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Autore Topic: Ebook reader: sì o no?  (Letto 7812 volte)
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Mercurio
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« Risposta #15 il: 24 Dicembre 2010, 14:45:05 »

Vedi Ged, io mi trattengo dal risponderti male solo perché fino all'anno scorso la pensavo esattamente come te sulla pirateria e sul copyright, e fondamentalmente cercavo di autogiustificarmi quando scaricavo vagonate di giochi pirata su PC. Il mercato dei giochi su PC ha subito un brusco calo e a parte le produzioni indie molto floride, non esistono più esclusive PC di grande portata, ma solo giochi multipiattaforma che non sfruttano il potenziale del PC. Questo accade principalmente perché la pirateria su PC è diffusissima e nessuno vuole più investire grosse somme di denaro su questa piattaforma. Dopo aver preso coscienza di tutto ciò, da un anno a questa parte quando esce un bel gioco cerco di mettere da parte i dindi e lo acquisto. Poi è ovvio che non si può acquistare tutto, ma perlomeno 2 o 3 all'anno li compro. Fammi il piacere di non scambiare la libera circolazione della cultura e delle idee con la pirateria.
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« Risposta #16 il: 24 Dicembre 2010, 14:53:40 »

Non controbattevo proprio nulla. Il mio, anzi, era un intervento off topic.

Posso essere felice per te per il tuo successo letterario; io faccio il traduttore, non lo scrittore, quindi non avrei alcun interesse a "controbattere", anche perché non ho bisogno di alcuna dimostrazione di talento da chicchessia. Se poi qualcuno vede in un'ironica sottolineatura di un errore tanto involontario quanto macroscopico un tentativo di delegittimazione dell'altrui talento, a me non importa. Ognuno ha i suoi complessi di persecuzione. Do no evil, fear no evil.

Non si tratta di complessi di persecuzione. Si trattava semmai di delegittimazione delle opinioni altrui. Era un tentativo di sminuire il contenuto criticando la forma, e quindi togliendo ogni spessore al mio ragionamento. Questa è una tecnica spesso usata nei dibattiti politici per sminuire gli avversari senza entrare nel merito. Le citazioni sono un'altra prova di ciò, un modo per dire "io sono colto, tu non sai mettere un apostrofo giusto. Tu non sei degno di considerazione, io sì".

Poi può darsi che io mi sia sbagliato, e in tal caso mi scuso d'aver frainteso. Ho solo seguito gli insegnamenti di Andrea Mucciolo nel suo corso di scrittura (sezione dibattiti).
E poi, è anche questione di abitudine: collaboro con Gamberetta e conosco a memoria i modi con cui cercano di sminuirla.
Ma ora che lei ha messo online i suoi racconti, non possono più criticarla per delle stupide sviste di battitura.

A proposito, ne approfitto per consigliarvi i suoi romanzi: "S.M.Q." (lo trovato sotto forma di blog online) e "Le Avventure della Giovane Laura", che potete scaricare dal blog di Gamberetta.

Vedi Ged, io mi trattengo dal risponderti male solo perché fino all'anno scorso la pensavo esattamente come te sulla pirateria e sul copyright, e fondamentalmente cercavo di autogiustificarmi quando scaricavo vagonate di giochi pirata su PC. Il mercato dei giochi su PC ha subito un brusco calo e a parte le produzioni indie molto floride, non esistono più esclusive PC di grande portata, ma solo giochi multipiattaforma che non sfruttano il potenziale del PC. Questo accade principalmente perché la pirateria su PC è diffusissima e nessuno vuole più investire grosse somme di denaro su questa piattaforma. Dopo aver preso coscienza di tutto ciò, da un anno a questa parte quando esce un bel gioco cerco di mettere da parte i dindi e lo acquisto. Poi è ovvio che non si può acquistare tutto, ma perlomeno 2 o 3 all'anno li compro. Fammi il piacere di non scambiare la libera circolazione della cultura e delle idee con la pirateria.

Videogame e libri sono cose molto diverse. Ho già scritto le mie motivazioni.

