ente è opportuno intervenire in merito.

Ciò considerato il sottoscritto interroga la S.V. per conoscere:

quali sono i tempi di intervento in merito a quanto esposto.

Catania,

Il Consigliere

Dott. Antonio Tomarchio

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Interrogazione in merito ai lavori di pavimentazione in basolato lavico

Il Dott. Geom. Michele Barbagallo formula un’interrogazione al Sindaco e alla pubblica amministrazione in merito ai prossimi lavori di ripavimentazione di Piazza Duomo.

Acireale, 26/09/2008

Al Sindaco Avv. Antonino Garozzo

All’Assessore ai Lavori Pubblici Sig. Salvatore Licciardello

Al Difensore Civico Avv.  Orazio Arcidiacono

Alla Commissione Consiliare LL.PP.

All’Assessorato Regionale dei Lavori Pubblici

Dipartimento Lavori Pubblici, Politiche Urbane e Abitative
Via Leonardo da Vinci, 161
90145 PALERMO

Al Dirigente della Soprintendenza BB.CC.AA. di Catania

Arch. Gesualdo Campo
Via Luigi Sturzo 80
95131 CATANIA

Oggetto:

Interrogazione formulata ai sensi dell’art. 6, comma 5, dello Statuto Comunale

Di Acireale in merito alla prossima esecuzione dei “LAVORI DI RIPAVIMENTAZIONE DI PIAZZA DUOMO” ed alle irregolarità e difformità presenti nei “LAVORI DI  RECUPERO E RIPRISTINO DELLE PAVIMENTAZIONI IN BASOLATO LAVICO DELLE STRADE E DELLE PIAZZE DEL CENTRO STORICO DI ACIREALE” finanziati dal PIT n.30 ACI.

Il Sottoscritto Dott. Geom. Michele Barbagallo, residente in Acireale -Corso Italia n.70-  nella qualità di Referente Cittadino di ITALIA DEI VALORI , ai sensi dell’art. 6, comma 5, dello Statuto Comunale, formula al Signor Sindaco di Acireale la presente interrogazione con richiesta di risposta scritta, invitando nel contempo il Difensore Civico, l’Assessorato Regionale dei Lavori Pubblici e la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Catania ad attivarsi per quanto di propria competenza.

Considerato che:

- a breve, avranno inizio i lavori di riqualificazione di Piazza Duomo secondo il  progetto redatto da valenti professionisti acesi, con la supervisione dell’Arch. Paolo Portoghesi;

- tali lavori prevedono il rifacimento artistico della pavimentazione con mattonelle in pietra lavica e pietra bianca di Comiso, in un contesto urbano unico ed irripetibile in quanto a valenza storica ed architettonica (un contesto che è stato richiesto possa entrare a far parte dei beni dichiarati dall’UNESCO quali patrimonio dell’umanità);

- la notizia circa l’approssimarsi di tali lavori, se da un lato è da accogliere con estrema soddisfazione, dall’altro non può che creare gravi apprensioni circa la futura, corretta, esecuzione dei lavori medesimi. Tale preoccupazione nasce dalla consapevolezza che in piazza Duomo non dovrà essere assolutamente consentito alcun errore, né di natura progettuale, né tantomeno nell’esecuzione dei lavori.

Considerato quanto sopra ed alla luce dei più recenti “insulti” subiti dal patrimonio urbano della nostra Città, si ritiene doveroso evidenziare alla Pubblica Amministrazione – ed a quanti altri a vario titolo competenti- i possibili rischi conseguenti alla prossima esecuzione di tali lavori in Piazza Duomo. Rischi potenzialmente derivanti dalla carente sorveglianza della Direzione dei Lavori, del Responsabile Unico del Procedimento nonché dei Collaudatori in corso d’opera, come nel caso dei lavori di recupero e ripristino delle pavimentazioni in basolato lavico da poco effettuati nelle vie e nelle piazze del centro storico. Infatti,  nell’ambito di tali lavori (finanziati dal PIT n.30 ACI) il cui progetto ammontava ad €.5.735.212,55 sono state eseguite opere che -sotto il profilo tecnico- possono dichiararsi eseguite non a perfetta regola d’arte e difformi dal progetto.

Soltanto per citarle sommariamente, di seguito si elencano alcune delle irregolarità e delle difformità presenti in due delle suddette opere:

1) Villa Garibaldi – La pavimentazione in pietra bianca di Modica dei due viali principali è stata eseguita con l’utilizzo di  lastre bocciardate non certamente di 1a scelta, come previsto dal progetto, ma di scadente qualità, eccessivamente porose e piene di imperfezioni.  Tali lastre, malamente lavorate, sono state poste in opera con spazi tra le connessure irregolari e che superano i cinque millimetri previsti dal progetto (spazi che non sono stati sigillati con i previsti materiali plastici).

