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Autore Topic: Coppa del Mondo FIFA - Sud Africa 2010  (Letto 15918 volte)
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JDP
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« Risposta #120 il: 05 Luglio 2010, 14:30:31 »

che tristezza! altro che di biagio!

''Quel maledetto rigore sbagliato:
Sono Asamoah Gyan, ho 24 anni e sono disperato. Perchè? Provate a mettermi nei miei panni, provate a pensare come mi sento oggi, non ho dormito, ho pianto tutta la notte, non tanto per me quanto per i miei fratelli africani che credevano in me. Dopo 120 minuti tirati ero stanchissimo e quando ho visto Suarez toccare il pallone con la mano ho pensato che era il mio momento. Avevo già calciato due rigori, alla prima con la Serbia e poi con l'Australia. Ho preso il pallone allora, e sono andato sul dischetto. In un attimo ho sentito gli occhi e i sospiri non solo degli 80.000 allo stadio ma di tutti i fratelli africani che a vevano voglia insieme a me di vivere un momento storico. Ho immaginato la gioia che avrei potuto regalare, le feste interminabili e il mio nome inciso nella storia del mio paese, del mio continente. Un peso enorme. Ma ci pensate? Ho solo 24 anni! E allora quando ho preso in mano lo Jabulani era pesantissimo, ho preso un respiro e mi son detto: calcia forte e poi urla tutta la rabbia che c'è in te. Ci ho provato, credetemi, ma purtroppo è andata come sapete. Dopo il rigore ho pianto ma ho anche pregato, mi son detto: non è finita, adesso vinciamo ai rigori e sono andato subito a battere il 1° e avete visto come l'ho calciato bene. Poi però i miei fratelli Mensah e Adiah non cel'hanno fatta. Anche per loro lo Jabulani era pesantissimo ma io sono andato subito a consolarli perchè la colpa era tutta mia, bastava segnare il rigore giusto. Ricordo che quando ero in Italia ascoltavo una canzone, Francesco De Gregori mi sembra si chiamasse l'autore che diceva che un giocatore non si giudica da come si calcia un rigore...scusate non ricordo bene le parole...mandatelo a dire ai miei ai miei compagni...
E poi che rabbia vedere quel capellone dell'Uruguay, che all'ultimo rigore decide fare il cucchiaio. Io quel coraggio, non l'ho avuto e non me lo perdonerò MAI. ''

Tranquillo fratello, a 28 anni ci consegnerai in mano la coppa del mondo icon_razz
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Ricciolino
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« Risposta #121 il: 06 Luglio 2010, 14:20:13 »

vi porto all'attenzione questo articolo con alcune dichiarazioni del CT uruguaiano Tabarez
http://www.repubblica.it/speciali/mondiali/sudafrica2010/squadre/uruguay/2010/07/06/news/tabarez-5419439/

a mio avviso un gran signore, umile e realista. Da cui Capello Superman dovrebbe prendere appunti. Ridicolo il suo "vinceremo i prossimi mondiali, promesso" icon_confused e non solo con il senno di poi. Tra gli altri CT chi va bocciato, e chi promossom, non solamente alla luce dei risultati in campo? oltre lippi ovviamente..
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helveticus
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« Risposta #122 il: 06 Luglio 2010, 15:52:46 »

È troppo facile vedere chi dovrebbe essere "promosso" e chi "bocciato" secondo i risultati, bisogna vedere secondo il gioco espresso dalle squadre.

Per esempio, parliamo di Joachim Löw. Secondo i risultati dovrebbe essere promosso con centodieci e lode; però, quando fa sparate come questa ("calcio difensivo"Huh Nella semifinale contro i crucchi vincemmo tenendo nei supplementari 4 giocatori d'attacco contemporaneamente: Gilardino, Iaquinta, Totti e Del Piero), oppure come quando contro l'Argentina trova fortunosamente il primo gol e mette subito undici uomini dietro il pallone, mi verrebbe voglia di prenderlo a calci in cu*o.

Comunque (per me) bocciati senza appello: Lippi, Capello, Maradona, Dunga, Domenech: e fin qui nulla di strano. Doveroso poi aggiungere Radomir Antić, che non è riuscito a dare un gioco passabile a un potenziale squadrone come la Serbia, Lars Lagerbäck della Nigeria (studiare schemi difensivi e palle inattive no, eh?) e Carlos Queiroz, che con quel Portogallo è riuscito a far segnare la sua squadra in un'unica partita su quattro.

Promossi: i quattro semifinalisti Van Marwijk, Tabárez, Löw e Del Bosque necessariamente. Metto anche Gerardo Martino del Paraguay, Javier Aguirre del Messico, Bob Bradley degli Stati Uniti e Takeshi Okada del Giappone per i qualificati alla fase ad eliminazione diretta. Infine, menzione d'onore per Pim Verbeek e Sven-Göran Eriksson: il primo, dopo la débâcle iniziale contro la Germania, ha portato l'Australia a sfiorare il passaggio al secondo turno, mancato solo per differenza reti, avendo il coraggio di cambiare uomini apparentemente intoccabili e schemi consolidati; il secondo paga per la sfortuna che gli dà un girone di ferro, ma perde contro il Brasile senza demeritare, domina il Portogallo (poi qualificato a sue spese) senza purtroppo riuscire a segnare e vince l'ultima, inutile, sfida contro la Corea del Nord.
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« Risposta #123 il: 06 Luglio 2010, 22:48:20 »