Ci sono un sacco di scrittori molto bravi che pubblicano con case editrici piccole e non se li fila nessuno. clamoroso è il caso di Bernando Cicchetti, che ha scritto il miglior romanzo italiano in campo fantasy, ma purtroppo ha pubblicato con una casa editrice minore. Il soggetto, essendo poco commerciale per via della sua originalità, non è stato ripreso da case editrici di rilevanza. Il risultato? Ha venduto pochissimo ed ora si trova solo in ebook.
Di contro, le librerie sono piene zeppe delle ultime porcate della Troisi e di Ghirardi, con tutti i problemi di spazio che ne derivano.

Sia come scrittore che come lettore non posso che esser disgustato da questo scempio.
Mi dispiace, ma sono completamente in disaccordo con te. Sono di scuola Gamberettiana e tale rimango.

Gli ebook non diminuiscono le vendite. Anzi, aumentano le vendite secondo un sistema davvero meritocratico.

Vedi punti 10, 14 e 15 del primo post. Odio ripetermi, quindi ti rimando lì.

Ad ogni modo, tu puoi anche rimanere della tua idea, ma certo non puoi fermare il tempo. Gli ebook sono destinati ad avere sempre più importanza nel mercato. Dubito scalzeranno mai del tutto i libri cartacei, ma certo per un buon 70/80%
Il futuro è questo, a me piace, a te no. Ma nessuno dei due, da solo, può decidere, quindi non cambia nulla.  

Ps: un conto sono 1-2 giochi all'anno, un altro conto 80/100 libri.
« Ultima modifica: 24 Dicembre 2010, 15:10:06 da Ged » Loggato
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« Risposta #17 il: 24 Dicembre 2010, 15:18:14 »


Ad ogni modo, tu puoi anche rimanere della tua idea, ma certo non puoi fermare il tempo. Gli ebook sono destinati ad avere sempre più importanza nel mercato. Dubito scalzeranno mai del tutto i libri cartacei, ma certo per un buon 70/80%
Il futuro è questo, a me piace, a te no. Ma nessuno dei due, da solo, può decidere, quindi non cambia nulla.  

Non ha senso questa tua affermazione, io non sono contro gli e-book o contro il progresso tecnologico, ma contro la pirateria. Tu associ progresso tecnologico a pirateria e questo è quanto di più stupido.


Ps: un conto sono 1-2 giochi all'anno, un altro conto 80/100 libri.

P.S. 2 o 3 all'anno li compro , ma gli altri li scarico appunto perchè non posso permettermi di acquistare 50 giochi l'anno. Non ho detto che li prendo tutti originali, ho detto che per quanto posso cerco di risparmiare e di comprare quelli che posso per non far fallire l'industria.
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« Risposta #18 il: 24 Dicembre 2010, 15:26:57 »

P.S. 2 o 3 all'anno li compro , ma gli altri li scarico appunto perchè non posso permettermi di acquistare 50 giochi l'anno. Non ho detto che li prendo tutti originali, ho detto che per quanto posso cerco di risparmiare e di comprare quelli che posso per non far fallire l'industria.

Io scarico circa 80/100 libri l'anno. Quelli meritevoli li compro pure (se disponibili nel mercato tradizionale), gli altri li cestino. Se i venditori di ebook italiani (come quelli della Mondadori) li vendessero a prezzi minori, li scaricherei da lì. Il problema è che all'estero gli ebook vengono venduti 2 euro (prezzo ottimale), mentre in Italia si cerca di truffare la gente con prezzi esorbitanti e assolutamente immotivati. Fino a quando questa situazione non migliorerà, continuerò a far così.

Ma comunque, gli autori bravi li premio, sempre se riesco a trovare i loro romanzi sotto forma cartacea. Ad esempio, il romanzo di Tarenzi non l'ho solo scaricato, ma l'ho anche comprato ("Il Sentiero di Legno e Sangue", ve lo consiglio).

Faccio la stessa cosa con musica e videogame.

L'unica differenza è che un romanzo di ottima qualità può esser pubblicato da una casa editrice minore, e quindi ritrovarsi senza pubblicità e distribuzione. In questo caso, gli ebook sono utilissimi sia come pubblicità che come mezzo meritocratico. Senza contare il risparmi in denaro, ma anche in spazio, come ho già detto. E non voglio che romanzi schifo rubino spazio e visibilità ad altri molto migliori.
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« Risposta #19 il: 24 Dicembre 2010, 15:47:37 »

Non controbattevo proprio nulla. Il mio, anzi, era un intervento off topic.

