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Autore Topic: Banco del Mutuo Scoccorso - Io sono nato libero (1973)  (Letto 607 volte)
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« il: 17 Febbraio 2009, 00:01:12 »

Autore: Banco del Mutuo Soccorso

Titolo Album: Io sono nato libero

Anno:  1973

Etichetta : Ricordi




1.     Canto nomade per un prigioniero politico          
2.    Non mi rompete       
3.    La città sottile       
4.    Dopo ... niente è più lo stesso       
5.    Traccia II



Il Banco del Mutuo Soccorso è una della band progressive più famose e geniali del panorama prog italiano. Quello che mi accingo a recensire è probabilmente il loro capolavoro assoluto, più maturo dei 2 precedenti lavori. Io sono nato libero è una vera perla , un disco che vale la pena scoprire ed ascoltare con attenzione, per cercare di cogliere ogni minima sfumatura , ogni parola , ogni sensazione ed emozione. Un disco dove il significato dei testi si sposa a meraviglia con la musica creando un intreccio perfetto, la più alta forma d'arte, forma e sostanza  che si fondono per creare qualcosadi unico. In poche parole questo non è un album da ascolatre distrattamente, magari come sottofondo mentre si chatta...   Necessita di grande attenzione, io consiglio sempre a tutti quelli a cui ne parlo, di ascoltarlo stando al buio, magari con le cuffie, in modo che i sensi siano tutti indirizzati a comprendere quest'opera eccezionale. Inoltre è consigliabile procurarsi pure i testi.

L'album si apre con la splendida "Canto nomade per un prigioniero politico" che parla della prigionia di un rivoluzionario, 15 minuti di "Banco"  tra melodie struggenti ed esplosioni progressive. Segue la delicata ballata "non mi rompete", un pezzo che concilia il sonno, leggero e mai invadente come un delicato raggio di sole che filtra dalla finestra al mattino.  "La città sottile" è un manifesto del prog italico. Il pezzo è ispirato dalle citta invisibili di Calvino e ci trasporta letteralmente in un altra dimensione dove le leggi della fisica (e non solo) , sono solamente un vago ricordo, la musica e la geniale prestazione vocale di Di Giacomo rendono benissimo l'idea. "Dopo...Niente è Più lo Stesso" è un pezzo che parla di guerra, tragico ma sublime, ogni frase del testo è un grido contro la violenza. A mio avviso è uno dei pezzi "pacifisti" più belli e di tutti i tempi, dove anche un argomento così tremendo riesce a divenire poesia... "Traccia II " chiude l'album, è un pezzo strumentale che funge quasi da camera di decompressione emozionale
  che riporta il lettore a contatto con la realtà dopo le riflessioni scaturite dalle tracce precedenti.

Bisogna infine ricordare la splendida Voce di Di Giacomo che con la sua abilità sia tecnica che espressiva permette all'album di raggiungere un livello di eccellenza sotto il punto di vista canoro e lirico e non solo musicale , cosa che gruppi come la PFM non riusciranno mai a fare (secondo me ). L'interpretazione dei testi è qualcosa di sublime...


Spero di avervi incuriosito, e buon ascolto Smiley


Voto: 10
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Traduzione Italiana a cura di SMItalia

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