Che partitaaa, che partita!
Gli olandesi hanno meritato sicuramente la vittoria, lucidi, tempestivi, Robben in stato di grazia, Kuyt fondamentale, il tanto osannato Sneijder nuvoloso, non conclude molto, se non quando rischia quasi un rosso per "vendicarsi"... ma gli uruguaiani, che cuore, che azioni.. c'era Cáceres che ha fatto l'impossibile in difesa e non solo, a correr come un matto e rigirar palle a motore...Cavani TUTTO ma assieme Forlàn, peccato per la fine, erano stanchi morti. C'ho sperato in quel 3 pari all'ultimo minuto perchè questa sqadra ha mostrato carattere e forza d'animo prorompenti, ce li avrei visti in finale a combattere coi denti, a "ballare intrusa tra le grandi" come diceva Tabarez. Onorevole sconfitta comunque, e spero di rivederla presto così ruggente...
e ora la finale... mi auguro 1 che l'Olanda batta i Crucchi 2 che l'Olanda batta la Spagna, ma piango con un occhio per il contrario... 3 alla Squadra Olandese viene in massa un blocco intestinale leggero ma debilitante per un mese intero così da costringere la FIFA a richiamare L'uruguay a giocare la finale contro Germania o Spagna...  ASD

Auguri Olanda  icon_applausi
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« Risposta #124 il: 06 Luglio 2010, 23:04:11 »

WIJ ZIJN IN FINALEEEEEEEEE!!! icon_ook


En nu... OP NAAR GOUD! icon_diavolo
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« Risposta #125 il: 07 Luglio 2010, 22:24:18 »

non commento la partita perchè esigo il commento tecnico di Helveticus...ma dico solo due cose:
1) Bagni a casa
2) Quello spa***io di Polpo c'aveva ragione e godo! icon_applausi



Ora l'Olanda deve necessariamente fare i culetti rossi a questi spagnoli.
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« Risposta #126 il: 07 Luglio 2010, 22:28:54 »

per me l'olanda vince, la spagna non può vincere anche il mondiale dopo l'europeo...
mitico il polipo, aspettiamo il verdetto di germania-uruguay
è vergognoso che non han fatto fare la telecronaca a bizzotto, se c'era lui la germania avrebbe vinto.
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"(in Iran)Non capiscono le ragioni di reprimere nel sangue il dissenso, quando basterebbero dei noiosissimi talk show."

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"A Montecitorio, intanto, Bersani ha incontrato i lavoratori Alcoa, che hanno ascoltato pazienti le sue richieste."

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« Risposta #127 il: 08 Luglio 2010, 09:03:44 »

non commento la partita perchè esigo il commento tecnico di Helveticus...

 icon_risate

La partita non l'ho vista "benissimo" causa impegni contingenti, però posso affermare con tranquillità che ieri la Germania non ha visto palla. L'assenza di Müller, come già preventivato subito dopo i quarti di finale, ha pesato moltissimo: Trochowski non ha né la tecnica né la velocità dell'ala del Bayern, e a lungo andare ha privato le punte di rifornimenti e la squadra di tiri e "metri" in campo. La Germania, come avevo già detto, era stata sopravvalutata a causa dei risultati tonitruanti con i quali aveva battuto Inghilterra e Argentina, senza considerare il fatto che aveva segnato 6 reti su 8 su contropiedi/verticalizzazioni sulla difesa: quando ha incontrato una squadra che fa del possesso palla la sua arma principale e che, quando è in giornata, non te la fa neanche toccare, si è visto di che pasta è fatta. D'accordo, Kroos ha avuto l'occasione per pareggiare verso la fine della partita, ma non può essere sempre festa. Il premio "cog***ne d'oro" va allo spagnolo Pedro, il quale, in un contropiede due contro uno con Villa che gli sta accanto per spingere il pallone in rete, si incaponisce nel dribbling e priva la Spagna del raddoppio, che avrebbe permesso ai ragazzi di Del Bosque di affrontare con molta più tranquillità gli ultimi minuti di gioco. Löw non ha fatto niente di speciale: si è accorto dell'inadeguatezza di Trochowski e l'ha sostituito troppo tardi con Kroos, di sicuro molto più pericoloso, e poi si è limitato a cercare di intasare l'area di rigore mettendo Gómez al posto di Khedira negli ultimi minuti, ma con tutto ciò i tedeschi devono prendere il primo aereo di ritorno per Cruccolandia (ovviamente metaforico, c'è ancora la finalina); Del Bosque non ha dovuto invece fare quasi niente, neanche un cambiamento di schemi e tre sostituzioni esclusivamente per perdere tempo, in pratica il sogno di ogni c.t.

Per la Spagna, che dire? Senz'altro grande possesso palla, ma è paurosamente sterile in attacco: anche ieri sera, per quel che ricordo, sono stati pericolosi solo tre volte (parata di Neuer su Villa nel primo tempo, gol di Puyol, contropiede del già citato Pedro) e, fatta eccezione per la gara contro l'Honduras, quando hanno vinto lo hanno fatto sempre e solo con un gol di scarto, segnando praticamente sempre con Villa (solo due gol, quello di Iniesta contro il Cile e quello di ieri di Puyol, non vengono dai suoi piedi) e marcando solo sette gol: per fare un paragone, la nostra schifosissima Italia ne ha fatti solo tre in meno giocando la metà delle partite. Non dimentichiamo che la Spagna ha perso contro la Svizzera e ha faticato non si sa quanto per segnare al Paraguay, il quale per larghi tratti del quarto di finale ha giocato di gran lunga meglio di Xavi e compagnia. Secondo me la finale si risolverà su quale tipo di gioco prevarrà: la Spagna ha il suo possesso palla brevettato che, in teoria, può mandare in crisi chiunque, ma gli olandesi, se sono in forma, possono correre e ringhiare più degli spagnoli: Puyol e Piqué non sono due fulmini di guerra e potrebbero avere qualche problema contro gli inserimenti laterali di Kuyt e Robben. Inoltre, bisogna vedere quale delle due coppie di centrocampo avrà la meglio: tecnicamente Xavi e Iniesta sono di gran lunga superiori, ma dal punto di vista fisico rischiano di prenderle da Van Bommel e De Jong. A questo punto, sapremo tutto domenica XD.