Posso essere felice per te per il tuo successo letterario; io faccio il traduttore, non lo scrittore, quindi non avrei alcun interesse a "controbattere", anche perché non ho bisogno di alcuna dimostrazione di talento da chicchessia. Se poi qualcuno vede in un'ironica sottolineatura di un errore tanto involontario quanto macroscopico un tentativo di delegittimazione dell'altrui talento, a me non importa. Ognuno ha i suoi complessi di persecuzione. Do no evil, fear no evil.

Non si tratta di complessi di persecuzione. Si trattava semmai di delegittimazione delle opinioni altrui. Era un tentativo di sminuire il contenuto criticando la forma, e quindi togliendo ogni spessore al mio ragionamento. Questa è una tecnica spesso usata nei dibattiti politici per sminuire gli avversari senza entrare nel merito. Le citazioni sono un'altra prova di ciò, un modo per dire "io sono colto, tu non sai mettere un apostrofo giusto. Tu non sei degno di considerazione, io sì".

Poi può darsi che io mi sia sbagliato, e in tal caso mi scuso d'aver frainteso. Ho solo seguito gli insegnamenti di Andrea Mucciolo nel suo corso di scrittura (sezione dibattiti).
E poi, è anche questione di abitudine: collaboro con Gamberetta e conosco a memoria i modi con cui cercano di sminuirla.
Ma ora che lei ha messo online i suoi racconti, non possono più criticarla per delle stupide sviste di battitura.

1- Se fossi entrato nel merito della questione non avrei scritto un post di due righe.

2- La critica metonimiale si realizza quando si dibatte sullo stesso argomento. Il mio pensiero sul topic l'avevo espresso in precedenza, senza critiche di sorta.

3- Le citazioni possono anche essere ad lectorem, non per forza ad hominem, specialmente se sono per effetto umoristico.

Trovo ridicolo che per controbattere ti aggrappi a queste cavolate, e con tanto di citazioni erudite atte ad avvalorare la tua tesi. Davvero, lo trovo molto ridicolo.

Senza contare che Stephen King ti manderebbe a glorificare le prugne (XD) per aver inserito una citazione, specie in lingua originale (Vedi: On Writing - autobiografia di un mestiere). Questo se proprio vogliam fare i pignoli.

4- Oh bella, definire ridicole le citazioni citando (eruditamente, seppur indirettamente) Stephen King.

5- Quando affermi che sto "delegittimando le opinioni altrui" con un post ironico di tre righe mi metto a ridere: se poi mi sono meritato una risposta modificata almeno quattro volte con riferimenti a diverse mie qualità ("pignoleria", "ridicolaggine", "mi aggrappo a cavolate", "precisino", "mi arrampico sugli specchi") mi sa che ho toccato qualche nervo scoperto. Mi spiego meglio: se tu, come hai affermato, segui insegnamenti riguardo a tecniche di dibattito, ti informo che io anch'io, per questioni universitarie/lavorative che non sto qui a specificare, studio il tema. Ebbene, saprai sicuramente che una risposta prolissa e condita di espressioni velatamente offensive ad una mera affermazione d'intenzione spiritosa denota, solitamente, due cose: smisurata superbia o coda di paglia. Spero non si tratti né dell'una, né tantomeno dell'altra.

A chi di dovere, mi perdoni l'off topic. Giuro che è il mio ultimo in questa discussione.
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« Risposta #20 il: 24 Dicembre 2010, 15:51:10 »

Caro Ged, dici di non aver bisogno di dimostrare le tue capacità in questa sede e a questo pubblico, ma continui a sbandierare il tuo essere aspirante scrittore facendo l'elenco delle tue referenze; dici di odiare le citazioni ma continui a riportare le parole di tale "Gamberetta".
Vedi un po' tu...

In ogni caso non voglio ulteriormente addentrarmi nel personale, per cui ti rispondo dicendo che l'importanza che io attribuisco all'oggetto libro non è assolutamente frutto di superficialità, anzi.
La virtualizzazione di tutto ciò che ci sta attorno - a cominciare dai contatti personali per finirie con i libri - si rivela la maggior parte delle volte una banalizzazione e uno svuotamento di senso. Anche a me interessa naturalmente il libro come contenuto, mi sembra superfluo sottolinearlo. Ma il libro è anche un medium di importanza fondamentale, che racchiude una tradizione e una ritualità che non possono essere cestinate senza remore nel tempo d'un battito d'ali.

