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Guerre Invisibili

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Colombia


Da quasi quarant' anni la Colombia è sconvolta da una sanguinosa guerra civile tra governo, paramilitari e gruppi ribelli di estrema sinistra; all'origine di questo conflitto (300.000 morti) vi è una enorme disparità sociale tra classi dirigenti e popolazione.
Guerra in Colombia - Soldato

Un po’ di storia…
Gli anni '20 sono attraversati da massacri di centinaia di contadini che lavoravano presso piantagioni gestite da multinazionali americane: ripetute ondate di scioperi provocarono brutali repressioni da parte delle forze governative. Successivamente, fino alla fine degli anni '40 il potere resta suddiviso tra i due principali partiti del Paese, Conservatori e Liberali, entrambi di stampo fortemente oligarchico ed accentratrice, e legati ai grandi latifondisti.
In seguito all'uccisione di un leader progressista, Jorge Eliécer Gaitán, si scatena un primo periodo di scontri tra gruppi armati regolari e non, dipendenti dalle due parti: è la cosiddetta Violencia (1948-1958), che provoca oltre 200.000 morti.
Una breve speranza di pace giunge nel 1953, dopo un colpo di stato attuato dal generale Gustavo Rojas Pinilla, che peraltro prosegue per la linea dura contro i contadini armati, ignorando la loro richiesta di urgenti riforme agrarie e sferrando violenti attacchi in numerosi distretti; ciò porta migliaia di civili a rifugiarsi in alcune delle aree più remote del Paese scortati da gruppi popolari di autodifesa.
Nel 1958 liberali e conservatori stipulano un piano di governo congiunto (il Fronte Nazionale) della durata di 16 anni, ponendo in tal modo fine alla Violencia; nonostante la nuova linea amministrativa riesca a promuovere alcuni significativi miglioramenti la distribuzione delle terre resta ad un punto fermo.

Colombia - Scenari di guerra

Una nuova guerra civile
Nei primi anni '60 le squadre di autodifesa, stabilitesi tra i profughi della Violencia, si organizzano in gruppi guerriglieri di ispirazione comunista.
Il governo si oppone a queste "colonie" ed intende riprenderne il controllo: nel 1964 l'aviazione bombarda i campesinos a Marquetalia (Tolima).
Una nuova fase di guerra è purtroppo aperta, complici anche gli imponenti finanziamenti di provenienza russa, cubana e cinese: il tutto contrapposto al crescente coinvolgimento statunitense a favore di Bogotà.
Il conflitto prosegue, sporadicamente interrotto da trattative di pace che finora non hanno mai comportato alcuna cessazione prolungata delle ostilità; gli scontri tra esercito e ribelli sono sempre più cruenti, e nella gran parte dei casi arrivano a coinvolgere la popolazione rurale, spesso arruolata con la forza, o vittima di sanguinosi massacri, sequestri e violenze; ciò porta migliaia di campesinos a rifugiarsi, quando possibile, nei grandi centri urbani, che si trovano ben presto in una situazione dominata da povertà, disoccupazione e criminalità.
Verso la fine degli anni '70 la guerra conosce una importante svolta con la "scoperta", da parte della guerriglia, delle potenzialità lucrative del mercato della coca.

Colombia - Scenari di guerra - Una donna

L'avvento dei paramilitari
Il potere delle squadre di autodifesa cresce rapidamente, grazie anche al forte sostegno del governo: nel 1981, a Cali, nasce il MAS (Morte Ai Sequestratori), identificato per la prima volta come "gruppo paramilitare".
I paramilitari trovano immediatamente l'appoggio dell'amministrazione e dell'esercito, che ben presto arrivano a sostituire nelle "operazioni" dirette sia contro i membri della guerriglia, sia contro i civili accusati di sostenerla: i massacri, estremamente efferati, conoscono dunque un brusco aumento, causando ulteriori fughe di massa da parte della popolazione.

Aumenta la violenza
Successivamente, con la caduta del Muro, la guerriglia vede una progressiva diminuzione dei finanziamenti da parte di molti governi comunisti, il che spinge queste organizzazioni a sfruttare ulteriormente narcotraffico, contrabbando e sequestro di persona.
Nel 2002 falliscono i colloqui di pace tra la presidenza di Andrés Pastrana e le FARC (maggiore formazione guerrigliera del Paese, con oltre 17.000 uomini); subentra al governo Alvaro Uribe, che, forte dell'appoggio USA, scatena una serie di offensive su vasta scala contro i ribelli in tutto il Paese, purtroppo ancora con significativo peggioramento della situazione umanitaria.
I colloqui con alcuni "blocchi" paramilitari sembrano essere apparentemente andati a buon fine, ma molti membri "smobilitati" continuano le attività armate.
Anche l'influenza americana è in crescita, particolarmente con l'entrata in vigore del Plan Colombia, ossia una strategia di aiuti economici e (soprattutto) militari devoluta a Bogotà, ufficialmente per "la lotta alla guerriglia ed al narcotraffico"; in realtà, dietro questo programma sembra emergere la volontà di controllo sul petrolio e sulle risorse naturali del Paese da parte delle multinazionali statunitensi.

La situazione dei civili
Parlare di democrazia in Colombia è praticamente impossibile.
Il tasso di corruzione che affligge il sistema amministrativo raggiunge livelli scandalosi, così come il suo grado di connessione col paramilitarismo e col narcotraffico.
I problemi sociali sono innumerevoli, primo fra tutti la violenza, che sembra ormai radicata nella società colombiana, a tal punto da far eleggere il Paese come uno dei più pericolosi del pianeta, indipendentemente dal conflitto; più della metà della popolazione sopravvivve in condizioni di miseria, e ciò spinge maggiormente i giovani a "trovare riparo" fra narcotrafficanti, AUC e guerriglia.
Nelle aree rurali non si vive certamente meglio, soprattutto con l'imperversare delle stragi dei paramilitari, dei ribelli e delle truppe regolari.
Gravi violazioni si consumano anche ai danni delle comunità indigene che, nonostante abbiano espressamente richiesto di non venire coinvolte nella guerra, subiscono assassinii, stragi, deportazioni e arruolamenti forzati.
Di urgente attualità è anche la questione dei bambini-soldato (circa 11.000), il più delle volte utilizzati in combattimento come "carne da cannone" da entrambi gli schieramenti.

Quando la pace?
Dopo il fallimento diplomatico nel corso del governo Pastrana, le speranze di pace tra l'attuale governo e le FARC sembrano ridotte ai minimi termini.
Dopo 40 anni la parola è pesantemente tornata alle armi, il che non potrà avere alcun effetto positivo sul disastro sociale colombiano.
Un cambiamento dall'interno della società è altresì reso estremamente arduo dalla repressione e dalla violenza imposta da Stato-paramilitari e da molti fronti dei ribelli.

Purtroppo questa situazione di stallo determina che il numero delle vittime cresca di giorno in giorno; inoltre la carenza di una mediazione da parte della Comunità Internazionale, più volte annunciata ma solo di rado messa in pratica, complica notevolmente il lavoro del sistema giudiziario, delle istituzioni di pace e della Difesa del Popolo, oltre che delle varie Organizzazioni Non Governative locali.

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