1) Bagni a casa

... e non è mai troppo presto, è IMBARAZZANTE. E ci metto anche Dossena, che l'altro ieri, nonostante la sua ostentata patente di "imparzialità", nell'ultima azione della partita si è messo a tifare forsennatamente e spudoratamente per l'Uruguay. Chissà, forse ci aveva scommesso su...

2) Quello spa***io di Polpo c'aveva ragione e godo! icon_applausi

Se uno scommetteva su quello che ha detto il puppo durante tutto il Mondiale vinceva un sacco di soldi, le ha indovinate tutte icon_sorpreso. Comunque, visto il risultato della partita, spero che i tedeschi non siano troppo superstiziosi, altrimenti già vedo i proprietari dello zoo che tengono già pronti olio, limone, aglio, prezzemolo e una pentola d'acqua bollente.
« Ultima modifica: 08 Luglio 2010, 09:11:33 da helveticus » Loggato

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« Risposta #128 il: 09 Luglio 2010, 23:33:47 »

che tristezza! altro che di biagio!

''Quel maledetto rigore sbagliato:
Sono Asamoah Gyan, ho 24 anni e sono disperato. Perchè? Provate a mettermi nei miei panni, provate a pensare come mi sento oggi, non ho dormito, ho pianto tutta la notte, non tanto per me quanto per i miei fratelli africani che credevano in me. Dopo 120 minuti tirati ero stanchissimo e quando ho visto Suarez toccare il pallone con la mano ho pensato che era il mio momento. Avevo già calciato due rigori, alla prima con la Serbia e poi con l'Australia. Ho preso il pallone allora, e sono andato sul dischetto. In un attimo ho sentito gli occhi e i sospiri non solo degli 80.000 allo stadio ma di tutti i fratelli africani che a vevano voglia insieme a me di vivere un momento storico. Ho immaginato la gioia che avrei potuto regalare, le feste interminabili e il mio nome inciso nella storia del mio paese, del mio continente. Un peso enorme. Ma ci pensate? Ho solo 24 anni! E allora quando ho preso in mano lo Jabulani era pesantissimo, ho preso un respiro e mi son detto: calcia forte e poi urla tutta la rabbia che c'è in te. Ci ho provato, credetemi, ma purtroppo è andata come sapete. Dopo il rigore ho pianto ma ho anche pregato, mi son detto: non è finita, adesso vinciamo ai rigori e sono andato subito a battere il 1° e avete visto come l'ho calciato bene. Poi però i miei fratelli Mensah e Adiah non cel'hanno fatta. Anche per loro lo Jabulani era pesantissimo ma io sono andato subito a consolarli perchè la colpa era tutta mia, bastava segnare il rigore giusto. Ricordo che quando ero in Italia ascoltavo una canzone, Francesco De Gregori mi sembra si chiamasse l'autore che diceva che un giocatore non si giudica da come si calcia un rigore...scusate non ricordo bene le parole...mandatelo a dire ai miei ai miei compagni...
E poi che rabbia vedere quel capellone dell'Uruguay, che all'ultimo rigore decide fare il cucchiaio. Io quel coraggio, non l'ho avuto e non me lo perdonerò MAI. ''

pveraccio, questi sì che sono calciatori veri.

Non chiedetemi perchè, ma ho l'impressione che questa lettera non sia stata scritta da Gyan.

Per domenica spero vinca l'Olanda, perdere l'ennesima finale sarebbe uno smacco troppo grosso per gli Orange...
ma purtroppo il puppo (no, non parlo di Ratman) ha detto Spagna!
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« Risposta #129 il: 12 Luglio 2010, 09:13:55 »

Maledetto sia il puppo e le sue previsioni.

Questa è la mia pagella di Sudafrica 2010.

ALGERIA: 5
Riescono ad interpretare le due fasi in modo completamente opposto: benissimo la fase difensiva, tanto che subiscono solo due reti in tutto il Mondiale, una per una cretinata colossale del portiere Chaouchi (poi prontamente epurato) contro la Slovenia e una nel recupero contro gli Stati Uniti. Però nel calcio se non segni non vinci. E chiudono, mestamente, con zero reti segnate. Troppo poco per ottenere la sufficienza.
Il migliore: Nadir Belhadj, terzino sinistro. Sulla fascia spinge che è un piacere, lo vorrei vedere nel nostro campionato.
Il peggiore: Faouzi Chaouchi, portiere. Da galleria degli orrori la papera sul tiro di Birsa.

ARGENTINA: 5+.
Avevano la rosa più completa, il miglior giocatore al mondo e tanta voglia di vincere. Tornano a casa con le pive nel sacco, dopo aver sperperato tutto il talento che avevano; al primo avversario “forte” che hanno incontrato hanno preso un gol da pivelli e, davanti al catenaccio tedesco, hanno prima fatto un forcing imponente ma sterile, salvo poi subire una disfatta epocale. Difesa pietosa, centrocampo così così (Maxi Rodríguez sì, Cambiasso no… io non l’ho capita, questa), attacco che ha vissuto della fortuna di Higuaín e dei lampi di Tévez. Messi spesso inconsistente.
Il migliore: Gonzalo Higuaín, centravanti. In confronto a lui perfino Gastone Paperone impallidisce, ma è pur vero che, per segnare quattro reti a un Mondiale, bisogna farsi trovare sempre al posto giusto al momento giusto.
Il peggiore: Diego Armando Maradona, allenatore. Ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare: convocazioni, titolari, schemi, motivazione della squadra, interviste.