Non ho intenzione di dibattere sulla validità dello schermo retroiluminato piuttosto che no, o in scala di grigi piuttosto che a colori. Quella da parte mia era ironia, espediente retorico in merito al quale i tuoi manuali di scrittura ti avranno certamente istruito...
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« Risposta #21 il: 24 Dicembre 2010, 16:13:09 »

Caro Ged, dici di non aver bisogno di dimostrare le tue capacità in questa sede e a questo pubblico, ma continui a sbandierare il tuo essere aspirante scrittore facendo l'elenco delle tue referenze; dici di odiare le citazioni ma continui a riportare le parole di tale "Gamberetta".
Vedi un po' tu...

In ogni caso non voglio ulteriormente addentrarmi nel personale, per cui ti rispondo dicendo che l'importanza che io attribuisco all'oggetto libro non è assolutamente frutto di superficialità, anzi.
La virtualizzazione di tutto ciò che ci sta attorno - a cominciare dai contatti personali per finirie con i libri - si rivela la maggior parte delle volte una banalizzazione e uno svuotamento di senso. Anche a me interessa naturalmente il libro come contenuto, mi sembra superfluo sottolinearlo. Ma il libro è anche un medium di importanza fondamentale, che racchiude una tradizione e una ritualità che non possono essere cestinate senza remore nel tempo d'un battito d'ali.

Non ho intenzione di dibattere sulla validità dello schermo retroiluminato piuttosto che no, o in scala di grigi piuttosto che a colori. Quella da parte mia era ironia, espediente retorico in merito al quale i tuoi manuali di scrittura ti avranno certamente istruito...


Nel post incriminato, le citazioni le ho messe sarcasticamente per prendere in giro XD

Per quanto riguarda il resto: io non odio le citazioni. Odio le citazioni inutili e superflue, specie se dirette ed in lingua originale.
E per quanto riguarda le referenze, l'ho fatto apposta. Ma questo lo spiego meglio sotto.

Ad ogni modo, ho un'opinione ben diversa dalla tua. A me interessa solo il contenuto dei libri. Tradizione e ritualità le considero superflue. Perdido Street Station è un ottimo romanzo sia in ebook che in cartaceo. E a me interessa il romanzo in sé, non la forma fisica con cui viene proposto. Non si può ridurre un romanzo a mera ritualità: l'opera d'arte sta nel contenuto, nelle parole, non nel formato. Puoi anche scrivermi PSS su un muro, non cambia nulla: rimane lo stesso un ottimo romanzo degno d'esser letto.

Ebbene, saprai sicuramente che una risposta prolissa e condita di espressioni velatamente offensive ad una mera affermazione d'intenzione spiritosa denota, solitamente, due cose: smisurata superbia o coda di paglia. Spero non si tratti né dell'una, né tantomeno dell'altra.

Nessuna delle due. Tu sei stato pignolo per una cosa, ed io di contro ho fatto il precisino per un'altra. Semplicemente ho usato la tua stessa tecnica, o quel che credevo esser tale, contro di te.
Il racconto del fatidico concorso lo han letto si è no 10 persone, escludendo gli esaminatori del concorso ed i curatori/editor delle case editrici con cui ne ho discusso. Se fossi stato superbo lo avrei sbandierato ai quattro venti, tanto è coperto da licenza CC. Se avessi avuto la coda di paglia, certo non te non te ne avrei parlato dandoti la possibilità di smascherarmi.
Ho semplicemente fatto "occhio per occhio, dente per dente", ma in una versione aggiornata: "occhio per braccio, dente per testa" XD
idem con le citazioni: ho citato apposta per prenderti in giro. E comunque, era una citazione indiretta e non in lingua originale. Senza contare che On Writing è un libro conosciuto da tutti gli aspiranti scrittori, quindi non era inteso come erudizione fine a se stessa. 
E poi, diciamola tutta: sono alquanto sadico  icon_diavolo

