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Autore Topic: La morte e i suoi volti.  (Letto 5339 volte)
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Narci
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« il: 18 Aprile 2009, 15:46:34 »

Giuseppe Ungaretti - Inno alla morte

Amore, mio giovine emblema,
Tornato a dorare la terra,
Diffuso entro il giorno rupestre,
E' l'ultima volta che miro
(Appie' del botro, d'irruenti
Acque sontuoso, d'antri
Funesto) la scia di luce
Che pari alla tortora lamentosa
Sull'erba svagata si turba.

Amore, salute lucente,
Mi pesano gli anni venturi.

Abbandonata la mazza fedele
Scivolero' nell'acqua buia
Senza rimpianto.

Morte, arido fiume...

Immemore sorella, morte,
L'uguale mi farai del sogno
Baciandomi.

Avro' il tuo passo,
Andro' senza lasciare impronta.

Mi darai il cuore immobile
D'un iddio, saro' innocente,
Non avro' più pensieri ne' bonta'.

Colla mente murata,
Cogli occhi caduti in oblio,
Faro' da guida alla felicità.


Morte. Argomento che spesso si affaccia nelle nostre menti,con le sue sfaccettature.
Qual è secondo voi il miglior modo per lasciare questa terra? Cosa avviene dopo? Si prospetta dinanzi a noi un silenzio senza fine,un sonno senza sogni, la reincarnazione o semplicemente le nostre anime raggiungeranno la pace eterna? 
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<< Io adesso vivo così,ma tu non puoi voltare le spalle alle tue responsabilità e fuggire da loro. E' una scelta negativa e d'evasione. >>
<< Penso non ci sia niente di negativo nel fuggire per salvarmi la vita. >>

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Mercurio
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« Risposta #1 il: 18 Aprile 2009, 16:03:47 »

" Un paracadute che non si apre. Questo è un bel modo di morire. O restare intrappolato tra gli ingranaggi di una macchina. O un lappone che con un morso ti strappa le palle! È così che me ne voglio andare."

Tenente Frank Drebin : Una pallottola spuntata

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Narci
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« Risposta #2 il: 18 Aprile 2009, 16:29:16 »

Solo perchè sei tu  ASD icon_offtopic
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<< Io adesso vivo così,ma tu non puoi voltare le spalle alle tue responsabilità e fuggire da loro. E' una scelta negativa e d'evasione. >>
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« Risposta #3 il: 18 Aprile 2009, 16:30:42 »

E io che leggendo il titolo del topic avevo temuto foto di Estragone nudo  icon_sorpreso
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Echoes
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« Risposta #4 il: 18 Aprile 2009, 18:41:02 »

Morte. Argomento che spesso si affaccia nelle nostre menti,con le sue sfaccettature.
Qual è secondo voi il miglior modo per lasciare questa terra? Cosa avviene dopo? Si prospetta dinanzi a noi un silenzio senza fine,un sonno senza sogni, la reincarnazione o semplicemente le nostre anime raggiungeranno la pace eterna? 


Non esiste un modo migliore di morire, esiste un modo migliore di vivere. La risposta alle successive domande dipende dal proprio orientamento religioso (è impossibile prendere una ferma posizione senza avvalersi della fede). Molti studiosi sostengono che attraverso l'ipnosi regressiva (una tecnica che consiste nel far rivivere sotto stato di ipnosi esperienze passate che hanno subito il processo di rimozione) si possa risalire al periodo fetale (questo pare dimostrato) e, addirittura, a vite precedenti (e vi son casi che fanno rabbrividire anche me che non ci credo). Ciò premettendo che alla base della vita umana vi sia una parte di materia=energia che abbandona il nostro corpo al momento della nostra morte per "posarsi" su un altro corpo (il concetto di anima reincarnata). Tutte le religioni prevedono che la morte sia solo un passaggio, ma mentre molte religioni orientali credono che questo passaggio avvenga da un corpo ad un altro affinchè, di vita in vita, avvenga un processo di "purificazione" dell'anima, il cristianesimo prevede un aldilà gerarchico in cui le anime si distribuiscono con criterio meritocratico (ciò avviene anche secondo le altre religioni, completato il processo di "purificazione", che nel cristianesimo è riservato al purgatorio). Son concezioni diverse di anima/morte/aldilà, concetti comunque presenti in tutte le religioni. Io non credo che gli studi sull'ipnosi regressiva porteranno a delle risposte concete, credo sempre e comunque che si tratti di una questione di fede. Chi non ce l'ha non ci crederà mai, chi ce l'ha avrà un'altra tesi a vantaggio della propria stessa fede.

