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Autore Topic: Dialogo fra holden e il prof.Antolini  (Letto 4742 volte)
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il Giovane Holden
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"Non omnis moriar"


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« il: 10 Gennaio 2005, 08:52:50 »

Il professor Antolini si accese un'altra sigaretta. Fumava come un turco. Poi disse: - Francamente, non so che diavolo dirti, Holden.
- Lo so. Parlare con me ? un problema difficile. Me ne rendo conto.
- Ho l'impressione che tu ti stia deliberatamente preparando a un capitombolo, un terribile capitombolo. Ma, onestamente, non so di che genere... Mi senti?
- S?.
Era chiaro che stava cercando di concentrarsi eccetera eccetera.
- Pu? essere di quel genere per cui a trent'anni te ne stai seduto in un bar odiando tutti quelli che entrano se appena appena hanno l'aria d'aver giocato a rugby in un'universit?, oppure, puoi racimolare quel tanto di istruzione che basta per odiare la gente che dice “Tolto io, c'erano tutti”. O forse finirai in qualche ufficio, a scaraventare cancelleria sulla testa della stenografa pi? vicina. Non lo so, francamente. Ma tu sai dove voglio arrivare, almeno?
- S?. Certo, - dissi. E lo sapevo, infatti. - Per? tutta quella storia dell'odio ? sbagliata. Voglio dire, odiare quelli che giocano a rugby e compagnia bella. Sbagliatissima. Non odio mica tanta gente, io. Posso odiarli per un poco, magari, questo s?, come Stradlater, un tale che c'era a Pencey, e quell'altro, Robert Ackley. Ogni tanto li odiavo proprio, questo ? vero, ma non durava mai molto, ecco. quello che voglio dire. Dopo un po', se non li vedevo, se non venivano in camera, o se non li vedevo in sala da pranzo per due volte di seguito, sentivo perfino la loro mancanza. Dico davvero, sentivo perfino la loro
mancanza.
Per un poco il professor Antolini non disse niente. Si alz?, prese un altro cubetto di ghiaccio, lo mise nel suo cocktail, poi torn? a sedersi. Era chiaro che stava pensando. Io per? avrei voluto con tutta l'anima che continuasse quel discorso la mattina dopo, anzich? in quel momento, ma lui era partito in quarta. La gente ha sempre la smania di discutere quando tu non ce l'hai.
- Benissimo. Ora stammi a sentire un momento... pu? darsi che non esprima tutto questo in modo memorabile come vorrei, ma tra un giorno o due ti scriver? una lettera. Allora ti riuscir? tutto chiaro. Ma adesso sta' a sentire, ad ogni modo -.
Ricominci? a concentrarsi. Poi disse: - Il capitombolo che secondo me ti stai preparando a fare... ? un tipo speciale di capitombolo, orribile. A chi precipita non ? permesso di accorgersi n? di sentirsi quando tocca il fondo. Continua soltanto a precipitare gi?. Questa bella combinazione ? destinata agli uomini che, in un momento o nell'altro della loro vita, hanno cercato qualcosa che il loro ambiente non poteva dargli. O che loro pensavano che il loro ambiente non potesse dargli. Sicch? hanno smesso di cercare. Hanno smesso prima ancora di avere veramente cominciato. Mi segui?
- S?, professore.
- Sicuro?
- S?.
Si alz? e and? a versarsi un altro cicchetto. Poi si sedette di nuovo. Per un pezzo non disse niente.
- Non voglio spaventarti, - disse poi. - Ma non stento affatto a vederti morire nobilmente, in un modo o nell'altro per una causa indicibilmente ignobile -. Mi diede una strana occhiata. - Se ti scrivo una cosa, la leggi con attenzione? E la conservi?
- S?. Ma certo, - dissi. E l'ho fatto, anche. Ho ancora il foglietto che mi ha dato.
Si avvicin? a quella scrivania dall'altra parte della stanza e senza nemmeno sedersi scrisse qualcosa su un pezzo di carta, poi torn? e si sedette con quel foglio in mano. - Per quanto sembri strano, questo non l'ha scritto un poeta di mestiere, l'ha scritto uno psicanalista che si chiamava Wilhelm Stekel, ecco quello che... mi segui ancora?
- Ma s?, certo.
- Ecco quello che ha detto: “Ci? che distingue l'uomo immaturo ? che vuole morire nobilmente per una causa, mentre ci? che distingue l'uomo maturo ? che vuole umilmente vivere per essa”.
Si chin? in avanti e me lo porse. Io lo lessi subito appena lui me lo diede, e poi lo ringraziai eccetera eccetera e me lo misi in tasca. Era stato gentile a prendersi tutto quel disturbo, sul serio. Ma il fatto era che non mi sentivo di concentrarmi, ragazzi, tutt'a un tratto mi sentivo cos? maledettamente stanco.
Ma si vedeva lontano un miglio che lui non era stanco per niente. Tanto per cominciare, era brillo forte. - Io credo, - disse, - che uno di questi giorni ti toccher? di scoprire dove vuoi andare. E allora devi metterti subito in marcia. Ma immediatamente. Non puoi permetterti di perdere un minuto. Tu no.
