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Autore Topic: Sordi, ciechi e solitari  (Letto 1179 volte)
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« il: 04 Febbraio 2010, 15:18:41 »

Mi sono trovato a leggere su Repubblica questo significativo articolo che fotografa un po' il costume attuale.
Per chi lo vuole, mi è venuta voglia di condividerlo.

Sordi, ciechi e solitari
la nostra vita al tempo dell'iPod


Oggi mi sono recato a Milano in treno. Ne ho approfittato per accompagnare mio figlio Nicola a Vicenza. A scuola. Si è seduto in auto, nel sedile dietro. Io ho cominciato a parlargli. Delle lezioni del mattino, del Chievo,  di suo fratello, del viaggio a Londra, ormai prossimo. Così, per risvegliarmi insieme a lui, vista l'ora. Nessun segnale. Nessuna risposta. Non dormiva, come immaginavo. Semplicemente, era altrove. Da solo con se stesso. IPod e cuffie. Immerso nel suo metal, in grado di svegliarlo, sicuramente, più di ogni chiacchiera con me.  Così ho rinunciato.

Ho proseguito fino all'incrocio accanto al suo liceo. Mi sono fermato con il rosso, la porta si è aperta. E lui se n'è andato con un ciao distratto. Risucchiato dal flusso degli studenti. Tutti rigorosamente attrezzati di cuffia e Ipod.  Tutti soli in mezzo agli altri. Ho tirato dritto fino alla stazione. Parcheggiata l'auto, ho preso al volo il Freccia Rossa (o forse Argento, non ricordo). E mi sono sistemato al mio posto. Il vagone, pieno di professionisti, in missione. Tutti con il portatile aperto, sul tavolino di fronte a loro. Intenti a navigare, comunicare via email, Facebook, Twitter. Alcuni immersi nella visione di un film o di un video. Con cuffia. Per non disturbare e non essere disturbati. Poi i cellulari. Un concerto di suonerie, le più diverse. Sinfonie, riff di James Brown, accordi dei Deep Purple, rombi di monoposto di Formula 1. Cani che abbaiano e bimbi che piangono. Meno fastidiosi, certo, dei dialoghi e delle risposte. I cazzi loro recitati ad alta voce, ci mancherebbe.  Abituati ad essere soli in mezzo al mondo. Sempre soli. Tutti soli. Ovviamente, armati di occhiali neri. Per guardarsi intorno senza mostrare gli occhi. Cioè: senza essere visti. In mezzo al vagone, tre persone (sindacalisti, mi pare) impegnate a discutere. A voce alta, ma non più degli altri che telefonavano. Le ho trovate irritanti, tanto era strano vedere e sentire dei passeggeri parlare tra loro.  Uno davanti all'altro. Gli unici a comportarsi come non fossero da soli. Insopportabile. Per cui ho aperto la mia cartella, ho estratto il Mac Air, mi sono connesso alla posta elettronica e ho indossato gli occhiali neri. Poi, ho acceso i'iPod. E, mentre dalle cuffie uscivano le note di Karma Police dei Radiohead, mi sono sentito tranquillo. Anch'io: finalmente solo.

di ILVO DIAMANTI
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« Risposta #1 il: 04 Febbraio 2010, 16:15:36 »

fantastico articolo! Certo, leggerlo in un forum sembra quasi paradossale ma è incline al finale amaro dell'articolo...te lo rubo per metterlo su Facebook goccia di sudore
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ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere
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« Risposta #2 il: 04 Febbraio 2010, 16:30:44 »

Per quanto credo che la tecnologia e la rete abbiano contribuito ad allontanare le persone (quest'ultima paradossalmente, visto che si propone di "connetterle"), penso che sia un problema di fondo della nostra società, quello di spingere le persone verso l'individualismo e la solitudine. Portiamo tutti degli occhiali scuri, ci nascondiamo dietro ad un monitor e ci isoliamo nel nostro mondo, con le nostre cuffie (e confermo il fatto che i Radiohead sono perfetti in questo contesto), ma perchè tutto ciò? Perchè siamo abituati così? Perchè ci piace stare soli? Perchè abbiamo paura? O perchè fanno tutti così?
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« Risposta #3 il: 04 Febbraio 2010, 17:06:21 »

