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Guerre Invisibili

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Repubblica Centrafricana


Dal 25 ottobre 2002 la Repubblica Centrafricana è dilaniata da una guerra civile che oppone i ribelli di François Bozizé, ex- capo delle forze armate, al presidente Félix Patassé, in carica dal 1993, rieletto dopo sei anni.
Mappa della Rep. Centrafricana

Notizie generali
La turbolenta situazione della Repubblica Centrafricana mette ancora più in ginocchio la fragile economia, che viaggiava intorno al 1,8 per cento di crescita secondo gli osservatori internazionali. Il Paese non ha mai conosciuto una vera democrazia essendo cresciuto sotto l'ombra del dispotismo dei tiranni di turno dall'indipendenza dalla Francia (1960). Il primo governo civile formato da Patassé, tornato da 10 anni di esilio in Togo, vincitore delle elezioni indette da Kolingba nel 1993, nasce sotto altri auspici, ma nonostante l'esistenza del multipartitismo la vocazione autoritaria del presidente in carica ha impedito una svolta nella tanto agognata riconciliazione nazionale.
Dopo sei anni, le elezioni del 1999 sono state viziate da brogli e da intimidazioni che hanno ricompattato i frondisti di Kolingba e Bozizé, entrambi in esilio. Dopo due mesi di crisi la posizione di Patassé è sempre più precaria, assediato dalle proteste dell'opposizione, della popolazione di Bangui, dai ribelli di Bozizé, dalle malefatte degli alleati del Mlc e dal silenzio internazionale.

Guerra in Rep. Centrafricana - Capo dei ribelli Bozize' - Presidente Patasse'

Le origini del conflitto
I ribelli di Bozizé, all'alba del 25 ottobre 2002, hanno messo a ferro e fuoco la capitale Bangui per sei giorni fino all'arrivo delle forze del Movimento di Liberazione del Congo (Mlc), chiamate in soccorso dal presidente Patassé.

L'Mlc, formazione ribelle in patria, ha cacciato con l'aiuto di un contingente libico, di stanza per proteggere Patassé dal maggio 2001, i fedelissimi di Bozizé nella regione nord occidentale del Paese al confine con il Chad. 
Guerra in Rep. Centrafricana - Formazione ribelle mlc - Movimento di liberazione del Congo

La pace è “falso allarme”
Nei primi giorni di novembre ‘02 la situazione sembrava ristabilita e si parlava già di riconciliazione, ma i combattimenti sono ripresi nel nord ovest.
La Repubblica centrafricana diviene ostaggio dei nemici del governo e degli amici pericolosi venuti in aiuto al capezzale di Patassé: i 3000 ribelli dell'Mlc si sono macchiati di ruberie e stupri ai danni della stessa popolazione per cui si sono battuti; i militari di Tripoli devono partire in attesa del dispiegamento della forza di interposizione della Comunità economica degli Stati dell'Africa centrale, guidata dal Gabon. 

Guerra in Rep. Centrafricana - Una fila di uomini

L’intervento francese
Patassé ha richiesto l'aiuto della Francia e, dopo il golpe del 15 marzo 2003, 300 soldati francesi sono intervenuti a Bangui per proteggere i connazionali. La Difesa di Parigi si è fatta poi carico di addestrare tre battaglioni del "rinato" FACA (esercito centrafricano), ormai allo sbando da anni, donando equipaggiamenti e 50 veicoli.

Guerra in Rep. Centrafricana - Il contingente francese

Le “guerre dimenticate”
L'ultima insurrezione centrafricana  rispecchia tanti conflitti che strangolano il continente dalla decolonizzazione: nasce come ammutinamento di parte dell'esercito senza paga e degenera in colpo di stato; dopo il fallimento della presa del potere si instaura il caos in tutto il Paese, riaccendendo rivalse etniche, nazionaliste e politiche. Ma sono “guere dimenticate”, a cui nessuno pare dedicare troppo  interesse. Eppure alla Cenerentola d'Africa, ex- colonia francese chiamata Ubangui-Chari, uno dei Paesi più poveri del mondo, 3 milioni e mezzo di persone abitano 622.982 chilometri quadrati di altipiano; l'aspettativa di vita è bassa, circa 45 anni e il 15 per cento della popolazione ha contratto il virus dell'Hiv.

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