GulliLibero
  Home   Forum   Help Ricerca Calendario Utenti Staff Login Registrati   *
Pagine: [1]   Vai Giù
  Stampa  
Autore Topic: HIV vs Magic: L'uomo che non smetterà mai di lottare!  (Letto 1097 volte)
0 Utenti e 1 Visitatore stanno guardando questo topic.
stewie griffin
gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili
Performer
Star
*

Karma: 79
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Maschile
Nome: stewie
Posts: 1907


< eternal sunshine of the spotless mind >


Guarda Profilo
« il: 23 Agosto 2009, 17:28:21 »

Non è il classico topic su una leggenda dello sport, su quanti trofei ha vinto, o su quanto è stato forte. No. Voglio parlare dell'uomo, non dell'atleta, del suo modo di combattere la malattia, della sua gioia di vivere e di come sorprende tutti ogni giorno che passa.

semplicemente MAGIC




fonte: it.nba.com

LOS ANGELES - In piedi dietro il piccolo podio del Forum Club pieno di vita... e assolutamente defunto. Eravamo sicuri di cio', Dead Man Standing.

Aveva contratto l'HIV, il virus che causa l'AIDS. Immersi nell'ignoranza del tempo, lo guardavamo e vedevamo un'orribile e imminente morte.

Earvin "Magic" Johnson non vide sicuramente nulla di questo. Non è stato grazie alla sua sorprendete vita che ha sfidato le aspettative e continuato a rompere nuove barriere. Magic, 32 anni a quel tempo era solo all'inizio.

Oggi, Magic ne compie 50, e sebbene sia un  po' più rotondo per l'età, appare in salute e raggiante di vita. Fu una guardida unica nella storia fino a quel giorno di novembre del 1991, poi è diventato un improbabile educatore di milioni di persone, insegnadoci che diventare infetti di HIV non comporta necessariamente una rapida caduta nell'AIDS.

E per tutti coloro che schernivano la sua incursione nel mondo degli affari, che vedevano Johnson come un atleta e poco più, le sue eccezzionali doti imprenditoriali l'hanno fatto diventare l'immagine del successo post attività sportiva.

"E' una grande storia vederlo così eccitato, in salute e di successo per l'ennesimo sforzo della sua vita," dice Jerry West, l'ex general manager dei Lakers.

Ritornando al 7 novembre del 1991, quando Magic stava in piedi al podio, poco era chiaro dell'HIV e dell'AIDS. La paura era dilagante e il peggio era spesso profetizzato. Magic era appena uscito dalla stagione in cui aveva trascinato i Lakers alle finali nonostante il ritiro di Kareem Abdul-Jabbar, ed era appena ritornato a casa da una lunga serie di viaggi per la preseason. Si vociferava che fosse ammalato ma nessuno poteva immaginare quanto lo fosse.

Mike Dunleavy, l'allora coach dei Lakers, ricevette una chiamata nello Utah dall'assistente del general manager Mitch Kupchak, che gli diceva di far venire subito Magic a Los Angeles. Dunleavy scherzò dicendo che se Magic stava tentando di saltare l'ultima gara del viaggio doveva solo chiederlo.

Magic aveva fallito parte dei test di routine sulla sicurezza fisica e altri test furono fatti. Perse le prime tre gare della stagione. Quando i Lakers chiamarono una conferenza stampa i rumors cominciarono a farsi forti.

John Nadel, l'esperto scrittore di sport dell'Associated Press di Los Angeles, racconta così la storia. Era nel suo ufficio quel martedì quando il telefono iniziò a squillare con varie versioni della malattia che aveva colpito di Magic.

"Poi qualcuno chiamò John Horn, il giornalista che si occupava di entertainment, e lui sentì che Magic aveva l'AIDS. Fù il caos, tutti nel mio ufficio sembravano impazziti, ero solo il ragazzo dello sport e tutti mi gridavano di fare chiamate."

Alle 11 del mattino Nadel raggiunse una fonte della squadra che gli confermò l'incredibile notizia, chiedendo però il favore di non diffonderla prima della conferenza stampa. Ma quando la CNN riportò la notizia che Magic stava annunciando il suo ritiro, Nadel lo richiamò e ottenne l'ok per divulgare la storia.

