GulliLibero
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Autore Topic: "Entro cinque anni il nucleare in Italia"  (Letto 12892 volte)
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Dariuz
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« Risposta #15 il: 27 Febbraio 2009, 23:06:04 »

come già il caso alitalia, pare che in questo periodo sarkò ce la stia mettendo parecchio spesso nel c*lo...

che si sia stancato di carla bruni?Huh ASD ASD ASD ASD
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Sade
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« Risposta #16 il: 03 Marzo 2009, 00:07:15 »

come già il caso alitalia, pare che in questo periodo sarkò ce la stia mettendo parecchio spesso nel c*lo...

che si sia stancato di carla bruni?Huh ASD ASD ASD ASD

hahahaha!

Cmq, io ho votato no.
Secondo me, come avete giá detto, potremmo trovare delle alternative meno inquinanti.
Avete giá detto tutto, quindi inutile ripetere!
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Mercurio
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« Risposta #17 il: 03 Marzo 2009, 14:19:15 »

Premetto che non me ne intendo molto dell'argomento e non ho seguito la vicenda italo-francese ma ho sentito dire che ci stanno vendendo tecnologie che saranno obsolete quando le centrali entreranno in funzione,ma in teoria non dovrebbero essere le più moderne attualmente disponibili? è ovvio che la tecnologia avanza, ma quando si costruisce qualcosa, la si costruisce con le tecnologie che si hanno a disposizione. 

Inoltre ho sentito pure che il nucleare è un energia superata e che proprio ora che il mondo vuole disfarsene l'Italia se ne interessa, però questa visione contrasta un pò con questo articolo che ho letto su wikipedia


Non sono a favore dell'energia nucleare, semplicemente mi ritengo parecchio ignorante in materia e vorrei delle delucidazioni.
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« Risposta #18 il: 03 Marzo 2009, 15:03:45 »

il problema delle centrali riguarda dati gli attuali standard di sicurezza prevalentemente lo smaltimento delle scorie, probabilmente qualcuno in futuro proporrà di spedirle nello spazio (tipo la spazzatura in Futurama) cmq se volete delle delucidazioni sulla convenienza economica razionale guardate la teoria dei giochi non cooperativi...(qlkosa c'è nei programmi universitari di Teoria dele decisioni ed economia ambientale) ma sul piano ambientale la risposta è una: non si possono smaltire le scorie con l'attuale tecnologia! Il problema diventa allora quello di pensare alla John Nash, cioè se non lo facciamo noi lo fanno gli altri e quali sarebbero le conseguenze? vedete sempre teoria dei giochi usata in economia ambientale.
La mia risposta è che è facile essere influenzati dalla TV! da internet, ed è difficile studiare in modo analitico un problema...la mia esperienza sono gli studi che sto facendo sul petrolio, mi auto rimprovero sul fatto che mi faccio influenzare!
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Un giorno incontrai un bambino cieco... mi chiese di descrivergli il mare, io osservandolo glielo descrissi, poi mi chiese di descrivergli il mondo... io piangendo glielo inventai...
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« Risposta #19 il: 03 Marzo 2009, 15:48:06 »

il problema delle centrali riguarda dati gli attuali standard di sicurezza prevalentemente lo smaltimento delle scorie, probabilmente qualcuno in futuro proporrà di spedirle nello spazio (tipo la spazzatura in Futurama)

ah ah fantastico.. come futurama!! ma ve lo immagginate??  XD
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« Risposta #20 il: 03 Marzo 2009, 18:35:35 »

