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Autore Topic: "Parole, parole, parole"  (Letto 4657 volte)
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Hannah
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« Risposta #15 il: 09 Luglio 2010, 17:27:44 »

affondare il coltello e darsela a gambe è una delle cose peggiori che abbia mai fatto...per anch'io sono stato accoltellato e ho visto l'accoltellatore darsela a gambe di gran corsa. E' stata una delle cose più belle della mia vita. La coltellata genera altre parole, le parole pensieri e flusso di energie, bellezze e grossi bastimenti di karma, fortuna, della vita che si celebra in tutte le sue potenzialità. Logos è pensiero, è azione.
Ora che nessuno può davvero più accoltellarmi ne soffro, io e la mia scrittura... che era come una lampada da dentista puntata sul di dentro, a scovare cose della testa, dell'elaborazione dei mille input dei sensi, per avere un senso e non essere in balia dei moti interiori disordinati. Farsi leggere poi merita un discorso a parte: sembra esecrabile, esibizionista...ma siamo animali sociali, il linguaggio, persino quello che indaga nel più intimo, persino quello sconnesso, è fatto per essere condiviso. E dialogato. Perchè pure questa merda una volta letta, sia pure inespressa, suscita, la risposta dell'intelletto. Il vero regista e spettatore.


Mi piace molto quello che hai scritto.
Ma nella pratica, nella vita, non tutto quello che si pensa può essere detto/scritto, non tutto può/deve essere condiviso. Altrimenti non ci sarebbe quel minimo di riservatezza che forse qualcuno vorrebbe ancora conservare. Ed è anche una questione di rispetto. Di sè stessi e degli altri, perché le chiavi di lettura possono essere tantissime, e non sempre gli altri capiscono ciò che vuoi dire: i fraintesi sono dietro l'angolo (dalla scrittura non sempre si capisce il tono in cui vengono dette le cose), specie se estrapolati dal contesto del vissuto di ognuno di noi e dal nostro punto di vista ( o meglio, dal nostro CARATTERE), che condiziona ciò che diciamo e che è condizionato, a sua volta, da tutto quello che ci accade intorno (MA si spera sempre di essere influenzati il meno possibile dal punto di vista altrui, rimembrando un post di Quintino, che crede nella letteratura più di ogni altra persona che non abbia mai conosciuto.  -Si capisce da quello che scrive!-)

Ah, a volte scrivo per gli stessi motivi di JDP, per liberarmi dai pensieri frustranti, per non portare con me sentimenti di cui voglio liberarmi (e devo dire che riesco sempre in questo proposito, li blocco e li metto su carta/Word icon_cool.)
Per me la scrittura ha un ruolo quasi "terapeutico": mi analizzo, cerco di capirmi, di vedere dove sbaglio (anche dove sbaglio nel pensare qualcosa  icon_lol).
Cerco di capire anche gli altri, ma non da quello che scrivo (io), per l'appunto...

Ora, per esempio, mi sono messa a scrivere solo per dire la mia icon_redface icon_puffo
« Ultima modifica: 09 Luglio 2010, 18:55:48 da Hannah » Loggato

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Traduzione Italiana a cura di SMItalia

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