La parte più “oscena” di pavimentazione realizzata è quella posta a raggiera attorno al monumento ai caduti; essa evidenzia la scadente qualità e lavorazione della pietra bianca e l’imperizia della manodopera nel collocare i conci trapezoidali. Inoltre, appare evidente la responsabilità della D.L. e del R.U.P. che, oltre alla mancata sorveglianza durante l’esecuzione, hanno previsto in sede di variante tale soluzione; una soluzione di per sé erronea poiché sarebbe stata certamente più opportuna e decorosa la disposizione ad intreccio dei conci trapezoidali e la loro posa a coltello.

Va poi considerato che il progetto prevedeva la pavimentazione dei viali con basole in pietra di modica 1a scelta (40×40 cm.), spessore 16-20 cm , lavorate a puntillo fine, mentre con la perizia di variante e suppletiva redatta il 14/03/2008 ed approvata dal R.U.P. il 02/04/2008 si è scelto di utilizzare lastre di cm. 40×40 dello spessore di 8 cm. bocciardate. A fronte di tale variazione, il relativo prezzo unitario di € 136,00/mq. è stato ridotto soltanto di -0,11 €/mq.!

2) Corso Umberto – La ripavimentazione dei marciapiedi era prevista in progetto con l’utilizzo di  basole di pietra lavica di 1a scelta da cm. 20×30 dello spessore di cm. 5 lavorate a puntillo fine. Invece, a seguito della perizia di variante e suppletiva precedentemente menzionata (redatta quando oltre la metà dei marciapiedi erano già stati pavimentati), sono state collocate delle lastre segate di pietra lavica di 1a scelta da cm. 20×30 dello spessore di cm. 5 lavorate a puntillo medio. A fronte di tale variazione, il relativo prezzo unitario di € 116,00/mq. è stato aumentato di ben 8,16 €/mq. !     Ma ciò che si contesta non è soltanto un problema di natura economica, ovvero i maggiori costi a fronte dei maggiori disagi causati alla collettività. Né, tantomeno, si tratta di una questione di carattere meramente estetica, seppur sia indubbio che il porfido preesistente creava un gradevole gioco cromatico risaltando sui cordoli ed il basolato lavico della sede viaria. Si contesta la scelta di utilizzare per i marciapiedi di corso Umberto le lastre lavorate a puntillo medio. Perché, ad esempio, per i marciapiedi di piazza L.Vigo sono state utilizzate (correttamente) quelle lavorate a puntillo fine e, addirittura, nei marciapiedi di Via Caronda sono state collocate lastre bocciardate? In queste scelte c’è una stridente incoerenza con la tradizionale pavimentazione dei marciapiedi del centro storico. Difatti, l’aspetto più eclatante è che la lavorazione a puntillo medio ha  creato un piano di  calpestio dei marciapiedi di Corso Umberto assolutamente disagevole per il transito dei pedoni ma ancor prima estraneo alla tradizionale pavimentazione in pietra lavica presente nel centro storico di Acireale ed in tutti gli altri centri storici del circondario.

Tuttavia, ancor prima ancora che alle signore, le quali (e non soltanto loro) preferiscono camminare in fila indiana lungo i cordoli di corso Umberto…, occorre considerare il profondo disagio creato a quanti hanno difficoltà nella deambulazione.

In tale senso, la normativa in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, ed in particolare il D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503 , prevede espressamente che gli elementi costituenti la pavimentazione dei marciapiedi “devono presentare giunture inferiori a 5 mm, stilate con materiali durevoli, essere piani con eventuali risalti di spessore non superiore a mm 2.” . Ma né la Direzione dei Lavori e né il Responsabile Unico del Procedimento hanno posto attenzione a tale prescrizione discendente dal buon senso, prima ancora che dalla legge! Con il risultato finale di una pavimentazione fuori norma che andrebbe al più presto sostituita.