Mercurio, in sostanza si è già allo sviluppo della 4a generazione di centrali nucleari, che sono più redditizie, versatili e ovviamente, sicure (non che quelle di 3a, o 3a avanzata non lo siano abbastanza)
La Francia ci vende la 3a, tutto qui... magari le nuove centrali di 3a generazione saranno convertite, ampliate, ecc, e che fa, paghiamo due volte, e nel frattempo che gli altri si costruiscono e continuano a fare ricerca sulla 4a generazione e oltre, noi ci costruiamo quelle di 3a, pronte per chi sa quando, pagando ulteriormente i Francesi  ASD ??
Molti vorrebbero che il problema fosse politico. Almeno per me, non lo è affatto. C'è stato un referendum, ma già qui posso vedere che l'opinione pubblica ha cambiato idea, quindi tutto il rispetto per la Maggioranza di Schifaniana memoria  ASD

la 3a generazione che io sappia, come accade nella maggior parte delle centrali energetiche, riscalda l'acqua e mette in azione turbine che convertono l'energia meccanica prodotta in elettricità. Il problema sollevato è che per soddisfare piccole fette di fabbisogno ESCLUSIVAMENTE elettrico (c'è anche quello termico) che è in costante aumento, ci vogliono tante centrali (e quindi tanti soldi, tanti siti, tante scorie). Non sarebbe bello una volta tanto promuovere una campagna di risparmio energetico, incentivare le fonti rinnovabili (che maremma maiala non sono cose fantascientifiche nè esose come si pensa!), piuttosto che adottare e tardivamente direi la soluzione nucleare?
La cosa come sempre che fa intristire, è che comunque reintrodurre il nucleare non è una manovra innovativa, ma piuttosto una frettolosa "riparazione". Staremo a vedere, magari prima o poi venderemo noi energia alla Francia!  icon_ook
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« Risposta #21 il: 03 Marzo 2009, 22:01:32 »



Questo non basta?  goccia di sudore
Stiamo morendo insieme al nostro pianeta.
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« Risposta #22 il: 18 Marzo 2011, 17:26:53 »


Favorevole al nucleare da una vita . Ma in Italia laddove c’è da specularci lo si fa introducendo anche la favola dei sette nani . Non mi sorprenderebbero le tasse sull’aria pura , sulle scorie, sullo smaltimento della carta forno e delle matite contaminate come non lo farebbe una grande centrale nucleare nel cratere dell’Etna. Il reale problema non è la centrale in sé ma la gente inaffidabile che è pronta ad occuparsene. E se l’Italia sarà a vita l’ unico paese del G8 a non avere il nucleare, o costruirà edifici pericolanti ritenuti scandalosi da ingegneri antisismici giapponesi, o continuerà ad incornarsi per festini amorosi non è un problema che riguarda me come cittadino, ma di un cerbero ottuso che tenta di mordersi la coda.
Nucleare ad una condizione: l’intero personale di nazionalità tedesca. Laddove anche solo il portinaio o lo spazzino risultasse italiano , quindi potenzialmente colluso con le mafie , il rischio di minaccia esplosione/attentato/ricatto mistificato come “ errore umano ” sarebbe all’ordine del giorno. Non sappiamo costruire un solo inceneritore per non stuzzicare gli interessi dei potenti figuriamoci cosa combinerebbe un popolo pappone come il nostro con il nucleare sotto casa !
La stessa fine dell’ Apprendista Stregone con la sua sindrome di onnipotenza , ma stavolta di natura disonesta e schifosa.



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" Distruggere è meglio che creare quando non si creano le poche cose necessarie.
E poi, c'è qualcosa di così chiaro e giusto al mondo che abbia il diritto di vivere?
Che mostruosa presunzione credere che gli altri si gioverebbero dello squallido catalogo dei suoi errori.
E a lei che cosa importa cucire insieme i brandelli della sua vita, i suoi vaghi ricordi, o i volti delle persone che non ha saputo amare mai? "
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« Risposta #23 il: 23 Marzo 2011, 15:40:05 »