Detto ciò, devo tornare a correggere un racconto che mi hanno inviato. Il prossimo scrittore "wanna be Lovecraft" lo mando subito a quel paese! Cavoli, "show, don't tell" non vuol dire "fare descrizioni piatte, prive di multisensorialità, ripiene di aggettivi e avverbi inutili" e neppure "cliffhanger a testa di cavolo, rapporto realismo-brillantezza tutto sfasato e POV schizofrenico"! 
Dovrei smettere di fare editing agli amici...
« Ultima modifica: 24 Dicembre 2010, 16:19:52 da Ged » Loggato
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« Risposta #22 il: 24 Dicembre 2010, 17:29:50 »

Il mio gatto di merda ha pisciato sui libri di Asimov, è il peggior Natale di sempre  icon_pianto

Tuttavia:
non capisco perchè le nuove generazioni debbano avere nostalgia di tecnologie obsolete,
non capisco perchè la letteratura debba essere costretta in una prigione di carta,
non capisco perchè mitizzare automatismi, odori, abitudini.

Capisco invece le suggestioni romantiche di un oggetto che ha una storia millenaria ed in parte le condivido: ad esempio a me piace sentirmi più intelligente riempendo gli scaffali della libreria (la presenza fisica del libro è un conforto per l'autostima), ma vincolare la metafisicità della letteratura ad una sola determinata realtà tecnologica (che sia la pergamena, il libro o l'ebook) mi sembra quantomeno ingiusto.
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« Risposta #23 il: 24 Dicembre 2010, 17:37:57 »

Il mio gatto di merda ha pisciato sui libri di Asimov, è il peggior Natale di sempre  icon_pianto

Tuttavia:
non capisco perchè le nuove generazioni debbano avere nostalgia di tecnologie obsolete,
non capisco perchè la letteratura debba essere costretta in una prigione di carta,
non capisco perchè mitizzare automatismi, odori, abitudini.

Capisco invece le suggestioni romantiche di un oggetto che ha una storia millenaria ed in parte le condivido: ad esempio a me piace sentirmi più intelligente riempendo gli scaffali della libreria (la presenza fisica del libro è un conforto per l'autostima), ma vincolare la metafisicità della letteratura ad una sola determinata realtà tecnologica (che sia la pergamena, il libro o l'ebook) mi sembra quantomeno ingiusto.

Concordo U.U

Ps: ma che schifo di gatto! XD
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« Risposta #24 il: 24 Dicembre 2010, 18:55:29 »

francamente questo attaccamento al formato "libro" lo capisco relativamente, l'odore delle pagine e tutto il resto lo vedo abbastanza futile, comunque io son favorevolissimo a queste nuove tecnologie, che siano vari tipi di e-reader, kindle o ipad(tutti con target di riferimento ben precisi)
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"(in Iran)Non capiscono le ragioni di reprimere nel sangue il dissenso, quando basterebbero dei noiosissimi talk show."

"Marchionne vuol chiudere Termini Imerese. Per rappresaglia gli operai minacciano di riprendere la produzione della Duna."

"A Montecitorio, intanto, Bersani ha incontrato i lavoratori Alcoa, che hanno ascoltato pazienti le sue richieste."

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« Risposta #25 il: 24 Dicembre 2010, 19:09:24 »

francamente questo attaccamento al formato "libro" lo capisco relativamente, l'odore delle pagine e tutto il resto lo vedo abbastanza futile, comunque io son favorevolissimo a queste nuove tecnologie, che siano vari tipi di e-reader, kindle o ipad(tutti con target di riferimento ben precisi)

Concordo anche con te U.U

Gli IPad non hanno lo schermo e-ink però. Gli schermi ad inchiostro mobile e-ink non stancano la vista. O per lo meno, la stancano tanto quanto la carta stampata. E in più consumano pochissimo (solo il refresh dello s hermo).
Gli schermi classici, invece, stancano velocemente la vista e consumano di più.

Detto ciò, io ero indeciso tra il Kindle e il Cybook Gen3.
Gamberetta mi ha consigliato il Cybook e mi ci sto trovando davvero bene Smiley

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« Risposta #26 il: 24 Dicembre 2010, 19:58:13 »

Ged,ma quando tu scrivi ripetutamente "a me interessa il contenuto", a me viene di risponderti : "Ma grazie della notizia!"