La squadra si stava allenando al Loyola Marymount University quando Dunleavy ricevette una chiamata dai Lakers. "Mi dissero, dobbiamo portare fuori tutta la squadra al più presto. Non dire e fare nulla di particolare, termina solo l'allenamento e riporta tutti qui."

La storia di Nadel elettrizzo la nazione. Dave Strege, l'allora corrispondente per l'Orange County Register, fu mandato fuori dagli spogliatoi per raccolgiere la reazione dei giocatori.

"Era come cercare di intervistare qualcuno che aveva appena saputo di aver perso il fratello, "era come stare in un obitorio, comprensibilmente non molti si fermavano a parlare con i media."

In quei giorni, il pubblico fu informato molto male sull'HIV e l'AIDS, molti pensavano che fossero la stessa cosa.

"Penso che tutti lo guardavano come un uomo già morto," dice Nadel. "Tutti pensavano fosse la definitiva sentenza di morte, almeno entro 3 massimo 4 anni."

Mychal Thompson è stato compagno di Magic nei Lakers nelle uiltime 4 stagioni. Stava giocando in Italia quando sentì la notizia, un compagno americano sbagliando gli disse che Magic aveva l'AIDS.

"Erano i primi anni 90 e tutti pensavano automaticamente che se prendevi il virus, era solo questione di tempo."

Alla conferenza stampa, Magic rimase ottimista per quanto tentò di esserlo. Disse che il virus non lo avrebbe sconfitto e avrebbe lottato per trovare un modo di sopraffarlo. A molte persone sembrò come se fosse restio ad accettare la soferenza e la morte.
Dopo la conferenza la squadra, la lega, la città e l'intera nazione si stavano mettendo nell'ottica che uno dei più grandi giocatori della storia della NBA stava ora iniziando una battaglia per la sopravvivenza.

Con il passare degli anni e il rimanere in salute di Magic egli divenne un simbolo di speranza per le persone con l'HIV. Si fece portatore dell'educazione, del sesso sicuro e degli avanzamenti della ricerca medica.

Con la sua attitudine verso il duro lavoro, il cambio di dieta e ele cure, riuscì definitivamente a bloccare l'avanzamento della malattia. E' un testamento vivente della voglia di vivere nel modo corretto che può sopraffarre quasi tutto.

Mentre metteva in sicurezza la sua vita, Magic ha anche costruito un impero finanziario lontano dal basketball. Ha visto delle opportunità nelle aree depresse urbane conoscendo persone influenti grazie alla sua carriera e usando la loro esperienza come assistenti ed esperti finanziari.

L'ultimo anno i suoi affari sono stati stimati in  circa 700 milioni di dollari. Possiede più di 100 Starbucks, 30 Burger Kings, una dozzina di 24-hour Fitness centers e partnerships con aziende di ristorazione e assistenza sanitaria. Nel 2008 ha scritto il libro "32 modi per diventare un campione negli affari".

Sul campo, naturalmente, fu uno dei migliori giocatori di sempre. Lui e Larry Bird sono riusciti a rendere planetaria l'NBA portandola ad altissimi livelli. Ha vinto 5 campionati e per tre volte l'MVP awards.

Sono passati quasi 18 anni da quella terribile press conference. Da allora c'è stata una apparizione all'All-Star game, una medaglia d'oro olimpica e un breve ritorno al basket, ma il suo più grande successo è stato a capo della crociata contro l'HIV / AIDS, l'istruzione e la costruzione del suo impero economico.





un esempio per tutti!  icon_applausi
Loggato




il pupazzo gonfiabile che saluta come uno scemo
don't waste your time, or time will waste you
angelo
ubi maior, minor cessat
Star
*

Karma: 26
Offline Offline

Galleria utente
Sesso: Maschile
Nome: Angelo
Posts: 4523


ubi maior, minor cessat!


Guarda Profilo WWW
« Risposta #1 il: 23 Agosto 2009, 19:26:37 »

non conoscevo la sua storia... ma leggendo devo dire che è veramente un grande... grazie per avermelo fatto "conoscere"
Loggato

Pagine: [1]   Vai Su
  Stampa  
 
Salta a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.21 | SMF © 2006, Simple Machines
Traduzione Italiana a cura di SMItalia

TinyPortal v0.9.8 © Bloc
XHTML 1.0 Valido! CSS Valido!