Sapete qual'è la cosa migliore? Farsi meno seghe mentali e aspettare, tanto lo scopriremo tutti, non scappa nessuno.  ASD

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« Risposta #5 il: 26 Aprile 2009, 13:17:55 »

Mi spiace affidare la mia idea una canzone ma credo che sia la migliore scritta sull'argomento:

Arriverà che fumo o che do l'acqua ai fiori,
o che ti ho appena detto:
"scendo, porto il cane fuori",
che avrò una mezza fetta di torta in bocca,
o la saliva di un bacio appena dato,
arriverà, lo farà così in fretta
che non sarò neanche emozionato...
Arriverà che dormo o sogno,
o piscio o mentre sto guidando,
la sentirò benissimo suonare mentre sbando,
e non potrò confonderla con niente,
perché ha un suono maledettamente eterno:
e poi si sente quella volta sola
la viola d'inverno.
Bello è che non sei mai preparato,
che tanto capita sempre agli altri,
vivere in fondo è scontato
che non t'immagini mai che basti
e resta indietro sempre un discorso
e resta indietro sempre un rimorso...
E non potrò parlarti, strizzarti l'occhio,
non potrò farti segni,
tutto questo è vietato da inscrutabili disegni,
e tu ti chiederai che cosa vuole dire tutto quell'improvviso starti intorno
perché tu non potrai,
non la potrai sentire la mia viola d'inverno.
E allora penserò che niente ha avuto senso
a parte questo averti amata,
amata in così poco tempo;
e che il mondo non vale un tuo sorriso,
e nessuna canzone è più grande di un tuo giorno
e che si tenga il resto,
me compreso, la viola d'inverno.
E dopo aver diviso tutto:
la rabbia, i figli, lo schifo e il volo,
questa è davvero l'unica cosa
che devo proprio fare da solo
e dopo aver diviso tutto
neanche ti avverto che vado via,
ma non mi dire pure stavolta
che faccio di testa mia:
tienila stretta la testa mia.

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ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere
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« Risposta #6 il: 26 Aprile 2009, 17:30:56 »

Concordo con Quintino  icon_applausi
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« Risposta #7 il: 26 Aprile 2009, 20:41:10 »

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Vita e morte sono due facce della stessa medaglia


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« Risposta #8 il: 26 Aprile 2009, 22:41:08 »


Quando il primo essere vivente è esistito, io stavo aspettando.
Quando l'ultima cosa vivente morirà, il mio lavoro sarà finito. Metterò le sedie sul tavolo, spegnerò le luci e chiuderò l'universo dietro di me quando me ne andrò.
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Chi non comprende il tuo silenzio
probabilmente
non capirà  nemmeno le tue parole
E. Hubbard


Che potere avrebbe l'Inferno se coloro che sono imprigionati non potessero sognare il Paradiso?
Neil Gaiman

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« Risposta #9 il: 27 Aprile 2009, 00:50:48 »

E' necessario convivere col dato di fatto che la morte è essenziale per la vita ed il suo progetto evoluzionistico.

Penso proprio di non credere nella vita dopo la morte, nelle reincarnazioni, nella giustizia, nella meritocrazia, nei paradisi e negli inferni: credo che siano invenzioni di religioni statalizzate aventi lo scopo di imporre gabbie morali e minacciare oltre il punibile dalla legge.

Alcuni di noi segneranno il mondo in modo indelebile, altri passeranno quasi inosservati ma saranno ugualmente utili al grande processo evolutivo.
Le nostre idee, il nostro ricordo e le nostre opere continueranno a vivere trasformandosi nelle menti di chi ci ha conoscuti, i nostri geni continueranno a esistere trasformandosi e combinandosi di generazione in generazione ed infine il nostro corpo verrà divorato dalla terra che creerà nuovamente la vita, le cellule del nostro corpo saranno distrutte e i loro componenti diverranno parte di altre forme di vita.

Geni, pensiero, materia, più reincarnazione di così!

Siamo veicoli di creatività, tanto speciali da esserci convinti di avere importanza individuale mentre rispondiamo ad una Volontà che guarda alla specie, non al singolo.
Sì, penso che dopo la morte ci sia il non essere: candela accesa, candela spenta.
E come spesso capita mi affido ai versi del Profeta di Gibran, che descrivono la mutazione e la fusione.


Solo quando berrete al fiume del silenzio canterete davvero.

E quando avrete raggiunto la sommità del monte, comincerete a salire.