AUSTRALIA: 6-.
L’esordio è stato da tregenda, quattro pappine dai crucchi più un’espulsione possono distruggere il morale della migliore delle squadre. Poi, la metamorfosi: contro il Ghana meriterebbero la vittoria per come combattono con un uomo in meno in campo, poi battono la Serbia e mancano la qualificazione solo per questioni di differenza reti, compromessa con la sciagurata goleada già citata presa alla prima giornata. L’attacco è inconcludente, ma a centrocampo ci sono dei ragazzi validissimi.
Il migliore: Brett Emerton, ala. Può giocare sia esterno, sia terzino, sia mezzala, sia mediano. Tira benissimo, corre in continuazione, ha senso della posizione e non tira indietro il piede. Non fosse altro per il fatto che ha 31 anni, sarebbe da acquistare immediatamente.
Il peggiore: Joshua Kennedy, centravanti. Memorabile più per la sua somiglianza con Gesù Cristo che per le sue inguardabili prestazioni calcistiche.

BRASILE: 5,5.
Se, come dicono in tanti, una squadra è il riflesso del suo allenatore, questo è il caso di Dunga e dei suoi ragazzi: squadra tignosa, cattiva, propensa all’intervento pesante e alla simulazione, chirurgica in attacco e fortissima in difesa con Júlio César, Lúcio e Juan. Insomma, l’opposto rispetto a quanto gli auriverde ci avevano fatto solitamente vedere. Non hanno però calcolato la variante impazzita Felipe Melo e un colpo di testa del giocatore più basso in campo: e così ecco la frittata.
Il migliore: Elano, mediano. In una squadra con tanti sedicenti fini dicitori, il portatore d’acqua di turno fa un figurone correndo per tre, collegando i reparti e segnando due reti.
Il peggiore: Felipe Melo, mezzala. Senza voler sparare sulla Croce Rossa, farsi buttare fuori in quel modo è da idioti.

CAMERUN: 4.
Nonostante la presenza di Eto’o, riescono a perdere tre partite su tre, senza mai dare l’impressione di potercela fare. Inadeguati alla ribalta planetaria.
Il migliore: Eto’o, attaccante. Almeno lui ci ha provato.
Il peggiore: Benoît Assou-Ekotto, terzino destro. Non pensavo si potesse sbagliare così tanto in una sola partita… Contro il Giappone è stato imbarazzante.

CILE: 6,5.
Vincono due partite con il minimo scarto e senza entusiasmare (rete su rimpallo contro l’Honduras, rete in palese fuorigioco contro la Svizzera), si riscattano dal punto di vista del gioco contro la Spagna nonostante la sconfitta. Escono agli ottavi con una difesa decimata dalle squalifiche tra paurose imbarcate e poco spirito d’attacco. Il centrocampo funziona, ma buttarla dentro per loro è un’impresa.
Il migliore: Alexis Sánchez, ala destra. Dribbla e salta l’uomo che è un piacere.
Il peggiore: Mark González, seconda punta. Doveva fare sfracelli, ma non si è visto per niente.

COREA DEL NORD: 4+.
L’esordio scintillante contro il Brasile faceva pensare ad una formazione più che dignitosa; il tempo di arrivare alla seconda giornata e si è capito che il premio Eminflex come “squadra materasso dell’anno” non gliel’avrebbe tolto nessuno.
Il migliore: Jong Tae-Se, centravanti. Di un altro pianeta rispetto ai suoi compagni di squadra.
Il peggiore: l’intera difesa. Hanno preso una media di quattro gol a partita, scusate se è poco.

COREA DEL SUD: 6.
Senza contare il compratissimo Mondiale che hanno giocato in casa, questa è la prima volta, su otto partecipazioni (sette consecutive più quella del 1954), che i sudcoreani passano il primo turno: certo, avere un girone risibile ha aiutato, ma hanno dimostrato di avere buona corsa e qualche scintilla di talento nei giocatori più rappresentativi.
Il migliore: Park Ji-Sung, ala. Ci sarà un motivo se gioca da titolare in una delle più importanti squadre del mondo.
Il peggiore: Jung Sung-Ryong, portiere. Sostituisce il mostro sacro Lee Won-Jae e lo fa rimpiangere: l’errore nell’uscita a vuoto contro l’Uruguay costa alla sua squadra l’eliminazione.

COSTA D’AVORIO: 7.
Vincono per la seconda edizione consecutiva il titolo di “squadra più sfigata del pianeta”: il girone di ferro al sorteggio, il braccio rotto di Drogba… Un pareggio contro il Portogallo nonostante il dominio territoriale, una sconfitta onorevolissima contro il Brasile e un 3-0 alla Corea del Nord non sono stati sufficienti a passare il primo turno; per intenderci, la Corea del Sud è andata agli ottavi con gli stessi punti e una differenza reti peggiore… Sven-Göran Eriksson ha fatto un buon lavoro, la sua squadra è la migliore tra le eliminate al primo turno.
Il migliore: Didier Drogba, centravanti. Grande tecnica e cuore di capitano.
Il peggiore: Salomon Kalou, seconda punta. Impalpabile, inconsistente, inconcludente.

