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Guerre Invisibili

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Filippine


Una guerra di indipendenza ha portato fino ad oggi all’uccisione di 150mila persone
Guerra nelle Filippine - Bambini

Comunità cattolica ed islamica
Il violento conflitto che sconvolge il paese, contrappone una comunità cattolica che rappresenta l'84% della popolazione ad una esigua minoranza islamica dove si sono sviluppate organizzazioni armate clandestine. I due fronti terroristici che operano nel paese sono il gruppo Abu Sayyaf, le cui azioni di guerriglia si sono concentrate ultimamente nell'isola di Basilan, ed il Fronte Moro di Liberazione Islamico, attivo principalmente nella grande isola di Mindanao. La matrice che ha ispirato questo tipo di guerriglia contro lo Stato delle Filippine è nelle tensioni sociali che derivano da una mancata integrazione della minoranza islamica nella comunità filippina. Il conflitto si alimenta delle divisioni etnico-religiose e si esprime ormai in forme violente ed attentati contro le istituzioni governative allo scopo di mantenere intorno ai guerriglieri il consenso ideologico degli islamici. Ma la vera forza di questi due gruppi terroristici sta nei rapporti commerciali e nelle attività finanziarie clandestine con industriali e ricchi possidenti in attività nelle isole meridionali delle Filippine. Testimonianza di questo è la corruzione presente tra gli stessi militari dell'esercito filippino. Infatti all'interno dell'istituzione militare è presente una diffusa forma di collaborazionismo con i terroristi, evidente nella fuga di informazioni segrete che più di una volta hanno salvato formazioni di guerriglieri da raids organizzati dall'esercito.

    Inoltre alcuni militari sono implicati nel traffico d'armi con i guerriglieri e persino nella spartizione di somme di denaro derivante dal riscatto di rapimenti. Dietro a questa forma di collaborazionismo potrebbero nascondersi interessi economici triangolari tra militari, possidenti locali e terroristi. Molte delle attività economiche che i ribelli potrebbero avere con possidenti locali, specialmente sull'isola di Mindanao servirebbero a pagare i militari per garantirsi una sorta di immunità dalle operazioni governative antiterrorismo ed un controllo del territorio. 


Guerra nelle Filippine - Crollo di un edificio

I tentativi di conciliazione
ll presupposto che accomuna i sedicenti rivoluzionari islamici di Abu Sayyaf con movimenti come il Fronte Nazionale di Liberazione Moro ed il Fronte Islamico di Liberazione Moro è la propaganda separatista che questi fanno per ottenere il consenso delle masse di religione musulmana presenti sull'isola di Mindanao e di Basilan. La promessa di un'indipendenza dalle Filippine rappresenta, per gli abitanti dei villaggi poveri di Mindanao e per la comunità musulmana, una speranza di migliorare le loro condizioni economiche contro il degrado e la povertà. Già nel '96 il Fronte Nazionale di Liberazione Moro ha firmato un accordo con Manila ottenendo la creazione della Regione Autonoma di Mindanao musulmana. Successivamente il presidente Arroyo ha proseguito questa via di conciliazione attraverso il riconoscimento della comunità musulmana, presente prevalentemente a Mindanao e Basilan, come minoranza etnico religiosa tutelata e protetta dallo Stato. Il 7 maggio la Arroyo ha concluso un accordo di pace anche con il Fronte Islamico di Liberazione Moro.

Fuori dalla pur fragile tregua rimane il gruppo Abu Sayyaf che pur nella sua esiguità (non conta più di 300 combattenti ) è molto forte sul territorio meridionale, nelle foreste di Mindanao ed in particolar modo sull'isola di Basilan. Su quest'ultima si trova la postazione strategica di Abu Sayyaf. Qui il gruppo di ribelli trova il sostegno della popolazione (a maggioranza musulmana) che crede negli ideali di indipendenza diffusi dal governatore dell'isola Wahab Akbar.
Abu Sayyaf, approfittando di questo consenso popolare, ha fatto dell'isola il suo quartier generale, da dove può svolgere impunemente i suoi traffici illeciti ed organizzare rapimenti .

Anti-terrorismo e tensioni
Il Governo delle Filippine ha mosso una forte protesta, al centro della quale si è trovata Gloria Arroyo per il suo ruolo di dialogo con i rappresentanti delle forze militari Statunitensi presenti nel Paese.
Sul presidente sono cadute le prime critiche delle opposizioni, ma anche di membri del suo Governo, quando ha appoggiato l'iniziativa americana di spiegare sul Paese nuovi contingenti di truppe . Queste avevano il compito di preparare ed addestrare le forze militari filippine nel conflitto contro Abu Sayyaf. Le nuove truppe americane sono state inviate nelle Filippine all'inizio di quest'anno insieme a 150 unità delle Forze Speciali. Molti membri del governo vedono in questo una resa della maggioranza politica ad un problema di ordine interno più che al fenomeno vasto del terrorismo. Infatti il gruppo di Abu Sayyaf che ultimamente opera nel paese con le sue azioni violente è talmente esiguo da non giustificare un intervento esterno di tale portata.
    In più gli stessi membri del governo insieme alle opposizioni temono per la conservazione di tutte le garanzie della sovranità nazionale, messa in discussione dall'ingerenza militare americana.

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