Favorevole al nucleare da una vita . Ma in Italia laddove c’è da specularci lo si fa introducendo anche la favola dei sette nani . Non mi sorprenderebbero le tasse sull’aria pura , sulle scorie, sullo smaltimento della carta forno e delle matite contaminate come non lo farebbe una grande centrale nucleare nel cratere dell’Etna. Il reale problema non è la centrale in sé ma la gente inaffidabile che è pronta ad occuparsene. E se l’Italia sarà a vita l’ unico paese del G8 a non avere il nucleare, o costruirà edifici pericolanti ritenuti scandalosi da ingegneri antisismici giapponesi, o continuerà ad incornarsi per festini amorosi non è un problema che riguarda me come cittadino, ma di un cerbero ottuso che tenta di mordersi la coda.
Nucleare ad una condizione: l’intero personale di nazionalità tedesca. Laddove anche solo il portinaio o lo spazzino risultasse italiano , quindi potenzialmente colluso con le mafie , il rischio di minaccia esplosione/attentato/ricatto mistificato come “ errore umano ” sarebbe all’ordine del giorno. Non sappiamo costruire un solo inceneritore per non stuzzicare gli interessi dei potenti figuriamoci cosa combinerebbe un popolo pappone come il nostro con il nucleare sotto casa !
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Stesso problema che mi pongo io. Non sono contrario all'energia nucleare ma mi chiedo come potrebbero gli italiani affrontare qualcosa in cui persino i giapponesi hanno fallito. E non c'è paragone in termini di rigore etico e tecnologico, tra i due popli.
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mi piaceva muovermi al sole e vederla diventare piccola, grande;
poi però mi sono reso conto che non mi avrebbe mai abbandonato,
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« Risposta #24 il: 27 Marzo 2011, 18:22:14 »


Hai ragione, Paolo , ma io non credo che i Giapponesi abbiano fallito.


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" Distruggere è meglio che creare quando non si creano le poche cose necessarie.
E poi, c'è qualcosa di così chiaro e giusto al mondo che abbia il diritto di vivere?
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« Risposta #25 il: 30 Marzo 2011, 12:40:34 »


Favorevole al nucleare da una vita . Ma in Italia laddove c’è da specularci lo si fa introducendo anche la favola dei sette nani . Non mi sorprenderebbero le tasse sull’aria pura , sulle scorie, sullo smaltimento della carta forno e delle matite contaminate come non lo farebbe una grande centrale nucleare nel cratere dell’Etna. Il reale problema non è la centrale in sé ma la gente inaffidabile che è pronta ad occuparsene. E se l’Italia sarà a vita l’ unico paese del G8 a non avere il nucleare, o costruirà edifici pericolanti ritenuti scandalosi da ingegneri antisismici giapponesi, o continuerà ad incornarsi per festini amorosi non è un problema che riguarda me come cittadino, ma di un cerbero ottuso che tenta di mordersi la coda.
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Anche io sono della stessa idea. O meglio: sono convinto che "ci stiamo perdendo qualcosa", che una fonte di energia non dovrebbe essere delicata come quella nucleare. Penso sia stata una grande scoperta, ma di passaggio, come base per un processo evolutivo che ci avrebbe portato a trovare nuove soluzioni. Ne avrei compreso la presenza solo per far fronte a necessità energetiche eccezionali. Forse siamo troppo abituati a governare la vita e l'ambiente con un telecomando, per puntare OLTRE che alla ricerca di nuove fonti (magari rinnovabili e meno pericolose), anche a un'effettiva riduzione degli sprechi.

Rispetto al discorso di Gavroche però, penso che una centrale nucleare con personale tedesco in Italia soffrirebbe degli stessi problemi di "infiltrazione mafiosa", perché in Germania il personale tedesco ha a che fare con politici, professionisti, consulenti, fornitori ecc. tedeschi. Qui sarebbero "ospiti", e per quanto tedeschi, vorranno pur sopravvivere...
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non capirà  nemmeno le tue parole
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Che potere avrebbe l'Inferno se coloro che sono imprigionati non potessero sognare il Paradiso?
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« Risposta #26 il: 02 Aprile 2011, 20:40:26 »


Hai ragione, la mia aveva la parvenza melensa dell’ isola Utopia di More ...  XD



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" Distruggere è meglio che creare quando non si creano le poche cose necessarie.
E poi, c'è qualcosa di così chiaro e giusto al mondo che abbia il diritto di vivere?
Che mostruosa presunzione credere che gli altri si gioverebbero dello squallido catalogo dei suoi errori.
E a lei che cosa importa cucire insieme i brandelli della sua vita, i suoi vaghi ricordi, o i volti delle persone che non ha saputo amare mai? "
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