DANIMARCA: 5.
Squadra fiacca e svogliata, basata su giocatori che hanno già dato quanto di meglio potevano offrire (Tomasson, Grønkjær, Rommedahl, Sørensen, Christian Poulsen…) e qualche giovane di belle speranze (Kjær, Bendtner). Una sola vittoria contro il derelitto Camerun: non può ottenere la sufficienza.
Il migliore: Dennis Rommedahl, ala. Finché può trascina i suoi con corsa e buone invenzioni.
Il peggiore: Daniel Agger, stopper. I suoi standard sono ben altri, non è riuscito a dare sicurezza al reparto.

FRANCIA: 3.
In Sudafrica non dovevano neanche arrivarci. Domenech gestisce la squadra come un evaso dal manicomio, i giocatori pensano solo a se stessi e a fare casino, spogliatoio spaccato in cricche… Più che una Nazionale, un caso clinico.
Il migliore: nessuno
Il peggiore: Nicolas Anelka, attaccante. Ciò che ha fatto (anzi, non ha fatto) in campo è imbarazzante; ciò che ha fatto nello spogliatoio è inqualificabile.

GERMANIA: 7,5.
Löw ha portato in Sudafrica una bella nidiata di ragazzini di belle speranze, con un paio di potenziali campioni e qualche vecchia volpe per consolidare il gruppo. Hanno dovuto giocare con quello che l’anno scorso era il terzo portiere (il povero Enke, titolare in pectore, ha posto fine alla sua gravissima depressione sulle rotaie della ferrovia, Adler si è infortunato subito prima della partenza), ma Neuer non ha pagato affatto l’inesperienza; gli altri infortuni di maggio (Ballack, Träsch,…) non si sono sofferti più di tanto. Özil è un regista con i fiocchi, Klose non ha perso l’istinto del gol e la difesa ha retto anche meglio del previsto. Fiori all’occhiello le quattro reti rifilate ai nemici storici di Inghilterra e Argentina. Il gioco qualche volta ha latitato, ma il tempo gioca a favore di questi giovincelli.
Il migliore: Thomas Müller, ala destra. Fenomeno. Se non lo rompono o se non si perde lui stesso, diventerà un campionissimo.
Il peggiore: Lukas Podolski, attaccante. Secondo me è uno dei giocatori più sopravvalutati degli ultimi dieci anni.

GHANA: 6,5.
Hanno passato il girone segnando solo due reti, entrambe su rigore, e giocando piuttosto male in tutte e tre le partite. Agli ottavi hanno avuto la meglio sugli Stati Uniti solo ai supplementari, dando però finalmente l’idea di squadra compatta e decisa, anche se non trascendentale. Infine, ai quarti contro l’Uruguay, hanno avuto l’occasione d’oro per diventare la prima squadra africana della storia a raggiungere le semifinali: hanno però saldato in una sola volta tutti i debiti che avevano accumulato con la buona sorte. Crudele, ma non ingiusto.
Il migliore: Asamoah Gyan, attaccante. Nonostante l’errore dal dischetto ai quarti di finale, non fosse stato per lui molto probabilmente il Ghana sarebbe tornato a casa dopo tre partite.
Il peggiore: Prince Tagoe, seconda punta. Dopo un esordio di rara bruttezza, è stato prontamente accantonato da Rajevać senza alcun rimpianto.

GIAPPONE: 7+.
Si pensava che i nipponici sarebbero stati la squadra cuscinetto del girone E, invece… Ottima la tattica sperimentata da Okada, senza attaccanti di ruolo ma con un gran tourbillon di giocatori che non dànno punti di riferimento in attacco. Matsui ed Endo reggono bene il centrocampo, Tanaka e Komano si fanno valere in difesa e Abe corre fino allo sfinimento. Escono agli ottavi a testa altissima, solo ai rigori. Forse avevo qualche pregiudizio di troppo, complimenti.
Il migliore: Keisuke Honda, attaccante/ala. Veloce, pericoloso, potente e preciso sul tiro anche da fuori area. Se giocasse più in collaborazione con i compagni di squadra sarebbe un giocatore da Champions League.
Il peggiore: Eiji Kawashima, portiere. Regala la vittoria all’Olanda non trattenendo un tiro non irresistibile di Sneijder, non batte chiodo ai rigori contro il Paraguay. Sotto la sufficienza, anche se non disastroso.

GRECIA: 5.
Al loro secondo Mondiale, gli ellenici sono finalmente riusciti a vincere una partita e a segnare almeno una rete. Purtroppo, però, la vittoria all’Europeo del 2004 è rimasta un mero caso isolato. Poca affidabilità in difesa, centrocampo non imperforabile ed attacco asfittico: così non si va da nessuna parte, nonostante qualche buona individualità (Tzorvas, Patsatzoglou, Ninis, il genoano Papastathopoulos). Rehhagel ha lasciato la panchina: al suo successore il compito di ridare una manovra di gioco a questa squadra, appassita nel corso degli anni.
Il migliore: Dimitris Salpingidis, ala sinistra. L’unico giocatore dell’attacco greco che prova a correre e tirare; cerca anche di servire Gekas e Samaras, ma questi non ne vogliono proprio sentire.
Il peggiore: Loukas Vyntra, centrale. D’accordo, è un terzino adattato libero, ma riesce a sbagliare tutto il possibile, e forse anche qualcosa in più.

