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Conferenza - Dibattito “Referendum Assistito”

Conferenza-Dibattito

Il dossier informativo



Referendum "Assistito" - Pagina 7
SECONDO QUESITO: Norme sui limiti all’accesso.
Questo quesito è stato proposto per la salute della donna, e propone l’abolizione del limite dell’applicazione delle tecniche ai casi di soluzione di problemi legati all’infertilità o alla sterilità umana, l’abolizione del principio di gradualità, e l’abolizione del divieto di revocare la propria volontà di ricorrere alla fecondazione assistita, anche dopo la fecondazione dell’ovulo. Elimina inoltre il limite dell’unico impianto e del numero di ovuli non superiore a tre.

PERCHÉ VOTARE “SI”
Il referendum cancella l’obbligo, per la donna, di sottoporsi a trattamenti pericolosi per la sua salute, avendo dato un consenso preventivo e irrevocabile. Inoltre, consente ai genitori portatori di anomalie genetiche di avere un figlio. La donna non deve necessariamente impiantare l’ovulo fecondato malato, e questo consente di evitare un aborto successivo. Consente il congelamento, che evita alla donna, in caso di insuccesso, di sottoporsi nuovamente a trattamenti pericolosi. Infine, non impone vincoli al numero di embrioni che devono essere impiantati.  

PERCHÉ VOTARE “NO”
Perché, di fatto, si potrebbe ricorrere a tecniche di fecondazione assistita anche senza una prova della sterilità della coppia, verrebbe eliminato il principio di gradualità nel ricorso alle tecniche, e verrebbe resa possibile la selezione degli embrioni, nonché la loro produzione illimitata e il loro congelamento. La selezione di embrioni potrebbe essere utilizzata, oltre che per motivi di rimozione di malattie genetiche, per scopi eugenetici.
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