Feci di s? con la testa perch? lui mi guardava in faccia e via discorrendo, ma non ero troppo sicuro di capire che diavolo avesse in mente. Ero quasi sicuro di saperlo, ma in quel momento non ci avrei giurato. Ero troppo stanco, accidenti.
- E mi dispiace dirtelo, - continu?, - ma credo che non appena comincerai a vedere chiaramente dove vuoi andare, il tuo primo impulso sar? di applicarti allo studio. Per forza. Sei uno studioso, che ti piaccia o no. Smanii di sapere. E io credo che non appena ti sarai lasciato dietro tutti i professori Vines e i loro temi ora...
- I professori Vinson, - dissi io. Voleva dire tutti i professori Vinson, non tutti i professori Vines. Per? non avrei dovuto interromperlo.
- D'accordo, i professori Vinson. Non appena ti sarai lasciato dietro tutti i professori Vinson, allora comincerai ad andare sempre pi? vicino, se sai volerlo e se sai cercarlo e aspettarlo, a quel genere di conoscenza che sar? cara, molto cara al tuo cuore. Tra l'altro, scoprirai di non essere il primo che il comportamento degli uomini abbia sconcertato, impaurito e perfino nauseato. Non sei affatto solo a questo traguardo, e saperlo ti servir? d'incitamento e di stimolante. Molti, moltissimi uomini si sono sentiti moralmente e spiritualmente turbati come te adesso. Per fortuna, alcuni hanno messo nero su bianco quei loro turbamenti. Imparerai da loro... se vuoi. Proprio come un giorno, se tu avrai qualcosa da dare, altri impareranno da te. ? una bella intesa di reciprocit?. E non ? istruzione. ? storia. ? poesia -. Si interruppe e mand? gi? un bel sorso di cocktail. Poi ricominci?. Ragazzi, era proprio partito in quarta. Meno male che non avevo cercato di fermarlo n? niente. - Non sto cercando di dirti, - prosegui, - che soltanto gli uomini colti e preparati sono in grado di dare al mondo un contributo prezioso. Non ? vero. Ma sostengo che gli uomini colti e preparati, se sono intelligenti e creativi, tanto per cominciare, e questo purtroppo succede di rado, tendono a lasciare, del proprio passaggio, segni di gran lunga pi? preziosi che non gli uomini esclusivamente intelligenti e creativi. Tendono ad esprimersi con pi? chiarezza, e di solito hanno la passione di seguire i propri pensieri sino in fondo. E, cosa importatissima, nove volte su dieci sono pi? modesti dei pensatori non preparati. Mi segui, di'. - S?, professore.
Ancora una volta non disse niente per un pezzo. Non so se vi sia mai capitato, ma ? un po' faticoso starsene l? seduto aspettando che uno dica qualcosa mentre pensa eccetera eccetera, sul serio. Mi sforzavo di non sbadigliare. Non ? che mi annoiassi, per niente, ma tutt'a un tratto mi era venuto un sonno del diavolo.
- Gli studi accademici ti renderanno un altro servigio, se li prosegui per parecchio tempo, cominceranno a farti capire che taglia di mente hai. Che cosa le va bene e, forse, che cosa non le va bene. Dopo un poco, comincerai a capire a che specie di pensieri dovrebbe attenersi la tua particolare taglia di mente. Per dirne una, questo pu? farti risparmiare tutto il tempo che perderesti a provarti idee che non ti si addicono, che non sono adatte a te. Comincerai a conoscere le tue vere misure e a vestire la tua mente attenendoti a quelle.
Allora, tutt'a un tratto, sbadigliai. Razza di bastardo maleducato, ma chi ce la faceva pi?. Per? il professor Antolini si mise a ridere. - Andiamo, - disse, e si alz?. - Prepariamo il tuo divano.
Lo seguii, e lui and? a quell'armadio e cerc? di prendere dall'ultimo ripiano lenzuola, coperte e vattelappesca, ma con quel bicchiere di cocktail in mano non ci riusciva. Allora se lo scol? tutto, pos? il bicchiere per terra e poi tiro gi? la roba. Io lo aiutai a portarla sul divano. Facemmo il letto insieme. Non ? che lui fosse un fenomeno. Non rimboccava niente come si deve. Ma chi se ne infischiava. Roba che potevo dormire in piedi, tanto ero stanco.
- Come stanno tutte le tue donne?
- Magnificamente -. La mia eloquenza si sprecava, ma non mi sentivo in vena.
- Come sta Sally? - Conosceva la vecchia Sally Hayes. Una volta gliel'avevo presentata.
- Benissimo. L'ho vista oggi pomeriggio -. Ragazzi, pareva che fossero passati vent'anni! - Non abbiamo pi? molto in comune.
- Carina da morire. E quell'altra ragazza? Quell'altra di cui mi hai parlato, quella del Maine.
- Oh, Jane Gallagher. Sta bene. Domani probabilmente le telefono.
Avevamo finito di fare il letto. - ? tutto tuo, - disse il professor Antolini. - Ma non so che diavolo farai delle gambe, per?.
- Oh, va benissimo. Sono abituato ai letti corti, - dissi.
- Grazie mille, professore. Stanotte mi avete proprio salvato la vita, lei e la signora.
- Il bagno sai dov'?. Se hai bisogno di qualcosa lancia un urlo. Io per un po' resto in cucina; ti d? fastidio la luce?
- No, macch?, no davvero. Grazie mille.
- Bene. Buonanotte, bello.
- Buonanotte. Grazie mille.