HONDURAS: 4.
Neanche un gol segnato, un singolo punto ottenuto in una partita orrenda contro la Svizzera, tanta corsa ma piedi plebei. Pochi giocatori degni di un grande palcoscenico, per il resto mediocrità generale e diffusa. Tuttavia, da registrare una prova complessivamente discreta della difesa: finiscono con sole tre reti subite, e Valladares ha dimostrato di saper parare più che bene.
Il migliore: Edgar Álvarez, ala. Il ragazzo del Bari ha una velocità impressionante, se solo avesse un po’ più di disciplina…
Il peggiore: Carlos Pavón, attaccante. Non inquadra la porta neanche con il binocolo.

INGHILTERRA: 4,5.
Ennesimo fiasco della Nazionale dei Tre Leoni, che avranno sì inventato il calcio ma non ci riescono più a giocare. Girone passato da secondi classificati e con troppe sofferenze, rischiando anche contro Slovenia (!) e Algeria (!!!). Agli ottavi cercano di farsi valere, ma prendono due reti da pivelli; pareggerebbero, ma l’arbitro Larrionda nega loro una rete sacrosanta, e allora si liquefanno di fronte agli odiati tedeschi (avrebbero preferito uscire al primo turno piuttosto che prenderne quattro da loro, ne sono sicurissimo) e tornano a casa con la certezza che la “golden generation” è ormai finita senza vincere nulla. Rooney deludentissimo come tutto l’attacco, difesa a tratti da film dell’orrore.
Il migliore: Steven Gerrard, centrocampista centrale. Segna un bel gol contro gli Stati Uniti, ne segnerebbe anche un altro contro la Germania ma… il guardalinee non lo vede. In quella valle di lacrime che è la nazionale inglese del 2010, basta poco per essere il migliore.
Il peggiore: Robert Green, portiere. È al di là dell’umana psiche comprendere l’errore sul tiro di Dempsey.

ITALIA: 3+.
Anche nelle annate più disgraziate, finora, avevamo sempre vinto almeno una partita ai Mondiali. Quest’anno no. Forse Lippi pensava di poter ripetere il miracolo di quattro anni addietro, ma si sa che i fulmini non cadono mai due volte nello stesso punto. Difesa penosa (sei tiri in porta subiti e cinque reti…), centrocampo senza idee ed attacco da terza serie: se non è un disastro annunciato poco ci manca. Molti giocatori (Cannavaro, Chiellini, Gilardino, Pazzini) hanno avuto un rendimento pessimo, altri (Marchisio, Criscito, Pepe, Iaquinta) sono semplicemente scarsi; le convocazioni sballate dell’allenatore hanno fatto il resto. Risultato: fuori al primo turno, ultimi nel girone dietro anche alla Nuova Zelanda, da campioni in carica. Rivoluzione cercasi. Il “più” nel voto è per i venti minuti finali dell’ultima partita: almeno lì hanno dimostrato di sapere/volere fare qualcosa.
Il migliore: Mario Balotelli, centravanti, e Antonio Cassano, regista. Ovviamente rimasti a casa.
Il peggiore: Marcello Lippi, allenatore. Dagli “osanna” al “crucifige” in soli quattro anni. Presunzione parossistica e confusione disarmante per schemi e formazioni. Ancora cerco di spiegarmi come si possa mettere Marchisio trequartista…

MESSICO: 7.
Bella squadretta con tanti giovani interessanti, soprattutto in attacco; passata con relativa facilità il girone, escono agli ottavi contro un’Argentina non irresistibile, anche a causa della boiata sesquipedale della premiata ditta Rosetti-Ayroldi. Vela, Hernández e Giovani dos Santos hanno un grande futuro davanti; se avessero avuto un portiere migliore di Pérez chissà dove sarebbero potuti arrivare…
Il migliore: Carlos Salcido, terzino sinistro. Potente sulla fascia, tanti cross, qualche tiro e bravo anche nella fase difensiva. Ultimo ad arrendersi contro l’Argentina.
Il peggiore: Ricardo Osorio, libero. Mai sicuro in difesa, praticamente chiude la partita degli ottavi di finale con un errore grande come un monolocale; Higuaín sentitamente ringrazia.

NIGERIA: 4.
Un misero punticino, difesa troppo allegra e giocatori eccessivamente propensi a commettere fallo (basti l’esempio di Kaita contro la Grecia, che lascia la squadra in dieci per più di mezza partita). Troppi i gol presi su azioni da palla inattiva, Lagerbäck non ha insegnato bene i suoi schemi. Deludenti gli attaccanti rimasti a secco, Martins e Obinna su tutti. Benino Taiwo sulla fascia sinistra, Shittu in mezzo alla difesa fa paura per quanto è grosso, ma con i piedi… lasciamo perdere.
Il migliore: Vincent Enyeama, portiere. Nonostante un paio di topiche clamorose nelle partite a seguire, contro l’Argentina ha fatto la figura della saracinesca.
Il peggiore: Sani Kaita, centrocampista. Qualcuno gli insegni che bisogna prendere la palla, non le gambe.

NUOVA ZELANDA: 6+.
Squadra di semiprofessionisti, chiudono il Mondiale da imbattuti ed avendo tenuto in scacco per buona parte della partita i campioni uscenti (che, vabbé, erano in una delle loro versioni più sbiadite). Sapendo di non poter contare su classe o velocità, hanno fatto leva sulle uniche caratteristiche che li potevano tenere a galla, fisico e legnate: hanno avuto ragione. Bene Reid in difesa, Smeltz in attacco ha fatto il suo.
Il migliore: Leo Bertos, regista. L’unico giocatore della squadra con un minimo di fantasia, sembrava Maradona in mezzo agli altri.
Il peggiore: Mark Paston, portiere. Qualche sedicenne nei campetti di Sicilia sarebbe stato di gran lunga migliore.