Considerato tutto quanto sopra e al fine di evitare che possa ripetersi per la ripavimentazione di Piazza Duomo quanto accaduto per la Villa Garibaldi e il Corso Umberto, si chiede di conoscere quali provvedimenti intenda assumere l’Amministrazione Comunale affinché:

1) venga garantita l’esecuzione dei lavori di Piazza Duomo a perfetta regola d’arte;

2) vengano accertate e sanzionate le eventuali responsabilità di quanti hanno avuto il compito di dirigere e sorvegliare l’esecuzione dei lavori di riqualificazione del centro storico;

3) vengano quantificati i danni ed apprestati i lavori necessari per ripristinare a perfetta regola d’arte le opere eseguite in difformità e/o arbitrariamente variate ed in particolare la pavimentazione di Villa Garibaldi e dei marciapiedi di Corso Umberto.

In attesa di riscontro scritto alla presente interrogazione, si inviano deferenti saluti.

Dott. Geom. Michele Barbagallo  (Responsabile IDV Acireale)

IDV – ACIREALE

Corso Italia, 70   -  Tel/Fax 0957650109 – Cell.  3478775368

e-mail: dipietro.acireale@katamail.com

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Mai far attraversare le vecchiette!

Finalmente, dopo settimane di incombenti nubi minacciose, si intravede uno squarcio di luce sul comune di Catania (si apprezzi solo la metafora… l’illuminazione in molte zone non è stata ancora ripristinata perchè “ignoti birichini” hanno rubato le condutture di rame dell’ENEL): il Sindaco, partito con la bisaccia del questuante, ha tirato un po’ le tasche di Pantalone ed è tornato da Roma con gli zecchini sonanti, pronti da redistribuire come cibo sul beccuccio dei suoi rondinini: appena uscito dall’uovo è il nuovo manager del comune, che sembra percepirà uno stipendio di sedicimila euro al mese. Perchè mamma rondine è generosa… e perchè è giusto mostrare agli elettori una certa continuità con le politiche della passata amministrazione che hanno portato alla meritata riconferma della stessa parte politica.

In città intanto tardano a mostrarsi i benèfici riflessi dello scampato pericolo; piuttosto la gente sembra ancora inquieta e smarrita, ed è facile per un malcapitato imbattersi in situazioni poco piacevoli, anzi, per niente piacevoli: un esempio quello che è capitato ad una mia amica pochi giorni fa e che vi racconto. Mentre percorreva in auto la centralissima via Umberto, è raggiunta da un’altra auto che, con evidentemente impazienza e notevole temerarietà, tenta di sorpassarla cercando di servirsi di ogni possibile pertugio, incurante della fila e della confusione. Ad un tratto la povera malcapitata rallenta in prossimità delle strisce pedonali: all’isterico conducente dell’auto che segue sembra una opportunità irripetibile, sorpassa di scatto e per un pelo non mette sotto una vecchietta. Sembra un “lieto fine”, ma… esasperata dai colpi di clacson che provenivano da dietro, la mia amica non resiste e mentre subisce il sorpasso apostrofa l’incivile con un epiteto non proprio elegante; questi però, scampato il pericolo, fa ancora qualche metro e si piazza nel mezzo della strada. Purtroppo per la mia amica il tizio aveva letto con precisione degna di un sordomuto il labiale ed era smontato dall’auto per ottenere vendetta, urlando a squarciagola: «Ah ti pari picchì si fimmina, nuddu si pò pimmettiri di dirimi “x%y&$@w#”!!! ‘U capisti? Iu t’ammazzu! T’à fazzu vidiri! Non ti permettiri mai!». E via dicendo… ora, se vivessimo nell’armonia dei paesi di Walker Texas Ranger o del detective Nico Felino (Steven Seagal), l’antipatico automobilista sarebbe finito in prigione non prima di aver preso una bella lezione. Da appassionato di queste serie m’immagino perfettamente la scena: violenta sportellata sull’addome e rapida uscita dall’auto che capitalizza il colpo a sorpresa con un gancio e una pedata allo stomaco. Il bene vince, il male è di nuovo al tappeto. Non è questa un’istigazione alla violenza, ma una riflessione. In via Umberto quella sera la mia amica ha dovuto mettere le sicure alle portiere in tutta fretta per la paura di essere picchiata, l’anziana che aveva rischiato la vita si dilegua in un baleno e gli unici a fermarsi sono solo due ciclisti che, presumibilmente, dovevano essere stranieri. Spero con tutto il cuore che bastino i lampioni ad illuminare certe menti ottenebrate.

real_gone

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Sembra incredibile, ma forse non ad Acireale: secondo il vigile, l’assessore alla Viabilità e alla Polizia Urbana Giuseppe Torrisi avrebbe urtato la sua auto e lo avrebbe aggredito fisicamente, tanto che nell’articolo si parla di prognosi di otto giorni.

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