Ilvo Diamanti è un tenerone, io lo so, e come molte persone di cultura e di lettere ama parlare, raccontare e leggere.. e tutto è scaturito  secondo me dal fatto che il figlio non l'abbia cagato mentre lo accompagnava a scuola, ignorando Diamanti che la maggior parte delle persone la mattina ha persino difficoltà fisiologica a proferire parola... e poi non penso che la tecnologia allontani le persone, sono piuttosto le persone che in alcuni contesti, come i viaggi in autobus, in treno, trovano gradevole isolarsi, guardare il paesaggio con la musica in cuffia, e perchè no, dare un'occhiata a facebook, tutto prima di arrivare a destinazione, nel proprio luogo di lavoro o di studio dove poi esplode la socialità, quella vera, con chi si conosce e in un luogo familiare... non so voi, ma se qualcuno si è mai avvicinato per parlarmi su un autobus è stata una brutta esperienza, da dimenticare, proprio  icon_rolleyes a meno che non si abbia un compagno di viaggio..
sui rapporti interpersonali non vedo una tendenza negativa con i gadget tecnologici, anzi...mia nonna ha il 'timore' del prossimo, chiunque egli sia e l'ha sempre avuto: "chiudete porte e finestre" "non aprite a nessuno" e diversi simpatici aneddoti atti a spaventare e diffidare da chiunque...anche quella mitizzata solidarietà e ospitalità da tempi di guerra non è altro che un mito  ASD cvon le mail oggi si raggiunge chiunque nel globo, per affari, interessi, amore ecc. e senza troppe diffidenze, gente che ti arriva in casa dal Giappone, o tu magari che parti per stare un po' a casa di un Olandese, insomma, oggi è tutto diverso, e nei rapporti interpersonali secondo me non è cambiato proprio niente, e la tecnologia piuttosto che ostacolare, aiuta davvero



una postilla che mi è venuta in corsa: io diffido profondamente, ma assai profondamente da tutta quella gente dalla socievolezza smaniosa e puttanesca, dai comportamenti svenduti ed eccessivi, per esempio alle gite, ai campeggi, in crociera, in discoteca... per me è sintomo di debolezza di spirito e assenza di carattere...meglio indossare gli occhiali, mettere su un po' di Angra sul lettore e passare il tempo con se stessi, soli, sordi e ciechi
« Ultima modifica: 04 Febbraio 2010, 17:14:14 da Ricciolino » Loggato

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« Risposta #4 il: 07 Marzo 2010, 22:12:33 »

Ho pubblicato quest'articolo ma questo non includeva implicitamente che lo condividessi. Trovo strano il discorso, tanto di moda di questi tempi, che tutta questa sovra-socializzazione ci porti alla sottosocializzazione.
Alla luce dei risultati siamo più interconneconnessi, infinitamente più ricchi di informazioni e stimoli. Questo ci ha resi naturalmente molto più insensibili e cinici, ma l'equilibrio si affida al senso personale..

Alle elementari mi veniva detto che stare troppo al telefono era sbagliato, che le cose vanno dette in faccia.
Al ginnasio ci fu l'esplosione dei cellulari e ricordo chiaramente come si parlava degli sms come della morte della comunicazione di qualità, quella vocale.
La stessa cosa accadde parallelamente con la comunicazione via chat, che mortificava l'intimità di una conversazione.
E poi con Facebook, che uccideva il contatto voluto e diretto rispetto al tanto genuino Msn.
E così via, ho già sentito demonizzato il Facebook mobile rispetto al rassicurante Facebook su pc fisso.
Sarà così per sempre.. ma tutto sommato a me sembra sempre, e mi sbilancio, "meglio"...
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