E quando la terra esigerà le vostre membra, solo allora danzerete veramente.
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"Quand'ero bambino giocavo sempre con la mia ombra;
mi piaceva muovermi al sole e vederla diventare piccola, grande;
poi però mi sono reso conto che non mi avrebbe mai abbandonato,
neanche al buio."
Ego
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« Risposta #10 il: 12 Maggio 2009, 18:25:35 »

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Giuseppe Ungaretti - Inno alla morte
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Si ricerca una spiegazione radicata in ogni cosa ; o magari una giustificazione sufficiente che possa assolvere un male così
individuale come la vita da un problema tanto universale che è la morte . Ma non mi sento di credere in nulla .
La morte è Morte solo per se stessa e la morte della vita non esiste perché la vita essendo tale per definizione non può morire , né finire .
Mi ritrovo dalla parte del non-essere , di chi prova l’ imbarazzo dell’ inconsistenza e si sente misera cosa , chi non possiede coscienza civile o la consapevolezza delle cose , queste cose della vita , che nessuno ha chiesto .
Per me l'anima non è nè inconsistente nè incorporea , e non ha nulla a che fare con l'ipotetica dimensione trascendentale ridotta al teorico ....  piuttosto credo nell’ anima Del corpo , che è organica ed esistente solo se legata alla nostra materiale entità fisica . E se un' altra vita dopo la nostra morte vorrà aspettarci non potrà farlo in quanto si ritrova nell’ inorganico che non ci include, la non-materia di cui non possiamo avere conoscenza perché non siamo noi , o non siamo più noi , ma altra cosa che è impensabile .
Un intreccio così caoticamente aggrovigliato non ammette possibilità di soluzione, è come chiedere a qualcuno di inventare un colore del tutto nuovo che nessuno ha mai visto né immaginato.  E qui la fantasia è finita .
Non so se rendo l’idea , scusate la noia .



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Aisha
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« Risposta #11 il: 12 Maggio 2009, 19:06:07 »


La morte è parte purtroppo del ciclo della vita.
Non so cosa ci sia dopo, male che vada c'è il nulla, non ho paura del nulla!! Poi se davvero c'è un posto dove tutte le anime stazionano non penso sarà peggio della Terra..bo..
Preferirei morire senza soffrire troppo.
La morte più brutta è sicuramente quella toccata ai fratellini di gravina di puglia, chiusi li giù a gridare aiuto per giorni.
Ecco così non vorrei morire..
Potrei morire prima di un esame che non darò mai, o nel futuro prima di una scelta medica che potrebbe costare la vita ad un paziente..



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Beati gli uomini che sanno sognare, daranno speranza a molti
e correranno il rischio un giorno di vedere realizzati
i propri sogni..
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« Risposta #12 il: 12 Maggio 2009, 19:42:25 »

Io credo che una volta morti finiremo da qualche parte nella galassia dell'ovest; il nostro corpo ci resterà solo se saremo stati dei guerrieri buoni, altrimenti diventeremo degli spiritelli. Ovviamente i cattivi finiranno negli inferi. Il giudizio spetterà ad un gigante rosso con la barba nera e un cappello da vichingo. Ovviamente ci comparirà l'aureola. Avremo la possibilità di combattere contro guerrieri potentissimi e di percorrere lunghe strade a forma di serpente. La condizione non sarà irreversibile, resusciteremo infatti decine di volte per partecipare a tornei vari.
« Ultima modifica: 13 Maggio 2009, 16:37:44 da Lauri » Loggato

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« Risposta #13 il: 12 Maggio 2009, 20:21:27 »

Io non ho paura di morire,in quanto non posso temere un elemento che non conosco. Ho sicuramente un timore maggiore nel lasciare ben poco a coloro che mi stanno accanto,che mi hanno conosciuta o con cui vivrò il quotidiano.
Per questo cerco di vivere al massimo,saziando ogni bisogno, realizzando progetti,pur di non ritrovarmi ad avere rimpianti. Anche perchè sconosco il termine "rimorso".

Dopo la fine non so cosa ci sia,ma è certo che lo scenario di Lauri è prettamente interessante.  icon_ok
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« Risposta #14 il: 13 Maggio 2009, 00:38:26 »

Io non ho paura di morire, in quanto non posso temere un elemento che non conosco. 

Beh, in genere si ha paura proprio di ciò che non si conosce. Specialmente riguardo a cose verso cui si è ipotizzato e fantasticato molto, come la morte.

Ho sicuramente un timore maggiore nel lasciare ben poco a coloro che mi stanno accanto, che mi hanno conosciuta o con cui vivrò il quotidiano.

Non credo che questo accadrà, ognuno di noi lascia un segno indelebile alle persone che fanno parte, chi più chi meno, della nostra vita. Gli esseri umani sono tutti collegati come in una rete. E specialmente alle persone che ti hanno conosciuta bene dubito che tu non abbia lasciato niente  smiley
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