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Conferenza - Dibattito “Referendum Assistito”

Conferenza-Dibattito

Il dossier informativo



Referendum "Assistito" - Pagina 18
LA POSIZIONE DELLA CHIESA CATTOLICA:NEL NOME DEL FIGLIO…

Quella della Chiesa è una delle posizioni più forti e pubblicizzate in merito alla questione sulla procreazione medicalmente assistita. La Congregazione per la dottrina della fede si è espressa, anni fa, con il documento “Dunum vitae”, approvato dal pontefice Giovanni Paolo II. In linea di massima, la Chiesa si esprime in difesa dei diritti del nascituro, poiché: «Dal momento in cui l’ovulo è fecondato, si inaugura una nuova vita che non è quella del padre o della madre, ma di un nuovo essere umano che si sviluppa per proprio conto. Non sarà mai reso umano se non lo è stato fin da allora». Quindi, la Chiesa considera l’embrione un essere umano a tutti gli effetti, provvisto del diritto alla vita, e quindi del diritto a non poter essere soppresso o utilizzato per la ricerca scientifica. Nel documento “Docum vtae” viene fatta una riflessione sul rapporto che deve intercorrere tra lo sviluppo delle scienze e la morale umana, che ne deve regolare i fini e le modalità. La Chiesa osserva come al giorno d’oggi il progresso dell’uomo abbia assunto una duplice prospettiva: da un lato la possibilità di disporre delle risorse del mondo e di dominare i processi della procreazione, dall’altro il rischio di «andare oltre i limiti di un ragionevole dominio sulla natura». Le scienze non possono, da sole, indicare il senso dello sviluppo e dell’esistenza umana. Poiché traggono origine dall’uomo, è da esso che devono attingere i valori morali, le finalità e i limiti. In merito alla questione della procreazione medicalmente assistita, la Chiesa afferma che «L’essere umano è da rispettare - come una persona - fin dal primo istante della sua esistenza». Tutte le altre considerazioni sono fatte a partire da questo principio basilare. La Chiesa inoltre, individua due valori fondamentali connessi con le tecniche di procreazione medicalmente assistita: la vita (come già detto), e l’originalità della sua trasmissione nel matrimonio, ovvero il fatto che l’atto di procreazione di un figlio non può essere svincolato dall’atto coniugale di amore compiuto dai coniugi. In seguito a quanto appena detto, andiamo ad esaminare le singole questioni:
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