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Guerre Invisibili

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Kashmir


Il Kashmir dal 1989 è ancora in preda ad una feroce guerriglia contro le truppe di occupazione indiane, che mantengono il controllo di 2/3 della regione Himalayana, nonostante le incoraggianti iniziative di pace.

Una guerra secolare
I contrasti nella regione del Kashmir risalgono al 1846. In questa data, il re induista del Jammu versò 7,5 milioni di sterline alla East India Company britannica, ottenendo la creazione del Jammu and Kashmir.
Nel 1925 il British Raj (governo coloniale britannico) favorì la dinastia Hindu dei Dogra, che controllò una popolazione a maggioranza musulmana.
Due anni dopo venne varata una legge che vietava l'assunzione nel pubblico impiego dei musulmani, favorendo gli Induisti. I Musulmani protestavano contro il Maraja Hari Singh, che era ritenuto troppo repressivo, e nel 1932 si riunirono in un movimento la All Jammu and Kashmir Muslim Conference, di matrice islamica e indipendentista.
Nel 1944 adottarono il manifesto nel Naya Kashmir, ovvero uno Stato laico e indipendente.
Nel 1947, data di indipendenza di India e Pakistan, il Maraja Hari Singh cercò di mantenere il suo regno indipendente, ma dopo che subì diverse invasioni dei Pashtun musulmani, decise di unirsi all'India.
Scoppiò così la guerra tra Indiani ed i Pakistani, sia regolari che irregolari Pashtun.

Le vittime furono oltre 1.000.000.
Né l'India né il Pakistan volevano rinunciare a quella regione che consideravano come propria, e ben presto si arrivò ad un'altra guerra: nel 1965 il Pakistan cercò di scatenare un'insurrezione dei Kashmiri contro l'India, senza riuscirci e l'India reagì attaccandolo.
La guerra si risolse con un nulla di fatto.
Nel 1971, le tensioni tra India e Pakistan si riaccesero per un altra regione: il Pakistan Orientale, ovvero l'attuale Bangladesh. Gli abitanti di questa regione volevano essere indipendenti, e iniziarono una guerriglia contro i Pakistani occidentali. L'India appoggiò i ribelli e questo provocò la reazione del Pakistan, che attaccò l'India non solo dal Pakistan
I Pakistani furono respinti ed il Bangladesh divenne indipendente.
Ma il Kashmir rimase nella stessa situazione, l'unica differenza è che fu istituita la Linea di Controllo (LOC), che sostituiva quella di armistizio.
A questa fece seguito un aumento delle forze militari nella regione che diede origine ad una guerra di logoramento durata praticamente fino ad oggi.

Speranze di pace
Nel 1999 e nel 2002 si sfiorò di nuovo la guerra, resa più spaventosa dallo spettro nucleare, poiché ambo i paesi si erano dotati di armi atomiche.
Il 22 Gennaio 2004 una delegazione di una coalizione di partiti del Kashmir (Hurayat Conference) ha per la prima volta incontrato i politici indiani. Un incontro reso più facile dal riavvicinamento dell'India all'altra potenza asiatica con la quale si contende la regione e cioè il Pakistan.
La guerriglia Kashmira anti-indiana, si divide in due filoni: uno nazionalista, che aspira ad uno stato Kashmiro indipendente, e un altro islamico-fondamentalista, che vuole invece unirsi al Pakistan.
I rapporti tra questi gruppi non sono sempre distesi e a volte giungono a scontri fraticidi. Per cercare di coordinare meglio le attività della guerriglia, nel 1992 si formò la All Party Hurayat Conference, federazione di oltre 20 partiti del Kashmir, nazionalisti o islamici, moderati od oltranzisti.
E sono proprio i membri della fazioni moderate di questa federazione che hanno intavolato le trattative con l'India, trattative volte ad ottenere la fine delle violenze.
Tuttavia, l'opposizione degli oltranzisti alla pace rimane sempre forte ed i movimenti più radicali hanno minacciato di colpire chiunque cerchi di trovare un accordo con l'India.

Oggi, dopo tanto sangue, si può sperare nella pace, anche se il cammino sarà lungo e difficile.

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