GulliLibero
  Home   Forum   Help Ricerca Calendario Utenti Staff Login Registrati   *
Pagine: 1 ... 11 12 [13] 14 15   Vai Giù
  Stampa  
Autore Topic: Poesie  (Letto 65955 volte)
0 Utenti e 1 Visitatore stanno guardando questo topic.
Elena
Aspirante Attore
*

Karma: 82
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Femminile
Posts: 219


Guarda Profilo
« Risposta #180 il: 02 Maggio 2009, 20:40:11 »

"Canto notturno di un pastore errante dell'Asia"
"La bellezza della primavera e del cielo stellato devono giovare a qualcuno, non possono essere semplici apparenze di un universo indifferente".
Loggato
hoppipolla
Performer
Aspirante Attore
*

Karma: 70
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Femminile
Posts: 221



Guarda Profilo
« Risposta #181 il: 09 Maggio 2009, 19:14:03 »

"Canto notturno di un pastore errante dell'Asia"
"La bellezza della primavera e del cielo stellato devono giovare a qualcuno, non possono essere semplici apparenze di un universo indifferente".
stupendo...*_*

C'ero una volta credo
Credo che c'eravamo

Il tuo siero il mio liquore
La mia seta è il tuo splendore
                                                                                           Jim Morrison
Loggato

Il mondo è la tua culla e la tua trappola.

Ego
Visitatore
« Risposta #182 il: 20 Maggio 2009, 12:24:38 »



Il dormiente nella valle

E' un anfratto verde dove canta un fiume
Appendendo follemente all'erba i suoi stracci
D'argento; dove il sole, dalla fiera montagna
Risplende: è una piccola valle spumeggiante di raggi.

Un giovane soldato, la bocca aperta, il capo nudo,
E la nuca immersa nel fresco nasturzio azzurro
Dorme; è steso nell'erba, sotto le nuvole,
Pallido nel suo verde letto dove la luce piove.

Ha i piedi fra i gladioli, dorme. Sorridendo come
Sorriderebbe un bimbo malato, fa una dormita:
Natura, cullalo tiepidamente: ha freddo.

I profumi non fanno fremere le sue narici;
Lui dorme nel sole, la mano sul petto
Tranquillo. Ha due buchi rossi sul lato destro.

                                               Arthur Rimbaud


Loggato
QuintinoRocca
Bocca di Rosa
Star
*

Karma: 114
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Maschile
Posts: 4590



Guarda Profilo WWW
« Risposta #183 il: 06 Giugno 2009, 00:58:37 »

La tragedia delle foglie

Mi destai alla siccità e le felci erano morte,
le piante in vaso gialle come grano;
la mia donna era sparita
e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote
mi cingevano con la loro inutilità;
c'era ancora un bel sole, però,
e il biglietto della padrona ardeva d'un giallo caldo
e senza pretese; ora quello che ci voleva
era un buon attore, all'antica, un burlone capace di scherzare
sull'assurdità del dolore; il dolore è assurdo
perché esiste, solo per questo;
sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio
l'uomo che un tempo era stato giovane e,
così dicevano, geniale; ma
questa è la tragedia delle foglie,
le felci morte, le piante morte;
ed entrai in una sala buia
dove stava la padrona di casa
insultante e ultimativa,
mandandomi all'inferno,
mulinando i braccioni sudati
e strillando
strillando che voleva i soldi dell'affitto
perché il mondo ci aveva tradito
tutt'e due.

Loggato

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere
Sade
La stravaganza del riccio
Star
*

Karma: 28
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Femminile
Nome: Sade
Posts: 1049



Guarda Profilo
« Risposta #184 il: 06 Giugno 2009, 14:32:50 »

La tragedia delle foglie

Mi destai alla siccità e le felci erano morte,
le piante in vaso gialle come grano;
la mia donna era sparita
e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote
mi cingevano con la loro inutilità;
c'era ancora un bel sole, però,
e il biglietto della padrona ardeva d'un giallo caldo
e senza pretese; ora quello che ci voleva
era un buon attore, all'antica, un burlone capace di scherzare
sull'assurdità del dolore; il dolore è assurdo
perché esiste, solo per questo;
sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio
l'uomo che un tempo era stato giovane e,
così dicevano, geniale; ma
questa è la tragedia delle foglie,
le felci morte, le piante morte;
ed entrai in una sala buia
dove stava la padrona di casa
insultante e ultimativa,
mandandomi all'inferno,
mulinando i braccioni sudati
e strillando
strillando che voleva i soldi dell'affitto
perché il mondo ci aveva tradito
tutt'e due.