Tuttavia, non si può pensare al contenuto se non esiste un "contenitore" adatto.. Equivale a dire che un romanzo non può essere scritto in un foglio della spesa,su un'anta dell'armadio,su un muro e tutto ciò senza alcuna differenza.

Sarò anche tradizionalista e conservatrice,ma a sentirti dire "tradizione e ritualità le considero superflue" io rabbrividisco.

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« Risposta #27 il: 25 Dicembre 2010, 01:34:07 »

modestamente intervengo per esprimere l'opinione che la tecnologia ebook e la tecnologia libro(qualcuno l'ha definita obsoleta!) , non sono, credo, avversarie o mutuamente esclusive...cioè è arrivato Capitan Ovvio  icon_applausi
credo anche però che il libro (e le tradizionali librerie) non decadrà mai, per quanto lo speri il portafoglio di Ged e lo prescriva il futuro che lui immagina, ci sono motivi precisi e necessari affinchè questo non accada. Il motivo numero uno è la conservazione: la carta dopo la pietra è il supporto che resiste meglio al tempo, e per questo scrittori che non vogliono farsi solo soldi in vita facendosi leggere da i nuovi appleisti delle librerie online, ma piuttosto scrivere letteratura che accompagni la storia dell'umanità, si vorranno comunque affidare alla carta. La durata di un'informazione è un argomento ampio che sconfina persino nell'astrofisica, ma ricordo, che a meno che il progresso non trovi una soluzione migliore, persino l'harddisk tradizionale e rumoroso e ingombrante e obsoleto (ancora) dei nostri pc dura più delle memorie a stato solido degli ebook. Il motivo secondario è una mia opinione personalissima: stiamo parlando di una ipotetica rivoluzione culturale che troverebbe non pochi ostacoli nell'attuarsi, l'ostacolo principe è che il libro è un oggetto fenomenale e bellissimo, che nessun aggeggio hitech a realtà aumentata piò neanche sfiorare. Virtualizzare la letteratura infatti, prescindendo com'è ovvio, dai contenuti, è il passo appena precedente che virtualizzare che so, un'abitazione, e andarci a vivere. Magari ci arriveremo, ma preferirei non esserci già più da un pezzo.
Detto ciò, sì, le dimensioni per me contano  ASD non è che mi sento più intelligente ad avere la libreria piena, ma sicuramente più dotato e ha una sua filosofia il pensiero che devo fare un certo lavoro per leggere, ossia alzarmi, scegliere un titolo, afferrare un libro e aprirlo, sfogliarlo avvertendone l'estensione, il peso. Ha un suo valore. Detto ciò, l'ebook è un bel giocattolino, ma è come il lettore mp3, può valere mai un concerto dal vivo, farà mai sparire i concerti live?
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« Risposta #28 il: 25 Dicembre 2010, 11:33:28 »

Infatti io non ho detto che l'ebook sostituirà in toto il libro cartaceo. Ho detto però che lo supererà in quanto a produzione ed importanza. Il libro cartaceo diverrà una sorta di copia di backup e ne verranno stampati pochi. In questo modo si risolveranno un sacco di problemi: economici, ecologici, di spazio (sia nelle librerie e nei magazzini, che nelle case), di meritocrazia, di copyright, di distribuzione e quindi di eguaglianza tra piccole e grandi case editrici (o quasi, perché c'è sempre il fattore pubblicità).
Ma la tecnologia ebook non soppianterà mai del tutto la carta stampata! Però, per un buon 70/80% sì. E non sono certo l'unico a pensarla così: ormai sì sa per certo che gli ebook sono il futuro.
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« Risposta #29 il: 25 Dicembre 2010, 11:41:20 »

E non sono certo l'unico a pensarla così: ormai sì sa per certo che gli ebook sono il futuro.
certamente non sei il solo, penso anche tuttavia che soprattutto le case produttrici di kindle e tablet vari lo pensino e lo inducano a pensare...in queste cose la storia distribuisce le ragioni! Io immagino, anche leggendo le risposte passionali nel topic, che l'ebook non sfonderà oltre i quotidiani, prendendosi una piccola parte dell'editoria stampata...però vedremo  icon_tasse
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