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Autore Topic: Fabrizio De Andrè - Tutti morimmo a stento  (Letto 1436 volte)
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QuintinoRocca
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« il: 27 Ottobre 2006, 16:20:19 »

Tutti morimmo a stento di Fabrizio De Andrè

Primo vero concept album della storia della musica italiana, il tema è la morte. In questo album De Andrè è giovane e forse la voce è ancora poco matura ma i suoi testi sono già davvero potenti. Canzoni come "Il cantico dei drogati" o "Ballata degli impiccati"  manifestano l'essenza di libero pensatore di De Andrè. Scrive e canta infatti qualcosa di forte e antitetico alle canzonette di quel periodo. De Andrè qui è un poeta che si scaglia contro ad esempio l'uso delle droghe("Mi citeran di monito a chi crede sia bello giocherellare a palla con il proprio cervello. Cercando di lanciarlo oltre il confine stabilito che qualcuno ha tracciato ai bordi dell'infinito") nonostante lui stesso si rispecchia in un drogato visto che aveva a quel tempo una forte dipendenza dall'alcool grazie al quale "la fantasia viaggiava sbrigliatissima"! è un poeta che condanna la pena di morte("Prima che fosse finita ricordammo a chi vive ancora che il prezzo fu la vitaper il male fatto in un'ora"), un poeta che si scaglia contro i potenti vestiti da "Babbo Natale", insomma De Andrè, in questo album più che in qualche altro dove invece emerge la sua verve da chansonnier, è un poeta! L'ultima canzone "Recitativo" è davvero una chicca, degna di essere antologizzata e studiata nelle scuole accanto ai grandi della letteratura Italiana...

Quest'album merita di essere ascoltato per intero almeno una volta nella vita, ve lo garantisco...

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ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
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che dopo tanto sbandare
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« Risposta #1 il: 09 Febbraio 2008, 16:16:41 »

Devo dire che Girotondo mi fa quasi paura come canzone, la pazzia intesa come gioco di bambini mi ha fatto sempre pensare. Un'altra canzone che adoro invece è Inverno che secondo me è una delle più belle di quelle scritte in assoluto da De Andrè.
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"(in Iran)Non capiscono le ragioni di reprimere nel sangue il dissenso, quando basterebbero dei noiosissimi talk show."

"Marchionne vuol chiudere Termini Imerese. Per rappresaglia gli operai minacciano di riprendere la produzione della Duna."

"A Montecitorio, intanto, Bersani ha incontrato i lavoratori Alcoa, che hanno ascoltato pazienti le sue richieste."

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« Risposta #2 il: 09 Febbraio 2008, 16:25:01 »

E' un vero capolavoro quest'album

Tutte le canzoni, una per una.
Cantico dei drogati, Recitativo, Corale...
E vogliamo parlare degli intermezzi?

Davvero, grande De Andrè.

Gli arcobaleni di altri mondi hanno colori che non so
lungo i ruscelli di altri mondi nascono fiori che non ho

Sopra le tombe di altri mondi nascono fiori che non so
ma tra i capelli di altri amori muoiono fiori che non ho
Loggato


"Quand'ero bambino giocavo sempre con la mia ombra;
mi piaceva muovermi al sole e vederla diventare piccola, grande;
poi però mi sono reso conto che non mi avrebbe mai abbandonato,
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« Risposta #3 il: 06 Marzo 2008, 19:29:19 »

:
Un'altra canzone che adoro invece è Inverno che secondo me è una delle più belle di quelle scritte in assoluto da De Andrè.

Per Goethe:
ti ricordi, durante il gruppo di ascolto su De Andrè dell'Agi, quando ho presentato la canzone "Leggenda di Natale" e poi abbiamo fatto ascoltare "Inverno"? Tutti che si chiedevano dov'è che parlava della bambina... fu esilarante... :icon_asd

A me invece ha sempre fatto riflettere la leggenda del Re infelice riportata alla fine dell'album, in Corale, cantata sempre dal coro dei bambini:


C'era un re
che aveva
due castelli
uno d'argento
uno d'oro
ma per lui
non il cuore
di un amico
mai un amore né felicità.

Un castello
lo donò
e cento e cento amici trovò
l'altro poi
gli portò
mille amori
ma non trovo
la felicità.

Non cercare la felicità
in tutti quelli a cui tu
hai donato
per avere un compenso
ma solo in te
nel tuo cuore
se tu avrai donato
solo per pietà
per pietà
per pietà...


Se ci pensate, nel mondo del dare-avere, del rendiconto, dell'utilitarismo, non potevano esserci parole più azzeccate, tanto da significare tanto dentro di noi, e fuori.
Loggato


Abbiamo abrogato tutto fuorchè la libertà, tutto fuorchè la gioia Walt Whitman
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« Risposta #4 il: 06 Marzo 2008, 21:39:41 »

E' vero, questo brano è una bellissima conclusione dell'album.
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« Risposta #5 il: 07 Marzo 2008, 01:11:34 »

per pietà
per pietà...


Quant'è forte questa parola...De Andrè era sicuramente un Cristiano!
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Traduzione Italiana a cura di SMItalia

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