Molto carina... l'hai scritta tu?
Loggato


QuintinoRocca
Bocca di Rosa
Star
*

Karma: 114
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Maschile
Posts: 4590



Guarda Profilo WWW
« Risposta #185 il: 06 Giugno 2009, 16:24:58 »

no no, mi scuso...è del grande Charles Bukowski!
Loggato

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere
Ego
Visitatore
« Risposta #186 il: 12 Giugno 2009, 23:27:23 »






 sìsì Morte di un poeta - Esenin


Loggato
QuintinoRocca
Bocca di Rosa
Star
*

Karma: 114
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Maschile
Posts: 4590



Guarda Profilo WWW
« Risposta #187 il: 16 Giugno 2009, 17:54:43 »






 sìsì Morte di un poeta - Esenin



è BELLISSIMA!
Loggato

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere
Sade
La stravaganza del riccio
Star
*

Karma: 28
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Femminile
Nome: Sade
Posts: 1049



Guarda Profilo
« Risposta #188 il: 17 Giugno 2009, 16:13:25 »

no no, mi scuso...è del grande Charles Bukowski!

Mi era sembrata troppo perfetta per essere frutto della tua penna!!  icon_wink
Loggato


real_gone
"Il Cavaliere del Secchio"
Star
*

Karma: 174
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Maschile
Posts: 1239


L'importante non è nascere, ma rinascere (Neruda)


Guarda Profilo
« Risposta #189 il: 23 Giugno 2009, 20:18:13 »

Questa poesia di Peter Handke, poeta e sceneggiatore, è tratta dal film Il cielo sopra berlino, sceneggiato dallo stesso Handke assieme al regista, Wim Wenders. La poesia è una sorta di leitmotiv del film, film molto poetico, ispirato anche dalle poesie di Rainer Maria Rilke. Una mia piccola recensione potete leggerla aul mio blog, qui

“Lied Vom Kindsein” di Peter Handke

«Quando il bambino era bambino,
se ne andava a braccia appese.
Voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente,
e questa pozza il mare.

Quando il bambino era bambino,
non sapeva d’essere un bambino.
Per lui tutto aveva un’anima,
e tutte le anime erano tutt’uno.

Quando il bambino era bambino,
su niente aveva un’opinione.
Non aveva abitudini.
Sedeva spesso a gambe incrociate,
e di colpo sgusciava via.
Aveva un vortice tra i capelli,
e non faceva facce da fotografo.

Quando il bambino era bambino,
era l’epoca di queste domande:
Perché io sono io, e perché non sei tu?
Perché sono qui, e perché non sono lì?
Quando è cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio?
La vita sotto il sole, è forse solo un sogno?
Non è solo l’apparenza di un mondo davanti a un mondo,
quello che vedo, sento e odoro?
C’è veramente il male?
E gente veramente cattiva?
Come può essere che io, che sono io,
non c’ero prima di diventare?
E che un giorno io, che sono io,
non sarò più quello che sono?

Quando il bambino era bambino,
non riusciva ad inghiottire gli spinaci, i piselli, il riso al latte,
il cavolfiore bollito,
ed ora mangia tutto, e non solo per necessità.

Quando il bambino era bambino,
si risvegliò una volta in un letto estraneo,
ed ora gli accade sempre,
gli apparivano belli molti uomini,
e adesso soltanto in rari casi,
si rappresentava nitidamente un paradiso,
e adesso lo può al massimo intuire,
non riusciva ad immaginare il nulla,
ed oggi rabbrividisce al suo pensiero.

Quando il bambino era bambino
giocava con entusiasmo
e adesso è così preso dalla cosa come allora
solo se questa cosa è il suo lavoro.

Quando il bambino era bambino,
per nutrirsi gli bastavano pane e mela,
ed è ancora così.

Quando il bambino era bambino,
le bacche gli cadevano in mano,
come solo le bacche sanno cadere.
Ed è ancora così.
Le noci fresche gli raspavano la lingua,
ed è ancora così.
Ad ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora più alta,
e in ogni città sentiva nostalgia di una città ancora più grande.
E questo, è ancora così.
Sulla cima di un albero,
prendeva le ciliegie tutto euforico,
com’è ancora oggi.
Aveva timore davanti ad ogni estraneo,
e continua ad averne.
Aspettava la prima neve,
e continua ad aspettarla.