OLANDA: 8.
Arrivano in finale avendo vinto TUTTE le partite, dalla prima partita di qualificazione alla semifinale. Hanno perso. Certo, in finale hanno un po’ picchiato come fabbri, ma quel centrocampo aveva qualità per sé e per non so quante altre squadre. Pagano la mancanza di attaccanti veri e propri in campo, specialmente per la finale; ma resta una prestazione complessiva straordinaria, avendo anche eliminato il Brasile. Complimenti a Van Marwijk per come ha gestito un gruppo potenzialmente problematico.
Il migliore: Wesley Sneijder, regista. Pallone d’oro, subito.
Il peggiore: Mark van Bommel, mediano. D’accordo, utilissimo in fase di copertura e ripiegamento; ma picchiare gli avversari in modo così osceno forse è eccessivo.

PARAGUAY: 6,5.
Arrivano ai quarti per grazia ricevuta: passano il turno con una sola vittoria contro la Slovacchia e due pareggi, agli ottavi hanno bisogno dei rigori per aver ragione dell’organizzatissimo ma pur sempre solo discreto Giappone, infine cedono alla Spagna con il minimo scarto ed avendo avuto l’occasione d’oro per andare in vantaggio. Hanno segnato sempre e solo con attaccanti e difensori, nessuno degli attaccanti è arrivato a marcare una rete. Ottimo lavoro della la difesa, solida e potente; bene la coppia Riveros-Vera a centrocampo.
Il migliore: Gerardo Martino, allenatore. Ha dato schemi e motivazioni a una squadra mediocre, arrivando fino ai quarti. Chapeau.
Il peggiore: Oscar Cardozo, centravanti. Ha l’occasione della vita: la manda, malissimo, addosso a Casillas. E dire che è uno specialista dei rigori…

PORTOGALLO: 5-.
Cristiano Ronaldo fa quasi scena muta e i portoghesi non concludono praticamente nulla. La cronica assenza di un centravanti decente dai tempi di Eusebio affligge sempre di più i lusitani, che ormai non sanno più a che santo votarsi quando mandano la palla in avanti. Le reti complessive sono sette, ma segnate tutte in una sola partita (su quattro). Contro la Spagna rifiutano quasi di giocare e vengono puniti dal solito Villa. Queiroz ha parecchie responsabilità su cambi e formazioni; il centrocampo è stato spesso troppo molle.
Il migliore: Fábio Coentrão, terzino sinistro. Com’è che ancora nessuna grande l’ha preso?
Il peggiore: Liedson, prima punta. Il pallone non è cosa sua.

SERBIA: 4.
Avranno sì battuto la Germania, ma quanto sono stati inconcludenti nelle altre due partite? Senza contare il fatto che hanno regalato due rigori con falli di mano inconsulti (Kuzmanović contro il Ghana, Vidić contro la Germania) e che non sono mai riusciti ad impostare manovre di gioco decenti, nonostante avessero in campo giocatori di Stanković e Krasić. Žigić è stato di un’inutilità unica. Benino Stojković in porta.
Il migliore: Milan Jovanović, ala/centrocampista. Tira da lontano, affonda la Germania, sempre pericoloso.
Il peggiore: Nikola Žigić, centravanti. Misura più di due metri… e prende una sola palla a partita. Disarmante.

SLOVACCHIA: 6,5.
All’esordio mondiale (se non contiamo i precedenti campionati giocati con la Cecoslovacchia), dopo due partite orribili s’inventano –con nostra immensa rabbia– la partita della vita contro l’Italia e passano agli ottavi. La difesa è stata un po’ ballerina, Hamšik non si è visto, ma il portiere Mucha e l’ala Stoch hanno saputo cavarsela più che bene, nonostante qualche incertezza del primo e i troppi svolazzi del secondo.
Il migliore: Róbert Vittek, centravanti. Quattro reti fondamentali, è lui a caricarsi la squadra sulle spalle e a portarla avanti.
Il peggiore: Marek Hamšik, regista/mezzala. Chi l’ha visto?

SLOVENIA: 6+.
Qualificati al fischio finale della loro ultima partita, vengono buttati fuori da una rete nel recupero a chilometri e chilometri di distanza. Non hanno una squadra da semifinale, ma erano riusciti a guadagnarsi onestamente il passaggio del turno. Ha pagato moltissimo la deconcentrazione difensiva contro gli Stati Uniti, non avessero subito quella rimonta avrebbero passato il turno. Birsa e Ljublijankić una spanna sopra gli altri, sufficienti in difesa Jokić e Cesar.
Il migliore: Valter Birsa, regista. Se corresse, sarebbe veramente un ottimo giocatore.
Il peggiore: Mišo Brečko, difensore. Si perde sempre l’attaccante contro gli Stati Uniti… e la Slovenia viene rimontata.

SPAGNA: 9.
Vincono il Mondiale giocando peggio rispetto all’Europeo di due anni fa: perdono la prima contro la Svizzera, poi si svegliano. Eccezion fatta per la partita contro l’Honduras, vincono sempre e solo con una rete di scarto: a quanto pare, la sterilità offensiva non è un problema enorme. Spesso stordiscono gli avversari con possesso palla prolungato, ma hanno sofferto quando sono stati aggrediti (Paraguay, Olanda). Forse è stata la squadra che ha giocato meglio: tutto sommato, la vittoria è meritata. Tanto di cappello a Del Bosque, che non ha guardato in faccia nessuno al momento di stilare le formazioni da mettere in campo, tenendo fuori Fábregas e l’imbarazzante Torres. Casillas è stato monumentale.
Il migliore: David Villa, attaccante. Sarebbe una seconda punta, ma deve cantare, portare la croce e, nei ritagli di tempo, segnare. Ne fa cinque, e gli riesce tutto benissimo.
Il peggiore: Fernando Torres, prima punta. Non si poteva guardare, non ha fatto nulla di buono in sette partite. Costringe l’allenatore a toglierlo dai titolari.

