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Autore Topic: Black Sabbath - Paranoid  (Letto 986 volte)
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Giuda30
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« il: 18 Gennaio 2007, 13:33:19 »




Nel 1970 vede la luce il secondo e forse più bello album dei blacksabbath:Paranoid. Capita raramente di vedere una band creare un album di tale spessore solo agli inizi della loro carriera e oggigiorno mi chiedo come abbiano fatto 4 ventenni (Geezer Butler – basso, Tony Iommi – chitarra, Ozzy Osbourne – voce, Bill Ward – batteria) a sfornare dei pezzi che paragonati a quelli di altri grandissimi album, creati con molta più esperienza alle spalle, come “Heaven and hell” e “sabbath bloody sabbath” non possono che essere superiori.
Album di tipo psichedelico, in pieno stile sabbath, le impressioni che da sono sempre tristi, sinistre e malinconiche. Il primo pezzo, “War pigs”, come fa intuire il titolo, è una denuncia alla guerra: “Generali riuniti nelle loro adunate, proprio come streghe alle riunioni nere, il male osserva quel complotto di distruzione, Stregoni della costruzione della morte, Nei campi di battaglia i corpi bruciano mentre la macchina da guerra continua a girarsi, Morte ed odio per il genere umano stanno avvelenando le loro menti che hanno subito il lavaggio del cervello”. Il pezzo è un continuo botta e risposta tra voce e chitarra, bello l’assolo e ottimo il sottofondo di batteria. Il secondo pezzo, “Paranoid” è considerato fra i più belli dei black sabbath, l’inizio è inconfondibile come la prima strofa: “Finished with my woman 'cause she couldn't help me with my mind, people think I'm insane because I am frowning all the time…” Brano corto ma stupendo e con dei riff di chitarra e basso veramente veloci. Superata questa track ci troviamo di fronte ad una canzone che al primo impatto può lasciare a bocca aperta perchè non è nello stile Sabbathiano a cui siamo stati abituati : "Planet Caravan", il brano è molto rilassante, la voce di Ozzy compie una trasformazione per diventare onirica mentre il basso e la batteria ci conducono in uno stato di relax. La quarta traccia parte con un riff iniziale inconfondibile, si tratta di “Iron man”, la canzone è notevolmente dura e potente, i virtuosismi che la batteria compie sono veramente tecnici e ben riusciti, l'assolo è un capolavoro e il basso di Butler diventa veloce e fondamentale più che mai in una song che ne sfrutta le potenzialità al massimo, anche il testo è carino in cui si parla di un uomo di ferro disprezzato per la sua diversità e che brama vendetta. "Electric Funeral", il quinto pezzo, è un brano in cui sin dall'inizio si possono sentire delle chitarre distorte e un basso roboante che in lontananza scandisce ottimamente il ritmo di questa bellissima track che come la traccia 1 è politicamente impegnata e denuncia la bomba atomica che ci trasformerà a parere di Ozzy in una grande pira funeraria elettrica, il brano è bellissimo anche dal punto di vista batteristico dove Ward non sbaglia e mantiene il ritmo eccellentemente fondendosi con un basso sempre più potente. Ecco che arriva "Hand Of Doom" dove a mio parere il groove di Ward è veramente all'avanguardia, in pieno stile Sabbathiano dopo un inizio calmo arriva l'esplosione strumentale che si riaquieta nuovamente per lasciare spazio alla voce e che poi scoppia in una serie di virtuosismi messi all'opera da Iommi e Butler, repentino è l'arrivo della parte più dura della canzone dove il rimo si velocizza moltissimo lasciando partire un breve assolo di chitarra che sparisce subito per lasciar "duettare" basso e batteria. Gli ultimi 2 pezzi, “Rat Salad” e "Fairies Wear Boots" sono di tipo principalmente strumentale, il primo è dedicato alla batteria, dove Ward ci delizia con uno stupefacente assolo, da cui nasce spontaneamente il paragone con “moby dick” dei Led Zeppelin. "Fairies Wear Boots" non fa altro che confermare la grandezza della band e chiude ottimamente questo album capolavoro.


« Ultima modifica: 10 Febbraio 2008, 13:26:53 da ..:: Dioscuro ::.. » Loggato

"La storia della vita è più veloce di un
batter d'occhi. La storia di un amore è
ciao e arrivederci al prossimo incontro."

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« Risposta #1 il: 15 Maggio 2007, 11:14:33 »

Scusate il ritardo, volevo solo complimentarmi con Giuda30 per l'ottima recensione.   icon_applausi
l'unico consiglio che posso darti è di mera impaginazione: usa più capoversi, nomi in neretto, sottolineature etc...favorisce una lettura più distesa.

cmq ti consiglio (anche se sicuramente già li conoscerai) i lavori di Ozzy Osburne del secondo periodo, ovvero una volta fuori dai Black Sabbath. Nuove interpratazioni con due chitarristi che lo hanno aiutato ad arrangiare i pezzi. Due che nella storia della chitarra elettrica hanno un posto di riguardo: Randy Rhoads e Zack Wilde. icon_ok

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Ringrazio di cuore il mio amico Ratman per la firma dedicatami.

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« Risposta #2 il: 10 Febbraio 2008, 10:31:43 »

Ecco, questo si che è un capolavoro, bellissima la recensione di Giuda30.
War Pigs è una canzone enorme.

Voto: 8+
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« Risposta #3 il: 10 Febbraio 2008, 13:10:07 »

Un capolavoro, un disco storico. Non ha ancora quella maturazione di carattere tecnico-compositivo che avranno altri loro album, come ha affermato Giuda30, ma è forse proprio questo che contribuiusce al suo fascino.(fascino dell'album non di Giuda30  ASD ) Un album istintivo e diretto che da emozioni al primo impatto, anche se il mio album preferito dei Black Sabbath resta Heaven and Hell....

In conclusione è uno degli album che chiunque si voglia definire un esperto di musica deve avere nella sua collezione.
« Ultima modifica: 10 Febbraio 2008, 13:23:00 da Mercury » Loggato



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