Quando il bambino era bambino,
lanciava contro l’albero un bastone, come fosse una lancia.
E ancora continua a vibrare.»
Loggato


Abbiamo abrogato tutto fuorchè la libertà, tutto fuorchè la gioia Walt Whitman
Il posto delle fragole: il mio blog
QuintinoRocca
Bocca di Rosa
Star
*

Karma: 114
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Maschile
Posts: 4590



Guarda Profilo WWW
« Risposta #190 il: 03 Luglio 2009, 00:56:19 »

storia vera-Charles Bukowski

lo trovarono che camminava lungo l'autostrada
tutto rosso
sul davanti
aveva preso un barattolo arrugginito
e si era tagliato l'organo
sessuale
come a dire:
visto cosa mi avete
combinato? tanto vale che vi prendiate
il resto.

e un pezzo lo mise
in una tasca
un pezzo
in un'altra
e fu così che lo trovarono,
mentre
tirava di lungo.

lo affidarono ai dottori
che cercarono
di ricucirgli
i pezzi
ma i pezzi stavano
benissimo
così
com'erano.

io penso certe volte a tutta la gran
figa
abbandonata
ai mostri
della terra.

forse era la sua protesta
contro questo
o la sua protesta
contro
tutto.

un Marcia della Libertà
fatta da un uomo solo
che non ha mai trovato posto
tra
le critiche dei concerti
e le classifiche
del baseball.

Dio, o qualcuno,
lo
benedica.
Loggato

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere
Cipride
Aspirante Attore
*

Karma: 21
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Femminile
Nome: Cipride
Posts: 249



Guarda Profilo
« Risposta #191 il: 08 Settembre 2009, 22:50:14 »

Qunitino mi stai facendo venire una gran voglia di comprare un libro di Bukwoski..Basta domani vado in libreria icon_mrgreen
Comunque io ho scelto una poesia di Baudelaire..
RIMORSO POSTUMO

Quando dormirai,bella tenebrosa,
dentro un marmoreo monumento nero,
quando tu avrai per alcova e maniero
un'ampia fossa e una cava piovosa,

e la pietra,premendo l'atterrito
seno e il fianco grazioso e indolente
la vita toglierà al cuore e alla mente
bloccando il viaggio avventuroso e ardito,

la tomba,che l'eterno sogno accoglie
(sempre la tomba è prossima al poeta)
nelle lunghe notti di sonno spoglie

ti dirà:"A qual fine,etera incompleta,
ignorasti quel che piangono i morti?"
Un verme è allora il rimorso,e ti scortica  C.B.
Loggato

Essere allegri non significa necessariamente essere felici...talvolta si ha voglia di ridere e scherzare...per non sentire che dentro si ha voglia di piangere...(Jim Morrison)
Ego
Visitatore
« Risposta #192 il: 19 Settembre 2009, 14:10:25 »


Notte dell’ Inferno
   
Ho inghiottito una formidabile sorsata di veleno.  - Sia tre volte benedetto il consiglio che mi è giunto! - Le viscere mi bruciano. 
La  violenza  del  veleno  mi  torce le membra, mi rende deforme, mi  schianta. Muoio di sete, soffoco, non posso gridare. 
E' l'inferno, la  pena  eterna! Guardate come il fuoco si ravviva! Brucio come si deve. Va', demonio!
   Avevo intravisto la conversione al  bene e alla felicità, la salvezza.  Come  descrivere  la  visione,  l'aria dell'inferno non tollera inni!
Erano milioni di creature affascinanti, un soave concerto spirituale, la forza e la pace, le nobili ambizioni, che so?
   Le nobili ambizioni!
   Ed è ancora la vita! - Se la dannazione è eterna! Un uomo che si vuole mutilare è dannato sul serio, vero?
Mi credo all'inferno, dunque ci sto. E' l'adempimento del catechismo.  Sono  schiavo del mio battesimo.
Genitori, avete fatto la mia infelicità e avete fatto la vostra. Povero innocente! L'inferno non  può attaccare i pagani. - 
E' ancora la vita! Più tardi, le delizie della dannazione saranno più profonde.  Un  delitto, presto, che io cada nel nulla,
secondo la legge umana.
   Sta' zitto, ma stai zitto!... C'è la vergogna, c'è il rimprovero, qui: Satana che dice che il fuoco è ignobile, che la collera è terribilmente sciocca.  - Basta!... Con gli errori suggeriti dagli altri,  magie,  falsi profumi, musiche puerili. -
E dire che posseggo la verità, che vedo la giustizia: ho un giudizio sano e sicuro, sono pronto per la perfezione… Orgoglio. 
- La pelle della mia testa si dissecca.  Pietà! Signore, ho paura.  Ho sete, tanta sete! Ah! l'infanzia, l'erba, la pioggia, il lago sulle pietre, il chiaro di luna quando il campanile suonava dodici… il diavolo è al campanile, a quest'ora. Maria! Santa Vergine!... -
Orrore  della  mia  stupidità.
   Laggiù, non ci sono forse anime oneste, che mi vogliono bene… Venite… Ho un  guanciale  sulla  bocca, non mi sentono, sono fantasmi.
E poi, nessuno pensa mai agli altri. Non avvicinatevi.  Puzzo di  bruciato, è sicuro.
   Le allucinazioni sono innumerevoli.  Proprio  ciò che ho sempre avuto:  niente più fiducia nella storia, l'oblio dei principi.
Non parlerò: poeti e visionari sarebbero gelosi.  Sono mille volte il più ricco, dobbiamo essere avari come il mare.