STATI UNITI: 6,5.
Dopo il consistente aiuto da parte della Dea Bendata contro l’Inghilterra, i Mondiali degli Stati Uniti possono benissimo essere intitolati “come complicarsi la vita inutilmente”: le due reti evitabilissime prese contro la Slovenia, la sofferenza immane contro l’Algeria e la sconfitta ai rigori contro il Ghana testimoniano una certa propensione della difesa a subire ben più del dovuto, insieme a taluni limiti tecnici che hanno bisogno di tempo ed esperienza per essere eliminati. Onyewu e Demerit sono difensori dai piedi grezzi, a centrocampo mi sono piaciuti moltissimo Bradley e Dempsey. Male lì davanti Buddle, meglio Altidore.
Il migliore: Landon Donovan, regista/ala. Anche se ha bruciato tutte le sue esperienze europee, è chiaro che, oltre ad essere bravo, è anche un giocatore carismatico: basti vedere come comanda la sua squadra nella decisiva partita contro l’Algeria.
Il peggiore: Carlos Bocanegra, centrale difensivo. Contro il Ghana perde la marcatura di Gyan ai supplementari e… finisce tutto lì.

SUDAFRICA: 6+ d’incoraggiamento.
La squadra non è esaltante, ma la spinta del pubblico ha permesso di raggiungere un risultato che potremmo quasi definire “lusinghiero”. Certo, la difesa è un po’ ingenua, ma, finché non è stato espulso, Khune ha fornito una serie di buone prove. Un paio di buone individualità a centrocampo ci sono (Dikgacoi, Sibaya), ma non da campionato europeo d’élite. Male gli attaccanti.
Il migliore: Siphiwe Tshabalala, ala sinistra. S’inventa un gol da antologia contro il Messico e corre dal primo all’ultimo minuto in tutte le partite dei sudafricani. È ancora abbastanza giovane (26 anni), qualche squadra europea potrebbe pensarci.
Il peggiore: Katlego Mphela, attaccante. Alla fine un gol lo segna (contro la Francia), ma, un po’ per sfortuna e un po’ per limiti propri, ne ha sbagliati veramente troppi.

SVIZZERA: 5-.
L’esordio contro i futuri campioni del mondo aveva fatto ben sperare: difesa attentissima, ripiegamenti degli esterni, centrocampo da corsa e tanto spirito di sacrificio. Poi sono usciti i limiti di questa squadra: impotenza d’attacco paurosa, attitudine troppo difensiva anche quando bisognerebbe rischiare e una generale mancanza di fantasia a centrocampo hanno fatto sì che i ragazzi di Hitzfeld uscissero addirittura al primo turno. Però, quel gol del Cile in fuorigioco… Ottimo Mondiale della difesa, con un Benaglio super, che è riuscita a prendere un solo gol in 270’; bene Fernandes, Derdiyok e Lichtsteiner, meno bene Behrami e Barnetta.
Il migliore: Stéphane Grichting, libero. Si appiccica al suo attaccante e non lo lascia respirare. Da manuale la sua prestazione su Torres all’esordio.
Il peggiore: Blaise Nkufo, centravanti. Paracarro.

URUGUAY: 7,5.
E chi se l’aspettava? Magari il girone non sarà stato proprio di ferro, ma Tabárez e i suoi lo vincono con un’autorevolezza inimmaginabile e raggiungono meritatamente le semifinali. La coppia centrale Lugano-Godín è stata perfetta; impressionante la qualità, in entrambe le fasi, del terzino sinistro Fucile. Centrocampo che sa picchiare (Pérez, Arévalo) e correre (Pereira), davanti la premiata ditta Forlán-Cavani-Suárez a inventare calcio.
Il migliore: Diego Forlán, trequartista/seconda punta. Ha raggiunto la sua maturazione definitiva a questi campionati, segnando la bellezza di cinque reti e giocando divinamente. Sempre un pericolo per le difese avversarie, tira da qualsiasi posizione e s’inventa un paio di colpi di classe da lasciare a bocca aperta. Ha ricevuto il premio di miglior giocatore del torneo.
Il peggiore: Sebastián Abreu, centravanti. Finché può, Tabárez lo lascia in panca: appena ha provato a prendere il suo primo pallone, abbiamo tutti capito il perché.
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« Risposta #130 il: 12 Luglio 2010, 15:04:25 »

Maledetto sia il puppo e le sue previsioni.

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« Risposta #131 il: 13 Luglio 2010, 00:51:10 »

NUOVA ZELANDA: 6+.
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peraltro unica squadra del mondiale a non aver perso una partita
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"(in Iran)Non capiscono le ragioni di reprimere nel sangue il dissenso, quando basterebbero dei noiosissimi talk show."

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« Risposta #132 il: 13 Luglio 2010, 15:23:34 »

Maledetto sia il puppo e le sue previsioni.

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 icon_lol  Ma noooo! W il puppo!!!!
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« Risposta #133 il: 16 Luglio 2010, 11:11:55 »

Maledetto sia il puppo e le sue previsioni.

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 icon_lol  Ma noooo! W il puppo!!!!

dipende...
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