? molto lungo...ma credo che sia una delle parti pi? belle del libro...
se vi va di leggerla leggetela pure...
vi do delle brevi indicazioni, perch? la parte che ho postato ? verso la fine del libro:
holden ? un ragazzo che nn capisce la societ? e nn capisce cm le persone accettino tutto senza far nulla.
Ha perso la fiducia nella gente e soprattutto nella scuola, nonostante lui fosse uno che legge molto.
Holden ? stato buttato fuori da Pencey, una scuola molto facoltosa frequentata da gente ricca.


a voi la parola, intellettuali del futuro!
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"Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela:
Quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza."

"Se uno solo di questi petali caduti
ti parrà bello
Amore al volo lo spingerà
nei tuoi capelli.
E quando il vento freddo dell'inverno
raggelerà la terra disamorata
esso ti parlerà piano del giardino.
E tu capirai."
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« Risposta #1 il: 10 Gennaio 2005, 09:01:00 »

Credo che in questo libro ci sia il messaggio generale della non-comunicazione, come dicesti tu una volta.
Essere sottovalutati, non essere compresi, non avere la possibilit? di esplicarsi a dovere tra le complicate vicende di questo mondo.
Il messaggio finale, per?, mi ? sembrato che anche da queste cose si impara facilmente, e che l'animo umano ha sempre un'indole malinconica, apparentemente irrazionale tanto da farti mancare anche coloro che in passato hai odiato.
Io penso che ogni esperienza ci porta a crescere, proprio come il giovane Holden, e che il tempo ? un grande maestro; soltanto che non fallisce mai il detto

Il tempo ? il miglior maestro, peccato che uccide tutti i suoi allievi
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"Quand'ero bambino giocavo sempre con la mia ombra;
mi piaceva muovermi al sole e vederla diventare piccola, grande;
poi però mi sono reso conto che non mi avrebbe mai abbandonato,
neanche al buio."
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« Risposta #2 il: 10 Gennaio 2005, 13:16:44 »

