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Autore Topic: Fabrizio De Andrè - La Buona Novella  (Letto 1411 volte)
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« il: 24 Settembre 2006, 22:24:24 »



1970
La Buona Novella
Fabrizio De Andrè

Un'unica grande poesia, una rivisitazione dei Vangeli in una nuova chiave. De Andrè attinge ai Vangeli Apocrifi e ricostruisce la vita di Maria e di Gesù, distrugge gli schemi interpretativi tradizionali e disegna incantevoli paesaggi, magici versi e crude realtà.
Il racconto è solenne, sincero, coraggioso ma anche umile: ciò che è divino diventa uomo, ciò che è natura diventa divino, ciò che era libertà è schiavitù; non c'è redenzione nè fede, ma è l'uomo il protagonista indiscusso, con le sue imperferzioni, i suoi limiti, le sue tentazioni.
E' giudicato uno dei massimi capolavori non solo di De Andrè, ma in generale della musica italiana. La Buona Novella esce negli anni della grande contestazione giovanile, un messaggio in arte dell'autore al '68. Sul momento non viene compreso, i giovani reazionari non capiscono perchè ascoltare ancora una volta una storia già conosciuta, quando invece si trattava di un'allegoria: la forza del coraggio e la strumentalizzazione del divino, una crociata antica 2000 anni che ha come protagonista Cristo, il primo e più grande rivoluzionario della storia.
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"Quand'ero bambino giocavo sempre con la mia ombra;
mi piaceva muovermi al sole e vederla diventare piccola, grande;
poi però mi sono reso conto che non mi avrebbe mai abbandonato,
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« Risposta #1 il: 27 Settembre 2006, 19:45:07 »



1970
La Buona Novella
Fabrizio De Andrè

Un'unica grande poesia, una rivisitazione dei Vangeli in una nuova chiave. De Andrè attinge ai Vangeli Apocrifi e ricostruisce la vita di Maria e di Gesù, distrugge gli schemi interpretativi tradizionali e disegna incantevoli paesaggi, magici versi e crude realtà.
Il racconto è solenne, sincero, coraggioso ma anche umile: ciò che è divino diventa uomo, ciò che è natura diventa divino, ciò che era libertà è schiavitù; non c'è redenzione nè fede, ma è l'uomo il protagonista indiscusso, con le sue imperferzioni, i suoi limiti, le sue tentazioni.
E' giudicato uno dei massimi capolavori non solo di De Andrè, ma in generale della musica italiana. La Buona Novella esce negli anni della grande contestazione giovanile, un messaggio in arte dell'autore al '68. Sul momento non viene compreso, i giovani reazionari non capiscono perchè ascoltare ancora una volta una storia già conosciuta, quando invece si trattava di un'allegoria: la forza del coraggio e la strumentalizzazione del divino, una crociata antica 2000 anni che ha come protagonista Cristo, il primo e più grande rivoluzionario della storia.
A De Andrè chiesero: "Ma come? C'è la contestazione giovanile e tu fai un concept album su Gesu Cristo?" E lui rispose:"Gesù Cristo è stato il più grande rivoluzionario della storia..."

Ritornello della canzone finale dell'album: "Non voglio pensarti figlio di Dio ma figlio dell'uomo, fratello anche mio!"

Per la cronaca: l'album fu censurato della radio Rai e non fu censurato dalla Radio Vaticana!
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« Risposta #2 il: 09 Febbraio 2008, 16:21:00 »

Un album che non sente assolutamente i quasi 40 anni che ci separano da esso. Ritratto poco convenzionale con una magica venatura poetica della una storia di un Uomo. Vorrei sottolineare "Il testamento di Tito", canzone che ripercorre i dieci comandamenti dalla parte di chi, suo malgrado, subisce la legge senza prenderla troppo sul serio.
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"(in Iran)Non capiscono le ragioni di reprimere nel sangue il dissenso, quando basterebbero dei noiosissimi talk show."

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« Risposta #3 il: 06 Marzo 2008, 19:17:45 »

Vorrei sottolineare "Il testamento di Tito", canzone che ripercorre i dieci comandamenti dalla parte di chi, suo malgrado, subisce la legge senza prenderla troppo sul serio.

E io Il ritorno di Giuseppe e soprattutto Il sogno di Maria, che allude ad un concepimento un po' più umano di Gesù. Ha ragione Quintino a scrivere che questa frase
"Non voglio pensarti figlio di Dio ma figlio dell'uomo, fratello anche mio!"
riassume il senso dell'album... il grande tentativo di riportare l'attenzione sull'uomo e sul corpo, sull'umanità e i suoi difetti, non sulla divinità.
E allo stesso tempo una protesta contro l'autorità. Sia essa anche divina, l'autorità che ci spinge a cercare il bene fuori da noi stessi, in una continua ricerca che ci fa dimenticare di noi.
E poi che poesia i testi, e gli arrangiamenti.
Capolavoro.
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« Risposta #4 il: 07 Marzo 2008, 01:27:57 »

Credo che quest'album debba entra prepotentemente di diritto, e dalla porta principale, nell'Antologia della Letteratura Italiana. Lo leggerei in televisione come Benigni legge Dante. Ogni canzone costituisce una perla e va a formare una collana di autentica poesia sulla vita e sul messaggio di Gesù Cristo, la persona che più ha cambiato la storia. Oltre al lato della scrittura è anche apprezzabilissima la musica in questo album, cosa che forse non va riscontrata, ahimè, in ogni album del Poeta genovese.

A breve mi piacerebbe fare un commento di ogni canzone...quando lìorario sarà meno tardo...questo cd lo merita perché non vi è nessuna canzone minore delle altre ma tutte contengono una prfondità imperessionante e disarmante!
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« Risposta #5 il: 07 Marzo 2008, 20:21:24 »

La perfetta incarnazione d'un artista. Amo De Andrè e lo amerò per sempre. Ricordo da piccola le domeniche passate con una chitarra una spiaggia e mio padre... (che bei tempi). Qst è senz'altro un album che va al di là della musica stessa, concordo pienamente con Quintino (ed è la seconda volta!  icon_eek ASD icon_wink) quando dice che dovrebbe entrare nell'Antologia della Letteratura Italiana, poichè ,nonostante gli stupendi arrangiamenti, racconta e dona dei messaggi "di testa" questo album è la prova tangibile di come un uomo possa andare oltre in concetto di "canzonetta", molto comune nel nostro secolo invece.. Lui è Guccini sono i Cantautori italiani per eccellenza!  icon_innamorato icon_innamorato

"E tu, piano, posati le dita
all'orlo della sua fronte:
i vecchi quando accarezzano
hanno il timore di far troppo forte." (Il sogno di Maria) 

"Femmine un giorno e poi madri per sempre
nella stagione che stagioni non sente." (Ave Maria) 

« Ultima modifica: 07 Marzo 2008, 20:26:47 da Occhi_Blu » Loggato

...Perché questa lunga notte
non sia nera più del nero,
fatti grande, dolce Luna,
e riempi il cielo intero...
E perché quel suo sorriso
possa ritornare ancora,
splendi Sole domattina
come non hai fatto ancora...
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