                                                                                                         Arthur Rimbaud - Una stagione all’Inferno






Loggato
QuintinoRocca
Bocca di Rosa
Star
*

Karma: 114
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Maschile
Posts: 4590



Guarda Profilo WWW
« Risposta #193 il: 20 Settembre 2009, 13:45:38 »

La sera del dì di festa-Giacomo Leopardi

Dolce e chiara è la notte e senza vento,
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna. O donna mia,
Già tace ogni sentiero, e pei balconi
Rara traluce la notturna lampa:
Tu dormi, che t’accolse agevol sonno
Nelle tue chete stanze; e non ti morde
Cura nessuna; e già non sai né pensi
Quanta piaga m’apristi in mezzo al petto.
Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno
Appare in vista, a salutar m’affaccio,
E l’antica natura onnipossente,
Che mi fece all’affanno. A te la speme
Nego, mi disse, anche la speme; e d’altro
Non brillin gli occhi tuoi se non di pianto.
Questo dì fu solenne: or da’ trastulli
Prendi riposo; e forse ti rimembra
In sogno a quanti oggi piacesti, e quanti
Piacquero a te: non io, non già, ch’io speri,
Al ensier ti ricorro. Intanto io chieggo
Quanto a viver mi resti, e qui per terra
Mi getto, e grido, e fremo. Oh giorni orrendi
In così verde etate! Ahi, per la via
Odo non lunge il solitario canto
Dell’artigian, che riede a tarda notte,
Dopo i sollazzi, al suo povero ostello;
E fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E quasi orma non lascia. Ecco è fuggito
Il dì festivo, ed al festivo il giorno
Volgar succede, e se ne porta il tempo
Ogni umano accidente. Or dov’è il suono
Di que’ popoli antichi? or dov’è il grido
De’ nostri avi famosi, e il grande impero
Di quella Roma, e l’armi, e il fragorio
Che n’andò per la terra e l’oceano?
Tutto è pace e silenzio, e tutto posa
Il mondo, e più di br non si ragiona.
Nella mia prima età, quando s’aspetta
Bramosamente il dì festivo, or poscia
Ch’egli era spento, io doloroso, in veglia,
Premea le piume; ed alla tarda notte
Un canto che s’udia per li sentieri
Lontanando morire a poco a poco,
Già similmente mi stringeva il core.
Loggato

ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere
Ricciolino
Star
*

Karma: 311
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Maschile
Nome: Enrico
Posts: 2141



Guarda Profilo
« Risposta #194 il: 15 Ottobre 2009, 13:39:25 »

Questi sono alcuni dei componimenti che ho scritto per amore ( o per qualcosa del genere )
, e mi chiedo perchè proprio in quei momenti si sente il bisogno di comporre aulicamente piuttosto che dire qualcosa di più sensato e razionale... riletti a distanza di anni mi fanno un po' sorridere ed oggi comunque non sarei capace più di scrivere niente del genere

Stanza per ragazza (in effetti è una stanza in endecasillabi  icon_scuoti )

Credimi dama tetra, madre seta
di lacci frauda trama se l'amara
rete mi ispira sì dolce segreta.
Saper vincere il vento in gara
al cielo? Solo la pelle mia meta
anelo. Par'anche perir rischiara
se potessi ferir l'acqua di mano
come l'ala lunga di un gabbiano.


Miele di Rovo

non riesco a stare zitto mentre sento questa paura al miele di rovo.
Se tu mi fossi indifferente imbastirei palazzi di parole, alti da sfiorare il tuo sorriso,
ardirei nel parlare, sarei brillante e greve, serio e distante.
Se tu mi fossi indifferente saprei muovermi attorno: ti prenderei le mani e il viso
ti cingerei la schiena al passo lento di un danzare galante,
sarei sempre al tuo cospetto, ma non mi sei indifferente, tu non sei la gente.
Così mi nascondo. Dietro un filo di tenerezza assurda guardo il tuo sguardo di rimando.
Loggato

Pagine: 1 ... 11 12 [13] 14 15   Vai Su
  Stampa  
 
Salta a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.21 | SMF © 2006, Simple Machines
Traduzione Italiana a cura di SMItalia

TinyPortal v0.9.8 © Bloc
XHTML 1.0 Valido! CSS Valido!