Ammetto di aver letto piu' volte il giovane Holden...? e rimarra' sempre uno dei miei libri preferiti.
L'ho trovato,nonostante scritto negli anni cinquanta,molto attuale,in quanto le problematiche che tocca sono quelle della crisi dell'eta' adolescenziale...che toccato "tutti" i ragazzi di "tutti" i tempi.
Nell'infanzia prendiamo i professori come modelli di vita in quanto ci sembrano perfetti, imparando da loro tutti i valori della vita...Crescendo poi, cominciamo a cambiare la nostra visione e iniziamo a vedere i loro difetti e tutte le brutture del mondo da cui ci avevano protetto. Allora ci sorgono dei dubbi, vacilliamo e spesso non riusciamo ad accettare la realt? che si para difronte ad i nostri occhi.
Concordo con Skeletron(alias peppe) riguardo alla bellezza di questo dialogo.
E vorrei aggiungere anche una delle immagini che piu' mi hanno colpito.
Il giovane Holden, come molti adolescenti, ? un puro e ha degli ideali e delle aspirazioni molto nobili. Egli sogna di "diventare il catturatore nella segale? perch? vorrebbe proteggere i bambini, che egli ritiene innocenti, dai pericoli della vita, per cui, nella sua fantasia immagina di trovarsi su un dirupo in un campo di segale dove giocano i fanciulli e lui li trattiene dal cadere gi?.Penso che sia  proprio questa immagine simbolica  il fulcro del libro; essa ci fa comprendere il sogno di Holden di proteggere i bambini, la loro innocenza e l?integrit? del mondo, ma tale sogno inevitabilmente fallisce, perch? si ricade in una societ? di adulti caratterizzata da autocoscienza e da compromessi.
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-Sono Bond, James Bond
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« Risposta #3 il: 10 Gennaio 2005, 13:55:15 »

perfetto musma..perfetto Shocked
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« Risposta #4 il: 10 Gennaio 2005, 15:35:24 »

Sn molto daccordo cn musma.....anke secondo me ? quella la parte centrale del libro...anke xk ? ci? di cui parla il titolo in inglese..."The Catcher in the Rye"....
Io ho finito di leggere il libro qualke giorno fa...e devo dire ke mi ? piaciuto molto...anke se nn mi piace molto il linguaggio cn cui ? scritto....forse ? troppo "giovanile" x un libro...(ma capisco ke visto ke parla di giovani nn pu? essere altrimenti scritto)..
Cmq secondo me ? un libro ke deve essere letto xk rimane cmq attuale alle problematiche giovanili..

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Sempre camminerò per queste spiagge tra la sabbia e la schiuma dell'onda.
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« Risposta #5 il: 11 Gennaio 2005, 22:28:13 »

il giovane holden ? uno dei libri piu' belli che ho letto :ok  .e a quanto vedo non sono l'unica.secondo me anche perch? ? un personaggio in cui ci si puo' riconoscere.......? uno dei personaggi letterari piu' belli mai creati.......io adoro questo libro,l'ho roprreso a leggere un po' di volte e ora in inglese.rensde molto meglio in lingua madre ivviamente data anche l'impossibile traduzione esatta.a me ha colpitop tutto il libro in generale e in dipendenza dai momenti in cui lo leggevo preferivo una parte......vi ricordate la parte in cui gira x new york?chiede a tuto dove vanno a finire le anatre a central park?o prima quando parla di suop fratello allie?? un loibro che per me, ? di vita.ma quello che m ha sempre colpito ? la sua intelligenza e coerenza interiore..? un vero e proprio "ribelle"...e questa sua insofferenza,questo suo disagio hanno un quialcosa do estremamente affascibnante e romantico.come una lotta di uno contro tutti....
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« Risposta #6 il: 28 Gennaio 2010, 22:19:44 »

Riapro questo topic non attivo dal 2005, è l'unico che ho trovato su "Il Giovane Holden"

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« Risposta #7 il: 29 Gennaio 2010, 00:48:21 »

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Ero convinto fosse già morto icon_rolleyes
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ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere
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« Risposta #8 il: 29 Gennaio 2010, 09:52:58 »

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No ma si era ritirato dalla vita pubblica e non se ne sapeva praticamente nulla.
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